Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 13 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la piscina Meroni di Riva del Garda e gli spazi disponibili per l’attivita’ agonistica.

Secondo il T, alcuni atleti dell’Amici Nuoto Riva sono costretti una volta alla settimana a raggiungere Verona per allenarsi, perche’ le corsie disponibili alla Meroni non sarebbero sufficienti per una preparazione adeguata.

E’ un problema concreto per gli atleti e per le famiglie, ma l’articolo non precisa quante persone siano effettivamente coinvolte.

Il sindaco Alessio Zanoni, rispondendo a un’interpellanza di Elisabetta Aldrighetti e Maria Pia Molinari, ha fornito alcuni numeri relativi alla stagione 2025-2026: 173 atleti per Amici Nuoto Riva, 55 per Tri Swim Gardatrentino, 24 per il Gruppo Sommozzatori e 84 per Brenta Nuoto.

Questi dati, pero’, non bastano a stabilire se la distribuzione degli spazi sia equilibrata. Per valutarla servirebbero anche il numero di corsie e le ore assegnate a ciascuna societa’, rapportate alle diverse attivita’ svolte.

Il T sostiene inoltre che le nuove vasche da 20 metri previste nell’ampliamento non risolverebbero le esigenze agonistiche. Per giudicare questo aspetto servirebbe conoscere non soltanto le dimensioni delle vasche, ma anche il futuro piano di utilizzo dell’impianto.

Sul fronte della sanita’ privata, il T riferisce di un nuovo passaggio nella controversia fra Eremo e Villa Regina.

Il Tar di Trento avrebbe respinto il ricorso dell’Eremo contro la delibera provinciale relativa al budget assegnato a Villa Regina per riabilitazione e lungodegenza.

Secondo la ricostruzione del giornale, i giudici avrebbero ritenuto la redistribuzione coerente con la programmazione sanitaria, distinguendo anche l’accreditamento dell’Eremo per la riabilitazione intensiva dalle prestazioni oggetto della controversia.

Questo, pero’, non chiude tutte le questioni fra le due strutture.

Resta infatti distinta la causa civile legata all’accordo del 2006. I 15 milioni di euro citati rappresentano il risarcimento che l’Eremo intende chiedere, non una somma gia’ riconosciuta.

Per il territorio, oltre alla contesa economica, sarebbe utile capire quanti posti siano effettivamente disponibili, per quali pazienti e con quali tempi di attesa.

A Riva Cristina Santi e Silvia Betta intervengono invece sulle condizioni del parcheggio delle Terme Romane.

Segnalano infiltrazioni, illuminazione insufficiente, sporcizia, servizi igienici inutilizzabili, transenne e ostacoli lungo alcuni percorsi.

Entrambi i giornali riportano la stessa interpellanza. Non si tratta quindi di due accertamenti indipendenti.

Anche i riferimenti a episodi di microcriminalita’ restano segnalazioni delle proponenti, senza riscontri delle forze dell’ordine pubblicati negli articoli.

Le richieste su pulizia, manutenzione e sicurezza sono comunque precise e meritano una risposta del Comune e di Apm, gestore del parcheggio. Questa risposta, per ora, manca.

Ad Arco torna poi il tema della gestione del verde pubblico.

Il T riprende le segnalazioni di Carlo Pedergnana e Paola Arcese sulla vegetazione al Linfano, a Caneve e in via Santa Caterina, che in alcuni punti ostacolerebbe la visibilita’ o restringerebbe i passaggi.

Qui e’ importante distinguere due questioni.

Da una parte, l’amministrazione aveva annunciato una scelta di gestione del verde con meno sfalci e un’altezza di taglio maggiore, anche per ridurre il consumo d’acqua e destinare risorse ad altri interventi.

Un prato meno rasato, quindi, non dimostra automaticamente incuria.

Dall’altra parte, pero’, la biodiversita’ non puo’ essere utilizzata come risposta automatica a una segnalazione di visuale impedita in prossimita’ di un attraversamento.

In quei punti la questione e’ di sicurezza e richiede verifiche tecniche e, se necessario, interventi mirati.

Sempre ad Arco torna il confronto sul parcheggio di Caneve.

L’Adige riprende le osservazioni gia’ avanzate da Nicola Cattoi sulla necessita’ di vedere come il parcheggio sopraelevato apparirebbe dal Castello e di confrontare seriamente le alternative.

L’articolo richiama il Consiglio comunale di ieri sera, ma non riporta ancora le decisioni assunte. E’ quindi questo l’aggiornamento da attendere, evitando di presentare nuovamente come novita’ una posizione gia’ nota.

Una novita’ concreta riguarda invece l’albero di Natale di Arco.

L’abete vero verra’ collocato al centro di piazza III Novembre, con una nuova disposizione delle casette del mercatino.

La novita’ riguarda soprattutto la posizione e il nuovo sistema di sostegno, non il ritorno a un albero naturale.

Sui costi i due giornali riportano cifre diverse. La determina comunale indica 17.560 euro piu’ Iva, cioe’ 21.423 euro e 20 centesimi complessivi.

La cifra comprende una struttura riutilizzabile, le verifiche di stabilita’ e la prima installazione. Non si tratta quindi soltanto di un semplice supporto per il tronco.

Sul tema della pace, rappresentanti di Arco, Riva, Dro e Comunita’ di Valle hanno partecipato a Perugia all’assemblea nazionale delle Citta’ per la pace.

Non si tratta di un nuovo riconoscimento assegnato al territorio: Arco e Riva risultavano gia’ aderenti al Coordinamento nazionale.

Il resoconto parla di rapporti consolidati e nuove collaborazioni, ma non specifica quali proposte abbia presentato la delegazione o quali impegni concreti siano derivati dall’incontro.

Sarebbe utile conoscere anche gli eventuali costi pubblici della trasferta e le modalita’ di rimborso: una normale esigenza di rendicontazione, senza presumere irregolarita’.

Fra le notizie brevi, la Garbage Ride & Walk ha coinvolto 130 volontari e portato alla raccolta di 302 chili di rifiuti.

Il peso e’ circa doppio rispetto allo scorso anno, ma questo non significa automaticamente che l’abbandono dei rifiuti sia raddoppiato, perche’ hanno inciso anche alcuni oggetti ingombranti.

Resta comunque il risultato concreto di una giornata di pulizia del territorio.

Va inoltre corretta ancora una volta la data dell’incontro sull’uso del defibrillatore a San Giorgio: sara’ martedi’ 20 ottobre alle 20.30, non oggi.

Un augurio di buon lavoro anche a don Roberto Lucchi, accolto domenica dalle comunita’ di Dro, Ceniga e Drena.

Infine, i giornali ricordano gli architetti Franco Bresciani ed Emilio Munari e Fabiano Vivaldi, gia’ presidente dell’azienda di soggiorno di Torbole.

I funerali di Franco Bresciani saranno mercoledi’ 14 ottobre alle 14.30 al Santuario della Madonna delle Grazie di Arco. Quelli di Emilio Munari saranno giovedi’ 15 ottobre alle 14.30 nella chiesa Arcipretale di Riva.

Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i problemi reali dai dati necessari per misurarli: gli atleti che cercano piu’ spazi, le segnalazioni sulla manutenzione, la visibilita’ lungo le strade e le controversie sanitarie meritano risposte precise, senza trasformare singoli episodi o dichiarazioni in conclusioni piu’ ampie di quanto le informazioni disponibili consentano.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 ottobre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica una sola pagina all’Alto Garda e Ledro.

La notizia principale riguarda la variante agricola di Arco, che questa sera alle 19 arriva in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.

Arco Fucina Comune invita alla partecipazione soprattutto i giovani agricoltori e contesta il rischio che le nuove norme possano creare ostacoli al lavoro, agli investimenti e alle esigenze abitative delle famiglie che vivono nelle aree agricole.

Si tratta delle valutazioni della lista, non di conseguenze gia’ dimostrate.

Il giornale richiama anche la disponibilita’ al confronto espressa da Coldiretti nei giorni scorsi.

La novita’ di oggi e’ quindi soprattutto l’appello alla partecipazione in vista del voto. Per valutare davvero la variante servira’ entrare nel merito delle norme: capire quali interventi vengono limitati, quali categorie sono coinvolte e quali eventuali correttivi siano possibili.

La seduta di questa sera potra’ quindi chiarire se alle contestazioni arriveranno risposte puntuali da parte dell’amministrazione.

Torna poi la crisi del settore cartario.

Dopo le notizie sulla cassa integrazione a Cartiere del Garda e Arconvert, Lorenzo Cargnelli, segretario della sezione rivana del Patt, chiede a Comuni e Provincia di convocare un tavolo d’emergenza dedicato al settore e al suo indotto.

L’articolo non aggiunge nuovi dati occupazionali e non riporta nuove decisioni delle aziende.

La novita’ e’ quindi una richiesta politica di coordinamento istituzionale. L’ipotesi che il territorio rischi di diventare sempre piu’ dipendente dal turismo appartiene alla lettura politica di Cargnelli.

Un confronto fra istituzioni, imprese e sindacati potrebbe essere utile se portasse a impegni concreti su occupazione e investimenti. Al momento, pero’, il tavolo non e’ ancora stato convocato.

Sul fronte della casa, prosegue il servizio di Trentino Abitare rivolto sia a chi cerca un alloggio sia ai proprietari interessati ad affittare.

Ad Arco i prossimi appuntamenti sono domani, 13 ottobre, e il 27 ottobre a Villa Pasquali, in via Foro Boario.

A Riva l’appuntamento e’ invece previsto il 20 ottobre nella sala cerimonie al piano terra del municipio.

Per chi cerca casa, le prenotazioni vengono raccolte il lunedi’ dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 15, al numero 0461 1636211.

A Dro torna poi la proposta del Partito Democratico sulle tariffe delle palestre comunali.

La mozione chiede di differenziare i costi in base all’utilizzo del riscaldamento e di prevedere una fascia specifica per gruppi con sede fuori Comune ma composti prevalentemente da residenti di Dro.

L’articolo non riferisce ne’ un voto ne’ una risposta della Giunta. Non risultano quindi modifiche tariffarie gia’ operative.

Infine, una correzione utile su un appuntamento ad Arco.

L’incontro pubblico sull’uso del defibrillatore a San Giorgio non e’ domani, come indicato dal giornale, ma martedi’ 20 ottobre alle 20.30, nella saletta al centro del paese. L’ingresso e’ libero.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le proposte dalle decisioni gia’ assunte: la variante agricola entra ora nel confronto consiliare, il tavolo sul cartario e’ ancora una richiesta, le tariffe delle palestre non sono state modificate e gli sportelli per la casa restano invece un servizio gia’ operativo.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 8 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora la variante agricola di Arco, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.

Il consigliere del Pd Gabriele Andreasi chiede di rinviare il provvedimento e concentra le sue critiche soprattutto sulle abitazioni gia’ esistenti nelle aree agricole. Secondo la sua lettura, le nuove norme bloccherebbero anche la possibilita’ di ampliamento del 20 per cento, con conseguenze per chi volesse ricavare un’abitazione per i figli.

Contesta inoltre l’aumento dei requisiti per i nuovi centri aziendali e le zone nelle quali verrebbero vietati nuovi agriturismi o ampliamenti.

Sono questioni concrete, ma alcuni elementi richiedono ancora verifiche. Le “centinaia di famiglie” coinvolte rappresentano una stima di Andreasi: l’articolo non presenta un censimento preciso. Anche il riferimento a “diritti edificatori consolidati” e’ una valutazione politica che deve essere confrontata con le norme vigenti e con quelle proposte.

Sul metodo va ricordato che il Comune aveva aperto, dal 20 aprile al 20 maggio, una fase pubblica per raccogliere contributi, osservazioni e segnalazioni. Non si puo’ quindi parlare di totale assenza di partecipazione. Questo non significa, pero’, che il testo oggi in discussione sia stato condiviso in modo sufficiente.

La verifica decisiva sara’ capire quali contributi siano arrivati, come siano stati valutati e quali effetti concreti avranno le nuove regole su chi vive e lavora nelle campagne.

A Riva del Garda il T racconta invece un nuovo caso di alloggio vincolato alla residenza ordinaria che sarebbe stato utilizzato per l’ospitalita’ turistica.

La Polizia locale ha effettuato un accertamento al Fangolino. Secondo il verbale, nell’alloggio sarebbero stati realizzati anche lavori interni non autorizzati. Il caso dovra’ ora essere sottoposto alle autorita’ competenti.

Il punto, quindi, non e’ semplicemente l’affitto a turisti, ma la possibile violazione di vincoli urbanistici ed edilizi.

Il giornale ricorda anche altri casi emersi nelle ultime settimane, ma manca ancora un dato complessivo che permetta di misurare il fenomeno: numero totale dei controlli, periodo considerato ed esiti.

Anche il dato secondo cui circa il 60 per cento delle compravendite della categoria A/2 avviene senza agevolazione “prima casa” non puo’ essere utilizzato automaticamente per quantificare gli immobili turistici. Una classificazione fiscale non dice da sola come venga effettivamente utilizzata un’abitazione.

Sul fronte sociale entra invece nella fase operativa “La Comunita’ che sostiene”.

La novita’ e’ la determina firmata da Costanza Fedrigotti e la riunione prevista in ottobre del Tavolo della Solidarieta’, che esaminera’ le richieste insieme a Caritas e Servizi sociali.

La dotazione e’ di 90.000 euro complessivi per il triennio 2026-2028, quindi 30.000 euro all’anno per tutto il territorio. Non sono 90.000 euro ogni anno.

Si tratta di un fondo integrativo destinato a bisogni essenziali. Puo’ essere importante per affrontare singole emergenze, ma non rappresenta una soluzione strutturale al caro-affitti o all’impoverimento.

Per valutarne l’efficacia sara’ utile conoscere quanti cittadini riceveranno un aiuto, quale sara’ il contributo medio e quante richieste resteranno eventualmente senza copertura.

Anche i dati sui pasti a domicilio richiedono precisione. Si passa da 84.194 pasti nel 2023 a 87.305 nel 2024 e 92.153 nel 2025. Sono aumenti del 3,7 e del 5,6 per cento, non crescite annuali “in doppia cifra”. La previsione di 100.000 pasti nel 2026 rappresenterebbe un aumento di circa l’8,5 per cento.

Il bisogno cresce, ma i numeri pubblicati non confermano quella specifica definizione.

Ad Arco, sulla vicenda del Piscolo, la novita’ e’ la consegna di oltre 170 firme raccolte tra i residenti di Ceole.

La petizione e’ stata inviata a Comuni, Provincia, Comunita’ di Valle e Appa e chiede, fra le altre cose, di sospendere i conferimenti fino alle verifiche, rendere accessibili gli atti, predisporre controlli ambientali e un piano della mobilita’ e convocare un’assemblea pubblica.

L’articolo parla di circa 230 mila metri cubi di terre provenienti dalla circonvallazione ferroviaria di Trento e riporta la stima dei promotori di oltre 22 mila transiti, considerando andata e ritorno.

E’ un totale complessivo. Senza un calendario dei conferimenti e una frequenza giornaliera non permette ancora di capire quale sara’ l’intensita’ effettiva del traffico.

Le preoccupazioni su strettoie e vicinanza alle abitazioni meritano risposte tecniche. Il timore di contaminazioni, invece, non equivale a una contaminazione gia’ accertata. Servono dati su materiali ammessi, analisi, percorsi e condizioni autorizzative.

In Val di Ledro, a Pre’, i residenti contestano la deviazione prevista dal 12 ottobre all’11 dicembre per i lavori sulla statale.

Il traffico in discesa verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre quello in salita restera’ sulla statale 240. Non saranno quindi entrambe le direzioni a transitare nell’abitato.

Un residente chiede perche’ non sia stato preferito un senso unico alternato con semaforo. E’ una domanda legittima, ma nell’articolo manca la risposta del Servizio Gestione Strade. Per valutare l’alternativa servono informazioni sulle condizioni del cantiere, sulla sicurezza e sulle soluzioni tecnicamente esaminate.

A Laghel, invece, resta in vigore il divieto di accesso alla zona interessata dalla frana del 25 agosto.

Nonostante il divieto, vengono segnalati arrampicatori ancora presenti nelle falesie. Con l’avvio dei lavori non si deve entrare ne’ nelle pareti interessate ne’ nel relativo sentiero.

Sono previsti una barriera paramassi lunga circa 80 metri e alta cinque, oltre agli interventi di consolidamento della parete. La durata stimata e’ di 80 giorni, ma non rappresenta ancora una data certa di riapertura.

Torna inoltre il confronto politico sulla proposta del Pd di ospitare giovani atleti palestinesi ad Arco.

Fucina Comune non contesta il principio dell’accoglienza, ma critica la collocazione dell’iniziativa a ridosso dell’anniversario del 7 ottobre e chiede che la memoria delle vittime non sia selettiva.

Il gruppo pone anche domande concrete su costi, durata, strutture disponibili, personale e responsabilita’ verso eventuali minori ospitati.

L’Adige sceglie il titolo “Si litiga sui palestinesi”, mettendo soprattutto in evidenza lo scontro politico. Nell’intervento, pero’, ci sono anche questioni amministrative verificabili.

Va inoltre ricordato che la proposta del Pd non approva gia’ un programma operativo: chiede proprio di verificare la fattibilita’ dell’iniziativa. Il confronto utile riguarda quindi priorita’, sostenibilita’, costi e condizioni dell’eventuale progetto.

Fra le notizie brevi, sulla Casa Mia Mario Tonina conferma la disponibilita’ della Provincia a sostenere gli interventi sull’immobile, ma non sono ancora indicati importi o tempi di finanziamento.

In via Fornasetta, Evan Cantone segnala problemi di illuminazione, asfalto, velocita’ e sicurezza.

Alla Galleria Mimosa un furto nella tabaccheria ha causato pochi euro di refurtiva ma soprattutto danni alla vetrata e disagio per l’attivita’.

Oggi, infine, si svolge la Business Run con partenza alle 18 dalla Baltera. Le principali limitazioni al traffico saranno attive in via Baltera dalle 17.20 alle 20 e lungo il percorso dalle 17.45 alle 19.30, con restrizioni anche in viale Canella, viale dei Tigli e agli attraversamenti di viale Rovereto.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le contestazioni dalle verifiche sulle norme, i singoli casi dalla dimensione reale di un fenomeno e i fondi utili per affrontare le emergenze dalle soluzioni strutturali che richiedono risorse ben maggiori.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 28 settembre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica all’Alto Garda e Ledro una sola pagina.

La prima notizia utile riguarda Riva del Garda e la sicurezza di Palazzo Lutti-Salvadori. Dopo il distacco di una parte del rivestimento dalla facciata sud, fortunatamente senza feriti, e’ previsto un nuovo intervento urgente.

Giovedi’ primo ottobre, dalle 10 alle 18, sara’ chiuso sia ai pedoni sia ai veicoli il tratto compreso fra il civico 6 di via Maffei e il civico 6 di piazza Garibaldi. Per i mezzi in uscita dalla Ztl il percorso alternativo passera’ da via Florida sud, via Gazzoletti e piazza Battisti. E’ quindi soprattutto un’informazione pratica per chi dovra’ muoversi nel centro storico.

A Dro torna invece la controversia sul parcheggio di via Capitelli, che dispone di circa 80 posti e oggi utilizza un unico accesso per entrata e uscita. L’Adige riferisce anche di oltre 150 firme contrarie alla modifica.

La sindaca Ginetta Santoni e la Giunta difendono la scelta soprattutto per aumentare la sicurezza degli alunni diretti verso l’area ricreativa dell’oratorio. Unione Democratica sostiene invece che il nuovo assetto crei difficolta’ nelle manovre e possa ostacolare l’accesso dei mezzi di soccorso alle abitazioni.

Serve pero’ precisione su un episodio richiamato nel dibattito. L’Adige parla oggi di un “intervento dei pompieri” del 4 agosto, mentre il T aveva descritto delle manovre simulate, citate dall’opposizione sulla base delle testimonianze di alcuni residenti. Non risulta quindi documentato un vero soccorso d’emergenza che sia stato impedito.

Il Comune aveva inoltre richiamato verifiche della Polizia locale e dei Vigili del fuoco, ma nessuno dei due giornali ne pubblica gli esiti tecnici. Il problema non puo’ essere risolto scegliendo quale dichiarazione credere: servono dati e verifiche che dimostrino come garantire insieme la sicurezza dei bambini e l’accessibilita’ dei soccorsi.

Dall’Alto Garda arriva poi una vicenda giudiziaria conclusa con l’assoluzione definitiva di un’imprenditrice residente sul territorio, coinvolta dal 2022 in un procedimento tedesco per presunta evasione fiscale nel settore delle gelaterie.

Dopo l’assoluzione e’ stato disposto il dissequestro di circa 157 mila euro, con provvedimento del 14 settembre.

Secondo la ricostruzione dell’Adige, gli elementi raccolti non erano sufficienti per attribuire all’imprenditrice le manipolazioni degli incassi contestate. Per il periodo precedente al 2018 non si potevano estendere automaticamente le conclusioni tratte dai dati degli anni successivi; per la fase seguente non risultava invece dimostrato un suo contributo concreto alle condotte contestate.

Questo e’ il nucleo della notizia. Il confronto generale fra giustizia italiana e tedesca proposto nell’articolo va invece preso con cautela: una singola vicenda non permette di misurare due sistemi giudiziari. Anche definire l’evasione fiscale un malcostume “tipicamente italico” aggiunge uno stereotipo, non una spiegazione della sentenza.

Ad Arco prosegue infine il confronto politico nato attorno alla vicenda dell’Hotel Arco. Fucina Comune rivendica la propria natura di lista civica plurale e contesta la rappresentazione del gruppo come emanazione dell’ex sindaco Alessandro Betta.

La parola “accozzaglia”, ripresa nel titolo dell’articolo, appartiene alla risposta di Fucina Comune e non viene riportata come citazione testuale della sindaca Arianna Fiorio. Anche su questo punto e’ utile mantenere precise le attribuzioni.

Al di la’ dello scontro sull’identita’ politica delle liste, la questione piu’ concreta resta il futuro dell’area dopo la mancata approvazione della variante. Rimangono infatti senza quel percorso di realizzazione alcune opere previste nell’accordo: la riqualificazione di piazza Italia, un parco pubblico sulla riva sinistra del Sarca, collegamenti ciclopedonali e una quota di appartamenti vincolata alla prima casa.

Il confronto politico sarebbe quindi piu’ utile se tornasse su queste domande: quali opere verranno comunque realizzate, con quali alternative, quali risorse e quali tempi?

Fra gli appuntamenti, questa mattina alla Rocca di Riva si parla del riuso sostenibile del patrimonio degli enti religiosi. Domani sera, nella sala teatro della Comunita’ di Valle, e’ invece in programma il monologo “Attraverso la mia ombra”, nell’ambito della Settimana dell’accoglienza.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di tornare ai fatti verificabili: dagli esiti tecnici sulla sicurezza di via Capitelli alle motivazioni di una sentenza, fino alle opere concrete che dovranno sostituire i progetti rimasti senza attuazione.