La prima notizia riguarda la piscina Meroni di Riva del Garda e gli spazi disponibili per l’attivita’ agonistica.
Secondo il T, alcuni atleti dell’Amici Nuoto Riva sono costretti una volta alla settimana a raggiungere Verona per allenarsi, perche’ le corsie disponibili alla Meroni non sarebbero sufficienti per una preparazione adeguata.
E’ un problema concreto per gli atleti e per le famiglie, ma l’articolo non precisa quante persone siano effettivamente coinvolte.
Il sindaco Alessio Zanoni, rispondendo a un’interpellanza di Elisabetta Aldrighetti e Maria Pia Molinari, ha fornito alcuni numeri relativi alla stagione 2025-2026: 173 atleti per Amici Nuoto Riva, 55 per Tri Swim Gardatrentino, 24 per il Gruppo Sommozzatori e 84 per Brenta Nuoto.
Questi dati, pero’, non bastano a stabilire se la distribuzione degli spazi sia equilibrata. Per valutarla servirebbero anche il numero di corsie e le ore assegnate a ciascuna societa’, rapportate alle diverse attivita’ svolte.
Il T sostiene inoltre che le nuove vasche da 20 metri previste nell’ampliamento non risolverebbero le esigenze agonistiche. Per giudicare questo aspetto servirebbe conoscere non soltanto le dimensioni delle vasche, ma anche il futuro piano di utilizzo dell’impianto.
Sul fronte della sanita’ privata, il T riferisce di un nuovo passaggio nella controversia fra Eremo e Villa Regina.
Il Tar di Trento avrebbe respinto il ricorso dell’Eremo contro la delibera provinciale relativa al budget assegnato a Villa Regina per riabilitazione e lungodegenza.
Secondo la ricostruzione del giornale, i giudici avrebbero ritenuto la redistribuzione coerente con la programmazione sanitaria, distinguendo anche l’accreditamento dell’Eremo per la riabilitazione intensiva dalle prestazioni oggetto della controversia.
Questo, pero’, non chiude tutte le questioni fra le due strutture.
Resta infatti distinta la causa civile legata all’accordo del 2006. I 15 milioni di euro citati rappresentano il risarcimento che l’Eremo intende chiedere, non una somma gia’ riconosciuta.
Per il territorio, oltre alla contesa economica, sarebbe utile capire quanti posti siano effettivamente disponibili, per quali pazienti e con quali tempi di attesa.
A Riva Cristina Santi e Silvia Betta intervengono invece sulle condizioni del parcheggio delle Terme Romane.
Segnalano infiltrazioni, illuminazione insufficiente, sporcizia, servizi igienici inutilizzabili, transenne e ostacoli lungo alcuni percorsi.
Entrambi i giornali riportano la stessa interpellanza. Non si tratta quindi di due accertamenti indipendenti.
Anche i riferimenti a episodi di microcriminalita’ restano segnalazioni delle proponenti, senza riscontri delle forze dell’ordine pubblicati negli articoli.
Le richieste su pulizia, manutenzione e sicurezza sono comunque precise e meritano una risposta del Comune e di Apm, gestore del parcheggio. Questa risposta, per ora, manca.
Ad Arco torna poi il tema della gestione del verde pubblico.
Il T riprende le segnalazioni di Carlo Pedergnana e Paola Arcese sulla vegetazione al Linfano, a Caneve e in via Santa Caterina, che in alcuni punti ostacolerebbe la visibilita’ o restringerebbe i passaggi.
Qui e’ importante distinguere due questioni.
Da una parte, l’amministrazione aveva annunciato una scelta di gestione del verde con meno sfalci e un’altezza di taglio maggiore, anche per ridurre il consumo d’acqua e destinare risorse ad altri interventi.
Un prato meno rasato, quindi, non dimostra automaticamente incuria.
Dall’altra parte, pero’, la biodiversita’ non puo’ essere utilizzata come risposta automatica a una segnalazione di visuale impedita in prossimita’ di un attraversamento.
In quei punti la questione e’ di sicurezza e richiede verifiche tecniche e, se necessario, interventi mirati.
Sempre ad Arco torna il confronto sul parcheggio di Caneve.
L’Adige riprende le osservazioni gia’ avanzate da Nicola Cattoi sulla necessita’ di vedere come il parcheggio sopraelevato apparirebbe dal Castello e di confrontare seriamente le alternative.
L’articolo richiama il Consiglio comunale di ieri sera, ma non riporta ancora le decisioni assunte. E’ quindi questo l’aggiornamento da attendere, evitando di presentare nuovamente come novita’ una posizione gia’ nota.
Una novita’ concreta riguarda invece l’albero di Natale di Arco.
L’abete vero verra’ collocato al centro di piazza III Novembre, con una nuova disposizione delle casette del mercatino.
La novita’ riguarda soprattutto la posizione e il nuovo sistema di sostegno, non il ritorno a un albero naturale.
Sui costi i due giornali riportano cifre diverse. La determina comunale indica 17.560 euro piu’ Iva, cioe’ 21.423 euro e 20 centesimi complessivi.
La cifra comprende una struttura riutilizzabile, le verifiche di stabilita’ e la prima installazione. Non si tratta quindi soltanto di un semplice supporto per il tronco.
Sul tema della pace, rappresentanti di Arco, Riva, Dro e Comunita’ di Valle hanno partecipato a Perugia all’assemblea nazionale delle Citta’ per la pace.
Non si tratta di un nuovo riconoscimento assegnato al territorio: Arco e Riva risultavano gia’ aderenti al Coordinamento nazionale.
Il resoconto parla di rapporti consolidati e nuove collaborazioni, ma non specifica quali proposte abbia presentato la delegazione o quali impegni concreti siano derivati dall’incontro.
Sarebbe utile conoscere anche gli eventuali costi pubblici della trasferta e le modalita’ di rimborso: una normale esigenza di rendicontazione, senza presumere irregolarita’.
Fra le notizie brevi, la Garbage Ride & Walk ha coinvolto 130 volontari e portato alla raccolta di 302 chili di rifiuti.
Il peso e’ circa doppio rispetto allo scorso anno, ma questo non significa automaticamente che l’abbandono dei rifiuti sia raddoppiato, perche’ hanno inciso anche alcuni oggetti ingombranti.
Resta comunque il risultato concreto di una giornata di pulizia del territorio.
Va inoltre corretta ancora una volta la data dell’incontro sull’uso del defibrillatore a San Giorgio: sara’ martedi’ 20 ottobre alle 20.30, non oggi.
Un augurio di buon lavoro anche a don Roberto Lucchi, accolto domenica dalle comunita’ di Dro, Ceniga e Drena.
Infine, i giornali ricordano gli architetti Franco Bresciani ed Emilio Munari e Fabiano Vivaldi, gia’ presidente dell’azienda di soggiorno di Torbole.
I funerali di Franco Bresciani saranno mercoledi’ 14 ottobre alle 14.30 al Santuario della Madonna delle Grazie di Arco. Quelli di Emilio Munari saranno giovedi’ 15 ottobre alle 14.30 nella chiesa Arcipretale di Riva.
Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i problemi reali dai dati necessari per misurarli: gli atleti che cercano piu’ spazi, le segnalazioni sulla manutenzione, la visibilita’ lungo le strade e le controversie sanitarie meritano risposte precise, senza trasformare singoli episodi o dichiarazioni in conclusioni piu’ ampie di quanto le informazioni disponibili consentano.