Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.
Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.
La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.
La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.
Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.
A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.
Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.
Non sono necessariamente due racconti incompatibili.
Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.
La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.
La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.
Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.
Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.
Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.
Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.
Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.
Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.
Restano pero’ le domande poste dai sindacati.
Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.
Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.
Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.
La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.
In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.
L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.
Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.
Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.
Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.
Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.
Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.
Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.
Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.
Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.
Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.
La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.
Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.
La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.
La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.
Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.
Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.
La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.
C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.
Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.
Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.
L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.
Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.
Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.
La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.
Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.
Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.
Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.
Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.
Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.
Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.
A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.
I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.
E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 ottobre 2026

La prima notizia riguarda il settore cartario, con una presa di posizione congiunta di Assocarta e organizzazioni sindacali sui costi energetici e sulla competitivita’ delle imprese.
Per l’Alto Garda la questione e’ particolarmente importante. Il comparto occupa circa 1.200 lavoratori e l’attuale fase di incertezza coinvolge quindi molte persone e famiglie.
Sul territorio sono gia’ note le procedure di cassa integrazione: alle Cartiere del Garda dal 2 novembre per tredici settimane e ad Arconvert, al momento, fino al 13 dicembre.
Questo quadro merita attenzione, ma va raccontato con precisione.
I circa 1.200 addetti rappresentano il peso occupazionale complessivo del settore locale. Non risultano annunciati 1.200 licenziamenti o altrettanti esuberi.
Il titolo che parla di “migliaia in bilico” esprime quindi una preoccupazione concreta per il futuro dell’occupazione, ma non quantifica posti di lavoro gia’ destinati a essere soppressi.
C’e’ inoltre un errore nel sottotitolo dell’Adige: non si parla di cassa integrazione fino a sette milioni di euro, ma di una stima nazionale fino a sette milioni di ore autorizzate nel 2026, con un onere per l’Inps di circa 58 milioni di euro.
Sono grandezze diverse e non vanno confuse con la situazione delle sole aziende dell’Alto Garda.
Per capire quanto questa crisi pesera’ davvero sulle famiglie della Busa servono soprattutto i numeri dei lavoratori effettivamente coinvolti e la durata concreta delle sospensioni nei singoli stabilimenti.
Ad Arco torna il tema di via Aldo Moro e dei tre milioni gia’ programmati per la prima messa in sicurezza.
Dopo la risposta del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, la sindaca Arianna Fiorio e il vicesindaco Marco Piantoni precisano di avere inviato le proprie valutazioni preliminari al servizio provinciale gia’ il 17 agosto 2026, sulle alternative presentate dalla Provincia il 15 giugno.
E’ un elemento nuovo e importante.
Il quadro descritto ieri, con un Comune ancora interamente in attesa di rispondere, va quindi corretto.
Resta pero’ da capire se la Provincia consideri quella comunicazione sufficiente o se siano necessari altri passaggi tecnici e amministrativi.
Fra le proposte comunali c’e’ il mantenimento per via Aldo Moro di una sezione stradale di dodici metri, riducendola dove possibile, con marciapiede e attraversamenti e senza realizzare una strada parallela.
Per via Sabbioni viene invece indicata la possibilita’ di una galleria artificiale sotto l’attuale tracciato, mantenendo in superficie gli accessi locali.
Sono richiesti inoltre ulteriori approfondimenti sul nodo Sant’Isidoro, Sant’Andrea e Santa Caterina. Se i tempi per via Sabbioni dovessero allungarsi, viene proposta anche una rotatoria provvisoria fra via Aldo Moro e via Cavallo.
I tre milioni gia’ disponibili riguardano pero’ soltanto la prima messa in sicurezza e non l’intero intervento.
Restano quindi da definire la soluzione complessiva e soprattutto la sequenza dei lavori rispetto ai nuovi flussi di traffico prodotti dalla Loppio-Busa.
Al Floriani e’ invece annunciata per questa mattina una manifestazione degli studenti a sostegno delle rivendicazioni dei docenti e contro le conseguenze della sospensione delle attivita’ aggiuntive.
Entrambi i giornali riferiscono anche della circolazione sui social di una locandina con l’immagine della scuola in fiamme e minacce rivolte a chi entrera’ nell’istituto.
Si tratta di un contenuto grave, ma la provenienza deve ancora essere accertata.
Gli organizzatori della manifestazione descrivono invece un’iniziativa pacifica, riservata agli studenti del Floriani, e richiamano alla responsabilita’ personale.
La distinzione e’ fondamentale.
La presenza online di un messaggio intimidatorio non dimostra che gli autori facciano parte dell’organizzazione della protesta e neppure che sia in corso un’infiltrazione organizzata.
La manifestazione va quindi valutata sulla base delle ragioni dichiarate dagli studenti, tenendo separati i messaggi minacciosi di origine ancora incerta.
In Valle di Ledro arrivano nuovi tempi per la variante stradale di Molina.
Rispondendo alla consigliera provinciale Stefania Segnana, Fugatti indica il secondo semestre del 2029 per l’insediamento del cantiere e il 2032 per la conclusione dei lavori.
L’incarico di ingegneria e’ stato aggiudicato il 2 settembre. Sono previsti circa trentatre mesi per progettazione, pareri e appalto e poi almeno tre anni di lavori.
A luglio, pero’, la Provincia indicava ancora una conclusione nel 2031.
La nuova previsione sposta quindi il termine di circa un anno, senza che l’articolo chiarisca le ragioni del cambiamento.
L’opera, stimata in circa 52 milioni di euro, resta importante per risolvere problemi di strettoia, accessi e carenza di percorsi pedonali protetti.
Il calendario rimane comunque una previsione subordinata ai passaggi progettuali e amministrativi ancora necessari.
Sul fronte agricolo, il T racconta invece le difficolta’ della raccolta dei marroni.
A Campi l’associazione di tutela stima una riduzione del 40 per cento del prodotto commercializzabile, passando dai consueti 30-35 chili per pianta a circa 18-21.
Il presidente Angioino Bertoni sottolinea pero’ che la situazione cambia anche fra castagneti vicini, in base al terreno e alla disponibilita’ d’acqua.
A Drena, la Tenuta I Maroneri riferisce 39 quintali raccolti al 19 ottobre, contro i 47 dell’intera stagione precedente.
E’ un segnale di difficolta’, ma il confronto mette insieme un raccolto ancora in corso e il dato finale dell’anno passato.
Il calo del 40 per cento, quindi, non deve essere esteso automaticamente all’intero Alto Garda: e’ una stima relativa alla situazione di Campi.
Il tema riguarda comunque non soltanto la produzione di quest’anno, ma anche la conservazione di un patrimonio di castagni secolari sempre piu’ esposto agli effetti della siccita’.
Ad Arco vengono poi aggiornate alcune tariffe dei vigili del fuoco per i servizi soggetti a pagamento.
L’apertura delle porte passa da 26 a 100 euro, mentre la bonifica dei nidi di vespe e calabroni passa da 50 a 90 euro.
Il comandante Claudio Zanoni spiega che gli importi erano fermi dal 2002.
E’ importante precisare che gli aumenti riguardano soltanto le prestazioni previste dal tariffario come servizi a pagamento.
Non riguardano i normali interventi gratuiti del Corpo.
Fra le notizie dal territorio, oggi dalle 14 si riuniscono i sindaci della Comunita’ Alto Garda e Ledro per discutere di mobilita’, trasporto pubblico, temi sociali, lettura delle targhe e futuro affidamento della raccolta rifiuti. Seguira’ anche un confronto sul turismo.
Per la Capanna Malga Grassi e’ stata prorogata fino al 31 ottobre 2030 la gestione della societa’ della famiglia Grottolo, utilizzando una possibilita’ gia’ prevista dal contratto del 2023.
A Nago viene segnalato un nuovo tentativo di truffa telefonica con la falsa notizia di un incidente a un familiare. L’invito resta quello di non consegnare denaro o dati bancari, verificare direttamente le richieste e contattare i carabinieri in caso di dubbio.
Infine, domenica 25 ottobre a Pranzo torna la Festa dei maroni.
Nel Romarzollo si recupera invece “Da campanil a campanil”, rinviata per il maltempo, con partenza alle 9 dal parcheggio del santuario di Ceole.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la precisione nei numeri e nelle responsabilita’: il peso occupazionale di un settore non equivale a esuberi gia’ decisi, una comunicazione amministrativa cambia il quadro di un presunto ritardo, una minaccia sui social non puo’ essere attribuita automaticamente agli organizzatori di una protesta e una stima locale non va trasformata in un dato valido per tutto il territorio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 13 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la piscina Meroni di Riva del Garda e gli spazi disponibili per l’attivita’ agonistica.
Secondo il T, alcuni atleti dell’Amici Nuoto Riva sono costretti una volta alla settimana a raggiungere Verona per allenarsi, perche’ le corsie disponibili alla Meroni non sarebbero sufficienti per una preparazione adeguata.
E’ un problema concreto per gli atleti e per le famiglie, ma l’articolo non precisa quante persone siano effettivamente coinvolte.
Il sindaco Alessio Zanoni, rispondendo a un’interpellanza di Elisabetta Aldrighetti e Maria Pia Molinari, ha fornito alcuni numeri relativi alla stagione 2025-2026: 173 atleti per Amici Nuoto Riva, 55 per Tri Swim Gardatrentino, 24 per il Gruppo Sommozzatori e 84 per Brenta Nuoto.
Questi dati, pero’, non bastano a stabilire se la distribuzione degli spazi sia equilibrata. Per valutarla servirebbero anche il numero di corsie e le ore assegnate a ciascuna societa’, rapportate alle diverse attivita’ svolte.
Il T sostiene inoltre che le nuove vasche da 20 metri previste nell’ampliamento non risolverebbero le esigenze agonistiche. Per giudicare questo aspetto servirebbe conoscere non soltanto le dimensioni delle vasche, ma anche il futuro piano di utilizzo dell’impianto.
Sul fronte della sanita’ privata, il T riferisce di un nuovo passaggio nella controversia fra Eremo e Villa Regina.
Il Tar di Trento avrebbe respinto il ricorso dell’Eremo contro la delibera provinciale relativa al budget assegnato a Villa Regina per riabilitazione e lungodegenza.
Secondo la ricostruzione del giornale, i giudici avrebbero ritenuto la redistribuzione coerente con la programmazione sanitaria, distinguendo anche l’accreditamento dell’Eremo per la riabilitazione intensiva dalle prestazioni oggetto della controversia.
Questo, pero’, non chiude tutte le questioni fra le due strutture.
Resta infatti distinta la causa civile legata all’accordo del 2006. I 15 milioni di euro citati rappresentano il risarcimento che l’Eremo intende chiedere, non una somma gia’ riconosciuta.
Per il territorio, oltre alla contesa economica, sarebbe utile capire quanti posti siano effettivamente disponibili, per quali pazienti e con quali tempi di attesa.
A Riva Cristina Santi e Silvia Betta intervengono invece sulle condizioni del parcheggio delle Terme Romane.
Segnalano infiltrazioni, illuminazione insufficiente, sporcizia, servizi igienici inutilizzabili, transenne e ostacoli lungo alcuni percorsi.
Entrambi i giornali riportano la stessa interpellanza. Non si tratta quindi di due accertamenti indipendenti.
Anche i riferimenti a episodi di microcriminalita’ restano segnalazioni delle proponenti, senza riscontri delle forze dell’ordine pubblicati negli articoli.
Le richieste su pulizia, manutenzione e sicurezza sono comunque precise e meritano una risposta del Comune e di Apm, gestore del parcheggio. Questa risposta, per ora, manca.
Ad Arco torna poi il tema della gestione del verde pubblico.
Il T riprende le segnalazioni di Carlo Pedergnana e Paola Arcese sulla vegetazione al Linfano, a Caneve e in via Santa Caterina, che in alcuni punti ostacolerebbe la visibilita’ o restringerebbe i passaggi.
Qui e’ importante distinguere due questioni.
Da una parte, l’amministrazione aveva annunciato una scelta di gestione del verde con meno sfalci e un’altezza di taglio maggiore, anche per ridurre il consumo d’acqua e destinare risorse ad altri interventi.
Un prato meno rasato, quindi, non dimostra automaticamente incuria.
Dall’altra parte, pero’, la biodiversita’ non puo’ essere utilizzata come risposta automatica a una segnalazione di visuale impedita in prossimita’ di un attraversamento.
In quei punti la questione e’ di sicurezza e richiede verifiche tecniche e, se necessario, interventi mirati.
Sempre ad Arco torna il confronto sul parcheggio di Caneve.
L’Adige riprende le osservazioni gia’ avanzate da Nicola Cattoi sulla necessita’ di vedere come il parcheggio sopraelevato apparirebbe dal Castello e di confrontare seriamente le alternative.
L’articolo richiama il Consiglio comunale di ieri sera, ma non riporta ancora le decisioni assunte. E’ quindi questo l’aggiornamento da attendere, evitando di presentare nuovamente come novita’ una posizione gia’ nota.
Una novita’ concreta riguarda invece l’albero di Natale di Arco.
L’abete vero verra’ collocato al centro di piazza III Novembre, con una nuova disposizione delle casette del mercatino.
La novita’ riguarda soprattutto la posizione e il nuovo sistema di sostegno, non il ritorno a un albero naturale.
Sui costi i due giornali riportano cifre diverse. La determina comunale indica 17.560 euro piu’ Iva, cioe’ 21.423 euro e 20 centesimi complessivi.
La cifra comprende una struttura riutilizzabile, le verifiche di stabilita’ e la prima installazione. Non si tratta quindi soltanto di un semplice supporto per il tronco.
Sul tema della pace, rappresentanti di Arco, Riva, Dro e Comunita’ di Valle hanno partecipato a Perugia all’assemblea nazionale delle Citta’ per la pace.
Non si tratta di un nuovo riconoscimento assegnato al territorio: Arco e Riva risultavano gia’ aderenti al Coordinamento nazionale.
Il resoconto parla di rapporti consolidati e nuove collaborazioni, ma non specifica quali proposte abbia presentato la delegazione o quali impegni concreti siano derivati dall’incontro.
Sarebbe utile conoscere anche gli eventuali costi pubblici della trasferta e le modalita’ di rimborso: una normale esigenza di rendicontazione, senza presumere irregolarita’.
Fra le notizie brevi, la Garbage Ride & Walk ha coinvolto 130 volontari e portato alla raccolta di 302 chili di rifiuti.
Il peso e’ circa doppio rispetto allo scorso anno, ma questo non significa automaticamente che l’abbandono dei rifiuti sia raddoppiato, perche’ hanno inciso anche alcuni oggetti ingombranti.
Resta comunque il risultato concreto di una giornata di pulizia del territorio.
Va inoltre corretta ancora una volta la data dell’incontro sull’uso del defibrillatore a San Giorgio: sara’ martedi’ 20 ottobre alle 20.30, non oggi.
Un augurio di buon lavoro anche a don Roberto Lucchi, accolto domenica dalle comunita’ di Dro, Ceniga e Drena.
Infine, i giornali ricordano gli architetti Franco Bresciani ed Emilio Munari e Fabiano Vivaldi, gia’ presidente dell’azienda di soggiorno di Torbole.
I funerali di Franco Bresciani saranno mercoledi’ 14 ottobre alle 14.30 al Santuario della Madonna delle Grazie di Arco. Quelli di Emilio Munari saranno giovedi’ 15 ottobre alle 14.30 nella chiesa Arcipretale di Riva.
Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i problemi reali dai dati necessari per misurarli: gli atleti che cercano piu’ spazi, le segnalazioni sulla manutenzione, la visibilita’ lungo le strade e le controversie sanitarie meritano risposte precise, senza trasformare singoli episodi o dichiarazioni in conclusioni piu’ ampie di quanto le informazioni disponibili consentano.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 ottobre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica una sola pagina all’Alto Garda e Ledro.
La notizia principale riguarda la variante agricola di Arco, che questa sera alle 19 arriva in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.
Arco Fucina Comune invita alla partecipazione soprattutto i giovani agricoltori e contesta il rischio che le nuove norme possano creare ostacoli al lavoro, agli investimenti e alle esigenze abitative delle famiglie che vivono nelle aree agricole.
Si tratta delle valutazioni della lista, non di conseguenze gia’ dimostrate.
Il giornale richiama anche la disponibilita’ al confronto espressa da Coldiretti nei giorni scorsi.
La novita’ di oggi e’ quindi soprattutto l’appello alla partecipazione in vista del voto. Per valutare davvero la variante servira’ entrare nel merito delle norme: capire quali interventi vengono limitati, quali categorie sono coinvolte e quali eventuali correttivi siano possibili.
La seduta di questa sera potra’ quindi chiarire se alle contestazioni arriveranno risposte puntuali da parte dell’amministrazione.
Torna poi la crisi del settore cartario.
Dopo le notizie sulla cassa integrazione a Cartiere del Garda e Arconvert, Lorenzo Cargnelli, segretario della sezione rivana del Patt, chiede a Comuni e Provincia di convocare un tavolo d’emergenza dedicato al settore e al suo indotto.
L’articolo non aggiunge nuovi dati occupazionali e non riporta nuove decisioni delle aziende.
La novita’ e’ quindi una richiesta politica di coordinamento istituzionale. L’ipotesi che il territorio rischi di diventare sempre piu’ dipendente dal turismo appartiene alla lettura politica di Cargnelli.
Un confronto fra istituzioni, imprese e sindacati potrebbe essere utile se portasse a impegni concreti su occupazione e investimenti. Al momento, pero’, il tavolo non e’ ancora stato convocato.
Sul fronte della casa, prosegue il servizio di Trentino Abitare rivolto sia a chi cerca un alloggio sia ai proprietari interessati ad affittare.
Ad Arco i prossimi appuntamenti sono domani, 13 ottobre, e il 27 ottobre a Villa Pasquali, in via Foro Boario.
A Riva l’appuntamento e’ invece previsto il 20 ottobre nella sala cerimonie al piano terra del municipio.
Per chi cerca casa, le prenotazioni vengono raccolte il lunedi’ dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 15, al numero 0461 1636211.
A Dro torna poi la proposta del Partito Democratico sulle tariffe delle palestre comunali.
La mozione chiede di differenziare i costi in base all’utilizzo del riscaldamento e di prevedere una fascia specifica per gruppi con sede fuori Comune ma composti prevalentemente da residenti di Dro.
L’articolo non riferisce ne’ un voto ne’ una risposta della Giunta. Non risultano quindi modifiche tariffarie gia’ operative.
Infine, una correzione utile su un appuntamento ad Arco.
L’incontro pubblico sull’uso del defibrillatore a San Giorgio non e’ domani, come indicato dal giornale, ma martedi’ 20 ottobre alle 20.30, nella saletta al centro del paese. L’ingresso e’ libero.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le proposte dalle decisioni gia’ assunte: la variante agricola entra ora nel confronto consiliare, il tavolo sul cartario e’ ancora una richiesta, le tariffe delle palestre non sono state modificate e gli sportelli per la casa restano invece un servizio gia’ operativo.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 10 ottobre 2026

La prima notizia riguarda le scuole di Riva del Garda.
La Giunta provinciale ha aggiornato il piano dell’edilizia scolastica destinando 7 milioni e 200 mila euro all’ampliamento e alla riqualificazione del Floriani e 7 milioni e 350 mila euro al corpo storico del Maffei. In totale sono 14 milioni e 550 mila euro.
Per il Maffei va pero’ fatta una distinzione importante: questi fondi riguardano lavori sull’edificio storico previsti dopo la conclusione del cantiere attuale. Non rappresentano quindi, da soli, la soluzione al blocco dell’ampliamento.
Sul cantiere fermo si profila il possibile subentro di Mak Costruzioni attraverso lo scorrimento della graduatoria originaria, evitando una nuova gara. Ma devono ancora essere completati due passaggi: il consenso dell’impresa e la definitiva risoluzione del contratto con Manelli.
Parlare gia’ di caso “sbloccato” e’ quindi prematuro. La notizia certa e’ il nuovo finanziamento; sul cantiere si registra un avanzamento amministrativo, non ancora il ritorno degli operai.
Il 2028 resta l’obiettivo annunciato per completare l’opera, ma nell’articolo non compare ancora un nuovo calendario contrattuale.
Ad Arco continua invece il confronto sulla variante agricola, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.
Oggi interviene Coldiretti Alto Garda e Ledro.
Il presidente Romano Calza’ condivide l’obiettivo di contrastare le speculazioni e tutelare il paesaggio, ma ritiene che alcune norme penalizzerebbero anche le aziende agricole professionali.
Le richieste sono precise: mantenere la soglia di due ettari per le strutture aziendali, conteggiando anche terreni nei Comuni confinanti; conservare il lotto minimo di 3.000 metri quadrati per strutture di servizio e interrati fino a 500 metri quadrati; salvaguardare per le aziende gia’ esistenti la possibilita’ di destinare il 30 per cento della superficie utile ad attivita’ connesse.
Coldiretti contesta anche la delimitazione degli ambiti agricoli identitari.
Sono osservazioni concrete, sulle quali servono risposte altrettanto concrete. Anche l’associazione, pero’, dovrebbe quantificare meglio l’impatto delle nuove soglie sulle imprese.
Sul metodo restano posizioni contrapposte. Le minoranze lamentano un confronto insufficiente, mentre la sindaca Arianna Fiorio ricorda la fase pubblica gia’ svolta.
Gli atti confermano che dal 20 aprile al 20 maggio era stata aperta una raccolta di contributi e che la variante era comparsa anche nell’ordine del giorno della commissione del 28 settembre.
Questo significa che una fase di partecipazione c’e’ stata. Non dimostra pero’ che il testo attuale sia stato condiviso in modo sufficiente o che le osservazioni ricevute siano state accolte.
Il punto decisivo sara’ quindi capire come l’amministrazione rispondera’ alle proposte presentate e con quali motivazioni manterra’ o modifichera’ le proprie scelte.
Sul fronte sanitario arriva invece una decisione concreta dall’ospedale di Arco.
Il Tribunale di Rovereto ha annullato due sanzioni disciplinari inflitte a una tecnica sanitaria di radiologia e delegata sindacale della Cisl: un richiamo scritto e cinque giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione.
Asuit e’ stata inoltre condannata a pagare 4.259 euro di spese legali, oltre agli oneri previsti.
Il richiamo scritto riguardava un’intervista anonima alla Rai dell’aprile 2025 su personale, turni e apparecchiature. Secondo la ricostruzione del giornale, il giudice ha ricondotto quelle dichiarazioni al legittimo esercizio della critica sindacale.
La sospensione riguardava invece due episodi di servizio per i quali l’istruttoria non avrebbe confermato una condotta disciplinarmente rilevante.
Asuit si riserva di esaminare le motivazioni e valutare un’eventuale impugnazione. La possibilita’ di ricorso non cancella pero’ la decisione gia’ intervenuta.
Le successive accuse politiche secondo cui l’azienda cercherebbe di silenziare i dipendenti vanno tenute distinte dalla sentenza: sono interpretazioni piu’ ampie, non conclusioni automaticamente attribuibili al giudice.
Torna poi il tema della crisi di Arconvert.
Dopo l’annuncio della cassa integrazione, vengono precisati i fermi programmati: dal 14 al 21 ottobre si fermera’ la spalmatrice 4, mentre dal 26 ottobre al 2 novembre si fermera’ l’intero reparto. Sono previste riduzioni anche nell’allestimento e nei servizi.
La Slc Cgil riferisce che l’azienda ha confermato gli investimenti programmati e sta effettuando prove su nuovi prodotti nella speranza di una ripresa degli ordini.
E’ una prospettiva positiva, ma non significa che nuove commesse siano gia’ state acquisite.
Le previsioni per novembre restano negative e i lavoratori piu’ esposti sono ancora quelli con contratti in somministrazione.
Investimenti confermati e difficolta’ occupazionali possono quindi coesistere: il mantenimento dei programmi industriali non elimina la perdita di reddito dovuta ai fermi.
Torna anche il tema delle mense scolastiche.
La Comunita’ Alto Garda e Ledro descrive l’organizzazione del servizio: venti strutture, undici centri di cottura, circa 3.000 pasti al giorno e 400 diete personalizzate. A fine ottobre e’ previsto l’incontro plenario delle commissioni mensa.
Sono dati utili per capire la complessita’ del servizio, ma non rispondono ancora direttamente alle segnalazioni dei genitori della scuola Zadra su cibi freddi e qualita’ percepita.
Dire che alla Comunita’ non risultano segnalazioni ufficiali non equivale a dimostrare che nessun problema sia stato riscontrato.
Allo stesso modo, il rispetto dei criteri nutrizionali del menu’ non certifica la temperatura del pasto al momento del consumo.
Servono quindi controlli mirati su preparazione, trasporto e somministrazione. Resta aperta anche la domanda sull’utilizzo della cucina della nuova scuola Zadra.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo presenta un’interrogazione e una mozione urgente sugli avvistamenti di ratti, segnalati fra lungolago e Strada Granda a Torbole e via Stazione a Nago.
La minoranza chiede derattizzazione, maggiore pulizia delle isole ecologiche e un sistema tracciabile per gestire le segnalazioni.
Le zone indicate rendono le richieste verificabili, ma mancano ancora un bilancio degli interventi gia’ effettuati e la risposta del Comune.
Espressioni come “invasione di ratti” o “emergenza igienico-sanitaria” appartengono alla denuncia politica e non sono accompagnate, negli articoli, da una valutazione sanitaria che ne misuri l’estensione.
Sul Monte Creino, Europa Verde contesta invece la terrazza panoramica e il modello turistico che considera rappresentato dall’opera.
Il T da’ ampio spazio alla critica, ma non affianca costi, caratteristiche tecniche del progetto o spiegazioni dei promotori. Il confronto resta quindi soprattutto sul terreno delle opinioni, con pochi elementi per valutarne concretamente utilita’ e impatto.
Un’altra vicenda riguarda un ventitreenne residente in Germania al quale il Tribunale di Rovereto ha negato la messa alla prova richiesta con lavoro di pubblica utilita’ da svolgere all’estero.
Nel racconto emergono due questioni diverse: la possibilita’ di svolgere il programma fuori dall’Italia e l’esclusione del reato contestato, quello di fuga pericolosa dal controllo, dall’accesso alla messa alla prova.
Quest’ultimo punto e’ anche oggetto di una questione sollevata davanti alla Corte costituzionale da un altro tribunale. Non e’ quindi corretto ridurre l’intera vicenda al fatto che il giovane viva in Germania.
Infine, sul Brento e’ stato recuperato un base jumper di 38 anni rimasto bloccato con il paracadute sulla parete a circa 300 metri da terra. E’ stato trasferito al Santa Chiara e, secondo il giornale, non e’ in condizioni preoccupanti.
E’ morto inoltre a 76 anni Federico “l’Olandese volante”, storico protagonista della radio italiana, cresciuto anche a Torbole. Alla sua famiglia va un pensiero di vicinanza e sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i finanziamenti dai cantieri realmente ripartiti, le consultazioni formali dalla qualita’ effettiva dell’ascolto, le decisioni giudiziarie dalle successive interpretazioni politiche e le descrizioni organizzative dalle verifiche sui problemi concretamente segnalati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 9 ottobre 2026

La notizia principale riguarda il lavoro e l’industria locale.
Arconvert prolunga la cassa integrazione ordinaria dal 12 ottobre al 13 dicembre, con un possibile coinvolgimento di cento dipendenti. Alle Cartiere del Garda la procedura riguarda invece fino a 394 lavoratori, fra operai e impiegati, per tredici settimane a partire dal 2 novembre.
Il primo fermo alle Cartiere e’ previsto dal 2 all’8 novembre.
Entrambe le testate indicano il calo degli ordinativi come motivo delle decisioni. I sindacati richiamano anche il rischio di mancato rinnovo per alcuni lavoratori in somministrazione e chiedono integrazioni economiche per limitare la perdita salariale.
E’ importante distinguere le richieste sindacali dagli accordi gia’ raggiunti: al momento sono proposte.
Anche sui numeri serve precisione. Le procedure quantificate coinvolgono fino a 494 dipendenti, cento piu’ 394. Il riferimento del T a “oltre 500” non trova riscontro nei numeri riportati. L’indotto puo’ certamente ampliare le conseguenze, ma negli articoli non viene quantificato.
E soprattutto la cassa integrazione non equivale all’annuncio di 494 licenziamenti. Resta comunque una situazione seria, perche’ riduzione del reddito e incertezza dei contratti incidono immediatamente sulle famiglie.
Sul fronte della sanita’ e dell’assistenza agli anziani, viene presentata a Riva “Longenica”, la fiera sulla longevita’ prevista dal 5 al 7 ottobre 2027.
L’iniziativa vuole mettere insieme prevenzione, ricerca, imprese e istituzioni, con il coinvolgimento anche di Luigi Fontana e dell’assessore provinciale Mario Tonina.
La presentazione di una fiera, pero’, non equivale all’apertura di nuovi servizi sanitari.
La prevenzione merita certamente investimenti, ma chi oggi assiste una persona non autosufficiente ha bisogno anche di posti disponibili, personale e percorsi accessibili.
Il tema delle liste d’attesa nelle Rsa resta quindi centrale. Nella rassegna viene richiamato un dato recente di circa 1.100 persone in attesa in Trentino, con tempi molto diversi a seconda delle situazioni.
Esistono percorsi pubblici di valutazione e accesso, ma per i ricoveri temporanei le famiglie devono ancora spesso contattare direttamente le strutture per verificare la disponibilita’. Rendere piu’ trasparenti posti, tempi e costi sarebbe un miglioramento concreto.
A Dro arriva intanto un nuovo servizio alla Residenza Molino.
Viene attivata una presa in carico diurna continuativa per un massimo di quattro persone contemporaneamente, dal lunedi’ al venerdi’, dalle 8 alle 17.30.
Il servizio comprende pranzo, bagno assistito, attivita’ motorie e cognitive, socializzazione e trasporto da casa alla struttura e ritorno.
E’ un sostegno concreto per le famiglie, anche se di dimensioni limitate. Il servizio nasce infatti a parita’ di risorse, attraverso una riorganizzazione di spazi e personale. Sara’ importante verificarne la domanda effettiva e la sostenibilita’ nel tempo.
A Varone, invece, il Comune di Riva recede anticipatamente dall’affitto dell’ambulatorio medico, inutilizzato da giugno.
Il canone e’ di 6.000 euro annui e il contratto sarebbe scaduto nell’aprile 2029.
Evitare una spesa per locali non utilizzati ha una logica amministrativa, ma il fatto che non ci siano medici presenti non significa che non esista un bisogno di assistenza nella frazione.
Resta quindi una domanda concreta: dove vengono seguiti oggi i residenti, con quali spostamenti e quali difficolta’ per le persone anziane o per chi non guida?
Ad Arco arrivano nuovi dettagli sulla messa in sicurezza di Laghel dopo la frana del 25 agosto.
Il progetto vale complessivamente circa 277.500 euro. E’ stato chiesto un contributo provinciale, ma la quota effettivamente finanziata deve ancora essere definita.
L’intervento non consiste soltanto in una barriera paramassi. Sono previsti una struttura lunga circa 80 metri e alta cinque, disgaggi, reti, ancoraggi sulla parete e rimozione dei massi.
Anche gli 80 giorni indicati per i lavori rappresentano una durata stimata e non una data certa per il rientro nelle abitazioni. Restano infatti in vigore sgomberi e divieti di accesso.
A Riva continua invece il confronto sulla sicurezza dopo la spaccata nella tabaccheria della Galleria Mimosa.
Elisabetta Aldrighetti e Voce Comune ripropongono l’ipotesi della vigilanza privata e chiedono chiarimenti sulle telecamere che, secondo alcune segnalazioni, sarebbero state rimosse.
Il T presenta la rimozione in modo piu’ categorico nel richiamo, mentre nel testo usa il condizionale. Senza una risposta del Comune, non sappiamo ancora se le telecamere siano state effettivamente tolte, per quale motivo e quale copertura sia oggi disponibile.
La domanda sulle telecamere e’ verificabile e merita una risposta precisa. La vigilanza privata, invece, e’ una proposta che richiede valutazioni su costi, compiti e coordinamento.
A Ledro una truffa telefonica e’ stata bloccata in gran parte grazie al sospetto di un operatore bancario e all’intervento dei carabinieri.
Una donna di settant’anni era stata convinta da un falso carabiniere a disporre due bonifici per complessivi 51.000 euro. Di questi, 48.000 sono stati congelati.
Parlare di truffa completamente sventata sarebbe quindi impreciso: gli articoli non chiariscono che cosa sia accaduto ai restanti 3.000 euro.
Il promemoria piu’ utile e’ semplice: i carabinieri non chiedono trasferimenti di denaro. In caso di telefonate sospette e’ bene interrompere la comunicazione e chiamare direttamente il 112.
Fra le notizie brevi, una donna di 49 anni e’ rimasta ferita nello scontro fra uno scooter e un’auto fra Ceole e Varignano ed e’ stata trasferita al Santa Chiara. Dinamica e responsabilita’ sono ancora in corso di accertamento.
Al rione Degasperi, infine, viene segnalata la chiusura di viale Don Bosco in prossimita’ di via Piave per impedire il traffico di attraversamento. L’accesso ai residenti resta da viale Trieste.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli effetti reali dalle semplificazioni: cassa integrazione non significa licenziamento, una fiera sulla longevita’ non equivale a nuovi servizi sanitari, una durata stimata dei lavori non e’ una data certa di rientro e una truffa bloccata in gran parte non significa necessariamente denaro recuperato integralmente.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora la variante di Torbole. L’incontro coordinato dal presidente della Comunita’ Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi, ha prodotto un’intesa sul metodo: continuare il confronto e approfondire il documento delle categorie economiche. Non esiste pero’ ancora una posizione territoriale unitaria sul tracciato.
Il Consiglio comunale di Arco sostiene la soluzione C1, con la C2 come alternativa qualora emergano problemi idrogeologici insuperabili. Confcommercio, invece, continua a preferire la D2 verso Linfano, mentre altre categorie si orientano sulle soluzioni verso la Maza.
Questo significa che non e’ corretto rappresentare il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi come l’unico ostacolo a un accordo gia’ raggiunto. Il dissenso e’ piu’ articolato e il confronto resta sia politico sia tecnico.
Serviranno soprattutto dati comprensibili su origine e destinazione degli spostamenti, costi, impatto ambientale e capacita’ reale delle diverse soluzioni di alleggerire il traffico. Anche l’idea di intercettare una parte delle automobili a Loppio resta per ora una proposta, ma pone una questione importante: una nuova strada puo’ alleggerire Torbole senza necessariamente risolvere da sola la congestione dell’intera Busa.
Preoccupa intanto la situazione alla Arconvert di Linfano. Dopo l’incontro fra azienda e sindacati e’ emerso che la cassa integrazione ordinaria verra’ prolungata a causa di un’ulteriore riduzione degli ordini.
Restano i numeri gia’ conosciuti: dieci giorni di fermo dal 21 settembre, 51 lavoratori interessati su circa 250 e una diminuzione degli ordinativi indicata nel 12 per cento. Nessuna delle due testate chiarisce pero’ quanto durera’ il nuovo prolungamento o se aumentera’ il numero dei dipendenti coinvolti.
Le rassicurazioni sull’occupazione sono prudenti, soprattutto per alcuni lavoratori somministrati. La difficolta’ sembra legata anche alla scarsa diversificazione produttiva dello stabilimento arcense, particolarmente esposto alla debolezza della domanda nel settore vinicolo e dei film plastici.
Per la galleria Dom arriva invece un passaggio istituzionale concreto. Il 17 settembre si incontreranno a Pieve di Ledro amministrazioni, Provincia, Confindustria e sindacati per affrontare i problemi che le chiusure notturne creeranno ai lavoratori turnisti.
Sul tavolo ci sono finestre di transito, orari coordinati con i cambi turno, navette e anche una possibile soluzione pedonale nella zona di San Giacomo, eventualmente collegata a un trasporto dedicato. Sono ancora ipotesi. Il risultato da attendere e’ un’organizzazione precisa, con orari e responsabilita’ definite prima dell’inizio delle chiusure.
Torna anche il tema del Pronto soccorso di Arco. Il consigliere provinciale Claudio Cia riconosce gli interventi organizzativi gia’ realizzati, ma chiede di consolidare l’equipe medica, ridurre la dipendenza dalle prestazioni esterne e rendere piu’ attrattiva la sede di Arco.
Anche in questo caso bisogna distinguere la richiesta dalla decisione: non vengono annunciate nuove assunzioni ne’ un piano di stabilizzazione con scadenze definite. Il problema resta quello emerso nei giorni scorsi: ampliamento degli spazi e stabilita’ degli organici devono procedere insieme.
Ad Arco, 412 firme sono state consegnate contro la sopraelevazione del parcheggio di Caneve. I promotori contestano l’impatto paesaggistico, chiedono maggiore partecipazione e propongono di valutare un parcheggio interrato con verde e servizi in superficie.
La proposta comunale, pero’, e’ ancora in una fase preliminare. Esiste uno studio di fattibilita’ consegnato alla Giunta, ma non un progetto definitivamente approvato. Le conseguenze prospettate sul valore delle abitazioni e sull’attrattivita’ turistica restano inoltre timori dei firmatari, non effetti gia’ misurati.
La richiesta piu’ utile, a questo punto, e’ rendere pubblico lo studio e permettere un confronto su dati concreti: posti aggiuntivi, altezza, costi e alternative.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo propone l’adesione alla Rete dei Comuni Sostenibili, con indicatori e un rapporto annuale per misurare le politiche ambientali. Per ora si tratta soltanto di una mozione e l’adesione non risulta ancora deliberata.
Fra le altre notizie, le scuole dell’Alto Garda presentano programmi dedicati a educazione emotiva, prevenzione del bullismo, gestione dei conflitti e didattica all’aperto.
Ripartono inoltre i corsi gratuiti di italiano per stranieri di Penny Wirton, a Riva dal 15 settembre e ad Arco dal 17.
Il giovane calciatore del Cagliari Trepy ha concluso la riabilitazione all’Eremo di Chiarano dopo il grave incidente avvenuto in Sardegna. Le sue condizioni vengono definite molto buone; eventuali tempi e modalita’ del ritorno in campo saranno decisi dai medici della squadra.
Infine, l’Adige torna sulla rassegna “Ottobre a teatro”, sottolineando soprattutto il problema del ricambio generazionale delle compagnie e la minore diffusione del dialetto.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i confronti ancora aperti dalle decisioni, le rassicurazioni dalle garanzie effettive e gli studi preliminari dai progetti gia’ approvati.