Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.

Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.

La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.

La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.

Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.

A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.

Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.

Non sono necessariamente due racconti incompatibili.

Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.

La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.

La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.

Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.

Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.

Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.

Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.

Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.

Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.

Restano pero’ le domande poste dai sindacati.

Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.

Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.

Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.

La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.

In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.

L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.

Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.

Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.

Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.

Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.

Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.

Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.

Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.

Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.

Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.

La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.

Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.

La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.

La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.

Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.

Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.

La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.

C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.

Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.

Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.

L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.

Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.

Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.

La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.

Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.

Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.

Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.

Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.

Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.

Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.

A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.

I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.

E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 20 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la Ciclovia del Garda fra Riva e Limone.

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rispondendo a un’interrogazione di Lucia Coppola, conferma la prosecuzione del progetto e indica il 2030 come obiettivo per il completamento funzionale degli ultimi tratti sulla sponda occidentale.

Fugatti respinge anche l’ipotesi di sospendere le progettazioni e sostituire con i battelli il collegamento fra Riva e Limone.

Il 2030, pero’, resta una previsione basata sul cronoprogramma gia’ trasmesso nel settembre 2025. Nel calendario sono considerate anche le sospensioni dei lavori durante la stagione turistica.

Sul fronte economico, il T indica circa 84 milioni di euro per i 5,5 chilometri occidentali, dei quali 12 milioni e 400 mila destinati alla mitigazione del rischio di caduta massi, con benefici anche per la Gardesana.

Fugatti richiama inoltre l’aumento dei prezzi dei materiali, l’aggiornamento dei listini e alcune modifiche progettuali.

Serve pero’ cautela quando si attribuiscono i rincari soprattutto alla sicurezza. I 12 milioni e 400 mila euro rappresentano una componente del costo attuale, ma non dicono da soli quanto quella voce sia cresciuta rispetto alle stime iniziali.

Per capire davvero l’origine degli aumenti servirebbe quindi un confronto omogeneo fra i diversi preventivi nel tempo.

Vanno inoltre tenuti distinti gli 11 milioni e 100 mila euro trasferiti a Lombardia e Veneto: sono comunque risorse pubbliche, ma non fanno parte del costo delle opere sulla sponda occidentale trentina.

Sul ricorso ai battelli, l’Adige sottolinea soprattutto le ragioni del no di Fugatti: discontinuita’ del percorso e necessita’ di collegare i tratti ciclabili gia’ esistenti.

Il T intravede invece una possibile apertura alla navigazione sulla sponda orientale. Nei passaggi riportati, pero’, non compare ancora una decisione in questo senso.

Al Linfano si avvicina intanto l’avvio di Bus&Work.

Dal 2 novembre tre linee collegheranno Dro, Varone e Riva con gli stabilimenti Aquafil, Fedrigoni e Domo, nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Per la prima fase sono indicati circa 370 mila euro.

La novita’ di oggi e’ la richiesta avanzata da Leonardo Comperatore di Domo alla Giunta di Arco: completare i collegamenti ciclabili fino agli ingressi degli stabilimenti.

Le aziende si dichiarano disponibili a predisporre parcheggi per le biciclette e incentivi per i dipendenti che utilizzeranno alternative all’auto.

La questione e’ concreta: anche una rete ciclabile abbastanza estesa puo’ perdere efficacia se manca proprio l’ultimo tratto necessario per raggiungere il posto di lavoro in sicurezza.

Nell’articolo, pero’, non vengono ancora indicati tempi certi per completare questi collegamenti ne’ bonus aziendali gia’ definiti.

Sara’ inoltre il monitoraggio di Bus&Work a mostrare quante persone sceglieranno effettivamente il trasporto pubblico.

A Riva del Garda Patt e Lega propongono invece di utilizzare l’area comunale di via Ardaro per realizzare alloggi a canone moderato.

Silvia Betta e Cristina Santi chiedono di pensare soprattutto alle famiglie che non rientrano nell’edilizia sociale ma incontrano difficolta’ nel sostenere i prezzi del mercato libero.

La proposta individua quindi un luogo concreto e chiede una ricognizione del fabbisogno. Siamo pero’ ancora a un’interpellanza: non esistono un progetto finanziato, un numero definito di appartamenti o un piano economico.

Come riferimento viene citata l’esperienza di Rovereto, dove sono stati realizzati dodici appartamenti con canoni inferiori del 30 per cento rispetto al mercato.

Il precedente e’ interessante, ma parte da una condizione importante: l’edificio era gia’ pubblico ed era stato riqualificato con finanziamenti del Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto comprende inoltre un percorso di convivenza seguito da cooperative sociali.

Per capire se il modello sia replicabile a Riva bisognera’ quindi conoscere costi, fonti di finanziamento, numero di alloggi e livello dei canoni realmente sostenibile per le famiglie.

A Pietramurata viene invece potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito dall’Apsp Casa Mia.

Il centro potra’ accogliere fino a venti bambini anche il martedi’, dopo l’ampliamento gia’ introdotto per il giovedi’.

Il Comune di Dro afferma che in questo modo vengono soddisfatte tutte le richieste ricevute.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, e si svolge nella casa sociale di piazza Mercato il martedi’ e il giovedi’ dalle 16.20 alle 18.30.

Sono previste attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti. Le iscrizioni avvengono attraverso il portale di Casa Mia.

A Riva, al Rione Due Giugno, torna invece il tema della sicurezza dopo l’incendio che nella notte fra domenica e lunedi’ ha distrutto alcuni cassonetti in via Virgilio.

L’episodio segue il furto con spaccata al tabacchino della Galleria Mimosa.

Le opposizioni chiedono piu’ telecamere, illuminazione e controlli serali. Voce Comune propone anche un presidio di vigilanza privata, mentre Cristina Santi chiede un incontro pubblico con il sindaco.

Il danno ai cassonetti e’ un fatto concreto e le preoccupazioni dei residenti meritano risposte.

Non risultano pero’ identificati gli autori dell’incendio. Il collegamento con un presunto “disagio giovanile profondo” resta quindi un’interpretazione politica: non abbiamo elementi sull’eta’ dei responsabili.

Allo stesso modo, due episodi ravvicinati non bastano a dimostrare da soli un aumento generale della criminalita’ nel quartiere. Per farlo servirebbero dati confrontabili su un periodo piu’ lungo.

Ad Arco, anche il Partito Democratico interviene sulla gestione del verde pubblico.

Il Pd contesta all’assessora Chiara Parisi ritardi nella sistemazione delle rotatorie, soprattutto al Linfano, e chiede chiarimenti sul possibile ruolo di Amsa nella manutenzione.

Nell’articolo mancano pero’ la risposta diretta dell’assessora e date precise per gli interventi.

Per i cittadini il punto piu’ importante resta la presenza, in alcuni luoghi, di vegetazione che invade marciapiedi e piste ciclabili oppure riduce la visibilita’ agli incroci.

Sono situazioni che richiedono verifiche e tempi operativi chiari.

Sulla variante di Torbole, Forza Italia ribadisce invece il sostegno alla soluzione D fra Conca d’Oro e Linfano, definendola l’unica concretamente ed economicamente praticabile.

E’ una nuova presa di posizione politica, non una nuova conclusione tecnica.

L’articolo non presenta infatti nuovi studi o decisioni capaci di dimostrare che le altre alternative siano state definitivamente escluse.

Sul fronte della cronaca, una donna di 43 anni residente a Riva e’ ricoverata in gravi condizioni al Santa Chiara dopo essere uscita di strada con l’auto nell’uliveto sopra Varone.

Il veicolo si e’ fermato su un fianco lungo la scarpata.

La dinamica e’ ancora in corso di accertamento. L’Adige parla dell’ipotesi di un errore di manovra, il T di una possibile disattenzione: nessuna delle due spiegazioni e’ ancora una causa accertata.

Infine, oggi alle 10, al santuario della Madonna delle Grazie di Ceole, si tengono i funerali di Donato “Tello” Ferrari, morto a 81 anni.

L’Adige ne ricorda l’impegno nell’alpinismo altogardesano, dal Gruppo Rocciatori della Sat alla Scuola Prealpi Trentine, fino al contributo dato alla ferrata dell’Amicizia.

Alla famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene va un pensiero di vicinanza.

Fra gli appuntamenti, oggi riapre anche la biblioteca comunale di Nago nella nuova sede del Forte, mentre questa sera alle 20.45, a Dro, Marcello Riccioni parlera’ di regolazione emotiva e sviluppo dei bambini fra i 7 e i 14 anni.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli obiettivi dalle certezze, le proposte dai progetti gia’ finanziati e gli episodi concreti dalle conclusioni generali. Costi, utilizzo dei servizi, sicurezza e mobilita’ si valutano meglio quando alle dichiarazioni si affiancano dati comparabili e risultati misurabili.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.

Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.

La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.

I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.

Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.

Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.

Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.

Torna poi la variante di Torbole.

Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.

Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.

Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.

Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.

La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.

E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.

Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.

Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.

Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.

A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.

Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.

Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.

La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.

Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.

Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.

La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.

Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.

Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.

La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.

Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.

A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.

La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.

La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.

Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.

Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.

Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.

L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.

In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.

La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.

Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.

La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.

Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.

Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.

Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.

Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.

Una precisazione storica riguarda Arco.

L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.

Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.

La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.

A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.

Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.

Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.

Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.

Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.

Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.

Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.

La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.

I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.

Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.

Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.

Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.

Torna poi la variante di Torbole.

Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.

Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.

Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.

Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.

La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.

E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.

Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.

Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.

Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.

A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.

Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.

Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.

La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.

Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.

Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.

La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.

Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.

Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.

La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.

Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.

A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.

La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.

La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.

Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.

Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.

Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.

L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.

In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.

La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.

Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.

La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.

Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.

Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.

Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.

Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.

Una precisazione storica riguarda Arco.

L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.

Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.

La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.

A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.

Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.

Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.

Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.

Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.

Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 ottobre 2026

La notizia principale riguarda la chiusura della Meccanica di precisione Rivana, la Mpr, dopo 57 anni di attivita’.

L’azienda, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di stampi per l’industria, ha cessato l’attivita’ ed e’ ora in liquidazione.

Sul dato occupazionale serve una precisazione importante. I 25 lavoratori citati nell’articolo erano quelli presenti a gennaio. Durante l’anno ci sono state diverse uscite e, all’inizio di ottobre, le lettere di licenziamento sono arrivate agli ultimi sei dipendenti rimasti.

Non si tratta quindi di 25 licenziamenti avvenuti tutti ora.

L’articolo ricostruisce il tentativo sindacale di ricorrere alla solidarieta’ per affrontare il calo degli ordini. Un dipendente, Luca Maino, denuncia la mancanza di investimenti negli ultimi tre anni, mentre Stefano Picchetti della Uil critica il fatto che la liquidazione sarebbe stata comunicata ai sindacati soltanto dopo il tentativo di attivare l’ammortizzatore.

Sono testimonianze importanti, ma nell’articolo manca la versione della proprieta’ o del liquidatore.

Si parla inoltre di un possibile interesse della Fiera per l’area occupata dall’azienda, ma non vengono indicati accordi o offerte gia’ formalizzati.

La chiusura della Mpr si aggiunge alle difficolta’ del comparto cartario raccontate nei giorni scorsi, pur trattandosi di una vicenda distinta. Per gli ultimi sei lavoratori, indicati come vicini alla pensione, il tema immediato riguarda ora le tutele del reddito e l’accompagnamento alla conclusione della vita lavorativa.

Ad Arco torna poi il confronto sul parcheggio di Caneve.

Il vicesindaco Marco Piantoni conferma che la scelta della Giunta resta quella di una struttura sopraelevata in carpenteria metallica.

Il passaggio in Consiglio comunale, rinviato lunedi’ per lasciare spazio alla variante agricola, viene ora prospettato fra la fine di ottobre e novembre. Non e’ quindi ancora avvenuto.

Piantoni motiva la scelta con la volonta’ di concentrare la sosta su un’area comunale gia’ destinata a parcheggio, limitando il consumo di nuovo suolo.

Per l’ipotesi interrata richiama invece la vicinanza della Sarca, la necessita’ di ospitare pullman e camper e i maggiori costi di realizzazione, impianti e gestione.

Il punto ancora aperto riguarda pero’ il confronto fra le alternative.

Dalla risposta emerge che l’interrato non e’ stato sviluppato progettualmente perche’ non rientra nell’indirizzo politico scelto. Non esiste quindi una stima progettuale completa da confrontare con quella del sopraelevato.

Anche gli approfondimenti geologici e idraulici vengono rinviati alla progettazione successiva.

Le ragioni presentate dalla Giunta meritano attenzione, ma il confronto tecnico ed economico fra sopraelevato e interrato resta incompleto.

C’e’ poi la questione paesaggistica. Piantoni precisa che la struttura sara’ stabile e che la sua “reversibilita’” consiste nella possibilita’ di smontarla alla fine della vita utile.

Questo, pero’, non riduce automaticamente l’impatto visivo durante gli anni di utilizzo.

Per valutare davvero l’opera servono quindi immagini attendibili anche dal Castello e dall’alto, oltre a una comparazione chiara fra benefici attesi e sacrificio paesaggistico.

La petizione dei 412 cittadini non impone da sola una scelta, ma merita risposte puntuali. Gli incontri pubblici annunciati saranno utili soprattutto se consentiranno di discutere anche le alternative, e non soltanto di illustrare una decisione gia’ presa.

Sul fronte della mobilita’ dei lavoratori arriva invece una novita’ concreta.

Dal 2 novembre partira’ Bus&Work, con tre nuove linee di Trentino Trasporti fra Dro, Varone, Riva e gli stabilimenti del Linfano, fra cui Aquafil, Fedrigoni e Domo.

Le corse saranno concentrate nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Il servizio funzionera’ soprattutto dal lunedi’ al venerdi’, con alcune corse anche il sabato e nei festivi infrasettimanali.

E’ importante non confonderlo con Bus&Go. Bus&Work prevede percorsi e orari prestabiliti, non richiede prenotazione tramite app ed e’ aperto a tutti i cittadini.

La sperimentazione, finanziata dalla Provincia con circa 370 mila euro, durera’ fino al 31 maggio 2027. Le risorse per un’eventuale prosecuzione devono ancora essere individuate.

Per lavoratori e pensionati e’ inoltre disponibile l’abbonamento provinciale agevolato da 25 euro fino alla fine dell’anno.

Si tratta di una risposta concreta a chi entra o esce dal lavoro in orari nei quali il trasporto pubblico ordinario offre poche possibilita’. La sperimentazione servira’ pero’ anche a verificare quante persone useranno effettivamente le nuove linee e quali corse andranno eventualmente corrette.

A Riva del Garda il Patt torna invece sul problema della casa.

Lorenzo Cargnelli propone edilizia cooperativa e sociale, recupero degli immobili esistenti e interventi convenzionati a prezzi accessibili.

Si tratta, per ora, di una posizione politica e programmatica. Lo stesso Cargnelli precisa che non c’e’ ancora una proposta formale di variante.

Nell’articolo non vengono quindi indicati immobili specifici, numero di abitazioni, risorse disponibili o criteri di accesso.

Per valutare concretamente queste proposte bisognerebbe sapere a chi sarebbero destinati gli alloggi, a quali prezzi e per quanto tempo resterebbero vincolati a condizioni agevolate.

Anche l’affermazione secondo cui un atteggiamento troppo restrittivo sull’edificazione farebbe inevitabilmente crescere prezzi e affitti non e’ accompagnata, nell’articolo, da un’analisi locale che la dimostri.

Una vicenda di cronaca riguarda invece il recupero di attrezzature per oltre 12 mila euro sottratte a un’azienda dell’Alto Garda.

Un operaio e’ stato denunciato a piede libero per ricettazione.

Qui i titoli dei due giornali vanno oltre cio’ che risulta accertato, presentando l’uomo come autore dei furti.

La ricettazione e’ invece un reato distinto dal furto e riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da reato, fuori dai casi di concorso nel reato originario.

La denuncia, inoltre, non equivale a un accertamento di colpevolezza.

Il richiamo alla presunzione d’innocenza presente negli articoli dovrebbe quindi riflettersi anche nei titoli.

A Ledro, dal 22 al 25 ottobre, sono attesi venti cori e oltre seicento coristi per il Trofeo nazionale Cori d’Italia e il festival collegato, con direzione artistica di Enrico Miaroma.

I cori in gara saranno nove, con le esibizioni principali domenica 25 ottobre a Locca. Gli altri appuntamenti coinvolgeranno diverse localita’ della valle.

Fra le notizie brevi, Arco Fucina Comune torna sull’albero di Natale vero e sulla variante agricola: si tratta di prese di posizione su temi gia’ affrontati, non di nuove decisioni amministrative.

A Dro e’ in corso il censimento permanente Istat per le famiglie selezionate. La compilazione online e’ possibile fino al 6 dicembre e l’obbligo di risposta riguarda soltanto chi e’ stato inserito nel campione.

I giornali raccontano inoltre la visita di Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, sopravvissuto all’abbattimento del bombardiere “Miss Bobby” nel 1945, con il contributo dell’associazione Benach alla ricostruzione della vicenda.

A Pieve di Ledro l’iniziativa “Un sorriso a cavallo della solidarieta’” ha raccolto 2.400 euro destinati alla neonatologia di Trento.

Infine, un pensiero ai lutti che hanno colpito il territorio.

Oggi alle 14.30, nella chiesa arcipretale di Riva, si terranno i funerali dell’architetto Emilio Munari.

I giornali ricordano inoltre Alessandro Mercadante, Franco Bresciani e Vito Atzori, ideatore e proprietario di Tv Az, la prima televisione locale della Busa.

Alle loro famiglie e alle persone che ne piangono la scomparsa vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le conseguenze reali dalle semplificazioni: sei licenziamenti finali non sono venticinque licenziamenti avvenuti oggi, una struttura smontabile non e’ automaticamente poco impattante, una proposta sulla casa non e’ ancora un piano operativo e una denuncia per ricettazione non equivale all’accertamento di un furto.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 8 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora la variante agricola di Arco, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.

Il consigliere del Pd Gabriele Andreasi chiede di rinviare il provvedimento e concentra le sue critiche soprattutto sulle abitazioni gia’ esistenti nelle aree agricole. Secondo la sua lettura, le nuove norme bloccherebbero anche la possibilita’ di ampliamento del 20 per cento, con conseguenze per chi volesse ricavare un’abitazione per i figli.

Contesta inoltre l’aumento dei requisiti per i nuovi centri aziendali e le zone nelle quali verrebbero vietati nuovi agriturismi o ampliamenti.

Sono questioni concrete, ma alcuni elementi richiedono ancora verifiche. Le “centinaia di famiglie” coinvolte rappresentano una stima di Andreasi: l’articolo non presenta un censimento preciso. Anche il riferimento a “diritti edificatori consolidati” e’ una valutazione politica che deve essere confrontata con le norme vigenti e con quelle proposte.

Sul metodo va ricordato che il Comune aveva aperto, dal 20 aprile al 20 maggio, una fase pubblica per raccogliere contributi, osservazioni e segnalazioni. Non si puo’ quindi parlare di totale assenza di partecipazione. Questo non significa, pero’, che il testo oggi in discussione sia stato condiviso in modo sufficiente.

La verifica decisiva sara’ capire quali contributi siano arrivati, come siano stati valutati e quali effetti concreti avranno le nuove regole su chi vive e lavora nelle campagne.

A Riva del Garda il T racconta invece un nuovo caso di alloggio vincolato alla residenza ordinaria che sarebbe stato utilizzato per l’ospitalita’ turistica.

La Polizia locale ha effettuato un accertamento al Fangolino. Secondo il verbale, nell’alloggio sarebbero stati realizzati anche lavori interni non autorizzati. Il caso dovra’ ora essere sottoposto alle autorita’ competenti.

Il punto, quindi, non e’ semplicemente l’affitto a turisti, ma la possibile violazione di vincoli urbanistici ed edilizi.

Il giornale ricorda anche altri casi emersi nelle ultime settimane, ma manca ancora un dato complessivo che permetta di misurare il fenomeno: numero totale dei controlli, periodo considerato ed esiti.

Anche il dato secondo cui circa il 60 per cento delle compravendite della categoria A/2 avviene senza agevolazione “prima casa” non puo’ essere utilizzato automaticamente per quantificare gli immobili turistici. Una classificazione fiscale non dice da sola come venga effettivamente utilizzata un’abitazione.

Sul fronte sociale entra invece nella fase operativa “La Comunita’ che sostiene”.

La novita’ e’ la determina firmata da Costanza Fedrigotti e la riunione prevista in ottobre del Tavolo della Solidarieta’, che esaminera’ le richieste insieme a Caritas e Servizi sociali.

La dotazione e’ di 90.000 euro complessivi per il triennio 2026-2028, quindi 30.000 euro all’anno per tutto il territorio. Non sono 90.000 euro ogni anno.

Si tratta di un fondo integrativo destinato a bisogni essenziali. Puo’ essere importante per affrontare singole emergenze, ma non rappresenta una soluzione strutturale al caro-affitti o all’impoverimento.

Per valutarne l’efficacia sara’ utile conoscere quanti cittadini riceveranno un aiuto, quale sara’ il contributo medio e quante richieste resteranno eventualmente senza copertura.

Anche i dati sui pasti a domicilio richiedono precisione. Si passa da 84.194 pasti nel 2023 a 87.305 nel 2024 e 92.153 nel 2025. Sono aumenti del 3,7 e del 5,6 per cento, non crescite annuali “in doppia cifra”. La previsione di 100.000 pasti nel 2026 rappresenterebbe un aumento di circa l’8,5 per cento.

Il bisogno cresce, ma i numeri pubblicati non confermano quella specifica definizione.

Ad Arco, sulla vicenda del Piscolo, la novita’ e’ la consegna di oltre 170 firme raccolte tra i residenti di Ceole.

La petizione e’ stata inviata a Comuni, Provincia, Comunita’ di Valle e Appa e chiede, fra le altre cose, di sospendere i conferimenti fino alle verifiche, rendere accessibili gli atti, predisporre controlli ambientali e un piano della mobilita’ e convocare un’assemblea pubblica.

L’articolo parla di circa 230 mila metri cubi di terre provenienti dalla circonvallazione ferroviaria di Trento e riporta la stima dei promotori di oltre 22 mila transiti, considerando andata e ritorno.

E’ un totale complessivo. Senza un calendario dei conferimenti e una frequenza giornaliera non permette ancora di capire quale sara’ l’intensita’ effettiva del traffico.

Le preoccupazioni su strettoie e vicinanza alle abitazioni meritano risposte tecniche. Il timore di contaminazioni, invece, non equivale a una contaminazione gia’ accertata. Servono dati su materiali ammessi, analisi, percorsi e condizioni autorizzative.

In Val di Ledro, a Pre’, i residenti contestano la deviazione prevista dal 12 ottobre all’11 dicembre per i lavori sulla statale.

Il traffico in discesa verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre quello in salita restera’ sulla statale 240. Non saranno quindi entrambe le direzioni a transitare nell’abitato.

Un residente chiede perche’ non sia stato preferito un senso unico alternato con semaforo. E’ una domanda legittima, ma nell’articolo manca la risposta del Servizio Gestione Strade. Per valutare l’alternativa servono informazioni sulle condizioni del cantiere, sulla sicurezza e sulle soluzioni tecnicamente esaminate.

A Laghel, invece, resta in vigore il divieto di accesso alla zona interessata dalla frana del 25 agosto.

Nonostante il divieto, vengono segnalati arrampicatori ancora presenti nelle falesie. Con l’avvio dei lavori non si deve entrare ne’ nelle pareti interessate ne’ nel relativo sentiero.

Sono previsti una barriera paramassi lunga circa 80 metri e alta cinque, oltre agli interventi di consolidamento della parete. La durata stimata e’ di 80 giorni, ma non rappresenta ancora una data certa di riapertura.

Torna inoltre il confronto politico sulla proposta del Pd di ospitare giovani atleti palestinesi ad Arco.

Fucina Comune non contesta il principio dell’accoglienza, ma critica la collocazione dell’iniziativa a ridosso dell’anniversario del 7 ottobre e chiede che la memoria delle vittime non sia selettiva.

Il gruppo pone anche domande concrete su costi, durata, strutture disponibili, personale e responsabilita’ verso eventuali minori ospitati.

L’Adige sceglie il titolo “Si litiga sui palestinesi”, mettendo soprattutto in evidenza lo scontro politico. Nell’intervento, pero’, ci sono anche questioni amministrative verificabili.

Va inoltre ricordato che la proposta del Pd non approva gia’ un programma operativo: chiede proprio di verificare la fattibilita’ dell’iniziativa. Il confronto utile riguarda quindi priorita’, sostenibilita’, costi e condizioni dell’eventuale progetto.

Fra le notizie brevi, sulla Casa Mia Mario Tonina conferma la disponibilita’ della Provincia a sostenere gli interventi sull’immobile, ma non sono ancora indicati importi o tempi di finanziamento.

In via Fornasetta, Evan Cantone segnala problemi di illuminazione, asfalto, velocita’ e sicurezza.

Alla Galleria Mimosa un furto nella tabaccheria ha causato pochi euro di refurtiva ma soprattutto danni alla vetrata e disagio per l’attivita’.

Oggi, infine, si svolge la Business Run con partenza alle 18 dalla Baltera. Le principali limitazioni al traffico saranno attive in via Baltera dalle 17.20 alle 20 e lungo il percorso dalle 17.45 alle 19.30, con restrizioni anche in viale Canella, viale dei Tigli e agli attraversamenti di viale Rovereto.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le contestazioni dalle verifiche sulle norme, i singoli casi dalla dimensione reale di un fenomeno e i fondi utili per affrontare le emergenze dalle soluzioni strutturali che richiedono risorse ben maggiori.