Scritte sui giochi e soluzioni da lavagna

C’è qualcosa di straniante in quello che ho letto martedì 3 giugno sul T a proposito degli atti vandalici compiuti al parco di Varignano. Come se ti dicessero che il motore della tua macchina è rotto, ti elencassero con dovizia di particolari tutte le anomalie del caso, e poi ti proponessero di risolvere il problema sostituendo il CD nell’autoradio: “con la musica giusta tutto sembra migliore”. L’intervento dell’assessore Mascher a mio avviso ha un po’ questo sapore.
Il coraggio di dire

Viviamo un tempo in cui la libertà di parola, pur garantita formalmente, è ogni giorno più fragile nella pratica. Un tempo in cui manifestare il proprio pensiero, se non allineato con quello dominante, significa esporsi non a un confronto, ma a una macchina del fango. Un tempo in cui la dissidenza viene ridotta a fastidio, quando non a colpa.
Buon 2 giugno a tutte e a tutti

Oggi celebriamo la Repubblica, la scelta coraggiosa e consapevole con cui, nel 1946, italiane e italiani decisero di affidare il destino del nostro Paese alla democrazia, alla partecipazione e alla libertà.
Fu una chiamata collettiva alla responsabilità. Da allora, la Repubblica è diventata il terreno comune in cui uomini e donne – diversi per età, idee, provenienza – si incontrano per costruire una società più giusta, più coesa, più umana.
Fiorio e la giunta che deve “ingranare”

La neo-sindaca Arianna Fiorio annuncia che la squadra dovrà “ingranare”, ammettendo candidamente che ci vorranno mesi per riuscirci. Sarà forse prudenza o semplice anticipazione di alibi futuri? È curioso che dopo una campagna elettorale fitta di incontri, dove si presuppone che le cittadine i cittadini abbiano già espresso chiaramente priorità e necessità, si voglia ripartire proprio dall’ascolto. Sorge spontanea una domanda: cosa è successo alle questioni già esposte dalla cittadinanza? Forse si sono smarrite perché non stati tenuti i verbali delle riunioni?
Sagre e realtà: quando le manifestazioni funzionano meglio delle idee del Consigliere Piantoni

C’è qualcosa di singolarmente affascinante nel leggere le proposte del neo Consigliere Comunale Marco Piantoni sulle sagre e le feste di paese. Un po’ come quando si ascolta un turista tedesco che vuole spiegare ai nostri agricoltori come si coltiva il Broccolo di Torbole. Con tutta la buona volontà del mondo, è evidente che Piantoni non ha il polso della situazione. E questo, permettetemi di dirlo con un filo di preoccupazione, dovrebbe farci riflettere prima di incoronarlo assessore.
Responsabilità, coerenza, rispetto delle cittadine e dei cittadini.

Ringraziamo le forze della coalizione Intesa Civica Democratica e Autonomista per il confronto sincero e costruttivo di questi giorni, e in particolare Dario Ioppi, che ha dimostrato in tutta la campagna elettorale equilibrio, competenza e visione. Siamo convinti che, se il voto avesse premiato il nostro progetto, Dario avrebbe rappresentato con autorevolezza e sobrietà la guida giusta per Arco.
Sulla Galleria Segantini, qualche doverosa precisazione

L’altra sera, su TrentinoTV, la candidata Fiorio ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla Galleria Segantini che, purtroppo, denotano una scarsa conoscenza del lavoro fatto in questi anni. È un peccato, perché tutte le consigliere e i consiglieri — lei inclusa — sono sempre stati invitate e invitati alle presentazioni delle mostre. Il gruppo della candidata Fiorio è stato, sistematicamente, l’unico assente. E questo spiega molte cose.
Inclusione e integrazione: l’Autonomia come strumento per una Comunità aperta

Questo ragionamento nasce da uno spunto emerso durante un dibattito pubblico lunedì sera circa il significato del progetto “Arco città inclusiva” adottato dalla nostra amministrazione comunale. È stato uno di quei momenti in cui una semplice domanda costringe a riflettere in profondità sul senso del nostro agire politico e su quanto il valore dell’inclusività sia fondamentale per l’Autonomismo che mi sento di rappresentare.
Turismo, casa e lavoro: oltre gli slogan, servono soluzioni reali

Leggendo l’intervento su L’Adige di ieri della candidata Fiorio, emerge l’approccio di chi non ha mai governato e che quindi non tiene conto dell’analisi di tutte le dimensioni di un fenomeno.
Memoria e rispetto

Cosa significa servire la Comunità in un ruolo pubblico? Significa accettare il confronto, talvolta duro, ma sempre nella consapevolezza che le critiche siano strumenti di crescita, non armi di diffamazione. Tuttavia ci sono momenti in cui la misura è colma e il silenzio non è più una virtù.