Guido Trebo


La nuova Giunta comunale di Arco si è finalmente presentata alla Città, suscitando in me alcune riflessioni.


Municipio di Arco

La neo-sindaca Arianna Fiorio annuncia che la squadra dovrà “ingranare”, ammettendo candidamente che ci vorranno mesi per riuscirci. Sarà forse prudenza o semplice anticipazione di alibi futuri? È curioso che dopo una campagna elettorale fitta di incontri, dove si presuppone che le cittadine i cittadini abbiano già espresso chiaramente priorità e necessità, si voglia ripartire proprio dall’ascolto. Sorge spontanea una domanda: cosa è successo alle questioni già esposte dalla cittadinanza? Forse si sono smarrite perché non sono stati tenuti i verbali delle riunioni?

In un colpo di scena piuttosto prevedibile per gli addetti ai lavori, l’assessore tecnico Ceolan, segretario comunale dal lontano 1997 al 2007, torna alla ribalta dichiarandosi “istruttore” della squadra. Questa curiosa figura che mi sembra quella di un tutore, o se vogliamo essere più generosi, quella di un “badante amministrativo”, suscita qualche sorriso. Davvero gli assessori, che si suppone siano stati scelti per competenza e capacità, hanno bisogno di un tutore che li guidi passo dopo passo? È legittimo interrogarsi se quello che a me pare una specie di commissariamento fosse noto agli elettori al momento del voto. La cittadinanza ha votato Fiorio o Ceolan?

Particolarmente discutibile a mio avviso appare la scelta di Onda, che ha preferito cooptare l’assessora esterna Roberta Prandi, scavalcando apertamente gli eletti. Questo classico teatrino della vecchia politica, oltre a sollevare non pochi problemi etici, rappresenta una contraddizione con gli stessi principi di trasparenza e di rappresentanza diretta che la coalizione vincitrice sembrava voler difendere. Tra l’altro pare quasi un’ammissione implicita di incapacità degli stessi candidati scelti dal movimento, mi auguro che non sia così… Comunque se fossi stato uno dei due Consiglieri eletti ci sarei rimasto molto male…

E che dire del ritorno di Max Floriani? Un déjà vu amministrativo, altro che “rinnovamento”. Ad ogni modo nutro la speranza che questa figura possa porre un freno all’esuberanza di Fiorio e Zanoni riguardo a un possibile ricongiungimento delle nostre strutture museali nel MAG, impedendo che la nostra Galleria Civica torni a essere un piccolo museo di provincia, mera dépendance del museo di Riva, magari questa volta in compagnia del Castello…

Insomma, questa giunta parte dichiarandosi già in affanno, guidata da una leadership che sembra avere le idee confuse sulla propria identità politica. Populista, ambientalista radicale, forse anti-europeista, Fiorio mi sembra più vicina a una certa narrazione da “decrescita (in)felice” (alla quale si aggiunge sorta di lettura distratta e semplificata delle opere dell’antropologo Annibale Salsa) che ad una sinistra moderna e propositiva. 

E questa mia convinzione è resa palese dalla retorica populista-antimoderna che mi pare emerga dal programma della coalizione vincitrice: diffidenza verso il Wi-Fi e la tecnologia 5G, ecologismo radicale e poco scientifico, no al turismo, silenzio quasi totale sull’Europa (e sull’Euregio), e la curiosa insistenza su “caratteri architettonici identitari” così vagamente definiti da risultare indecifrabili. Un nostalgico ritorno a un passato che forse non è mai esistito, o che semplicemente non risponde più alle esigenze di una città moderna come Arco.

Non ci resta che attendere, con pazienza, nella speranza che le prossime “ingranate” amministrative siano meno infelici di questo esordio. Nel frattempo, care concittadine e concittadini, prepariamoci a un lungo periodo di ascolti, riunioni e consultazioni, nella speranza che prima o poi qualcuno inizi davvero a governare prendendo almeno una decisione (e assumendosene la responsabilità).