Guido Trebo

Il girone degli incoerenti

Se Dante Alighieri fosse vivo oggi, probabilmente dedicherebbe un girone dell’Inferno a una categoria molto contemporanea: i politici che promettono una cosa in campagna elettorale e, una volta arrivati al governo, fanno serenamente l’opposto.
Perché la vicenda del MAG e della Galleria Segantini è esattamente questo.

Le rotatorie non respirano

Secondo l’assessora all’ambiente, le rotatorie cittadine verranno progressivamente trasformate in “isole di raccolta di polveri sottili” e in “polmoni verdi della città”. È un’affermazione suggestiva, ma proprio per questo va chiarita. Le polveri sottili non sono rifiuti solidi che si raccolgono in un’aiuola. Non esiste alcun meccanismo fisico o biologico che permetta a una rotatoria di “raccoglierle” in modo significativo. Le polveri restano sospese nell’aria, vengono disperse dal vento e dalla turbolenza generata dal traffico, e non possono essere aspirate o trattenute da una sistemazione verde, a meno di ipotizzare dispositivi tecnici che qui evidentemente non esistono.

Niente calendario, niente notiziario: il primo vero test della nuova Giunta di Arco

Quest’anno, per la prima volta dopo molti anni, il Comune di Arco non ha realizzato né il calendario comunale né il notiziario istituzionale. Sono due elementi dell’ordinaria amministrazione, consolidati nel tempo, che fanno parte del funzionamento normale del nostro Comune. La loro assenza non è quindi un dettaglio trascurabile, ma, a parer mio, un segnale preciso. Sono convinto che un’amministrazione si giudichi prima di tutto da ciò che riesce a fare concretamente, non da ciò che annuncia.

La sicurezza non è una favola

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare molto di sicurezza, dopo la nuova ondata di furti che ha colpito Arco e l’Alto Garda. Le parole della sindaca Fiorio che ha affiancato ai controlli messi in atto dalle Forze dell’Ordine, un richiamo alla “crescente povertà” e alle “fasce di marginalità”, hanno riaperto un tema che va oltre l’emergenza: quello del rapporto fra giustizia e comprensione, fra sicurezza e compassione. Sono riflessioni legittime, ma quando entrano nel campo dell’amministrazione rischiano di diventare un alibi. Perché se ogni reato diventa un sintomo sociale, chi ruba smette di essere responsabile — e chi subisce smette di essere difeso.

Un affresco salvato (senza comunicati stampa) 

C’è una buona notizia, ma sorprende che nessuno l’abbia ancora data. L’affresco di Maria Stoffella Fendros, realizzato negli anni Cinquanta nel vecchio ospedale di Arco, è stato staccato dal muro e sarà ricollocato a breve nella parte esterna dell’ingresso del nuovo ospedale. Un’operazione delicata, condotta con competenza e rispetto, che consente di preservare un’opera d’arte importante e di renderla nuovamente fruibile al pubblico.

Emergenza casa: la verità sul canone concordato e la sfida che lancio a Fiorio 

Dalla lettura dei giornali ho avuto l’impressione che negli ultimi giorni la sindaca Fiorio abbia provato a prendersi i meriti del canone concordato, presentandolo come una bandiera della sua amministrazione. Ma i fatti non si cancellano: l’Accordo territoriale per i contratti a canone concordato è stato aggiornato e firmato il 30 novembre 2022 ben prima che Fiorio entrasse in Comune. A siglarlo, insieme alle associazioni di proprietari e inquilini, c’era la nostra Assessora al bilancio Francesca Modena.

Un volantino contro il campeggio 

Ad Arco il problema del campeggio abusivo esiste, nessuno lo nega. Le strade che portano alle falesie sono spesso invase da camper parcheggiati ovunque, e un intervento è senz’altro necessario. Ma una cosa è affrontare un problema, un’altra è trasformarlo in una specie di triste teatrino. Il Comune di Arco, a quanto leggo dai giornali, ha deciso di risolvere la questione stampando un volantino per “sensibilizzare” i camperisti. E qui iniziano i problemi.

Villa Angerer: bene la continuità, ora non abbassiamo l’asticella

Chiunque viva ad Arco sa che Villa Angerer non è un edificio qualunque: è un simbolo, un pezzo della nostra storia, un frammento di quell’identità che ci lega al passato asburgico e alla vocazione culturale della nostra città. Per questo, ogni volta che si parla del suo futuro, la comunità segue con attenzione e – giustamente – con grandi aspettative.

Cultura nel Basso Sarca: serve più visione

Leggendo i giornali (cartacei e online) della settimana scorsa mi è parso di notare una specie di cambio di passo nella gestione della cultura altogardesana. Proveniamo da una stagione in cui, attraverso scelte coraggiose (spesso criticate), con figure più o meno popolari, la cultura ha rappresentato un punto centrale del dibattito pubblico locale. Attualmente, invece, sembra prevalere un’improvvisazione preoccupante da parte di amministratori che faticano a raccogliere l’importante eredità culturale lasciata da chi li ha preceduti, mostrando, a mio parere, carenza di visione strategica sul futuro.