Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.

Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.

La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.

La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.

Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.

A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.

Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.

Non sono necessariamente due racconti incompatibili.

Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.

La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.

La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.

Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.

Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.

Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.

Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.

Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.

Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.

Restano pero’ le domande poste dai sindacati.

Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.

Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.

Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.

La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.

In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.

L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.

Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.

Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.

Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.

Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.

Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.

Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.

Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.

Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.

Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.

La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.

Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.

La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.

La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.

Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.

Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.

La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.

C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.

Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.

Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.

L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.

Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.

Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.

La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.

Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.

Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.

Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.

Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.

Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.

Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.

A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.

I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.

E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 8 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora la variante agricola di Arco, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.

Il consigliere del Pd Gabriele Andreasi chiede di rinviare il provvedimento e concentra le sue critiche soprattutto sulle abitazioni gia’ esistenti nelle aree agricole. Secondo la sua lettura, le nuove norme bloccherebbero anche la possibilita’ di ampliamento del 20 per cento, con conseguenze per chi volesse ricavare un’abitazione per i figli.

Contesta inoltre l’aumento dei requisiti per i nuovi centri aziendali e le zone nelle quali verrebbero vietati nuovi agriturismi o ampliamenti.

Sono questioni concrete, ma alcuni elementi richiedono ancora verifiche. Le “centinaia di famiglie” coinvolte rappresentano una stima di Andreasi: l’articolo non presenta un censimento preciso. Anche il riferimento a “diritti edificatori consolidati” e’ una valutazione politica che deve essere confrontata con le norme vigenti e con quelle proposte.

Sul metodo va ricordato che il Comune aveva aperto, dal 20 aprile al 20 maggio, una fase pubblica per raccogliere contributi, osservazioni e segnalazioni. Non si puo’ quindi parlare di totale assenza di partecipazione. Questo non significa, pero’, che il testo oggi in discussione sia stato condiviso in modo sufficiente.

La verifica decisiva sara’ capire quali contributi siano arrivati, come siano stati valutati e quali effetti concreti avranno le nuove regole su chi vive e lavora nelle campagne.

A Riva del Garda il T racconta invece un nuovo caso di alloggio vincolato alla residenza ordinaria che sarebbe stato utilizzato per l’ospitalita’ turistica.

La Polizia locale ha effettuato un accertamento al Fangolino. Secondo il verbale, nell’alloggio sarebbero stati realizzati anche lavori interni non autorizzati. Il caso dovra’ ora essere sottoposto alle autorita’ competenti.

Il punto, quindi, non e’ semplicemente l’affitto a turisti, ma la possibile violazione di vincoli urbanistici ed edilizi.

Il giornale ricorda anche altri casi emersi nelle ultime settimane, ma manca ancora un dato complessivo che permetta di misurare il fenomeno: numero totale dei controlli, periodo considerato ed esiti.

Anche il dato secondo cui circa il 60 per cento delle compravendite della categoria A/2 avviene senza agevolazione “prima casa” non puo’ essere utilizzato automaticamente per quantificare gli immobili turistici. Una classificazione fiscale non dice da sola come venga effettivamente utilizzata un’abitazione.

Sul fronte sociale entra invece nella fase operativa “La Comunita’ che sostiene”.

La novita’ e’ la determina firmata da Costanza Fedrigotti e la riunione prevista in ottobre del Tavolo della Solidarieta’, che esaminera’ le richieste insieme a Caritas e Servizi sociali.

La dotazione e’ di 90.000 euro complessivi per il triennio 2026-2028, quindi 30.000 euro all’anno per tutto il territorio. Non sono 90.000 euro ogni anno.

Si tratta di un fondo integrativo destinato a bisogni essenziali. Puo’ essere importante per affrontare singole emergenze, ma non rappresenta una soluzione strutturale al caro-affitti o all’impoverimento.

Per valutarne l’efficacia sara’ utile conoscere quanti cittadini riceveranno un aiuto, quale sara’ il contributo medio e quante richieste resteranno eventualmente senza copertura.

Anche i dati sui pasti a domicilio richiedono precisione. Si passa da 84.194 pasti nel 2023 a 87.305 nel 2024 e 92.153 nel 2025. Sono aumenti del 3,7 e del 5,6 per cento, non crescite annuali “in doppia cifra”. La previsione di 100.000 pasti nel 2026 rappresenterebbe un aumento di circa l’8,5 per cento.

Il bisogno cresce, ma i numeri pubblicati non confermano quella specifica definizione.

Ad Arco, sulla vicenda del Piscolo, la novita’ e’ la consegna di oltre 170 firme raccolte tra i residenti di Ceole.

La petizione e’ stata inviata a Comuni, Provincia, Comunita’ di Valle e Appa e chiede, fra le altre cose, di sospendere i conferimenti fino alle verifiche, rendere accessibili gli atti, predisporre controlli ambientali e un piano della mobilita’ e convocare un’assemblea pubblica.

L’articolo parla di circa 230 mila metri cubi di terre provenienti dalla circonvallazione ferroviaria di Trento e riporta la stima dei promotori di oltre 22 mila transiti, considerando andata e ritorno.

E’ un totale complessivo. Senza un calendario dei conferimenti e una frequenza giornaliera non permette ancora di capire quale sara’ l’intensita’ effettiva del traffico.

Le preoccupazioni su strettoie e vicinanza alle abitazioni meritano risposte tecniche. Il timore di contaminazioni, invece, non equivale a una contaminazione gia’ accertata. Servono dati su materiali ammessi, analisi, percorsi e condizioni autorizzative.

In Val di Ledro, a Pre’, i residenti contestano la deviazione prevista dal 12 ottobre all’11 dicembre per i lavori sulla statale.

Il traffico in discesa verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre quello in salita restera’ sulla statale 240. Non saranno quindi entrambe le direzioni a transitare nell’abitato.

Un residente chiede perche’ non sia stato preferito un senso unico alternato con semaforo. E’ una domanda legittima, ma nell’articolo manca la risposta del Servizio Gestione Strade. Per valutare l’alternativa servono informazioni sulle condizioni del cantiere, sulla sicurezza e sulle soluzioni tecnicamente esaminate.

A Laghel, invece, resta in vigore il divieto di accesso alla zona interessata dalla frana del 25 agosto.

Nonostante il divieto, vengono segnalati arrampicatori ancora presenti nelle falesie. Con l’avvio dei lavori non si deve entrare ne’ nelle pareti interessate ne’ nel relativo sentiero.

Sono previsti una barriera paramassi lunga circa 80 metri e alta cinque, oltre agli interventi di consolidamento della parete. La durata stimata e’ di 80 giorni, ma non rappresenta ancora una data certa di riapertura.

Torna inoltre il confronto politico sulla proposta del Pd di ospitare giovani atleti palestinesi ad Arco.

Fucina Comune non contesta il principio dell’accoglienza, ma critica la collocazione dell’iniziativa a ridosso dell’anniversario del 7 ottobre e chiede che la memoria delle vittime non sia selettiva.

Il gruppo pone anche domande concrete su costi, durata, strutture disponibili, personale e responsabilita’ verso eventuali minori ospitati.

L’Adige sceglie il titolo “Si litiga sui palestinesi”, mettendo soprattutto in evidenza lo scontro politico. Nell’intervento, pero’, ci sono anche questioni amministrative verificabili.

Va inoltre ricordato che la proposta del Pd non approva gia’ un programma operativo: chiede proprio di verificare la fattibilita’ dell’iniziativa. Il confronto utile riguarda quindi priorita’, sostenibilita’, costi e condizioni dell’eventuale progetto.

Fra le notizie brevi, sulla Casa Mia Mario Tonina conferma la disponibilita’ della Provincia a sostenere gli interventi sull’immobile, ma non sono ancora indicati importi o tempi di finanziamento.

In via Fornasetta, Evan Cantone segnala problemi di illuminazione, asfalto, velocita’ e sicurezza.

Alla Galleria Mimosa un furto nella tabaccheria ha causato pochi euro di refurtiva ma soprattutto danni alla vetrata e disagio per l’attivita’.

Oggi, infine, si svolge la Business Run con partenza alle 18 dalla Baltera. Le principali limitazioni al traffico saranno attive in via Baltera dalle 17.20 alle 20 e lungo il percorso dalle 17.45 alle 19.30, con restrizioni anche in viale Canella, viale dei Tigli e agli attraversamenti di viale Rovereto.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le contestazioni dalle verifiche sulle norme, i singoli casi dalla dimensione reale di un fenomeno e i fondi utili per affrontare le emergenze dalle soluzioni strutturali che richiedono risorse ben maggiori.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 9 settembre 2026

La notizia principale riguarda il ponte di Arco. Ieri e’ stata depositata in Comune una petizione con 113 firme, promossa da cittadini e sostenuta da Arco Fucina Comune e Casa Autonomia. Le richieste riguardano la gestione del traffico durante il cantiere, la pubblicazione delle analisi tecniche, il monitoraggio della qualita’ dell’aria e la possibilita’ di accelerare i lavori.

Esiste un precedente importante: il Pums comunale prevedeva una sperimentazione di dieci mesi del senso unico in via della Cinta, in direzione sud-nord. Questo non dimostra che quella soluzione sia automaticamente adatta anche durante il cantiere, ma rende legittima una domanda: quali dati e valutazioni hanno portato successivamente a scegliere un’organizzazione diversa?

I residenti segnalano polvere, smog, code e difficolta’ negli spostamenti. Mancano pero’ ancora misurazioni dell’inquinamento e confronti tecnici sulla sicurezza. Anche l’ipotesi che il semaforo possa restare dopo la conclusione dei lavori non risulta, al momento, una decisione definitiva. Il fatto concreto di oggi e’ quindi il deposito della petizione; la risposta dell’amministrazione deve ancora arrivare.

Torna poi il liceo Maffei. Giovanni Perugini, per Onda, chiede tempi certi e documenti sul futuro del cantiere, fermo da quasi un anno mentre la scuola continua a funzionare in cinque sedi.

Il punto fondamentale non cambia: settembre e’ il termine indicato dalla Provincia per completare la procedura di risoluzione del precedente contratto, non la data garantita per la riapertura del cantiere. Soltanto dopo potra’ essere verificato l’eventuale affidamento alla seconda impresa classificata. Anche il dato del 50 per cento dei lavori completati non permette, da solo, di stimare quanto tempo servira’ ancora.

A Riva del Garda si prepara invece il cambio alla direzione dell’Apsp Citta’ di Riva. Davide Preti lascera’ l’incarico alla fine dell’anno per trasferirsi a Strigno. Il Consiglio di amministrazione sta predisponendo il bando per scegliere il successore e consentire un periodo di affiancamento.

La novita’ piu’ concreta riguarda il nucleo demenze, dove viene realizzata una nuova sala di circa 40 metri quadrati per attivita’ e presenza dei familiari. Sul futuro della vecchia Rsa, invece, si parla ancora di progetti da sviluppare, senza finanziamenti o scadenze gia’ definiti.

Torna anche il raduno “Ritorno a Camelot” di Pietramurata. Gli organizzatori sostengono che l’evento abbia prodotto un forte indotto economico per alberghi, campeggi e locali, ma non forniscono dati verificabili. L’assenza di incidenti e’ certamente un elemento positivo sul piano dell’ordine pubblico, mentre resta legittimo discutere nelle istituzioni i contenuti politici della manifestazione.

A Dro, l’ex vicesindaco Marco Santoni chiede infatti che il tema venga affrontato in Consiglio comunale e nella commissione culturale. Per ora si tratta di una richiesta politica: non risultano ancora sedute fissate o decisioni assunte.

Sulla Comunita’ del Garda, Cristina Santi propone di rafforzare l’organismo esistente anziche’ scioglierlo. La posizione e’ chiara, ma manca ancora una proposta dettagliata su poteri, risorse e riorganizzazione. Il punto concreto resta capire quali funzioni debbano essere gestite insieme e con quali risultati misurabili.

Sul fronte della cronaca, restano gravissime le condizioni del motociclista arcense di 63 anni ricoverato al Santa Chiara dopo l’incidente sulla circonvallazione di Riva. La prognosi e’ riservata.

Il T raccoglie inoltre la testimonianza di una donna di Riva che racconta minacce e un tentativo di sfondare la porta della propria abitazione. Al momento, pero’, nell’articolo non compare ancora un riscontro delle autorita’.

Fra le altre notizie, a Drena nove bambini e ragazzi hanno partecipato allo spazio compiti gratuito organizzato dal Comune, che potrebbe essere riproposto.

Ad Arco viene raccontato il rilancio del Giardino della Pace e delle attivita’ associative a Villa Tappainer. La Casa della Pace, pero’, e’ l’edificio gia’ esistente e utilizzato dalle associazioni, non una nuova struttura.

Infine, circa 2.500 presenze complessive vengono indicate per le due serate di Dolceriva Night alla Spiaggia degli Olivi. Il dato segnala una buona partecipazione; l’ipotesi di rendere l’intrattenimento piu’ continuativo resta invece, per ora, nelle intenzioni degli organizzatori.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le richieste dalle decisioni, le valutazioni politiche dai dati verificabili e i progetti annunciati dagli interventi che hanno gia’ tempi, risorse e responsabilita’ definite.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 3 settembre 2026

La rassegna di oggi parte ancora dall’ospedale di Arco, dove e’ importante distinguere fra lavori gia’ finanziati, nuove risorse annunciate e progetti ancora preliminari.

Sono gia’ in corso interventi per 9,8 milioni di euro sulla ricostruzione del padiglione A e sul miglioramento sismico del padiglione B. Il programma prevede poi il trasferimento della Dialisi, nuovi spazi per la salute della donna e della coppia e l’ampliamento del Pronto Soccorso, con conclusione di queste fasi indicata per la primavera del 2028.

A questi lavori si aggiunge l’annuncio di altri 5,4 milioni di euro, distribuiti su due anni, e di un milione per la progettazione degli sviluppi futuri. Non tutte queste somme risultano pero’ ancora formalizzate negli atti disponibili. Ancora piu’ preliminare e’ l’ipotesi di sopraelevare di due piani il padiglione A, all’interno di una riqualificazione complessiva stimata in circa 20 milioni di euro.

Si discute anche di un possibile hospice per l’Alto Garda, ma al momento non sono stati definiti sede, posti letto, gestione, personale, costi e tempi. Il tema del personale resta centrale anche per il Pronto Soccorso: nuovi spazi, da soli, non garantiscono automaticamente tempi di attesa piu’ brevi.

Ad Arco e’ stato pubblicato il concorso artistico per il nuovo Auditorium nell’ex Quisisana. Non si cerca semplicemente un murale, come sintetizza l’Adige, ma un’opera d’arte libera per materiali e linguaggio, collocabile nelle gradonate esterne, nella vasca d’acqua o sulla grande lama di vetro interna, dove sono ammesse anche videoproiezioni. Il compenso e’ di 15 mila euro e le proposte dovranno arrivare entro il 3 novembre. L’apertura dell’Auditorium nel 2027 resta invece, per ora, l’obiettivo indicato dall’amministrazione.

A Riva del Garda, Cristina Santi e Silvia Betta propongono di utilizzare in tutto o in gran parte i dividendi straordinari di Ags per aiutare famiglie e lavoratori con Icef basso a sostenere i costi dell’energia. Il Comune ricevera’ circa 353 mila euro, dei quali poco piu’ di 303 mila straordinari. Le risorse quindi esistono, ma la misura deve ancora essere costruita: mancano soglia Icef, numero dei beneficiari, importi, criteri e modalita’ amministrative di erogazione.

Torna anche la vicenda degli alberi di viale Primo Maggio. Voce Comune ha presentato un’interrogazione per chiedere se il grande cedro possa essere conservato o, in alternativa, trapiantato. Servono pero’ progetto e valutazioni tecniche prima di stabilire se l’abbattimento sia realmente necessario. Resta inoltre senza aggiornamenti il destino del faggio rosso coinvolto nella stessa mobilitazione.

Sul fronte giudiziario, la Cassazione ha respinto il ricorso della fallita Aspera nella controversia sulla Spiaggia degli Olivi. Resta quindi dovuto a Lido di Riva Immobiliare il risarcimento di 83.724 euro stabilito in appello. E’ questo il dato certo, senza trasformare una vicenda complessa passata attraverso tre gradi di giudizio in una semplice contrapposizione fra vincitori e sconfitti.

C’e’ poi finalmente un fatto nuovo nella lunga vicenda della bandiera palestinese al rifugio Marchetti: Roberta Rosi si e’ dimessa dal consiglio centrale della Sat. La sua lettera descrive pero’ un disagio maturato da mesi, legato anche ai rapporti interni, al coinvolgimento dei giovani e al ruolo delle sezioni. La bandiera sembra quindi aver accelerato una crisi gia’ esistente, piu’ che esserne l’unica causa. Resta ancora senza risposta la domanda principale: quali conseguenze concrete sono previste se il gestore continua a non rimuovere il vessillo?

Tra le altre notizie, sul monte Baldo e’ ripreso l’incendio in localita’ Laste di Tolghe, interessando circa un ettaro di bosco e richiedendo l’intervento di elicottero e Canadair.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le opere gia’ finanziate dagli annunci, le proposte dai provvedimenti realmente costruiti e le polemiche dai fatti che producono conseguenze concrete.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 2 settembre 2026

La notizia principale riguarda l’ospedale di Arco. L’assessore provinciale Mario Tonina ha incontrato ieri i sindaci dell’Alto Garda e Ledro per illustrare gli interventi previsti sulla struttura.

Sui padiglioni A e B sono gia’ in corso lavori per complessivi 9,8 milioni di euro, destinati alla ricostruzione del padiglione A e al miglioramento sismico del padiglione B. La Provincia prevede di completare il collaudo statico entro la fine del 2026.

La novita’ e’ l’annuncio di ulteriori 5,4 milioni di euro, ai quali dovrebbe aggiungersi un milione per progettare gli sviluppi futuri dell’ospedale. Una parte delle nuove risorse dovra’ pero’ essere inserita nella prossima manovra provinciale: siamo quindi davanti a un impegno politico concreto, ma non ancora interamente trasformato in stanziamenti definitivi.

Il programma prevede il trasferimento della Dialisi, nuovi spazi per la salute della donna e della coppia e, successivamente, l’ampliamento del Pronto Soccorso. Il T indica la primavera del 2028 come termine per queste fasi. Resta pero’ una questione fondamentale: agli investimenti negli spazi dovranno corrispondere anche medici, infermieri e personale sufficiente, del quale gli articoli di oggi non parlano.

Ad Arco la Giunta ha scelto la soluzione da approfondire per il futuro parcheggio di Caneve. L’area dovrebbe crescere dagli attuali 120 a 245 posti auto, con un secondo livello scoperto, stalli per corriere e camper, posti protetti per biciclette e una copertura fotovoltaica.

Il costo stimato dei lavori e’ di 4,2 milioni di euro, all’interno di un quadro economico complessivo di circa 6,4 milioni. Non siamo pero’ ancora al progetto esecutivo: la scelta politica e’ stata fatta, ma restano da definire progettazione, tempi, gestione del cantiere e modalita’ future di utilizzo del parcheggio.

A Riva del Garda, un comitato spontaneo ha raccolto circa 300 firme per chiedere di salvare un cedro dell’Himalaya alto piu’ di 20 metri e un faggio rosso interessati da un progetto edilizio in viale Primo Maggio. I promotori chiedono di modificare il progetto e di rafforzare la tutela degli alberi maturi.

Manca pero’ l’altra parte della vicenda: i giornali non riportano la posizione della proprieta’, dei progettisti o del Comune, ne’ chiariscono lo stato delle autorizzazioni e l’eventuale presenza di perizie. Per stabilire se l’abbattimento sia necessario o evitabile servono quindi piu’ documenti e meno conclusioni anticipate.

C’e’ poi una vicenda giudiziaria legata a una manifestazione del dicembre 2023 a Riva. L’allora sindaca Cristina Santi denuncio’ un professionista, sostenendo di essere stata insultata. L’uomo contesta questa ricostruzione. A dicembre e’ prevista un’udienza predibattimentale. Le responsabilita’ non sono ancora accertate e la vicenda va quindi raccontata distinguendo con precisione le accuse dai fatti gia’ provati.

A Dro torna il tema delle barriere architettoniche. Venerdi’ e’ previsto un nuovo incontro pubblico davanti al cimitero. La sindaca ha gia’ dichiarato di voler procedere con interventi diretti senza predisporre il Peba. Il punto diventa quindi capire con quali criteri saranno stabilite le priorita’, come saranno programmati i lavori e in che modo verra’ verificata nel tempo l’efficacia degli interventi.

Fra le altre notizie, il Comune di Arco tenta nuovamente di vendere il negozio ricevuto nell’ambito dell’accordo urbanistico dell’ex Villa San Pietro, con una base d’asta di 219.600 euro.

A Tiarno di Sopra, dieci ragazze e ragazzi del progetto “Ci sto? Af-fare fatica” hanno riqualificato alcuni spazi pubblici e realizzato due panchine contro la violenza sulle donne e il bullismo. Un progetto analogo si e’ svolto anche a Tenno.

Al Liceo Maffei, infine, 27 persone fra docenti, dirigenza e personale hanno concluso ad Assisi un percorso dedicato al benessere relazionale nella comunita’ scolastica.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli annunci dagli stanziamenti effettivi, le scelte politiche dai progetti gia’ cantierabili e le accuse dalle responsabilita’ realmente accertate.