Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.

Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.

La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.

La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.

Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.

A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.

Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.

Non sono necessariamente due racconti incompatibili.

Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.

La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.

La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.

Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.

Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.

Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.

Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.

Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.

Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.

Restano pero’ le domande poste dai sindacati.

Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.

Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.

Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.

La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.

In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.

L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.

Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.

Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.

Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.

Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.

Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.

Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.

Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.

Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.

Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.

La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.

Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.

La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.

La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.

Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.

Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.

La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.

C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.

Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.

Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.

L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.

Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.

Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.

La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.

Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.

Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.

Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.

Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.

Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.

Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.

A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.

I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.

E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 20 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la Ciclovia del Garda fra Riva e Limone.

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rispondendo a un’interrogazione di Lucia Coppola, conferma la prosecuzione del progetto e indica il 2030 come obiettivo per il completamento funzionale degli ultimi tratti sulla sponda occidentale.

Fugatti respinge anche l’ipotesi di sospendere le progettazioni e sostituire con i battelli il collegamento fra Riva e Limone.

Il 2030, pero’, resta una previsione basata sul cronoprogramma gia’ trasmesso nel settembre 2025. Nel calendario sono considerate anche le sospensioni dei lavori durante la stagione turistica.

Sul fronte economico, il T indica circa 84 milioni di euro per i 5,5 chilometri occidentali, dei quali 12 milioni e 400 mila destinati alla mitigazione del rischio di caduta massi, con benefici anche per la Gardesana.

Fugatti richiama inoltre l’aumento dei prezzi dei materiali, l’aggiornamento dei listini e alcune modifiche progettuali.

Serve pero’ cautela quando si attribuiscono i rincari soprattutto alla sicurezza. I 12 milioni e 400 mila euro rappresentano una componente del costo attuale, ma non dicono da soli quanto quella voce sia cresciuta rispetto alle stime iniziali.

Per capire davvero l’origine degli aumenti servirebbe quindi un confronto omogeneo fra i diversi preventivi nel tempo.

Vanno inoltre tenuti distinti gli 11 milioni e 100 mila euro trasferiti a Lombardia e Veneto: sono comunque risorse pubbliche, ma non fanno parte del costo delle opere sulla sponda occidentale trentina.

Sul ricorso ai battelli, l’Adige sottolinea soprattutto le ragioni del no di Fugatti: discontinuita’ del percorso e necessita’ di collegare i tratti ciclabili gia’ esistenti.

Il T intravede invece una possibile apertura alla navigazione sulla sponda orientale. Nei passaggi riportati, pero’, non compare ancora una decisione in questo senso.

Al Linfano si avvicina intanto l’avvio di Bus&Work.

Dal 2 novembre tre linee collegheranno Dro, Varone e Riva con gli stabilimenti Aquafil, Fedrigoni e Domo, nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Per la prima fase sono indicati circa 370 mila euro.

La novita’ di oggi e’ la richiesta avanzata da Leonardo Comperatore di Domo alla Giunta di Arco: completare i collegamenti ciclabili fino agli ingressi degli stabilimenti.

Le aziende si dichiarano disponibili a predisporre parcheggi per le biciclette e incentivi per i dipendenti che utilizzeranno alternative all’auto.

La questione e’ concreta: anche una rete ciclabile abbastanza estesa puo’ perdere efficacia se manca proprio l’ultimo tratto necessario per raggiungere il posto di lavoro in sicurezza.

Nell’articolo, pero’, non vengono ancora indicati tempi certi per completare questi collegamenti ne’ bonus aziendali gia’ definiti.

Sara’ inoltre il monitoraggio di Bus&Work a mostrare quante persone sceglieranno effettivamente il trasporto pubblico.

A Riva del Garda Patt e Lega propongono invece di utilizzare l’area comunale di via Ardaro per realizzare alloggi a canone moderato.

Silvia Betta e Cristina Santi chiedono di pensare soprattutto alle famiglie che non rientrano nell’edilizia sociale ma incontrano difficolta’ nel sostenere i prezzi del mercato libero.

La proposta individua quindi un luogo concreto e chiede una ricognizione del fabbisogno. Siamo pero’ ancora a un’interpellanza: non esistono un progetto finanziato, un numero definito di appartamenti o un piano economico.

Come riferimento viene citata l’esperienza di Rovereto, dove sono stati realizzati dodici appartamenti con canoni inferiori del 30 per cento rispetto al mercato.

Il precedente e’ interessante, ma parte da una condizione importante: l’edificio era gia’ pubblico ed era stato riqualificato con finanziamenti del Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto comprende inoltre un percorso di convivenza seguito da cooperative sociali.

Per capire se il modello sia replicabile a Riva bisognera’ quindi conoscere costi, fonti di finanziamento, numero di alloggi e livello dei canoni realmente sostenibile per le famiglie.

A Pietramurata viene invece potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito dall’Apsp Casa Mia.

Il centro potra’ accogliere fino a venti bambini anche il martedi’, dopo l’ampliamento gia’ introdotto per il giovedi’.

Il Comune di Dro afferma che in questo modo vengono soddisfatte tutte le richieste ricevute.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, e si svolge nella casa sociale di piazza Mercato il martedi’ e il giovedi’ dalle 16.20 alle 18.30.

Sono previste attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti. Le iscrizioni avvengono attraverso il portale di Casa Mia.

A Riva, al Rione Due Giugno, torna invece il tema della sicurezza dopo l’incendio che nella notte fra domenica e lunedi’ ha distrutto alcuni cassonetti in via Virgilio.

L’episodio segue il furto con spaccata al tabacchino della Galleria Mimosa.

Le opposizioni chiedono piu’ telecamere, illuminazione e controlli serali. Voce Comune propone anche un presidio di vigilanza privata, mentre Cristina Santi chiede un incontro pubblico con il sindaco.

Il danno ai cassonetti e’ un fatto concreto e le preoccupazioni dei residenti meritano risposte.

Non risultano pero’ identificati gli autori dell’incendio. Il collegamento con un presunto “disagio giovanile profondo” resta quindi un’interpretazione politica: non abbiamo elementi sull’eta’ dei responsabili.

Allo stesso modo, due episodi ravvicinati non bastano a dimostrare da soli un aumento generale della criminalita’ nel quartiere. Per farlo servirebbero dati confrontabili su un periodo piu’ lungo.

Ad Arco, anche il Partito Democratico interviene sulla gestione del verde pubblico.

Il Pd contesta all’assessora Chiara Parisi ritardi nella sistemazione delle rotatorie, soprattutto al Linfano, e chiede chiarimenti sul possibile ruolo di Amsa nella manutenzione.

Nell’articolo mancano pero’ la risposta diretta dell’assessora e date precise per gli interventi.

Per i cittadini il punto piu’ importante resta la presenza, in alcuni luoghi, di vegetazione che invade marciapiedi e piste ciclabili oppure riduce la visibilita’ agli incroci.

Sono situazioni che richiedono verifiche e tempi operativi chiari.

Sulla variante di Torbole, Forza Italia ribadisce invece il sostegno alla soluzione D fra Conca d’Oro e Linfano, definendola l’unica concretamente ed economicamente praticabile.

E’ una nuova presa di posizione politica, non una nuova conclusione tecnica.

L’articolo non presenta infatti nuovi studi o decisioni capaci di dimostrare che le altre alternative siano state definitivamente escluse.

Sul fronte della cronaca, una donna di 43 anni residente a Riva e’ ricoverata in gravi condizioni al Santa Chiara dopo essere uscita di strada con l’auto nell’uliveto sopra Varone.

Il veicolo si e’ fermato su un fianco lungo la scarpata.

La dinamica e’ ancora in corso di accertamento. L’Adige parla dell’ipotesi di un errore di manovra, il T di una possibile disattenzione: nessuna delle due spiegazioni e’ ancora una causa accertata.

Infine, oggi alle 10, al santuario della Madonna delle Grazie di Ceole, si tengono i funerali di Donato “Tello” Ferrari, morto a 81 anni.

L’Adige ne ricorda l’impegno nell’alpinismo altogardesano, dal Gruppo Rocciatori della Sat alla Scuola Prealpi Trentine, fino al contributo dato alla ferrata dell’Amicizia.

Alla famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene va un pensiero di vicinanza.

Fra gli appuntamenti, oggi riapre anche la biblioteca comunale di Nago nella nuova sede del Forte, mentre questa sera alle 20.45, a Dro, Marcello Riccioni parlera’ di regolazione emotiva e sviluppo dei bambini fra i 7 e i 14 anni.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli obiettivi dalle certezze, le proposte dai progetti gia’ finanziati e gli episodi concreti dalle conclusioni generali. Costi, utilizzo dei servizi, sicurezza e mobilita’ si valutano meglio quando alle dichiarazioni si affiancano dati comparabili e risultati misurabili.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.

Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.

La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.

I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.

Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.

Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.

Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.

Torna poi la variante di Torbole.

Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.

Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.

Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.

Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.

La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.

E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.

Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.

Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.

Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.

A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.

Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.

Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.

La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.

Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.

Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.

La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.

Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.

Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.

La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.

Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.

A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.

La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.

La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.

Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.

Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.

Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.

L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.

In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.

La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.

Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.

La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.

Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.

Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.

Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.

Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.

Una precisazione storica riguarda Arco.

L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.

Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.

La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.

A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.

Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.

Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.

Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.

Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.

Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.

Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.

La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.

I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.

Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.

Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.

Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.

Torna poi la variante di Torbole.

Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.

Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.

Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.

Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.

La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.

E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.

Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.

Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.

Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.

A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.

Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.

Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.

La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.

Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.

Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.

La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.

Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.

Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.

La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.

Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.

A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.

La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.

La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.

Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.

Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.

Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.

L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.

In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.

La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.

Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.

La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.

Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.

Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.

Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.

Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.

Una precisazione storica riguarda Arco.

L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.

Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.

La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.

A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.

Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.

Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.

Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.

Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.

Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 ottobre 2026

La notizia principale riguarda la chiusura della Meccanica di precisione Rivana, la Mpr, dopo 57 anni di attivita’.

L’azienda, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di stampi per l’industria, ha cessato l’attivita’ ed e’ ora in liquidazione.

Sul dato occupazionale serve una precisazione importante. I 25 lavoratori citati nell’articolo erano quelli presenti a gennaio. Durante l’anno ci sono state diverse uscite e, all’inizio di ottobre, le lettere di licenziamento sono arrivate agli ultimi sei dipendenti rimasti.

Non si tratta quindi di 25 licenziamenti avvenuti tutti ora.

L’articolo ricostruisce il tentativo sindacale di ricorrere alla solidarieta’ per affrontare il calo degli ordini. Un dipendente, Luca Maino, denuncia la mancanza di investimenti negli ultimi tre anni, mentre Stefano Picchetti della Uil critica il fatto che la liquidazione sarebbe stata comunicata ai sindacati soltanto dopo il tentativo di attivare l’ammortizzatore.

Sono testimonianze importanti, ma nell’articolo manca la versione della proprieta’ o del liquidatore.

Si parla inoltre di un possibile interesse della Fiera per l’area occupata dall’azienda, ma non vengono indicati accordi o offerte gia’ formalizzati.

La chiusura della Mpr si aggiunge alle difficolta’ del comparto cartario raccontate nei giorni scorsi, pur trattandosi di una vicenda distinta. Per gli ultimi sei lavoratori, indicati come vicini alla pensione, il tema immediato riguarda ora le tutele del reddito e l’accompagnamento alla conclusione della vita lavorativa.

Ad Arco torna poi il confronto sul parcheggio di Caneve.

Il vicesindaco Marco Piantoni conferma che la scelta della Giunta resta quella di una struttura sopraelevata in carpenteria metallica.

Il passaggio in Consiglio comunale, rinviato lunedi’ per lasciare spazio alla variante agricola, viene ora prospettato fra la fine di ottobre e novembre. Non e’ quindi ancora avvenuto.

Piantoni motiva la scelta con la volonta’ di concentrare la sosta su un’area comunale gia’ destinata a parcheggio, limitando il consumo di nuovo suolo.

Per l’ipotesi interrata richiama invece la vicinanza della Sarca, la necessita’ di ospitare pullman e camper e i maggiori costi di realizzazione, impianti e gestione.

Il punto ancora aperto riguarda pero’ il confronto fra le alternative.

Dalla risposta emerge che l’interrato non e’ stato sviluppato progettualmente perche’ non rientra nell’indirizzo politico scelto. Non esiste quindi una stima progettuale completa da confrontare con quella del sopraelevato.

Anche gli approfondimenti geologici e idraulici vengono rinviati alla progettazione successiva.

Le ragioni presentate dalla Giunta meritano attenzione, ma il confronto tecnico ed economico fra sopraelevato e interrato resta incompleto.

C’e’ poi la questione paesaggistica. Piantoni precisa che la struttura sara’ stabile e che la sua “reversibilita’” consiste nella possibilita’ di smontarla alla fine della vita utile.

Questo, pero’, non riduce automaticamente l’impatto visivo durante gli anni di utilizzo.

Per valutare davvero l’opera servono quindi immagini attendibili anche dal Castello e dall’alto, oltre a una comparazione chiara fra benefici attesi e sacrificio paesaggistico.

La petizione dei 412 cittadini non impone da sola una scelta, ma merita risposte puntuali. Gli incontri pubblici annunciati saranno utili soprattutto se consentiranno di discutere anche le alternative, e non soltanto di illustrare una decisione gia’ presa.

Sul fronte della mobilita’ dei lavoratori arriva invece una novita’ concreta.

Dal 2 novembre partira’ Bus&Work, con tre nuove linee di Trentino Trasporti fra Dro, Varone, Riva e gli stabilimenti del Linfano, fra cui Aquafil, Fedrigoni e Domo.

Le corse saranno concentrate nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Il servizio funzionera’ soprattutto dal lunedi’ al venerdi’, con alcune corse anche il sabato e nei festivi infrasettimanali.

E’ importante non confonderlo con Bus&Go. Bus&Work prevede percorsi e orari prestabiliti, non richiede prenotazione tramite app ed e’ aperto a tutti i cittadini.

La sperimentazione, finanziata dalla Provincia con circa 370 mila euro, durera’ fino al 31 maggio 2027. Le risorse per un’eventuale prosecuzione devono ancora essere individuate.

Per lavoratori e pensionati e’ inoltre disponibile l’abbonamento provinciale agevolato da 25 euro fino alla fine dell’anno.

Si tratta di una risposta concreta a chi entra o esce dal lavoro in orari nei quali il trasporto pubblico ordinario offre poche possibilita’. La sperimentazione servira’ pero’ anche a verificare quante persone useranno effettivamente le nuove linee e quali corse andranno eventualmente corrette.

A Riva del Garda il Patt torna invece sul problema della casa.

Lorenzo Cargnelli propone edilizia cooperativa e sociale, recupero degli immobili esistenti e interventi convenzionati a prezzi accessibili.

Si tratta, per ora, di una posizione politica e programmatica. Lo stesso Cargnelli precisa che non c’e’ ancora una proposta formale di variante.

Nell’articolo non vengono quindi indicati immobili specifici, numero di abitazioni, risorse disponibili o criteri di accesso.

Per valutare concretamente queste proposte bisognerebbe sapere a chi sarebbero destinati gli alloggi, a quali prezzi e per quanto tempo resterebbero vincolati a condizioni agevolate.

Anche l’affermazione secondo cui un atteggiamento troppo restrittivo sull’edificazione farebbe inevitabilmente crescere prezzi e affitti non e’ accompagnata, nell’articolo, da un’analisi locale che la dimostri.

Una vicenda di cronaca riguarda invece il recupero di attrezzature per oltre 12 mila euro sottratte a un’azienda dell’Alto Garda.

Un operaio e’ stato denunciato a piede libero per ricettazione.

Qui i titoli dei due giornali vanno oltre cio’ che risulta accertato, presentando l’uomo come autore dei furti.

La ricettazione e’ invece un reato distinto dal furto e riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da reato, fuori dai casi di concorso nel reato originario.

La denuncia, inoltre, non equivale a un accertamento di colpevolezza.

Il richiamo alla presunzione d’innocenza presente negli articoli dovrebbe quindi riflettersi anche nei titoli.

A Ledro, dal 22 al 25 ottobre, sono attesi venti cori e oltre seicento coristi per il Trofeo nazionale Cori d’Italia e il festival collegato, con direzione artistica di Enrico Miaroma.

I cori in gara saranno nove, con le esibizioni principali domenica 25 ottobre a Locca. Gli altri appuntamenti coinvolgeranno diverse localita’ della valle.

Fra le notizie brevi, Arco Fucina Comune torna sull’albero di Natale vero e sulla variante agricola: si tratta di prese di posizione su temi gia’ affrontati, non di nuove decisioni amministrative.

A Dro e’ in corso il censimento permanente Istat per le famiglie selezionate. La compilazione online e’ possibile fino al 6 dicembre e l’obbligo di risposta riguarda soltanto chi e’ stato inserito nel campione.

I giornali raccontano inoltre la visita di Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, sopravvissuto all’abbattimento del bombardiere “Miss Bobby” nel 1945, con il contributo dell’associazione Benach alla ricostruzione della vicenda.

A Pieve di Ledro l’iniziativa “Un sorriso a cavallo della solidarieta’” ha raccolto 2.400 euro destinati alla neonatologia di Trento.

Infine, un pensiero ai lutti che hanno colpito il territorio.

Oggi alle 14.30, nella chiesa arcipretale di Riva, si terranno i funerali dell’architetto Emilio Munari.

I giornali ricordano inoltre Alessandro Mercadante, Franco Bresciani e Vito Atzori, ideatore e proprietario di Tv Az, la prima televisione locale della Busa.

Alle loro famiglie e alle persone che ne piangono la scomparsa vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le conseguenze reali dalle semplificazioni: sei licenziamenti finali non sono venticinque licenziamenti avvenuti oggi, una struttura smontabile non e’ automaticamente poco impattante, una proposta sulla casa non e’ ancora un piano operativo e una denuncia per ricettazione non equivale all’accertamento di un furto.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 28 settembre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica all’Alto Garda e Ledro una sola pagina.

La prima notizia utile riguarda Riva del Garda e la sicurezza di Palazzo Lutti-Salvadori. Dopo il distacco di una parte del rivestimento dalla facciata sud, fortunatamente senza feriti, e’ previsto un nuovo intervento urgente.

Giovedi’ primo ottobre, dalle 10 alle 18, sara’ chiuso sia ai pedoni sia ai veicoli il tratto compreso fra il civico 6 di via Maffei e il civico 6 di piazza Garibaldi. Per i mezzi in uscita dalla Ztl il percorso alternativo passera’ da via Florida sud, via Gazzoletti e piazza Battisti. E’ quindi soprattutto un’informazione pratica per chi dovra’ muoversi nel centro storico.

A Dro torna invece la controversia sul parcheggio di via Capitelli, che dispone di circa 80 posti e oggi utilizza un unico accesso per entrata e uscita. L’Adige riferisce anche di oltre 150 firme contrarie alla modifica.

La sindaca Ginetta Santoni e la Giunta difendono la scelta soprattutto per aumentare la sicurezza degli alunni diretti verso l’area ricreativa dell’oratorio. Unione Democratica sostiene invece che il nuovo assetto crei difficolta’ nelle manovre e possa ostacolare l’accesso dei mezzi di soccorso alle abitazioni.

Serve pero’ precisione su un episodio richiamato nel dibattito. L’Adige parla oggi di un “intervento dei pompieri” del 4 agosto, mentre il T aveva descritto delle manovre simulate, citate dall’opposizione sulla base delle testimonianze di alcuni residenti. Non risulta quindi documentato un vero soccorso d’emergenza che sia stato impedito.

Il Comune aveva inoltre richiamato verifiche della Polizia locale e dei Vigili del fuoco, ma nessuno dei due giornali ne pubblica gli esiti tecnici. Il problema non puo’ essere risolto scegliendo quale dichiarazione credere: servono dati e verifiche che dimostrino come garantire insieme la sicurezza dei bambini e l’accessibilita’ dei soccorsi.

Dall’Alto Garda arriva poi una vicenda giudiziaria conclusa con l’assoluzione definitiva di un’imprenditrice residente sul territorio, coinvolta dal 2022 in un procedimento tedesco per presunta evasione fiscale nel settore delle gelaterie.

Dopo l’assoluzione e’ stato disposto il dissequestro di circa 157 mila euro, con provvedimento del 14 settembre.

Secondo la ricostruzione dell’Adige, gli elementi raccolti non erano sufficienti per attribuire all’imprenditrice le manipolazioni degli incassi contestate. Per il periodo precedente al 2018 non si potevano estendere automaticamente le conclusioni tratte dai dati degli anni successivi; per la fase seguente non risultava invece dimostrato un suo contributo concreto alle condotte contestate.

Questo e’ il nucleo della notizia. Il confronto generale fra giustizia italiana e tedesca proposto nell’articolo va invece preso con cautela: una singola vicenda non permette di misurare due sistemi giudiziari. Anche definire l’evasione fiscale un malcostume “tipicamente italico” aggiunge uno stereotipo, non una spiegazione della sentenza.

Ad Arco prosegue infine il confronto politico nato attorno alla vicenda dell’Hotel Arco. Fucina Comune rivendica la propria natura di lista civica plurale e contesta la rappresentazione del gruppo come emanazione dell’ex sindaco Alessandro Betta.

La parola “accozzaglia”, ripresa nel titolo dell’articolo, appartiene alla risposta di Fucina Comune e non viene riportata come citazione testuale della sindaca Arianna Fiorio. Anche su questo punto e’ utile mantenere precise le attribuzioni.

Al di la’ dello scontro sull’identita’ politica delle liste, la questione piu’ concreta resta il futuro dell’area dopo la mancata approvazione della variante. Rimangono infatti senza quel percorso di realizzazione alcune opere previste nell’accordo: la riqualificazione di piazza Italia, un parco pubblico sulla riva sinistra del Sarca, collegamenti ciclopedonali e una quota di appartamenti vincolata alla prima casa.

Il confronto politico sarebbe quindi piu’ utile se tornasse su queste domande: quali opere verranno comunque realizzate, con quali alternative, quali risorse e quali tempi?

Fra gli appuntamenti, questa mattina alla Rocca di Riva si parla del riuso sostenibile del patrimonio degli enti religiosi. Domani sera, nella sala teatro della Comunita’ di Valle, e’ invece in programma il monologo “Attraverso la mia ombra”, nell’ambito della Settimana dell’accoglienza.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di tornare ai fatti verificabili: dagli esiti tecnici sulla sicurezza di via Capitelli alle motivazioni di una sentenza, fino alle opere concrete che dovranno sostituire i progetti rimasti senza attuazione.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 27 settembre 2026

La notizia principale riguarda la procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di Arco, che celebra vent’anni di attivita’.

Il bilancio riportato dai giornali parla di 2.665 gravidanze ottenute nel ventennio e di oltre duemila bambini nati. Il T pubblica anche l’andamento dei primi colloqui, arrivati a 676 nel 2025.

I numeri vanno pero’ letti con attenzione. Il sottotitolo del T parla genericamente di circa 170 gravidanze all’anno, mentre la stessa grafica indica per il 2025 172 gravidanze ottenute con trattamenti di secondo e terzo livello e altre 23 con quelli di primo livello. Il totale e’ quindi 195, in linea con il dato dell’Adige.

E’ importante inoltre non confondere primi colloqui, gravidanze e bambini nati: sono indicatori diversi e il rapporto fra loro non puo’ essere trasformato automaticamente in una percentuale di successo delle cure.

L’Adige da’ spazio al direttore Arne Luhwink, che richiama anche gli ostacoli economici e sociali alla genitorialita’ e valuta positivamente il sostegno ricevuto dall’azienda sanitaria in personale e attrezzature. E’ una valutazione riferita a questo servizio e non va automaticamente estesa agli altri reparti dell’ospedale.

A Bolognano continua il confronto sul futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo. L’assessore Massimiliano Floriani conferma l’intenzione di affidare un incarico esterno per costruire con la popolazione un masterplan dell’intera zona, comprendendo anche piazza Vittoria, accessi alle scuole, sagrato e oratorio.

L’obiettivo dichiarato e’ arrivare a un progetto complessivo con parco urbano e centro culturale e sociale.

Resta pero’ aperta la questione del parcheggio pertinenziale interrato. L’amministrazione ha gia’ individuato come possibile area quella dei campi da gioco, con accesso da via Soccesure. Il Comitato di partecipazione dovra’ valutare se inserire il parcheggio nel percorso complessivo oppure procedere separatamente con un avviso pubblico.

E’ proprio questo il punto sollevato dai residenti: non soltanto partecipare, ma capire in quale ordine verranno prese le decisioni. Un parcheggio progettato prima del masterplan potrebbe infatti condizionare le scelte successive. Il parcheggio non e’ ancora deciso, ma neppure la richiesta di progettare prima l’intera area puo’ considerarsi gia’ pienamente accolta.

Ad Arco la Giunta ha effettuato un sopralluogo al cantiere dei Bacini montani lungo il Sarca, nella zona di Caneve. I lavori interessano circa 575 metri di sponda sinistra e comprendono ampliamenti dell’alveo e rialzi degli argini.

Secondo il programma comunale, la parte principale degli interventi dovrebbe concludersi entro dicembre, mentre dopo l’Epifania 2027 iniziera’ la fase sulla passerella.

Alcune modifiche paesaggistiche, come la sostituzione del muro in calcestruzzo a vista previsto inizialmente, erano gia’ state annunciate nei giorni scorsi. Non sono quindi novita’ emerse dal sopralluogo.

Per valutare con precisione modifiche, responsabilita’ e costi e’ necessario distinguere il progetto tecnico dei Bacini montani dalle ricostruzioni politiche delle amministrazioni coinvolte.

Una precisazione pratica: la passerella di Caneve restera’ chiusa dal 28 al 30 settembre per lavori preparatori. Questa chiusura e’ distinta dall’intervento principale previsto dopo le festivita’ natalizie.

A Riva del Garda il centrodestra riferisce di avere raccolto 150 firme contro il divieto di svolta verso Arco all’uscita da San Tomaso.

La raccolta di firme segnala un dissenso concreto, ma non modifica ancora la viabilita’. Per valutare il provvedimento servono dati su flussi di traffico, percorsi alternativi e sicurezza, che negli articoli di oggi non vengono forniti.

Lega, Fratelli d’Italia e Patt criticano inoltre duramente l’amministrazione Zanoni su manutenzione e condizioni della citta’. Sono valutazioni politiche riportate dai giornali, senza una verifica indipendente della loro estensione e senza una replica dell’amministrazione negli stessi articoli.

Torna poi il tema della mobilita’ dell’Alto Garda. Onda propone parcheggi esterni, trasporto pubblico integrato, regole sovracomunali e una figura responsabile del coordinamento della mobilita’.

Sono indirizzi politici, non progetti gia’ localizzati e finanziati. Lo stesso vale per il giudizio sull’efficacia di Bus&Go: Onda sostiene che il servizio non abbia inciso abbastanza sul traffico, ma attende ancora i dati ufficiali di fine stagione. La valutazione resta quindi da verificare.

Campobase ribadisce invece la preoccupazione per l’apertura della nuova galleria senza il completamento del collegamento verso il Cretaccio. Il timore e’ che i problemi di traffico vengano trasferiti da Nago all’Oltresarca. Anche in questo caso, oggi non vengono presentate nuove simulazioni o decisioni provinciali: la preoccupazione va distinta da una conclusione gia’ dimostrata.

Fra le altre notizie, Garda Lift on Fire ha portato a Riva circa 300 vigili del fuoco provenienti da 19 Paesi.

L’Adige racconta inoltre la storia del ledrense Nicolo’ Segalla, oggi casaro responsabile a Pontresina, in Svizzera, che vorrebbe tornare a lavorare in valle.

Infine, sul T compare una fotonotizia sull’incontro fra il cantante Gianni Morandi e il sindaco omonimo di Nago-Torbole.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i risultati effettivi dalle sintesi troppo semplici, la partecipazione dichiarata dal reale ordine delle decisioni e le preoccupazioni politiche dalle verifiche tecniche ancora necessarie.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 15 settembre 2026

La notizia principale riguarda Arco, dove prende forma l’ipotesi di trasferire biblioteca civica e archivio storico a Villa Becker e nell’ex Quisisana.

La Giunta ha approvato il quadro esigenziale, cioe’ il documento che definisce bisogni e indirizzi. Non siamo ancora davanti a un progetto vero e proprio: deve essere affidato lo studio di fattibilita’ delle alternative.

Il T indica una spesa prevista superiore a 16 milioni di euro per circa 4.145 metri quadrati. Gli atti comunali chiariscono pero’ che si tratta di una stima parametrica preliminare, non del costo definitivo di un progetto gia’ approvato e finanziato.

Ci sono inoltre due passaggi importanti: la precedente autorizzazione provinciale riguardava una struttura per anziani e l’attuale destinazione urbanistica non e’ compatibile con la biblioteca. Serviranno quindi una nuova autorizzazione della Provincia e, se l’ipotesi verra’ confermata, una variante al Piano regolatore. La novita’ di oggi e’ dunque una scelta di indirizzo, non l’avvio dell’intervento.

A Nago, l’incompiuta del Pandino e’ stata aggiudicata all’asta per 1 milione e 380 mila euro a Trentino Rigenera, societa’ collegata a Mak Costruzioni. Dopo decenni di abbandono e’ un passaggio concreto, perche’ esiste finalmente un nuovo interlocutore.

Non sappiamo pero’ ancora quale sara’ la destinazione dell’immobile, quale progetto verra’ presentato e con quali tempi. Parlare gia’ di recupero avviato sarebbe quindi prematuro.

Torna poi la questione del gonfalone di Arco. Il Comune ha impegnato 4.782 euro e 40 centesimi per il restauro conservativo del manufatto, che nella comunicazione ufficiale continua a essere indicato come settecentesco e di probabile origine trentina.

La documentazione dell’Archivio storico comunale pubblicata nel 2025 racconta pero’ un’altra storia: ordine del 5 agosto 1949 alla ditta “La Nazionale-Manifatture” di Milano e fattura dello stesso anno. Resta quindi da chiarire se esistano elementi tecnici capaci di dimostrare il riutilizzo di parti molto piu’ antiche.

La datazione, da sola, non consente di stabilire se il costo del restauro sia corretto o meno: servono materiali, stato di conservazione e lavorazioni previste. La domanda utile e’ un’altra: in che modo la ricerca archivistica e’ stata considerata nel procedimento e su quali elementi si fonda oggi l’attribuzione settecentesca?

A Riva del Garda prosegue il confronto sulla futura variante al Piano regolatore. Voce Comune propone di modificare l’articolo 25, ritenuto responsabile della possibilita’ di sostituire piccole abitazioni con edifici di dimensioni molto maggiori.

La discussione utile riguarda soprattutto le regole per le trasformazioni future. Per stabilire invece che cosa possa essere fatto sui cantieri gia’ autorizzati servono verifiche specifiche su date, permessi e decisioni gia’ assunte.

Restano aperti anche i problemi dei trasporti nell’Alto Garda. Michela Calza’ interroga la Provincia dopo il racconto di un sedicenne di Ceniga che avrebbe perso 13 coincidenze su 15 durante gli spostamenti verso il lavoro a Nago. E’ una testimonianza significativa, ma non misura da sola l’affidabilita’ dell’intero servizio. Servono dati complessivi su puntualita’, coincidenze e congestione.

Per la galleria Dom, viene confermato l’incontro del 17 settembre a Pieve di Ledro. Fra le ipotesi resta il collegamento pedonale in localita’ San Giacomo, ma non risulta ancora approvato. Fattibilita’, sicurezza e reale utilita’ per i lavoratori devono essere ancora verificate.

Sul Sarca, Fucina Comune accusa l’attuale maggioranza di Arco di incoerenza rispetto alle proteste del 2020 contro interventi simili. Gli articoli riportano la polemica politica, mentre il T precisa che i lavori fanno capo ai Bacini Montani.

Si avvicina intanto l’apertura degli empori solidali Caritas di Arco e Riva, prevista per dicembre. Il progetto avra’ due sedi, a Villa Tabor e a San Giuseppe. Nel 2025 la Caritas ha seguito 1.042 persone appartenenti a 416 nuclei familiari. Quel dato rappresenta circa il 2 per cento dei residenti, ma misura le persone raggiunte dal servizio, non tutta la poverta’ presente sul territorio.

Fra le altre notizie, a Nago-Torbole vengono segnalate nuove telefonate truffaldine di persone che si presentano come carabinieri e chiedono dati personali. L’invito e’ a non fornire informazioni e a contattare il 112 in caso di dubbi.

A Malcesine continua invece il confronto sul futuro dell’ospedale, mentre da Ledro arrivano il resoconto del viaggio nelle comunita’ ceche gemellate e l’adesione dei sette Comuni al Giro d’Italia per la pace.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli indirizzi dai progetti gia’ approvati, le stime preliminari dai costi definitivi e le intenzioni politiche dagli atti che producono effetti concreti.