Guido Trebo

La rassegna stampa ragionata di Guido Trebo
La rassegna stampa ragionata di Guido Trebo
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 10 settembre 2026
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La notizia principale riguarda ancora il Pronto soccorso di Arco, questa volta con alcuni numeri che permettono di guardare oltre il tema degli ampliamenti dell’ospedale.

Tra il 2023 e il 2025 sono piu’ che raddoppiate le ore acquistate da medici esterni: da 3.617 a 8.556. Nello stesso periodo la spesa e’ salita da circa 347 mila a quasi 710 mila euro, mentre i professionisti coinvolti sono passati da 5 a 18.

Attenzione pero’ alle interpretazioni. Diciotto professionisti utilizzati durante l’anno non equivalgono a diciotto medici a tempo pieno. Per il solo Pronto soccorso, la Provincia indica 7 medici nel 2024, 5 nel 2025 e 6 al primo aprile 2026, precisando che assenze, part-time e incarichi esterni modificano la presenza effettiva nei turni.

Diversa e’ la situazione degli infermieri. Nel 2025 la dotazione media risulta leggermente superiore al fabbisogno ordinario e sono diminuite anche le ore aggiuntive rispetto al 2022. Parlare genericamente di “mancanza di personale” rischierebbe quindi di confondere situazioni differenti.

Il collegamento con gli ampliamenti annunciati nei giorni scorsi e’ concreto: nuovi spazi per Dialisi e Pronto soccorso saranno utili, ma dovranno essere accompagnati da una copertura stabile dei servizi. Resta quindi una domanda fondamentale: con quanti medici funzionera’ in futuro il Pronto soccorso e attraverso quale percorso si intende ridurre il ricorso alle prestazioni esterne?

Anche sui dati degli accessi emerge una differenza da chiarire. L’Adige riporta 20.474 accessi nel 2025, il T 20.259. Le due cifre provengono da documenti collegati alla stessa interrogazione, ma lo scarto non viene spiegato.

Passiamo alla variante di Torbole. Il Consiglio comunale di Arco ha approvato all’unanimita’ la mozione che sostiene come prima scelta il tracciato C1, con innesto ai piedi del monte Creino, e indica la C2 come alternativa nel caso emergano impedimenti idrogeologici insuperabili.

Il documento chiede inoltre priorita’ per il collegamento tra l’uscita del tunnel della Maza e il Cretaccio e la realizzazione della rotatoria di Bolognano prima dell’apertura della Loppio-Busa.

L’unanimita’ ha un significato politico importante, ma la mozione non decide quale variante verra’ realizzata. Impegna i rappresentanti di Arco a sostenere questa posizione in Provincia. La C1, inoltre, era stata accantonata per criticita’ idrogeologiche: il voto del Consiglio ne chiede una nuova valutazione, ma non dimostra che quelle criticita’ siano gia’ superate.

Il vicesindaco Marco Piantoni contesta anche criteri, costi e punteggi utilizzati dalla Provincia nel confronto fra le alternative. Sono obiezioni che meritano risposte tecniche, ma i giornali non presentano abbastanza elementi per concludere che le valutazioni provinciali siano gia’ state smentite.

Prende intanto una forma piu’ precisa il progetto dell’Emporio Caritas dell’Alto Garda. Le sedi saranno due: una a Villa Tabor, ad Arco, e una nei locali della chiesa di San Giuseppe, nel rione Degasperi di Riva.

Le famiglie potranno scegliere direttamente i prodotti attraverso un credito mensile a punti, con criteri comuni e un sistema informatico condiviso. Nel 2025 le Caritas interparrocchiali del territorio hanno seguito 416 nuclei familiari, per complessive 1.042 persone, con 104 volontari.

Questo numero corrisponde a circa il 2 per cento della popolazione, ma non misura tutta la poverta’ dell’Alto Garda. Indica soltanto le persone raggiunte dai servizi Caritas. L’avvio degli empori era stato ipotizzato per dicembre, ma oggi non viene ancora indicata una data precisa di apertura.

Torna anche il liceo Maffei, nel giorno dell’inizio dell’anno scolastico. L’Adige segnala che non risultavano annunciate presenze ufficiali della Giunta provinciale alla prima campanella, nonostante l’invito degli insegnanti.

L’assenza puo’ avere un significato politico, ma attribuirla alla volonta’ di evitare domande scomode resta un’interpretazione del giornale. Le questioni essenziali rimangono quelle gia’ emerse nei giorni scorsi: tempi del cantiere, condizioni della didattica nelle cinque sedi e risposte concrete agli insegnanti.

Fra le altre notizie, l’Adige racconta la lunga storia della famiglia Sembenini, attiva nel commercio a Riva dal 1930 e nell’attuale negozio dal 1938: una pagina di memoria economica della citta’.

Infine, una notizia dolorosa. Marco Morandi, 63 anni, residente a Bolognano, e’ morto al Santa Chiara dopo l’incidente motociclistico avvenuto nei giorni scorsi sulla circonvallazione di Riva. Giardiniere di professione, viene ricordato per la sua cultura, il carattere anticonformista, la cordialita’ e l’ironia.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i numeri nominali dalla presenza effettiva dei servizi, il significato politico delle decisioni dai loro effetti concreti e le contestazioni dalle verifiche tecniche che devono ancora arrivare.