Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 7 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora il problema della casa nell’Alto Garda e Ledro.
Il presidente della Comunita’ di Valle Giuliano Marocchi e l’assessora Letizia Vicari annunciano 25 alloggi Itea disponibili per il prossimo bando autunnale. Potrebbero diventare 29 se terminassero in tempo i lavori su altri quattro appartamenti.
Marocchi prospetta inoltre una trentina di ulteriori disponibilita’ per la primavera. Queste ultime, pero’, restano una previsione e non alloggi gia’ effettivamente disponibili.
E’ comunque un avanzamento concreto, anche se gli stessi amministratori riconoscono che non sara’ sufficiente rispetto alle centinaia di domande attese. Per valutarne l’effetto reale bisognera’ conoscere la distribuzione degli appartamenti fra i diversi Comuni, le loro caratteristiche e soprattutto i tempi delle assegnazioni.
Il T torna anche sui dati relativi alle compravendite immobiliari.
Fra il 2022 e il 2025, nella categoria catastale A/2, risultano 1.615 compravendite, delle quali 636 classificate come “prima casa” e 979 nelle altre categorie, circa il 60,6 per cento.
Questi numeri non riguardano pero’ l’intero mercato abitativo e soprattutto non permettono di stabilire automaticamente come vengano utilizzate le case.
Il grafico distingue infatti gli acquisti di persone fisiche con o senza agevolazione fiscale “prima casa”. Non dimostra che chi compra senza agevolazione possieda gia’ necessariamente un’altra abitazione, ne’ che l’immobile venga destinato agli affitti turistici.
Allo stesso modo, l’agevolazione prima casa non certifica che il proprietario abitera’ personalmente nell’immobile.
Per parlare di seconde case, affitti turistici o residenze fittizie servono quindi dati sull’uso effettivo degli appartamenti. Le categorie fiscali, da sole, non bastano.
Ad Arco, lunedi’ 12 ottobre, arrivera’ in Consiglio comunale la prima adozione della variante al Piano regolatore dedicata alla tutela delle aree agricole.
La proposta individua cinque ambiti considerati identitari: Oltresarca, Romarzollo, Cretaccio, Pratosaiano e Linfano.
In queste zone sarebbero vietati nuovi agriturismi e ampliamenti, anche attraverso il recupero di edifici esistenti.
Per i nuovi centri aziendali la superficie fondiaria richiesta passerebbe da due a tre ettari, con almeno l’80 per cento dei terreni situati ad Arco. Nelle altre aree agricole dove l’agriturismo resterebbe possibile, la superficie destinata a questa attivita’ non potrebbe superare il 30 per cento della superficie utile netta del centro aziendale.
Non siamo ancora davanti a regole definitivamente approvate.
La sindaca Arianna Fiorio difende la necessita’ di avviare rapidamente la salvaguardia del territorio, mentre Nicola Cattoi critica il livello di condivisione avuto in commissione.
Va ricordato che il Comune aveva comunque aperto nei mesi scorsi una fase pubblica per raccogliere contributi. Questo non dimostra che il testo oggi proposto sia stato condiviso in modo sufficiente, ma neppure permette di descrivere il percorso come completamente privo di partecipazione.
La verifica piu’ importante riguardera’ gli effetti concreti: quante aziende saranno interessate dai nuovi requisiti, quali contributi sono arrivati durante la fase pubblica e come sono stati valutati.
Tutelare il paesaggio e’ un obiettivo importante. Bisognera’ capire se le nuove regole riescano davvero a distinguere l’attivita’ agricola dalle operazioni prevalentemente immobiliari senza creare conseguenze sproporzionate per le aziende.
Torna poi il dibattito sulla variante di Torbole.
L’Adige raccoglie la posizione di residenti e operatori di Strada Granda, che dichiarano di rappresentare una cinquantina di famiglie e attivita’. Contestano la soluzione D con sbocco al Linfano per la vicinanza alle abitazioni e chiedono invece il collegamento in galleria fino alla Maza.
Le preoccupazioni meritano ascolto, ma nell’articolo non vengono fornite distanze precise dalle abitazioni o stime quantitative sugli effetti relativi a traffico, rumore e qualita’ dell’aria.
Il T riferisce invece della mozione presentata da Renza Bollettin e condivisa dalla maggioranza rivana.
Il documento esprime preferenza per la soluzione C1, considera C2 un’alternativa nel caso di ostacoli idrogeologici insuperabili, chiede priorita’ al collegamento Maza-Cretaccio e propone maggiore sostegno al Bus&Go e un monitoraggio pubblico continuo di traffico e inquinamento.
Una mozione, pero’, non “impone” una decisione al Consiglio e neppure rappresenta di per se’ uno scontro con la Provincia. E’ un atto politico che propone una posizione.
Particolarmente utile e’ la richiesta di monitoraggio continuativo dei flussi e dell’inquinamento: permetterebbe di discutere sulla base di dati verificabili. Non sostituisce comunque le analisi comparative necessarie per scegliere il tracciato.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, da oggi iniziano a Riva i lavori gia’ annunciati in viale Prati.
Saranno redistribuiti i parcheggi per motocicli: circa 45 stalli verranno eliminati sul viale e circa 60 saranno ricavati in altre zone della citta’. Verra’ inoltre realizzato un percorso riservato alle biciclette dirette verso sud.
Domani, giovedi’ 8 ottobre, si svolgera’ invece la Business Run, con 2.200 partecipanti annunciati.
Le principali limitazioni riguarderanno via Baltera fra le 17.20 e le 20 e il percorso della gara fra le 17.45 e le 19.30, con interruzioni anche agli attraversamenti di viale Rovereto e in altri punti.
In Val di Ledro, dal 12 ottobre all’11 dicembre, chi scende da Pre’ verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre chi sale verso la valle restera’ sulla statale 240. La modifica e’ legata ai lavori sulle barriere di sicurezza e non rappresenta una chiusura completa del collegamento.
Da Torbole arriva poi una segnalazione utile sulle truffe telefoniche.
Una residente ha perso 3 mila euro dopo una telefonata che appariva provenire dal numero della propria banca. Con il pretesto di bloccare un bonifico, i truffatori hanno ottenuto informazioni riservate.
Il numero visualizzato sul telefono puo’ essere falsificato e non garantisce quindi l’identita’ di chi chiama. La regola piu’ importante resta non comunicare credenziali o codici ricevuti via telefono o messaggio e contattare personalmente la banca attraverso i canali ufficiali.
Ad Arco, i vigili del fuoco volontari cercano nuove leve fra i 18 e i 44 anni. Il Corpo riferisce circa mille chiamate all’anno. Non sono richieste competenze iniziali specifiche: servono disponibilita’, idoneita’ e la partecipazione al percorso di formazione.
Fra scuola e ricerca, gli studenti delle classi quarte del linguistico Maffei hanno lavorato alla traduzione e all’adattamento di due documentari del RAM Filmfestival, che saranno proiettati anche al pubblico a Rovereto.
Il Museo delle Palafitte di Ledro ha invece avviato una collaborazione con il centro archeologico di Olomouc, in Moravia, per sviluppare attivita’ di ricerca e divulgazione, anche sulla metallurgia. Gli eventuali contatti fra i due territori nell’eta’ del Bronzo restano per ora un’ipotesi da approfondire.
Infine, il 10 ottobre sulla Ponale e il 17 ottobre a Ledro sono previste due camminate dedicate alla sensibilizzazione sul tumore al seno.
Dro, Ceniga e Drena si preparano inoltre ad accogliere il nuovo parroco, don Roberto Lucchi, domenica 11 ottobre alle 15.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere cio’ che e’ gia’ disponibile da cio’ che e’ soltanto previsto, i dati fiscali dall’uso reale delle abitazioni e le posizioni politiche dalle verifiche tecniche necessarie per trasformarle in decisioni.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora la variante di Torbole. L’incontro coordinato dal presidente della Comunita’ Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi, ha prodotto un’intesa sul metodo: continuare il confronto e approfondire il documento delle categorie economiche. Non esiste pero’ ancora una posizione territoriale unitaria sul tracciato.
Il Consiglio comunale di Arco sostiene la soluzione C1, con la C2 come alternativa qualora emergano problemi idrogeologici insuperabili. Confcommercio, invece, continua a preferire la D2 verso Linfano, mentre altre categorie si orientano sulle soluzioni verso la Maza.
Questo significa che non e’ corretto rappresentare il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi come l’unico ostacolo a un accordo gia’ raggiunto. Il dissenso e’ piu’ articolato e il confronto resta sia politico sia tecnico.
Serviranno soprattutto dati comprensibili su origine e destinazione degli spostamenti, costi, impatto ambientale e capacita’ reale delle diverse soluzioni di alleggerire il traffico. Anche l’idea di intercettare una parte delle automobili a Loppio resta per ora una proposta, ma pone una questione importante: una nuova strada puo’ alleggerire Torbole senza necessariamente risolvere da sola la congestione dell’intera Busa.
Preoccupa intanto la situazione alla Arconvert di Linfano. Dopo l’incontro fra azienda e sindacati e’ emerso che la cassa integrazione ordinaria verra’ prolungata a causa di un’ulteriore riduzione degli ordini.
Restano i numeri gia’ conosciuti: dieci giorni di fermo dal 21 settembre, 51 lavoratori interessati su circa 250 e una diminuzione degli ordinativi indicata nel 12 per cento. Nessuna delle due testate chiarisce pero’ quanto durera’ il nuovo prolungamento o se aumentera’ il numero dei dipendenti coinvolti.
Le rassicurazioni sull’occupazione sono prudenti, soprattutto per alcuni lavoratori somministrati. La difficolta’ sembra legata anche alla scarsa diversificazione produttiva dello stabilimento arcense, particolarmente esposto alla debolezza della domanda nel settore vinicolo e dei film plastici.
Per la galleria Dom arriva invece un passaggio istituzionale concreto. Il 17 settembre si incontreranno a Pieve di Ledro amministrazioni, Provincia, Confindustria e sindacati per affrontare i problemi che le chiusure notturne creeranno ai lavoratori turnisti.
Sul tavolo ci sono finestre di transito, orari coordinati con i cambi turno, navette e anche una possibile soluzione pedonale nella zona di San Giacomo, eventualmente collegata a un trasporto dedicato. Sono ancora ipotesi. Il risultato da attendere e’ un’organizzazione precisa, con orari e responsabilita’ definite prima dell’inizio delle chiusure.
Torna anche il tema del Pronto soccorso di Arco. Il consigliere provinciale Claudio Cia riconosce gli interventi organizzativi gia’ realizzati, ma chiede di consolidare l’equipe medica, ridurre la dipendenza dalle prestazioni esterne e rendere piu’ attrattiva la sede di Arco.
Anche in questo caso bisogna distinguere la richiesta dalla decisione: non vengono annunciate nuove assunzioni ne’ un piano di stabilizzazione con scadenze definite. Il problema resta quello emerso nei giorni scorsi: ampliamento degli spazi e stabilita’ degli organici devono procedere insieme.
Ad Arco, 412 firme sono state consegnate contro la sopraelevazione del parcheggio di Caneve. I promotori contestano l’impatto paesaggistico, chiedono maggiore partecipazione e propongono di valutare un parcheggio interrato con verde e servizi in superficie.
La proposta comunale, pero’, e’ ancora in una fase preliminare. Esiste uno studio di fattibilita’ consegnato alla Giunta, ma non un progetto definitivamente approvato. Le conseguenze prospettate sul valore delle abitazioni e sull’attrattivita’ turistica restano inoltre timori dei firmatari, non effetti gia’ misurati.
La richiesta piu’ utile, a questo punto, e’ rendere pubblico lo studio e permettere un confronto su dati concreti: posti aggiuntivi, altezza, costi e alternative.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo propone l’adesione alla Rete dei Comuni Sostenibili, con indicatori e un rapporto annuale per misurare le politiche ambientali. Per ora si tratta soltanto di una mozione e l’adesione non risulta ancora deliberata.
Fra le altre notizie, le scuole dell’Alto Garda presentano programmi dedicati a educazione emotiva, prevenzione del bullismo, gestione dei conflitti e didattica all’aperto.
Ripartono inoltre i corsi gratuiti di italiano per stranieri di Penny Wirton, a Riva dal 15 settembre e ad Arco dal 17.
Il giovane calciatore del Cagliari Trepy ha concluso la riabilitazione all’Eremo di Chiarano dopo il grave incidente avvenuto in Sardegna. Le sue condizioni vengono definite molto buone; eventuali tempi e modalita’ del ritorno in campo saranno decisi dai medici della squadra.
Infine, l’Adige torna sulla rassegna “Ottobre a teatro”, sottolineando soprattutto il problema del ricambio generazionale delle compagnie e la minore diffusione del dialetto.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i confronti ancora aperti dalle decisioni, le rassicurazioni dalle garanzie effettive e gli studi preliminari dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 10 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora il Pronto soccorso di Arco, questa volta con alcuni numeri che permettono di guardare oltre il tema degli ampliamenti dell’ospedale.
Tra il 2023 e il 2025 sono piu’ che raddoppiate le ore acquistate da medici esterni: da 3.617 a 8.556. Nello stesso periodo la spesa e’ salita da circa 347 mila a quasi 710 mila euro, mentre i professionisti coinvolti sono passati da 5 a 18.
Attenzione pero’ alle interpretazioni. Diciotto professionisti utilizzati durante l’anno non equivalgono a diciotto medici a tempo pieno. Per il solo Pronto soccorso, la Provincia indica 7 medici nel 2024, 5 nel 2025 e 6 al primo aprile 2026, precisando che assenze, part-time e incarichi esterni modificano la presenza effettiva nei turni.
Diversa e’ la situazione degli infermieri. Nel 2025 la dotazione media risulta leggermente superiore al fabbisogno ordinario e sono diminuite anche le ore aggiuntive rispetto al 2022. Parlare genericamente di “mancanza di personale” rischierebbe quindi di confondere situazioni differenti.
Il collegamento con gli ampliamenti annunciati nei giorni scorsi e’ concreto: nuovi spazi per Dialisi e Pronto soccorso saranno utili, ma dovranno essere accompagnati da una copertura stabile dei servizi. Resta quindi una domanda fondamentale: con quanti medici funzionera’ in futuro il Pronto soccorso e attraverso quale percorso si intende ridurre il ricorso alle prestazioni esterne?
Anche sui dati degli accessi emerge una differenza da chiarire. L’Adige riporta 20.474 accessi nel 2025, il T 20.259. Le due cifre provengono da documenti collegati alla stessa interrogazione, ma lo scarto non viene spiegato.
Passiamo alla variante di Torbole. Il Consiglio comunale di Arco ha approvato all’unanimita’ la mozione che sostiene come prima scelta il tracciato C1, con innesto ai piedi del monte Creino, e indica la C2 come alternativa nel caso emergano impedimenti idrogeologici insuperabili.
Il documento chiede inoltre priorita’ per il collegamento tra l’uscita del tunnel della Maza e il Cretaccio e la realizzazione della rotatoria di Bolognano prima dell’apertura della Loppio-Busa.
L’unanimita’ ha un significato politico importante, ma la mozione non decide quale variante verra’ realizzata. Impegna i rappresentanti di Arco a sostenere questa posizione in Provincia. La C1, inoltre, era stata accantonata per criticita’ idrogeologiche: il voto del Consiglio ne chiede una nuova valutazione, ma non dimostra che quelle criticita’ siano gia’ superate.
Il vicesindaco Marco Piantoni contesta anche criteri, costi e punteggi utilizzati dalla Provincia nel confronto fra le alternative. Sono obiezioni che meritano risposte tecniche, ma i giornali non presentano abbastanza elementi per concludere che le valutazioni provinciali siano gia’ state smentite.
Prende intanto una forma piu’ precisa il progetto dell’Emporio Caritas dell’Alto Garda. Le sedi saranno due: una a Villa Tabor, ad Arco, e una nei locali della chiesa di San Giuseppe, nel rione Degasperi di Riva.
Le famiglie potranno scegliere direttamente i prodotti attraverso un credito mensile a punti, con criteri comuni e un sistema informatico condiviso. Nel 2025 le Caritas interparrocchiali del territorio hanno seguito 416 nuclei familiari, per complessive 1.042 persone, con 104 volontari.
Questo numero corrisponde a circa il 2 per cento della popolazione, ma non misura tutta la poverta’ dell’Alto Garda. Indica soltanto le persone raggiunte dai servizi Caritas. L’avvio degli empori era stato ipotizzato per dicembre, ma oggi non viene ancora indicata una data precisa di apertura.
Torna anche il liceo Maffei, nel giorno dell’inizio dell’anno scolastico. L’Adige segnala che non risultavano annunciate presenze ufficiali della Giunta provinciale alla prima campanella, nonostante l’invito degli insegnanti.
L’assenza puo’ avere un significato politico, ma attribuirla alla volonta’ di evitare domande scomode resta un’interpretazione del giornale. Le questioni essenziali rimangono quelle gia’ emerse nei giorni scorsi: tempi del cantiere, condizioni della didattica nelle cinque sedi e risposte concrete agli insegnanti.
Fra le altre notizie, l’Adige racconta la lunga storia della famiglia Sembenini, attiva nel commercio a Riva dal 1930 e nell’attuale negozio dal 1938: una pagina di memoria economica della citta’.
Infine, una notizia dolorosa. Marco Morandi, 63 anni, residente a Bolognano, e’ morto al Santa Chiara dopo l’incidente motociclistico avvenuto nei giorni scorsi sulla circonvallazione di Riva. Giardiniere di professione, viene ricordato per la sua cultura, il carattere anticonformista, la cordialita’ e l’ironia.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i numeri nominali dalla presenza effettiva dei servizi, il significato politico delle decisioni dai loro effetti concreti e le contestazioni dalle verifiche tecniche che devono ancora arrivare.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 6 settembre 2026

La rassegna di oggi parte dall’aggressione avvenuta venerdi’ in via dei Molini a Riva. La Procura di Rovereto indaga per lesioni e rapina impropria. Il ragazzo ferito piu’ gravemente, un diciassettenne, resta ricoverato al Santa Chiara ma non sarebbe in pericolo di vita.
Rispetto a ieri viene quindi corretto un dato importante sull’eta’ del ferito piu’ grave. Restano invece divergenze fra i giornali sulla posizione degli altri giovani coinvolti: l’Adige parla di due denunce a piede libero, mentre il T distingue fra il presunto autore materiale delle coltellate e l’eventuale responsabilita’ dell’altro ragazzo. Anche il movente della rapina resta, per ora, un’ipotesi investigativa.
Sul caso interviene anche la politica. Fratelli d’Italia e Patt accusano l’amministrazione di scarso presidio, mentre la vicesindaca Barbara Angelini annuncia per il 2027 un servizio strutturato di educativa di strada. E’ questo il passaggio concreto da seguire: personale, risorse, attivita’ e tempi. Un singolo episodio grave non basta invece, da solo, a dimostrare una crescita generale e incontrollata della violenza giovanile.
Torna poi la variante di Torbole. La mozione condivisa dai gruppi del Consiglio comunale di Arco dovrebbe arrivare in aula l’8 settembre. Il vicesindaco Marco Piantoni chiede che venga valutata autonomamente la soluzione C1, con uscita ai piedi del monte Creino, sostenendo che non sia stata confrontata con le altre ipotesi con lo stesso metodo.
Piantoni presenta inoltre due matrici alternative per valutare paesaggio, ambiente e impatti infrastrutturali, dalle quali le soluzioni verso la Maza risulterebbero migliori. Ma senza tabelle complete, criteri, pesi e dati di partenza non e’ possibile verificare il risultato. Anche il minore consumo di suolo indicato per alcune configurazioni e’ un dato importante, ma non equivale automaticamente a un minore impatto ambientale complessivo.
Resta soprattutto da chiarire la fattibilita’ idrogeologica della C1, che nella stessa mozione viene indicata come condizione preliminare. E non si puo’ parlare di un Alto Garda compatto su una sola soluzione: Nago-Torbole mantiene una posizione differente e Confcommercio ha sostenuto le ipotesi verso Linfano.
Sul liceo Maffei, l’Adige ricostruisce le fasi precedenti alla crisi dell’impresa Manelli e si interroga sulla vicinanza temporale fra l’avvio delle demolizioni e la successiva richiesta di concordato preventivo. La successione delle date, pero’, non dimostra da sola che la crisi fosse gia’ conosciuta.
La questione piu’ urgente riguarda invece due cedimenti del controsoffitto nella zona dei bagni, avvenuti a scuola chiusa. Uno sarebbe recente. Le lezioni iniziano giovedi’ e servono quindi informazioni sulle verifiche svolte e sulle misure adottate prima del rientro degli studenti.
Per il resto, il quadro del cantiere non cambia: la Provincia punta a concludere entro settembre la procedura per sciogliere il vecchio contratto e poi verificare il possibile subentro della seconda classificata. Settembre, ancora una volta, non e’ la data di ripresa dei lavori.
Una notizia concreta riguarda il nuovo emporio solidale previsto negli spazi della parrocchia di San Giuseppe, nel rione Degasperi di Riva. Alla Caritas saranno destinati 420 metri quadrati e il progetto riunira’ servizi gia’ attivi a Riva, Nago-Torbole e Ledro, coinvolgendo anche Tenno.
Le famiglie potranno scegliere alimenti, prodotti per l’igiene e altri beni attraverso un sistema a punti, affiancato da ascolto, accompagnamento e attivita’ sul bilancio familiare. Il servizio non e’ pero’ ancora aperto: dicembre viene indicato come possibile avvio e restano da definire data certa, criteri di accesso e funzionamento del sistema.
Fra le altre notizie, l’Ugl propone di utilizzare parte dei dividendi straordinari di Ags per studiare la possibilita’ di usare la strada di San Giacomo come collegamento alternativo durante le chiusure della galleria Dom. Si tratta di una proposta di verifica tecnica, non di un’apertura gia’ decisa.
Sulla piscina Meroni, le minoranze chiedono chiarimenti su conti, assegnazione degli spazi acqua, tariffe e criteri decisionali. Sono domande pertinenti su un impianto pubblico e richiedono una risposta documentata dell’amministrazione.
Sotto l’Altissimo, l’incendio iniziato il 19 agosto ha interessato circa tre ettari. La situazione e’ sotto controllo, ma restano punti fumanti e il rischio di nuove riprese: non si puo’ quindi parlare ancora di spegnimento definitivo.
Sulla Maza viene infine proposta la chiusura al transito delle biciclette in entrambe le direzioni, indirizzandole sulla nuova ciclabile. Per ora e’ una richiesta motivata da ragioni di sicurezza, non un divieto gia’ adottato.
A Riva si sono concluse le quattro settimane di “Ci sto? Affare fatica”, mentre Dro ricorda Cleto Matteotti, il cui lascito ha contribuito alla nascita di Ca’ del Nemoler, oggi sede di attivita’ sociali, educative e associative.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le ipotesi investigative dai fatti accertati, le proposte politiche dalle decisioni operative e i risultati annunciati dai dati che possono essere realmente verificati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 4 settembre 2026

La notizia principale riguarda il liceo Andrea Maffei, che iniziera’ il nuovo anno scolastico con oltre 1.000 studenti, 59 classi e circa 140 docenti distribuiti in cinque sedi. Un gruppo di insegnanti chiede alla Provincia informazioni aggiornate, tempi realistici e un confronto pubblico sul futuro della sede principale, il cui cantiere e’ sostanzialmente fermo da circa un anno.
La Provincia deve ancora decidere come completare i lavori: affidare le opere residue alla Mak Costruzioni, arrivata seconda nella gara originaria, oppure avviare una nuova procedura. Nel 2024 si prevedeva ancora la conclusione entro la fine del 2026, una scadenza ormai superata dai fatti. Mancano oggi una data credibile per la ripartenza, il valore aggiornato delle opere residue e soprattutto un piano per ridurre nel frattempo i disagi provocati dalla frammentazione della scuola fra cinque plessi.
Sul fronte della viabilita’, ad Arco tutte le forze politiche presenti in Consiglio sostengono una mozione sulla futura uscita della variante di Torbole. La prima scelta proposta e’ il tracciato C1, con uscita ai piedi del monte Creino; se risultasse impraticabile per ragioni idrogeologiche, l’alternativa sarebbe il C2 nella zona Conca-Maza. Viene invece respinta l’ipotesi di Linfano.
La convergenza politica e’ significativa, ma la mozione deve ancora essere discussa e votata. Non siamo quindi ancora davanti a una decisione formale del Consiglio. Restano inoltre da verificare tecnicamente costi, fattibilita’ geologica, consumo di suolo, benefici sul traffico e conseguenze delle diverse alternative.
A Molina di Ledro e’ stato invece affidato l’incarico per elaborare il progetto di fattibilita’ tecnico-economica della variante. Il tracciato ipotizzato comprende una galleria di circa 1.250 metri e due rotatorie, con un costo dei lavori stimato intorno ai 39 milioni di euro.
L’incarico immediato di progettazione vale circa 620 mila euro. Se verra’ affidata anche la progettazione esecutiva, l’importo complessivo superera’ 1,1 milioni. Non e’ quindi ancora stato approvato un progetto definitivo e, soprattutto, manca la durata dell’incarico: senza questo dato non e’ possibile indicare seriamente quando potranno partire gara e lavori.
Ad Arco, una perdita importante dell’acquedotto richiede oggi lavori urgenti in via della Cinta. Nelle fasce previste il traffico sara’ regolato a senso unico alternato e verra’ sospesa l’acqua nelle abitazioni della via. Se durante gli scavi emergeranno ulteriori difficolta’, l’interruzione potra’ protrarsi.
C’e’ poi una storia di sport e inclusione. Marco Aggravi promuove da sedici anni il progetto “Marco ITA 108 – Lo sport unisce”, rivolto ad anziani, persone con disabilita’, giovani neurodivergenti e ragazzi provenienti da situazioni difficili. Ora l’obiettivo e’ trasformare l’iniziativa in un’associazione, anche per raccogliere donazioni e acquistare un mezzo per accompagnare i partecipanti.
Infine, in occasione degli 80 anni dell’Adige, Enzo Bassetti traccia un bilancio di Riva del Garda Fierecongressi: crescita del 16 per cento dei ricavi nel 2025, 191 congressi, nove fiere internazionali e un investimento previsto da 30 milioni di euro alla Baltera. Sono dati e prospettive presentati dal presidente in un contesto celebrativo e andranno quindi letti come il bilancio della societa’, non come una valutazione economica indipendente.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i cantieri realmente avviati dai progetti ancora da definire, le convergenze politiche dalle decisioni formali e gli annunci dalle scadenze che possono essere concretamente verificate.