Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 16 settembre 2026

La notizia amministrativa piu’ rilevante riguarda l’ex Hotel Arco. La Giunta provinciale ha deciso di non approvare la variante urbanistica che avrebbe consentito di trasformare l’area da alberghiera a turistico-residenziale, accompagnando l’intervento con alcune opere pubbliche.
Le motivazioni riportate dai giornali riguardano soprattutto la mancata dimostrazione di un interesse pubblico sufficientemente chiaro, il rapporto tra vantaggi pubblici e privati, il fabbisogno abitativo, la compatibilita’ ambientale e le garanzie sulla realizzazione delle opere previste.
Un punto importante e’ distinguere cio’ che sarebbe stato davvero aggiuntivo da cio’ che era gia’ previsto dal piano vigente. Solo cosi’ si puo’ valutare correttamente il beneficio pubblico dell’accordo.
La conseguenza concreta e’ semplice: la variante e’ stata bocciata e l’area mantiene la destinazione alberghiera. Le valutazioni politiche sulle responsabilita’ precedenti restano invece un altro piano, distinto dalla decisione urbanistica.
Ampio spazio viene dedicato anche alla cava Piscolo. Il progetto prevede il riempimento e la messa in sicurezza della cava, un uliveto sul versante rivano e un impianto fotovoltaico su quello arcense, per un investimento superiore a 5 milioni di euro. L’iter autorizzativo e’ ancora aperto.
Le questioni piu’ concrete riguardano il traffico pesante, la provenienza dei materiali, i controlli sulle terre e l’impatto paesaggistico. Il T indica fino a 40 camion al giorno, per sei giorni alla settimana e per circa quattro anni. Resta pero’ da chiarire se il numero rappresenti i mezzi in arrivo o tutti i passaggi, compresi i ritorni.
Sulla qualita’ dei materiali, l’imprenditore assicura che saranno accettate soltanto terre conformi ai limiti previsti. Le preoccupazioni, compresi i riferimenti ai Pfas, devono pero’ essere distinte dai risultati delle analisi: al momento gli articoli non documentano contaminazioni effettivamente rilevate nei materiali destinati alla cava.
Anche il dato sulla produzione fotovoltaica, indicata come equivalente a circa un quarto dei consumi di Arco, richiede maggiori elementi per essere verificato.
Torna poi la Ciclovia del Garda. I comitati ambientalisti continuano a essere contrari all’opera, ma chiedono mitigazioni dell’impatto visivo nel caso in cui la Provincia decida comunque di procedere.
Chiedere mitigazioni, quindi, non significa aver accettato il progetto. Anche l’ipotesi che i dissesti della roccia possano bloccare l’opera resta una previsione degli ambientalisti, non una conclusione tecnica gia’ accertata.
Un aggiornamento riguarda anche la Casa della Trota: l’acquisizione da 2,3 milioni di euro e’ stata autorizzata, ma il contratto non e’ ancora stato perfezionato. Anche il recupero della cosiddetta casa dei tuffi resta per ora una proposta.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, a Riva sono in installazione due box per biciclette, in viale Madruzzo e piazza Catena, con otto posti ciascuno e accesso tramite applicazione.
Ad Arco sono invece attivi da circa una settimana nuovi pannelli informativi su traffico e parcheggi. Per i varchi di controllo delle zone a traffico limitato si parla di un orizzonte di uno o due anni.
Molto piu’ lontano e’ il sistema rivano di gestione dei flussi con intelligenza artificiale, indicato su un orizzonte di tre-sei anni. Anche una piattaforma unica per coordinare la mobilita’ dell’Alto Garda resta, per ora, un’idea e non un progetto gia’ approvato e finanziato.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. L’ex sindaco Giuseppe Parolari propone una circonvallazione corta dalla Conca d’Oro al trivio, interamente nel territorio di Nago-Torbole.
Le sue valutazioni su costi e riduzione del traffico non sono pero’ accompagnate nell’articolo da studi o dati progettuali. Restano quindi una proposta politica e una stima da verificare, non una soluzione gia’ dimostrata.
Sul Pandino di Nago, il sindaco Gianni Morandi chiarisce che l’aggiudicazione dell’immobile a Trentino Rigenera non significa che il futuro sia gia’ definito. Il piano attuativo e le concessioni sono scaduti e l’area dovra’ essere ripianificata insieme alla nuova proprieta’. Anche qui, quindi, il cambio di proprietario non equivale all’apertura imminente di un cantiere.
A Riva, infine, i ricercatori dell’Universita’ di Trento hanno mostrato al pubblico le analisi sulle microplastiche nel lago. Sono stati rilevati polietilene, polipropilene e soprattutto polistirolo espanso. Il resoconto non fornisce pero’ concentrazioni o confronti quantitativi sufficienti per stabilire se l’inquinamento sia aumentato nel tempo.
Sul fronte della cronaca, a Nago i carabinieri hanno arrestato due uomini dopo il ritrovamento di circa 5,3 chili di hashish in auto. Gli arresti sono stati convalidati e per entrambi sono stati disposti i domiciliari.
Infine, la Pro San Tomaso ricorda Roberto Marchi, che ha guidato l’associazione per vent’anni, sottolineandone l’impegno sociale e l’attenzione ai bisogni della comunita’.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le decisioni effettive dalle ipotesi ancora aperte, le rassicurazioni dai dati verificabili e le proposte politiche dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 13 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora l’ospedale di Arco. Dopo Nursing Up interviene anche la Uil, che riconosce il valore degli ampliamenti previsti ma torna sul problema fondamentale: nuovi spazi richiedono personale sufficiente per farli funzionare.
Il sindacato segnala un’area sub-intensiva mai entrata pienamente in funzione anche per carenze di infermieri e operatori sociosanitari, l’assenza dell’Oss nel turno notturno di Pneumologia e la sovrapposizione fra l’assistenza ai quattro posti dell’Osservazione breve intensiva e il trasporto dei pazienti. Chiede inoltre piu’ mezzi e un terzo equipaggio stabile di Trentino Emergenza.
Resta una differenza da chiarire fra quanto descritto dalla Provincia, che parla di personale dedicato all’OBI, e quanto denunciano i sindacati, secondo i quali altre mansioni impedirebbero una presenza continuativa. Per capire quale sia la situazione effettiva servono turni, coperture e procedure precise.
Anche sui numeri degli accessi occorre cautela. Il T parla di una crescita del 28,8 per cento, mentre i dati provinciali indicano un passaggio da 15.895 accessi nel 2021 a 20.259 nel 2025, pari a circa il 27,5 per cento. La crescita e’ comunque evidente. La domanda centrale resta quindi la stessa: quali professionisti, con quali coperture e da quando faranno funzionare i servizi che si intendono ampliare?
A Riva del Garda parte invece il percorso verso una nuova variante urbanistica. Martedi’ la commissione esaminera’ gli indirizzi preparatori: piu’ verde, tutela delle aree agricole, contenimento del consumo di suolo, adattamento climatico e maggiore equilibrio fra abitazioni per residenti e uso turistico.
Sono obiettivi importanti, ma siamo ancora all’inizio. Per valutarli bisognera’ vedere quali regole concrete saranno proposte, su quali aree interverranno e con quali strumenti potranno incidere sulla disponibilita’ di case per i residenti. Parlare gia’ di un’urbanistica “piu’ green” significa quindi anticipare un risultato che deve ancora essere costruito.
Ad Arco fara’ discutere il restauro del gonfalone esposto nella sala della Giunta. Entrambi i giornali lo presentano come un manufatto settecentesco, con rifacimenti successivi. Questa ricostruzione contrasta pero’ con i documenti pubblicati dall’archivio comunale nel 2025.
La documentazione distingue infatti la concessione araldica del 1930 dalla realizzazione materiale del gonfalone: il Comune ne ordino’ la confezione il 5 agosto 1949 alla ditta “La Nazionale-Manifatture” di Milano e una lettera dell’8 novembre dello stesso anno ne conferma la consegna.
Per sostenere che il gonfalone, o alcune sue parti, risalgano davvero al Settecento servirebbero quindi ulteriori elementi, che negli articoli di oggi non compaiono. Questo non riduce il valore storico e civico del manufatto ne’ rende meno necessario il restauro: anche un gonfalone del 1949 merita piena tutela. Ma la ricostruzione storica pubblicata richiede un chiarimento.
Un bilancio positivo arriva invece dal servizio Spiagge sicure. Durante la stagione sono state impiegate 16 postazioni, tre gommoni e oltre 40 assistenti bagnanti sui laghi di Garda, Ledro e Tenno. Il gestore riferisce 19 soccorsi in acqua, un intervento di rianimazione e nessun annegamento nel periodo coperto dal servizio.
Il dato va pero’ riferito precisamente al periodo e alle aree sorvegliate. Anche la diminuzione degli interventi tecnici per velisti e surfisti, da circa 400 a 100 in due anni, non dimostra automaticamente una riduzione equivalente delle situazioni di pericolo: nel frattempo e’ cambiata anche la procedura di chiamata.
Il gestore propone ora di estendere il servizio dal primo aprile al 30 settembre, ma servirebbero maggiori risorse pubbliche. E’ dunque una proposta da valutare, non una decisione gia’ presa.
Per la galleria Dom, Ugl propone di verificare la possibilita’ di un transito veicolare regolamentato sulla strada di San Giacomo durante le chiusure notturne. L’ipotesi prevede semaforo, apertura programmata del cancello ed esclusione dei mezzi pesanti.
Il sopralluogo sindacale dimostra che esiste una possibilita’ da approfondire, non che la strada sia gia’ utilizzabile in sicurezza. Sara’ il confronto tecnico del 17 settembre a dover chiarire caratteristiche del percorso, compatibilita’ con il cantiere e condizioni necessarie per un eventuale utilizzo.
Ad Arco arriva anche un chiarimento sulle fototrappole. L’assessora Chiara Parisi precisa che la comunicazione contestata dai cacciatori riguardava dispositivi installati senza autorizzazione su piante e terreni comunali. Non esiste quindi un divieto generale di utilizzare fototrappole per monitorare la fauna. Il tema della privacy resta distinto e negli articoli non vengono documentate specifiche violazioni gia’ accertate.
Fra le altre notizie, al Castello di Arco continuano i problemi alle pompe dell’acqua, anche se ieri l’erogazione era stata ripristinata. Sulla variante di Torbole prosegue invece lo scontro politico, senza nuovi elementi tecnici. Torna anche il confronto sulla Comunita’ del Garda e, a Riva, la richiesta del centrodestra di un piano sulla sicurezza, ancora senza dati sufficienti per dimostrare un peggioramento generale dei reati.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di distinguere gli obiettivi dalle regole gia’ approvate, le proposte dalle soluzioni tecnicamente verificate e le ricostruzioni ripetute dai documenti che possono effettivamente confermarle.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora la variante di Torbole. L’incontro coordinato dal presidente della Comunita’ Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi, ha prodotto un’intesa sul metodo: continuare il confronto e approfondire il documento delle categorie economiche. Non esiste pero’ ancora una posizione territoriale unitaria sul tracciato.
Il Consiglio comunale di Arco sostiene la soluzione C1, con la C2 come alternativa qualora emergano problemi idrogeologici insuperabili. Confcommercio, invece, continua a preferire la D2 verso Linfano, mentre altre categorie si orientano sulle soluzioni verso la Maza.
Questo significa che non e’ corretto rappresentare il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi come l’unico ostacolo a un accordo gia’ raggiunto. Il dissenso e’ piu’ articolato e il confronto resta sia politico sia tecnico.
Serviranno soprattutto dati comprensibili su origine e destinazione degli spostamenti, costi, impatto ambientale e capacita’ reale delle diverse soluzioni di alleggerire il traffico. Anche l’idea di intercettare una parte delle automobili a Loppio resta per ora una proposta, ma pone una questione importante: una nuova strada puo’ alleggerire Torbole senza necessariamente risolvere da sola la congestione dell’intera Busa.
Preoccupa intanto la situazione alla Arconvert di Linfano. Dopo l’incontro fra azienda e sindacati e’ emerso che la cassa integrazione ordinaria verra’ prolungata a causa di un’ulteriore riduzione degli ordini.
Restano i numeri gia’ conosciuti: dieci giorni di fermo dal 21 settembre, 51 lavoratori interessati su circa 250 e una diminuzione degli ordinativi indicata nel 12 per cento. Nessuna delle due testate chiarisce pero’ quanto durera’ il nuovo prolungamento o se aumentera’ il numero dei dipendenti coinvolti.
Le rassicurazioni sull’occupazione sono prudenti, soprattutto per alcuni lavoratori somministrati. La difficolta’ sembra legata anche alla scarsa diversificazione produttiva dello stabilimento arcense, particolarmente esposto alla debolezza della domanda nel settore vinicolo e dei film plastici.
Per la galleria Dom arriva invece un passaggio istituzionale concreto. Il 17 settembre si incontreranno a Pieve di Ledro amministrazioni, Provincia, Confindustria e sindacati per affrontare i problemi che le chiusure notturne creeranno ai lavoratori turnisti.
Sul tavolo ci sono finestre di transito, orari coordinati con i cambi turno, navette e anche una possibile soluzione pedonale nella zona di San Giacomo, eventualmente collegata a un trasporto dedicato. Sono ancora ipotesi. Il risultato da attendere e’ un’organizzazione precisa, con orari e responsabilita’ definite prima dell’inizio delle chiusure.
Torna anche il tema del Pronto soccorso di Arco. Il consigliere provinciale Claudio Cia riconosce gli interventi organizzativi gia’ realizzati, ma chiede di consolidare l’equipe medica, ridurre la dipendenza dalle prestazioni esterne e rendere piu’ attrattiva la sede di Arco.
Anche in questo caso bisogna distinguere la richiesta dalla decisione: non vengono annunciate nuove assunzioni ne’ un piano di stabilizzazione con scadenze definite. Il problema resta quello emerso nei giorni scorsi: ampliamento degli spazi e stabilita’ degli organici devono procedere insieme.
Ad Arco, 412 firme sono state consegnate contro la sopraelevazione del parcheggio di Caneve. I promotori contestano l’impatto paesaggistico, chiedono maggiore partecipazione e propongono di valutare un parcheggio interrato con verde e servizi in superficie.
La proposta comunale, pero’, e’ ancora in una fase preliminare. Esiste uno studio di fattibilita’ consegnato alla Giunta, ma non un progetto definitivamente approvato. Le conseguenze prospettate sul valore delle abitazioni e sull’attrattivita’ turistica restano inoltre timori dei firmatari, non effetti gia’ misurati.
La richiesta piu’ utile, a questo punto, e’ rendere pubblico lo studio e permettere un confronto su dati concreti: posti aggiuntivi, altezza, costi e alternative.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo propone l’adesione alla Rete dei Comuni Sostenibili, con indicatori e un rapporto annuale per misurare le politiche ambientali. Per ora si tratta soltanto di una mozione e l’adesione non risulta ancora deliberata.
Fra le altre notizie, le scuole dell’Alto Garda presentano programmi dedicati a educazione emotiva, prevenzione del bullismo, gestione dei conflitti e didattica all’aperto.
Ripartono inoltre i corsi gratuiti di italiano per stranieri di Penny Wirton, a Riva dal 15 settembre e ad Arco dal 17.
Il giovane calciatore del Cagliari Trepy ha concluso la riabilitazione all’Eremo di Chiarano dopo il grave incidente avvenuto in Sardegna. Le sue condizioni vengono definite molto buone; eventuali tempi e modalita’ del ritorno in campo saranno decisi dai medici della squadra.
Infine, l’Adige torna sulla rassegna “Ottobre a teatro”, sottolineando soprattutto il problema del ricambio generazionale delle compagnie e la minore diffusione del dialetto.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i confronti ancora aperti dalle decisioni, le rassicurazioni dalle garanzie effettive e gli studi preliminari dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 10 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora il Pronto soccorso di Arco, questa volta con alcuni numeri che permettono di guardare oltre il tema degli ampliamenti dell’ospedale.
Tra il 2023 e il 2025 sono piu’ che raddoppiate le ore acquistate da medici esterni: da 3.617 a 8.556. Nello stesso periodo la spesa e’ salita da circa 347 mila a quasi 710 mila euro, mentre i professionisti coinvolti sono passati da 5 a 18.
Attenzione pero’ alle interpretazioni. Diciotto professionisti utilizzati durante l’anno non equivalgono a diciotto medici a tempo pieno. Per il solo Pronto soccorso, la Provincia indica 7 medici nel 2024, 5 nel 2025 e 6 al primo aprile 2026, precisando che assenze, part-time e incarichi esterni modificano la presenza effettiva nei turni.
Diversa e’ la situazione degli infermieri. Nel 2025 la dotazione media risulta leggermente superiore al fabbisogno ordinario e sono diminuite anche le ore aggiuntive rispetto al 2022. Parlare genericamente di “mancanza di personale” rischierebbe quindi di confondere situazioni differenti.
Il collegamento con gli ampliamenti annunciati nei giorni scorsi e’ concreto: nuovi spazi per Dialisi e Pronto soccorso saranno utili, ma dovranno essere accompagnati da una copertura stabile dei servizi. Resta quindi una domanda fondamentale: con quanti medici funzionera’ in futuro il Pronto soccorso e attraverso quale percorso si intende ridurre il ricorso alle prestazioni esterne?
Anche sui dati degli accessi emerge una differenza da chiarire. L’Adige riporta 20.474 accessi nel 2025, il T 20.259. Le due cifre provengono da documenti collegati alla stessa interrogazione, ma lo scarto non viene spiegato.
Passiamo alla variante di Torbole. Il Consiglio comunale di Arco ha approvato all’unanimita’ la mozione che sostiene come prima scelta il tracciato C1, con innesto ai piedi del monte Creino, e indica la C2 come alternativa nel caso emergano impedimenti idrogeologici insuperabili.
Il documento chiede inoltre priorita’ per il collegamento tra l’uscita del tunnel della Maza e il Cretaccio e la realizzazione della rotatoria di Bolognano prima dell’apertura della Loppio-Busa.
L’unanimita’ ha un significato politico importante, ma la mozione non decide quale variante verra’ realizzata. Impegna i rappresentanti di Arco a sostenere questa posizione in Provincia. La C1, inoltre, era stata accantonata per criticita’ idrogeologiche: il voto del Consiglio ne chiede una nuova valutazione, ma non dimostra che quelle criticita’ siano gia’ superate.
Il vicesindaco Marco Piantoni contesta anche criteri, costi e punteggi utilizzati dalla Provincia nel confronto fra le alternative. Sono obiezioni che meritano risposte tecniche, ma i giornali non presentano abbastanza elementi per concludere che le valutazioni provinciali siano gia’ state smentite.
Prende intanto una forma piu’ precisa il progetto dell’Emporio Caritas dell’Alto Garda. Le sedi saranno due: una a Villa Tabor, ad Arco, e una nei locali della chiesa di San Giuseppe, nel rione Degasperi di Riva.
Le famiglie potranno scegliere direttamente i prodotti attraverso un credito mensile a punti, con criteri comuni e un sistema informatico condiviso. Nel 2025 le Caritas interparrocchiali del territorio hanno seguito 416 nuclei familiari, per complessive 1.042 persone, con 104 volontari.
Questo numero corrisponde a circa il 2 per cento della popolazione, ma non misura tutta la poverta’ dell’Alto Garda. Indica soltanto le persone raggiunte dai servizi Caritas. L’avvio degli empori era stato ipotizzato per dicembre, ma oggi non viene ancora indicata una data precisa di apertura.
Torna anche il liceo Maffei, nel giorno dell’inizio dell’anno scolastico. L’Adige segnala che non risultavano annunciate presenze ufficiali della Giunta provinciale alla prima campanella, nonostante l’invito degli insegnanti.
L’assenza puo’ avere un significato politico, ma attribuirla alla volonta’ di evitare domande scomode resta un’interpretazione del giornale. Le questioni essenziali rimangono quelle gia’ emerse nei giorni scorsi: tempi del cantiere, condizioni della didattica nelle cinque sedi e risposte concrete agli insegnanti.
Fra le altre notizie, l’Adige racconta la lunga storia della famiglia Sembenini, attiva nel commercio a Riva dal 1930 e nell’attuale negozio dal 1938: una pagina di memoria economica della citta’.
Infine, una notizia dolorosa. Marco Morandi, 63 anni, residente a Bolognano, e’ morto al Santa Chiara dopo l’incidente motociclistico avvenuto nei giorni scorsi sulla circonvallazione di Riva. Giardiniere di professione, viene ricordato per la sua cultura, il carattere anticonformista, la cordialita’ e l’ironia.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i numeri nominali dalla presenza effettiva dei servizi, il significato politico delle decisioni dai loro effetti concreti e le contestazioni dalle verifiche tecniche che devono ancora arrivare.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 6 settembre 2026

La rassegna di oggi parte dall’aggressione avvenuta venerdi’ in via dei Molini a Riva. La Procura di Rovereto indaga per lesioni e rapina impropria. Il ragazzo ferito piu’ gravemente, un diciassettenne, resta ricoverato al Santa Chiara ma non sarebbe in pericolo di vita.
Rispetto a ieri viene quindi corretto un dato importante sull’eta’ del ferito piu’ grave. Restano invece divergenze fra i giornali sulla posizione degli altri giovani coinvolti: l’Adige parla di due denunce a piede libero, mentre il T distingue fra il presunto autore materiale delle coltellate e l’eventuale responsabilita’ dell’altro ragazzo. Anche il movente della rapina resta, per ora, un’ipotesi investigativa.
Sul caso interviene anche la politica. Fratelli d’Italia e Patt accusano l’amministrazione di scarso presidio, mentre la vicesindaca Barbara Angelini annuncia per il 2027 un servizio strutturato di educativa di strada. E’ questo il passaggio concreto da seguire: personale, risorse, attivita’ e tempi. Un singolo episodio grave non basta invece, da solo, a dimostrare una crescita generale e incontrollata della violenza giovanile.
Torna poi la variante di Torbole. La mozione condivisa dai gruppi del Consiglio comunale di Arco dovrebbe arrivare in aula l’8 settembre. Il vicesindaco Marco Piantoni chiede che venga valutata autonomamente la soluzione C1, con uscita ai piedi del monte Creino, sostenendo che non sia stata confrontata con le altre ipotesi con lo stesso metodo.
Piantoni presenta inoltre due matrici alternative per valutare paesaggio, ambiente e impatti infrastrutturali, dalle quali le soluzioni verso la Maza risulterebbero migliori. Ma senza tabelle complete, criteri, pesi e dati di partenza non e’ possibile verificare il risultato. Anche il minore consumo di suolo indicato per alcune configurazioni e’ un dato importante, ma non equivale automaticamente a un minore impatto ambientale complessivo.
Resta soprattutto da chiarire la fattibilita’ idrogeologica della C1, che nella stessa mozione viene indicata come condizione preliminare. E non si puo’ parlare di un Alto Garda compatto su una sola soluzione: Nago-Torbole mantiene una posizione differente e Confcommercio ha sostenuto le ipotesi verso Linfano.
Sul liceo Maffei, l’Adige ricostruisce le fasi precedenti alla crisi dell’impresa Manelli e si interroga sulla vicinanza temporale fra l’avvio delle demolizioni e la successiva richiesta di concordato preventivo. La successione delle date, pero’, non dimostra da sola che la crisi fosse gia’ conosciuta.
La questione piu’ urgente riguarda invece due cedimenti del controsoffitto nella zona dei bagni, avvenuti a scuola chiusa. Uno sarebbe recente. Le lezioni iniziano giovedi’ e servono quindi informazioni sulle verifiche svolte e sulle misure adottate prima del rientro degli studenti.
Per il resto, il quadro del cantiere non cambia: la Provincia punta a concludere entro settembre la procedura per sciogliere il vecchio contratto e poi verificare il possibile subentro della seconda classificata. Settembre, ancora una volta, non e’ la data di ripresa dei lavori.
Una notizia concreta riguarda il nuovo emporio solidale previsto negli spazi della parrocchia di San Giuseppe, nel rione Degasperi di Riva. Alla Caritas saranno destinati 420 metri quadrati e il progetto riunira’ servizi gia’ attivi a Riva, Nago-Torbole e Ledro, coinvolgendo anche Tenno.
Le famiglie potranno scegliere alimenti, prodotti per l’igiene e altri beni attraverso un sistema a punti, affiancato da ascolto, accompagnamento e attivita’ sul bilancio familiare. Il servizio non e’ pero’ ancora aperto: dicembre viene indicato come possibile avvio e restano da definire data certa, criteri di accesso e funzionamento del sistema.
Fra le altre notizie, l’Ugl propone di utilizzare parte dei dividendi straordinari di Ags per studiare la possibilita’ di usare la strada di San Giacomo come collegamento alternativo durante le chiusure della galleria Dom. Si tratta di una proposta di verifica tecnica, non di un’apertura gia’ decisa.
Sulla piscina Meroni, le minoranze chiedono chiarimenti su conti, assegnazione degli spazi acqua, tariffe e criteri decisionali. Sono domande pertinenti su un impianto pubblico e richiedono una risposta documentata dell’amministrazione.
Sotto l’Altissimo, l’incendio iniziato il 19 agosto ha interessato circa tre ettari. La situazione e’ sotto controllo, ma restano punti fumanti e il rischio di nuove riprese: non si puo’ quindi parlare ancora di spegnimento definitivo.
Sulla Maza viene infine proposta la chiusura al transito delle biciclette in entrambe le direzioni, indirizzandole sulla nuova ciclabile. Per ora e’ una richiesta motivata da ragioni di sicurezza, non un divieto gia’ adottato.
A Riva si sono concluse le quattro settimane di “Ci sto? Affare fatica”, mentre Dro ricorda Cleto Matteotti, il cui lascito ha contribuito alla nascita di Ca’ del Nemoler, oggi sede di attivita’ sociali, educative e associative.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le ipotesi investigative dai fatti accertati, le proposte politiche dalle decisioni operative e i risultati annunciati dai dati che possono essere realmente verificati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 5 settembre 2026

La rassegna di oggi parte ancora dal liceo Andrea Maffei, dopo la richiesta di chiarimenti avanzata dagli insegnanti. La Provincia precisa che la procedura davanti al Collegio consultivo tecnico e’ conclusa nella fase istruttoria, ma manca ancora il pronunciamento definitivo. L’obiettivo e’ completare entro settembre l’iter per sciogliere il contratto con l’impresa attuale e, soltanto dopo, verificare il possibile subentro della Mak Costruzioni.
Settembre, quindi, non e’ la data prevista per il ritorno degli operai. E’ il termine indicato per chiudere la procedura contrattuale. La ripresa del cantiere viene collocata genericamente nei “prossimi mesi”. Restano ancora senza risposta le richieste principali della scuola: un calendario realistico, il quadro delle opere residue e un confronto pubblico. Oltre mille studenti continuano infatti a essere distribuiti in cinque sedi.
A Riva del Garda, ieri pomeriggio uno scontro fra quattro giovani in via dei Molini ha provocato due feriti. Uno e’ stato trasferito in elicottero al Santa Chiara di Trento, l’altro e’ stato curato ad Arco. Secondo le prime informazioni, nessuno sarebbe in pericolo di vita.
Le ricostruzioni dei giornali non coincidono pero’ su eta’ dei feriti e modalita’ con cui sono stati individuati gli altri giovani coinvolti. Anche il movente resta da accertare: rapina, regolamento di conti e droga sono soltanto ipotesi investigative. In questa fase servono quindi prudenza e conferme ufficiali, senza trasformare un singolo episodio in una prova generale di aumento della violenza giovanile.
Ad Arco, una famiglia con due figli deve lasciare entro il 30 settembre l’appartamento nel quale vive. Entrambi i genitori lavorano nel turismo e uno dei figli e’ autistico. La famiglia racconta di essere al trentatreesimo posto nella graduatoria per l’alloggio pubblico, a fronte di trenta assegnazioni, e di avere ricevuto una proposta privata da 1.300 euro al mese.
Non esiste un provvedimento di sfratto, quindi il titolo “Senza casa” anticipa una condizione che non si e’ ancora verificata. L’urgenza, pero’, e’ reale: la questione concreta e’ capire quale soluzione temporanea o stabile possa essere attivata prima della fine del mese.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. Dopo la mozione sostenuta da tutte le forze politiche del Consiglio di Arco, il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi contesta soprattutto il modo in cui vengono confrontati i dati sul traffico.
Le centraline misurano i veicoli che attraversano un punto; i dati origine-destinazione cercano invece di ricostruire da dove partono e dove arrivano gli spostamenti. Per valutare seriamente i diversi tracciati servono entrambe le informazioni, insieme a costi, sicurezza, impatto ambientale e consumo di suolo. Il dissenso politico esiste, ma e’ il confronto tecnico sui dati che dovra’ chiarire quale soluzione sia realmente piu’ efficace.
A Dro torna il tema dell’accessibilita’. L’incontro davanti al cimitero ha mostrato concretamente le difficolta’ create da ghiaia, passaggi stretti e attraversamenti poco adatti alle persone con disabilita’ o problemi visivi.
Associazioni e consiglieri chiedono ancora il Peba, mentre la sindaca Ginetta Santoni preferisce procedere direttamente con gli interventi. La verifica, a questo punto, deve concentrarsi su lavori, priorita’, risorse e tempi. Anche i dati sull’avanzo comunale riportati dai due giornali non coincidono e non e’ chiaro quale parte delle somme sia realmente disponibile per questi interventi.
Ad Arco, Nicola Cattoi propone invece un percorso partecipato sul futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo di Bolognano. La mozione chiede di mantenere soprattutto funzioni sociali, culturali, sportive ed educative, con un tavolo consultivo da ottobre e un concorso di idee entro la primavera del 2027. Restano da definire risorse e reale peso della partecipazione nelle decisioni finali.
Un’informazione pratica: i lavori all’acquedotto di via della Cinta sono stati rinviati a lunedi’ 7 settembre. Restano previste la circolazione a senso unico alternato e la sospensione dell’acqua nelle fasce gia’ annunciate.
Infine, l’associazione Arma Aeronautica dell’Alto Garda ricorda Pierpaolo Pederzolli, scomparso a 78 anni, sottolineandone l’impegno nell’associazionismo, la disponibilita’ quotidiana e la passione per il canto corale.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i passaggi amministrativi dalle soluzioni gia’ operative, le ipotesi investigative dai fatti accertati e le dichiarazioni politiche dai dati che devono ancora essere verificati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 4 settembre 2026

La notizia principale riguarda il liceo Andrea Maffei, che iniziera’ il nuovo anno scolastico con oltre 1.000 studenti, 59 classi e circa 140 docenti distribuiti in cinque sedi. Un gruppo di insegnanti chiede alla Provincia informazioni aggiornate, tempi realistici e un confronto pubblico sul futuro della sede principale, il cui cantiere e’ sostanzialmente fermo da circa un anno.
La Provincia deve ancora decidere come completare i lavori: affidare le opere residue alla Mak Costruzioni, arrivata seconda nella gara originaria, oppure avviare una nuova procedura. Nel 2024 si prevedeva ancora la conclusione entro la fine del 2026, una scadenza ormai superata dai fatti. Mancano oggi una data credibile per la ripartenza, il valore aggiornato delle opere residue e soprattutto un piano per ridurre nel frattempo i disagi provocati dalla frammentazione della scuola fra cinque plessi.
Sul fronte della viabilita’, ad Arco tutte le forze politiche presenti in Consiglio sostengono una mozione sulla futura uscita della variante di Torbole. La prima scelta proposta e’ il tracciato C1, con uscita ai piedi del monte Creino; se risultasse impraticabile per ragioni idrogeologiche, l’alternativa sarebbe il C2 nella zona Conca-Maza. Viene invece respinta l’ipotesi di Linfano.
La convergenza politica e’ significativa, ma la mozione deve ancora essere discussa e votata. Non siamo quindi ancora davanti a una decisione formale del Consiglio. Restano inoltre da verificare tecnicamente costi, fattibilita’ geologica, consumo di suolo, benefici sul traffico e conseguenze delle diverse alternative.
A Molina di Ledro e’ stato invece affidato l’incarico per elaborare il progetto di fattibilita’ tecnico-economica della variante. Il tracciato ipotizzato comprende una galleria di circa 1.250 metri e due rotatorie, con un costo dei lavori stimato intorno ai 39 milioni di euro.
L’incarico immediato di progettazione vale circa 620 mila euro. Se verra’ affidata anche la progettazione esecutiva, l’importo complessivo superera’ 1,1 milioni. Non e’ quindi ancora stato approvato un progetto definitivo e, soprattutto, manca la durata dell’incarico: senza questo dato non e’ possibile indicare seriamente quando potranno partire gara e lavori.
Ad Arco, una perdita importante dell’acquedotto richiede oggi lavori urgenti in via della Cinta. Nelle fasce previste il traffico sara’ regolato a senso unico alternato e verra’ sospesa l’acqua nelle abitazioni della via. Se durante gli scavi emergeranno ulteriori difficolta’, l’interruzione potra’ protrarsi.
C’e’ poi una storia di sport e inclusione. Marco Aggravi promuove da sedici anni il progetto “Marco ITA 108 – Lo sport unisce”, rivolto ad anziani, persone con disabilita’, giovani neurodivergenti e ragazzi provenienti da situazioni difficili. Ora l’obiettivo e’ trasformare l’iniziativa in un’associazione, anche per raccogliere donazioni e acquistare un mezzo per accompagnare i partecipanti.
Infine, in occasione degli 80 anni dell’Adige, Enzo Bassetti traccia un bilancio di Riva del Garda Fierecongressi: crescita del 16 per cento dei ricavi nel 2025, 191 congressi, nove fiere internazionali e un investimento previsto da 30 milioni di euro alla Baltera. Sono dati e prospettive presentati dal presidente in un contesto celebrativo e andranno quindi letti come il bilancio della societa’, non come una valutazione economica indipendente.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i cantieri realmente avviati dai progetti ancora da definire, le convergenze politiche dalle decisioni formali e gli annunci dalle scadenze che possono essere concretamente verificate.