Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 20 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la Ciclovia del Garda fra Riva e Limone.
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rispondendo a un’interrogazione di Lucia Coppola, conferma la prosecuzione del progetto e indica il 2030 come obiettivo per il completamento funzionale degli ultimi tratti sulla sponda occidentale.
Fugatti respinge anche l’ipotesi di sospendere le progettazioni e sostituire con i battelli il collegamento fra Riva e Limone.
Il 2030, pero’, resta una previsione basata sul cronoprogramma gia’ trasmesso nel settembre 2025. Nel calendario sono considerate anche le sospensioni dei lavori durante la stagione turistica.
Sul fronte economico, il T indica circa 84 milioni di euro per i 5,5 chilometri occidentali, dei quali 12 milioni e 400 mila destinati alla mitigazione del rischio di caduta massi, con benefici anche per la Gardesana.
Fugatti richiama inoltre l’aumento dei prezzi dei materiali, l’aggiornamento dei listini e alcune modifiche progettuali.
Serve pero’ cautela quando si attribuiscono i rincari soprattutto alla sicurezza. I 12 milioni e 400 mila euro rappresentano una componente del costo attuale, ma non dicono da soli quanto quella voce sia cresciuta rispetto alle stime iniziali.
Per capire davvero l’origine degli aumenti servirebbe quindi un confronto omogeneo fra i diversi preventivi nel tempo.
Vanno inoltre tenuti distinti gli 11 milioni e 100 mila euro trasferiti a Lombardia e Veneto: sono comunque risorse pubbliche, ma non fanno parte del costo delle opere sulla sponda occidentale trentina.
Sul ricorso ai battelli, l’Adige sottolinea soprattutto le ragioni del no di Fugatti: discontinuita’ del percorso e necessita’ di collegare i tratti ciclabili gia’ esistenti.
Il T intravede invece una possibile apertura alla navigazione sulla sponda orientale. Nei passaggi riportati, pero’, non compare ancora una decisione in questo senso.
Al Linfano si avvicina intanto l’avvio di Bus&Work.
Dal 2 novembre tre linee collegheranno Dro, Varone e Riva con gli stabilimenti Aquafil, Fedrigoni e Domo, nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.
Per la prima fase sono indicati circa 370 mila euro.
La novita’ di oggi e’ la richiesta avanzata da Leonardo Comperatore di Domo alla Giunta di Arco: completare i collegamenti ciclabili fino agli ingressi degli stabilimenti.
Le aziende si dichiarano disponibili a predisporre parcheggi per le biciclette e incentivi per i dipendenti che utilizzeranno alternative all’auto.
La questione e’ concreta: anche una rete ciclabile abbastanza estesa puo’ perdere efficacia se manca proprio l’ultimo tratto necessario per raggiungere il posto di lavoro in sicurezza.
Nell’articolo, pero’, non vengono ancora indicati tempi certi per completare questi collegamenti ne’ bonus aziendali gia’ definiti.
Sara’ inoltre il monitoraggio di Bus&Work a mostrare quante persone sceglieranno effettivamente il trasporto pubblico.
A Riva del Garda Patt e Lega propongono invece di utilizzare l’area comunale di via Ardaro per realizzare alloggi a canone moderato.
Silvia Betta e Cristina Santi chiedono di pensare soprattutto alle famiglie che non rientrano nell’edilizia sociale ma incontrano difficolta’ nel sostenere i prezzi del mercato libero.
La proposta individua quindi un luogo concreto e chiede una ricognizione del fabbisogno. Siamo pero’ ancora a un’interpellanza: non esistono un progetto finanziato, un numero definito di appartamenti o un piano economico.
Come riferimento viene citata l’esperienza di Rovereto, dove sono stati realizzati dodici appartamenti con canoni inferiori del 30 per cento rispetto al mercato.
Il precedente e’ interessante, ma parte da una condizione importante: l’edificio era gia’ pubblico ed era stato riqualificato con finanziamenti del Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto comprende inoltre un percorso di convivenza seguito da cooperative sociali.
Per capire se il modello sia replicabile a Riva bisognera’ quindi conoscere costi, fonti di finanziamento, numero di alloggi e livello dei canoni realmente sostenibile per le famiglie.
A Pietramurata viene invece potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito dall’Apsp Casa Mia.
Il centro potra’ accogliere fino a venti bambini anche il martedi’, dopo l’ampliamento gia’ introdotto per il giovedi’.
Il Comune di Dro afferma che in questo modo vengono soddisfatte tutte le richieste ricevute.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, e si svolge nella casa sociale di piazza Mercato il martedi’ e il giovedi’ dalle 16.20 alle 18.30.
Sono previste attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti. Le iscrizioni avvengono attraverso il portale di Casa Mia.
A Riva, al Rione Due Giugno, torna invece il tema della sicurezza dopo l’incendio che nella notte fra domenica e lunedi’ ha distrutto alcuni cassonetti in via Virgilio.
L’episodio segue il furto con spaccata al tabacchino della Galleria Mimosa.
Le opposizioni chiedono piu’ telecamere, illuminazione e controlli serali. Voce Comune propone anche un presidio di vigilanza privata, mentre Cristina Santi chiede un incontro pubblico con il sindaco.
Il danno ai cassonetti e’ un fatto concreto e le preoccupazioni dei residenti meritano risposte.
Non risultano pero’ identificati gli autori dell’incendio. Il collegamento con un presunto “disagio giovanile profondo” resta quindi un’interpretazione politica: non abbiamo elementi sull’eta’ dei responsabili.
Allo stesso modo, due episodi ravvicinati non bastano a dimostrare da soli un aumento generale della criminalita’ nel quartiere. Per farlo servirebbero dati confrontabili su un periodo piu’ lungo.
Ad Arco, anche il Partito Democratico interviene sulla gestione del verde pubblico.
Il Pd contesta all’assessora Chiara Parisi ritardi nella sistemazione delle rotatorie, soprattutto al Linfano, e chiede chiarimenti sul possibile ruolo di Amsa nella manutenzione.
Nell’articolo mancano pero’ la risposta diretta dell’assessora e date precise per gli interventi.
Per i cittadini il punto piu’ importante resta la presenza, in alcuni luoghi, di vegetazione che invade marciapiedi e piste ciclabili oppure riduce la visibilita’ agli incroci.
Sono situazioni che richiedono verifiche e tempi operativi chiari.
Sulla variante di Torbole, Forza Italia ribadisce invece il sostegno alla soluzione D fra Conca d’Oro e Linfano, definendola l’unica concretamente ed economicamente praticabile.
E’ una nuova presa di posizione politica, non una nuova conclusione tecnica.
L’articolo non presenta infatti nuovi studi o decisioni capaci di dimostrare che le altre alternative siano state definitivamente escluse.
Sul fronte della cronaca, una donna di 43 anni residente a Riva e’ ricoverata in gravi condizioni al Santa Chiara dopo essere uscita di strada con l’auto nell’uliveto sopra Varone.
Il veicolo si e’ fermato su un fianco lungo la scarpata.
La dinamica e’ ancora in corso di accertamento. L’Adige parla dell’ipotesi di un errore di manovra, il T di una possibile disattenzione: nessuna delle due spiegazioni e’ ancora una causa accertata.
Infine, oggi alle 10, al santuario della Madonna delle Grazie di Ceole, si tengono i funerali di Donato “Tello” Ferrari, morto a 81 anni.
L’Adige ne ricorda l’impegno nell’alpinismo altogardesano, dal Gruppo Rocciatori della Sat alla Scuola Prealpi Trentine, fino al contributo dato alla ferrata dell’Amicizia.
Alla famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene va un pensiero di vicinanza.
Fra gli appuntamenti, oggi riapre anche la biblioteca comunale di Nago nella nuova sede del Forte, mentre questa sera alle 20.45, a Dro, Marcello Riccioni parlera’ di regolazione emotiva e sviluppo dei bambini fra i 7 e i 14 anni.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli obiettivi dalle certezze, le proposte dai progetti gia’ finanziati e gli episodi concreti dalle conclusioni generali. Costi, utilizzo dei servizi, sicurezza e mobilita’ si valutano meglio quando alle dichiarazioni si affiancano dati comparabili e risultati misurabili.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.
Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.
La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.
I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.
Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.
Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.
Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.
Torna poi la variante di Torbole.
Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.
Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.
Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.
Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.
La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.
E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.
Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.
Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.
Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.
A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.
Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.
Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.
La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.
Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.
Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.
La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.
Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.
Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.
La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.
Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.
A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.
La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.
La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.
Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.
Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.
Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.
L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.
In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.
La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.
Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.
La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.
Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.
Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.
Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.
Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.
Una precisazione storica riguarda Arco.
L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.
Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.
La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.
A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.
Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.
Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.
Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.
Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.
Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.
Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.
La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.
I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.
Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.
Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.
Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.
Torna poi la variante di Torbole.
Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.
Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.
Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.
Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.
La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.
E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.
Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.
Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.
Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.
A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.
Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.
Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.
La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.
Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.
Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.
La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.
Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.
Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.
La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.
Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.
A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.
La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.
La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.
Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.
Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.
Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.
L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.
In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.
La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.
Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.
La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.
Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.
Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.
Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.
Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.
Una precisazione storica riguarda Arco.
L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.
Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.
La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.
A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.
Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.
Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.
Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.
Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.
Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 13 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la piscina Meroni di Riva del Garda e gli spazi disponibili per l’attivita’ agonistica.
Secondo il T, alcuni atleti dell’Amici Nuoto Riva sono costretti una volta alla settimana a raggiungere Verona per allenarsi, perche’ le corsie disponibili alla Meroni non sarebbero sufficienti per una preparazione adeguata.
E’ un problema concreto per gli atleti e per le famiglie, ma l’articolo non precisa quante persone siano effettivamente coinvolte.
Il sindaco Alessio Zanoni, rispondendo a un’interpellanza di Elisabetta Aldrighetti e Maria Pia Molinari, ha fornito alcuni numeri relativi alla stagione 2025-2026: 173 atleti per Amici Nuoto Riva, 55 per Tri Swim Gardatrentino, 24 per il Gruppo Sommozzatori e 84 per Brenta Nuoto.
Questi dati, pero’, non bastano a stabilire se la distribuzione degli spazi sia equilibrata. Per valutarla servirebbero anche il numero di corsie e le ore assegnate a ciascuna societa’, rapportate alle diverse attivita’ svolte.
Il T sostiene inoltre che le nuove vasche da 20 metri previste nell’ampliamento non risolverebbero le esigenze agonistiche. Per giudicare questo aspetto servirebbe conoscere non soltanto le dimensioni delle vasche, ma anche il futuro piano di utilizzo dell’impianto.
Sul fronte della sanita’ privata, il T riferisce di un nuovo passaggio nella controversia fra Eremo e Villa Regina.
Il Tar di Trento avrebbe respinto il ricorso dell’Eremo contro la delibera provinciale relativa al budget assegnato a Villa Regina per riabilitazione e lungodegenza.
Secondo la ricostruzione del giornale, i giudici avrebbero ritenuto la redistribuzione coerente con la programmazione sanitaria, distinguendo anche l’accreditamento dell’Eremo per la riabilitazione intensiva dalle prestazioni oggetto della controversia.
Questo, pero’, non chiude tutte le questioni fra le due strutture.
Resta infatti distinta la causa civile legata all’accordo del 2006. I 15 milioni di euro citati rappresentano il risarcimento che l’Eremo intende chiedere, non una somma gia’ riconosciuta.
Per il territorio, oltre alla contesa economica, sarebbe utile capire quanti posti siano effettivamente disponibili, per quali pazienti e con quali tempi di attesa.
A Riva Cristina Santi e Silvia Betta intervengono invece sulle condizioni del parcheggio delle Terme Romane.
Segnalano infiltrazioni, illuminazione insufficiente, sporcizia, servizi igienici inutilizzabili, transenne e ostacoli lungo alcuni percorsi.
Entrambi i giornali riportano la stessa interpellanza. Non si tratta quindi di due accertamenti indipendenti.
Anche i riferimenti a episodi di microcriminalita’ restano segnalazioni delle proponenti, senza riscontri delle forze dell’ordine pubblicati negli articoli.
Le richieste su pulizia, manutenzione e sicurezza sono comunque precise e meritano una risposta del Comune e di Apm, gestore del parcheggio. Questa risposta, per ora, manca.
Ad Arco torna poi il tema della gestione del verde pubblico.
Il T riprende le segnalazioni di Carlo Pedergnana e Paola Arcese sulla vegetazione al Linfano, a Caneve e in via Santa Caterina, che in alcuni punti ostacolerebbe la visibilita’ o restringerebbe i passaggi.
Qui e’ importante distinguere due questioni.
Da una parte, l’amministrazione aveva annunciato una scelta di gestione del verde con meno sfalci e un’altezza di taglio maggiore, anche per ridurre il consumo d’acqua e destinare risorse ad altri interventi.
Un prato meno rasato, quindi, non dimostra automaticamente incuria.
Dall’altra parte, pero’, la biodiversita’ non puo’ essere utilizzata come risposta automatica a una segnalazione di visuale impedita in prossimita’ di un attraversamento.
In quei punti la questione e’ di sicurezza e richiede verifiche tecniche e, se necessario, interventi mirati.
Sempre ad Arco torna il confronto sul parcheggio di Caneve.
L’Adige riprende le osservazioni gia’ avanzate da Nicola Cattoi sulla necessita’ di vedere come il parcheggio sopraelevato apparirebbe dal Castello e di confrontare seriamente le alternative.
L’articolo richiama il Consiglio comunale di ieri sera, ma non riporta ancora le decisioni assunte. E’ quindi questo l’aggiornamento da attendere, evitando di presentare nuovamente come novita’ una posizione gia’ nota.
Una novita’ concreta riguarda invece l’albero di Natale di Arco.
L’abete vero verra’ collocato al centro di piazza III Novembre, con una nuova disposizione delle casette del mercatino.
La novita’ riguarda soprattutto la posizione e il nuovo sistema di sostegno, non il ritorno a un albero naturale.
Sui costi i due giornali riportano cifre diverse. La determina comunale indica 17.560 euro piu’ Iva, cioe’ 21.423 euro e 20 centesimi complessivi.
La cifra comprende una struttura riutilizzabile, le verifiche di stabilita’ e la prima installazione. Non si tratta quindi soltanto di un semplice supporto per il tronco.
Sul tema della pace, rappresentanti di Arco, Riva, Dro e Comunita’ di Valle hanno partecipato a Perugia all’assemblea nazionale delle Citta’ per la pace.
Non si tratta di un nuovo riconoscimento assegnato al territorio: Arco e Riva risultavano gia’ aderenti al Coordinamento nazionale.
Il resoconto parla di rapporti consolidati e nuove collaborazioni, ma non specifica quali proposte abbia presentato la delegazione o quali impegni concreti siano derivati dall’incontro.
Sarebbe utile conoscere anche gli eventuali costi pubblici della trasferta e le modalita’ di rimborso: una normale esigenza di rendicontazione, senza presumere irregolarita’.
Fra le notizie brevi, la Garbage Ride & Walk ha coinvolto 130 volontari e portato alla raccolta di 302 chili di rifiuti.
Il peso e’ circa doppio rispetto allo scorso anno, ma questo non significa automaticamente che l’abbandono dei rifiuti sia raddoppiato, perche’ hanno inciso anche alcuni oggetti ingombranti.
Resta comunque il risultato concreto di una giornata di pulizia del territorio.
Va inoltre corretta ancora una volta la data dell’incontro sull’uso del defibrillatore a San Giorgio: sara’ martedi’ 20 ottobre alle 20.30, non oggi.
Un augurio di buon lavoro anche a don Roberto Lucchi, accolto domenica dalle comunita’ di Dro, Ceniga e Drena.
Infine, i giornali ricordano gli architetti Franco Bresciani ed Emilio Munari e Fabiano Vivaldi, gia’ presidente dell’azienda di soggiorno di Torbole.
I funerali di Franco Bresciani saranno mercoledi’ 14 ottobre alle 14.30 al Santuario della Madonna delle Grazie di Arco. Quelli di Emilio Munari saranno giovedi’ 15 ottobre alle 14.30 nella chiesa Arcipretale di Riva.
Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i problemi reali dai dati necessari per misurarli: gli atleti che cercano piu’ spazi, le segnalazioni sulla manutenzione, la visibilita’ lungo le strade e le controversie sanitarie meritano risposte precise, senza trasformare singoli episodi o dichiarazioni in conclusioni piu’ ampie di quanto le informazioni disponibili consentano.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 ottobre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica una sola pagina all’Alto Garda e Ledro.
La notizia principale riguarda la variante agricola di Arco, che questa sera alle 19 arriva in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.
Arco Fucina Comune invita alla partecipazione soprattutto i giovani agricoltori e contesta il rischio che le nuove norme possano creare ostacoli al lavoro, agli investimenti e alle esigenze abitative delle famiglie che vivono nelle aree agricole.
Si tratta delle valutazioni della lista, non di conseguenze gia’ dimostrate.
Il giornale richiama anche la disponibilita’ al confronto espressa da Coldiretti nei giorni scorsi.
La novita’ di oggi e’ quindi soprattutto l’appello alla partecipazione in vista del voto. Per valutare davvero la variante servira’ entrare nel merito delle norme: capire quali interventi vengono limitati, quali categorie sono coinvolte e quali eventuali correttivi siano possibili.
La seduta di questa sera potra’ quindi chiarire se alle contestazioni arriveranno risposte puntuali da parte dell’amministrazione.
Torna poi la crisi del settore cartario.
Dopo le notizie sulla cassa integrazione a Cartiere del Garda e Arconvert, Lorenzo Cargnelli, segretario della sezione rivana del Patt, chiede a Comuni e Provincia di convocare un tavolo d’emergenza dedicato al settore e al suo indotto.
L’articolo non aggiunge nuovi dati occupazionali e non riporta nuove decisioni delle aziende.
La novita’ e’ quindi una richiesta politica di coordinamento istituzionale. L’ipotesi che il territorio rischi di diventare sempre piu’ dipendente dal turismo appartiene alla lettura politica di Cargnelli.
Un confronto fra istituzioni, imprese e sindacati potrebbe essere utile se portasse a impegni concreti su occupazione e investimenti. Al momento, pero’, il tavolo non e’ ancora stato convocato.
Sul fronte della casa, prosegue il servizio di Trentino Abitare rivolto sia a chi cerca un alloggio sia ai proprietari interessati ad affittare.
Ad Arco i prossimi appuntamenti sono domani, 13 ottobre, e il 27 ottobre a Villa Pasquali, in via Foro Boario.
A Riva l’appuntamento e’ invece previsto il 20 ottobre nella sala cerimonie al piano terra del municipio.
Per chi cerca casa, le prenotazioni vengono raccolte il lunedi’ dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 15, al numero 0461 1636211.
A Dro torna poi la proposta del Partito Democratico sulle tariffe delle palestre comunali.
La mozione chiede di differenziare i costi in base all’utilizzo del riscaldamento e di prevedere una fascia specifica per gruppi con sede fuori Comune ma composti prevalentemente da residenti di Dro.
L’articolo non riferisce ne’ un voto ne’ una risposta della Giunta. Non risultano quindi modifiche tariffarie gia’ operative.
Infine, una correzione utile su un appuntamento ad Arco.
L’incontro pubblico sull’uso del defibrillatore a San Giorgio non e’ domani, come indicato dal giornale, ma martedi’ 20 ottobre alle 20.30, nella saletta al centro del paese. L’ingresso e’ libero.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le proposte dalle decisioni gia’ assunte: la variante agricola entra ora nel confronto consiliare, il tavolo sul cartario e’ ancora una richiesta, le tariffe delle palestre non sono state modificate e gli sportelli per la casa restano invece un servizio gia’ operativo.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 26 settembre 2026

La notizia piu’ utile riguarda alcune chiusure sulla viabilita’ previste nei prossimi giorni.
La passerella ciclopedonale di Caneve restera’ chiusa dal 28 al 30 settembre per lavori di consolidamento del bordo della ciclabile, preparatori alla realizzazione della nuova passerella. Non si tratta quindi ancora dell’intero intervento di sostituzione o allungamento.
Sulla Maza, invece, i lavori sono programmati dal 5 al 10 ottobre, con chiusura notturna dalle 21.30 alle 5. Saranno posate le travi della nuova rotatoria e completato il riempimento del muro di sottoscarpa. Il traffico leggero verra’ deviato attraverso Torbole, mentre per i mezzi pesanti oltre le 18 tonnellate e gli autobus non di linea provenienti da Rovereto sara’ previsto il percorso via Trento e Gardesana occidentale.
Il titolo dell’Adige parla di sette giorni di chiusura, ma testo e avviso ufficiale indicano il periodo dal 5 al 10 ottobre: sono queste le date alle quali conviene fare riferimento.
Il T interpreta questi lavori come un possibile segnale della volonta’ provinciale di non considerare piu’ alcune alternative per la variante di Torbole. Nell’articolo, pero’, non viene indicata una nuova decisione della Provincia che lo dimostri. Procede un’opera della Loppio-Busa, ma da questo solo fatto non si puo’ dedurre una scelta definitiva sull’altro progetto.
A Riva del Garda il Comune annuncia nove cantieri per un investimento complessivo superiore a 9 milioni di euro. Fra gli interventi figurano le scuole Pernici, il Parco della Liberta’, Palazzo Lutti-Salvadori, Torre Apponale, via Ardaro, illuminazione, asfalti e l’area sinti di Ceole.
Il passaggio piu’ concreto riguarda proprio le scuole Pernici. L’appalto per i lavori antisismici e’ stato aggiudicato alla cooperativa Arkea per circa 1 milione e 691 mila euro, all’interno di una spesa complessiva indicata attorno ai 2 milioni.
L’assessore Gabriele Bertoldi prevede l’avvio entro fine ottobre, con una durata di circa due anni. Sono previsti rinforzi strutturali, due nuovi vani ascensore e una piattaforma elevatrice. Il cantiere dovrebbe convivere con l’attivita’ scolastica: per famiglie e personale sara’ quindi importante conoscere nel dettaglio come verranno organizzate le diverse fasi.
Ad Arco, intanto, il Ricircolo di Rotte Inverse trova una sede stabile nell’ex casa sociale di San Giorgio. Dopo l’uscita dai locali di Bolognano e il periodo trascorso al Cantiere 26, l’associazione ha ricevuto le chiavi dei nuovi spazi.
Il comodato e’ gratuito, dura cinque anni e non e’ esclusivo: fuori dagli orari dell’associazione la sala potra’ essere utilizzata anche dalla comunita’. Continueranno lo scambio di oggetti attraverso il sistema a punti, i laboratori di riparazione e le attivita’ di autoproduzione.
L’apertura e’ prevista verso la fine di ottobre, dopo l’allestimento. La consegna delle chiavi, quindi, non significa che il servizio sia gia’ operativo.
Tornano poi due questioni gia’ note. A Bolognano, Giuseppe Caliari chiede che il futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo venga definito attraverso un percorso partecipato prima di decidere singoli interventi. Non sta chiedendo di accelerare la costruzione di un parcheggio, ma di progettare complessivamente l’area.
A Nago, Rinascita e Sviluppo ripropone invece l’idea di destinare almeno meta’ delle cubature del Pandino a edilizia sociale e convenzionata, qualora la nuova proprieta’ chieda una trasformazione urbanistica. Anche questa resta una proposta politica e non un vincolo gia’ approvato.
A Riva, Cristina Santi e Silvia Betta propongono di utilizzare i dividendi Ags per creare un fondo rivolto a famiglie e pendolari con redditi bassi. Si tratta di una mozione, quindi l’aiuto non e’ ancora disponibile e criteri e modalita’ devono essere definiti.
Attenzione anche alle cifre: l’articolo parla inizialmente di 353 mila euro di dividendi straordinari, ma piu’ avanti distingue oltre 353 mila euro complessivi e 303.352 euro di quota straordinaria. Sono importi diversi che andranno chiariti.
A Dro, Unione Democratica contesta la chiusura dell’uscita est del parcheggio di via Capitelli, sostenendo che possa ostacolare le manovre dei mezzi di soccorso. Il giornale riporta la polemica, ma non pubblica gli esiti tecnici delle verifiche citate dal Comune. Da questa pagina, quindi, non si puo’ stabilire ne’ che l’accesso sia sicuro ne’ che sia effettivamente impedito.
Torna poi la vicenda del rifugio Marchetti. Il circolo Arci Altro Garda-Roberta Corradini critica la decisione della Sat di Arco di annullare la festa per i 120 anni del rifugio e difende il significato solidale della bandiera palestinese.
La novita’ e’ la presa di posizione dell’associazione. Non viene pero’ annunciato alcun ripensamento della Sat, ne’ una nuova soluzione per la celebrazione. Lo stato della vicenda rimane quindi invariato.
Sul fronte culturale, il documentario “Souce”, realizzato con ragazze e ragazzi autistici dell’associazione rivana Due Chiacchiere un Sorriso, ha ricevuto il premio come miglior documentario al festival Corto CulturaClassic CineCi’ di Palma Campania.
Il valore dell’esperienza riguarda soprattutto espressione artistica, partecipazione e inclusione. Non serve attribuirle risultati terapeutici non documentati per riconoscerne l’importanza culturale e sociale.
Infine, nessuna novita’ sostanziale sulle assegnazioni dei medici di base. Padre Mariano Prandi, missionario di Varignano, ripartira’ per il Congo il 12 ottobre. A Ledro e’ arrivata la Lampada della pace; a Dro e’ in programma una lezione pubblica sull’intelligenza artificiale e a Riva si apre “Ottobre a teatro”.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i lavori realmente programmati dalle interpretazioni sulle scelte future, le proposte politiche dagli aiuti gia’ attivi e le nuove prese di posizione dai cambiamenti effettivi nelle decisioni.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora l’ex Hotel Arco, ma oggi il confronto resta soprattutto politico. La sindaca Arianna Fiorio attribuisce alla precedente amministrazione la responsabilita’ della mancata approvazione della variante urbanistica. Le pagine disponibili, pero’, non introducono elementi sufficienti per considerare definitivamente accertata questa attribuzione.
Un punto richiede una precisazione: dire che la precedente amministrazione “non ha mai risposto” alla Provincia e’ troppo netto. Lo stesso articolo riferisce infatti di una risposta del Comune del 20 novembre 2024, che secondo Fiorio non avrebbe chiarito adeguatamente tutte le questioni richieste. Non rispondere e rispondere in modo insufficiente sono due cose diverse.
Nella cronologia manca inoltre il passaggio del 20 marzo 2026, richiamato dall’ex assessore Nicola Cattoi, quando il Comune avrebbe comunicato alla Provincia l’impossibilita’ di procedere alle modifiche richieste. Anche questo atto andrebbe esaminato per ricostruire correttamente come si sia arrivati alla bocciatura.
Sul piano politico, Fiorio collega Fucina Comune all’ex sindaco Alessandro Betta, che contesta questa rappresentazione e annuncia di avere incaricato un legale di valutare eventuali iniziative. Il confronto puo’ essere anche duro, ma per capire la vicenda urbanistica servono soprattutto atti e documenti, non soltanto post e repliche personali.
Voce Comune sposta invece l’attenzione sul futuro: senza l’accordo bocciato, come verranno realizzati il parco di circa 4.000 metri quadrati, la riqualificazione di piazza Italia e i collegamenti ciclopedonali verso il Sarca? La bocciatura della variante non elimina infatti le esigenze che quelle opere cercavano di affrontare.
Un altro tema importante riguarda San Giorgio. Il Coordinamento Tutela Ambiente Alto Garda e Ledro propone un’alternativa al collegamento previsto fra via Sabbioni e via Aldo Moro: meno allargamenti e un bypass attraverso via Isce e via Monte Brione, per allontanare il traffico di attraversamento dall’abitato.
E’ una proposta da approfondire, non una soluzione gia’ dimostrata migliore. I 18 mila veicoli al giorno richiamati nel dibattito rappresentano una previsione di picco futuro, non il traffico attualmente misurato.
Anche sul consumo di suolo i conti restano incompleti. Il bypass richiederebbe fra 6.000 e 6.500 metri quadrati; circa 5.000 potrebbero essere risparmiati rinunciando ad alcuni tratti ciclabili. I proponenti aggiungono il risparmio delle complanari non realizzate, ma senza quantificarlo. Prima di concludere che l’alternativa consumi meno territorio servono quindi dati completi e confrontabili.
A Riva del Garda prosegue il confronto sulla mobilita’ digitale. Alcuni strumenti esistono gia’, come i due bike box da otto posti ciascuno in viale Madruzzo e piazza Catena. Altre soluzioni, come itinerari personalizzati, servizi a chiamata e sistemi piu’ avanzati di gestione dei flussi, restano invece proposte.
Il sindaco Alessio Zanoni parla della possibilita’ di finanziare parte degli investimenti attraverso il settore turistico, ma non viene ancora indicato con quale meccanismo. Anche i dati sugli incidenti richiedono cautela: si passa da 167 nel 2024 a 189 nel 2025, mentre i 160 del 2026 si riferiscono a un anno non ancora concluso.
A Pietramurata il problema del medico di base resta irrisolto. Michela Calza’ chiede incentivi per le sedi difficili da coprire, maggiore sostegno organizzativo e piu’ formazione. Sono proposte rivolte alle cause strutturali della carenza, ma oggi non viene annunciato l’arrivo di un nuovo medico.
Per il Camping Brione, invece, sono tre i soggetti interessati alla gestione temporanea fino al gennaio 2029: 2C, Komplett e Moss. Solo 2C e’ stata subito ammessa alla fase successiva; le altre due societa’ devono integrare la documentazione. Una nuova verifica e’ prevista il 30 settembre. Non c’e’ quindi ancora un vincitore.
Torna anche il problema del Rugby Alto Garda. Cristina Santi e Silvia Betta chiedono quale sede sara’ garantita ai circa 300 tesserati quando, dal settembre 2027, il campo del rione Degasperi verra’ trasformato per l’hockey. Non viene contestato il progetto per l’hockey: la richiesta riguarda area alternativa, finanziamenti, tempi ed eventuali sistemazioni provvisorie per il rugby.
Sul Natale rivano, il Consorzio RivainCentro, unico partecipante al bando, organizzera’ le edizioni 2026 e 2027. Il contributo comunale sara’ di 180 mila euro complessivi, 90 mila per anno. La novita’ e’ soprattutto l’affidamento biennale.
Fra le altre notizie, oltre 500 persone appartenenti a 115 associazioni hanno partecipato alla Festa dei volontari alla Spiaggia degli Olivi. Circa 200 persone hanno invece preso parte alla pedalata “Ciclami tutta”.
Il 24 settembre, infine, prende il via ad Arco il ciclo “Capire i bambini per crescere insieme”, con tre incontri dedicati al rapporto fra famiglie ed esperti.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le ricostruzioni politiche dagli atti, le alternative progettuali dai vantaggi ancora da dimostrare e i servizi gia’ disponibili dalle proposte che devono ancora trovare risorse e modalita’ operative.