Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 ottobre 2026

La prima notizia riguarda il settore cartario, con una presa di posizione congiunta di Assocarta e organizzazioni sindacali sui costi energetici e sulla competitivita’ delle imprese.

Per l’Alto Garda la questione e’ particolarmente importante. Il comparto occupa circa 1.200 lavoratori e l’attuale fase di incertezza coinvolge quindi molte persone e famiglie.

Sul territorio sono gia’ note le procedure di cassa integrazione: alle Cartiere del Garda dal 2 novembre per tredici settimane e ad Arconvert, al momento, fino al 13 dicembre.

Questo quadro merita attenzione, ma va raccontato con precisione.

I circa 1.200 addetti rappresentano il peso occupazionale complessivo del settore locale. Non risultano annunciati 1.200 licenziamenti o altrettanti esuberi.

Il titolo che parla di “migliaia in bilico” esprime quindi una preoccupazione concreta per il futuro dell’occupazione, ma non quantifica posti di lavoro gia’ destinati a essere soppressi.

C’e’ inoltre un errore nel sottotitolo dell’Adige: non si parla di cassa integrazione fino a sette milioni di euro, ma di una stima nazionale fino a sette milioni di ore autorizzate nel 2026, con un onere per l’Inps di circa 58 milioni di euro.

Sono grandezze diverse e non vanno confuse con la situazione delle sole aziende dell’Alto Garda.

Per capire quanto questa crisi pesera’ davvero sulle famiglie della Busa servono soprattutto i numeri dei lavoratori effettivamente coinvolti e la durata concreta delle sospensioni nei singoli stabilimenti.

Ad Arco torna il tema di via Aldo Moro e dei tre milioni gia’ programmati per la prima messa in sicurezza.

Dopo la risposta del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, la sindaca Arianna Fiorio e il vicesindaco Marco Piantoni precisano di avere inviato le proprie valutazioni preliminari al servizio provinciale gia’ il 17 agosto 2026, sulle alternative presentate dalla Provincia il 15 giugno.

E’ un elemento nuovo e importante.

Il quadro descritto ieri, con un Comune ancora interamente in attesa di rispondere, va quindi corretto.

Resta pero’ da capire se la Provincia consideri quella comunicazione sufficiente o se siano necessari altri passaggi tecnici e amministrativi.

Fra le proposte comunali c’e’ il mantenimento per via Aldo Moro di una sezione stradale di dodici metri, riducendola dove possibile, con marciapiede e attraversamenti e senza realizzare una strada parallela.

Per via Sabbioni viene invece indicata la possibilita’ di una galleria artificiale sotto l’attuale tracciato, mantenendo in superficie gli accessi locali.

Sono richiesti inoltre ulteriori approfondimenti sul nodo Sant’Isidoro, Sant’Andrea e Santa Caterina. Se i tempi per via Sabbioni dovessero allungarsi, viene proposta anche una rotatoria provvisoria fra via Aldo Moro e via Cavallo.

I tre milioni gia’ disponibili riguardano pero’ soltanto la prima messa in sicurezza e non l’intero intervento.

Restano quindi da definire la soluzione complessiva e soprattutto la sequenza dei lavori rispetto ai nuovi flussi di traffico prodotti dalla Loppio-Busa.

Al Floriani e’ invece annunciata per questa mattina una manifestazione degli studenti a sostegno delle rivendicazioni dei docenti e contro le conseguenze della sospensione delle attivita’ aggiuntive.

Entrambi i giornali riferiscono anche della circolazione sui social di una locandina con l’immagine della scuola in fiamme e minacce rivolte a chi entrera’ nell’istituto.

Si tratta di un contenuto grave, ma la provenienza deve ancora essere accertata.

Gli organizzatori della manifestazione descrivono invece un’iniziativa pacifica, riservata agli studenti del Floriani, e richiamano alla responsabilita’ personale.

La distinzione e’ fondamentale.

La presenza online di un messaggio intimidatorio non dimostra che gli autori facciano parte dell’organizzazione della protesta e neppure che sia in corso un’infiltrazione organizzata.

La manifestazione va quindi valutata sulla base delle ragioni dichiarate dagli studenti, tenendo separati i messaggi minacciosi di origine ancora incerta.

In Valle di Ledro arrivano nuovi tempi per la variante stradale di Molina.

Rispondendo alla consigliera provinciale Stefania Segnana, Fugatti indica il secondo semestre del 2029 per l’insediamento del cantiere e il 2032 per la conclusione dei lavori.

L’incarico di ingegneria e’ stato aggiudicato il 2 settembre. Sono previsti circa trentatre mesi per progettazione, pareri e appalto e poi almeno tre anni di lavori.

A luglio, pero’, la Provincia indicava ancora una conclusione nel 2031.

La nuova previsione sposta quindi il termine di circa un anno, senza che l’articolo chiarisca le ragioni del cambiamento.

L’opera, stimata in circa 52 milioni di euro, resta importante per risolvere problemi di strettoia, accessi e carenza di percorsi pedonali protetti.

Il calendario rimane comunque una previsione subordinata ai passaggi progettuali e amministrativi ancora necessari.

Sul fronte agricolo, il T racconta invece le difficolta’ della raccolta dei marroni.

A Campi l’associazione di tutela stima una riduzione del 40 per cento del prodotto commercializzabile, passando dai consueti 30-35 chili per pianta a circa 18-21.

Il presidente Angioino Bertoni sottolinea pero’ che la situazione cambia anche fra castagneti vicini, in base al terreno e alla disponibilita’ d’acqua.

A Drena, la Tenuta I Maroneri riferisce 39 quintali raccolti al 19 ottobre, contro i 47 dell’intera stagione precedente.

E’ un segnale di difficolta’, ma il confronto mette insieme un raccolto ancora in corso e il dato finale dell’anno passato.

Il calo del 40 per cento, quindi, non deve essere esteso automaticamente all’intero Alto Garda: e’ una stima relativa alla situazione di Campi.

Il tema riguarda comunque non soltanto la produzione di quest’anno, ma anche la conservazione di un patrimonio di castagni secolari sempre piu’ esposto agli effetti della siccita’.

Ad Arco vengono poi aggiornate alcune tariffe dei vigili del fuoco per i servizi soggetti a pagamento.

L’apertura delle porte passa da 26 a 100 euro, mentre la bonifica dei nidi di vespe e calabroni passa da 50 a 90 euro.

Il comandante Claudio Zanoni spiega che gli importi erano fermi dal 2002.

E’ importante precisare che gli aumenti riguardano soltanto le prestazioni previste dal tariffario come servizi a pagamento.

Non riguardano i normali interventi gratuiti del Corpo.

Fra le notizie dal territorio, oggi dalle 14 si riuniscono i sindaci della Comunita’ Alto Garda e Ledro per discutere di mobilita’, trasporto pubblico, temi sociali, lettura delle targhe e futuro affidamento della raccolta rifiuti. Seguira’ anche un confronto sul turismo.

Per la Capanna Malga Grassi e’ stata prorogata fino al 31 ottobre 2030 la gestione della societa’ della famiglia Grottolo, utilizzando una possibilita’ gia’ prevista dal contratto del 2023.

A Nago viene segnalato un nuovo tentativo di truffa telefonica con la falsa notizia di un incidente a un familiare. L’invito resta quello di non consegnare denaro o dati bancari, verificare direttamente le richieste e contattare i carabinieri in caso di dubbio.

Infine, domenica 25 ottobre a Pranzo torna la Festa dei maroni.

Nel Romarzollo si recupera invece “Da campanil a campanil”, rinviata per il maltempo, con partenza alle 9 dal parcheggio del santuario di Ceole.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la precisione nei numeri e nelle responsabilita’: il peso occupazionale di un settore non equivale a esuberi gia’ decisi, una comunicazione amministrativa cambia il quadro di un presunto ritardo, una minaccia sui social non puo’ essere attribuita automaticamente agli organizzatori di una protesta e una stima locale non va trasformata in un dato valido per tutto il territorio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 21 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la protesta degli insegnanti, che si allarga anche alle scuole superiori.

Il movimento “Istruzione di Qualita’” chiede un maggiore riconoscimento del lavoro e delle responsabilita’ che vanno oltre le normali lezioni. La forma di protesta consiste soprattutto nel ritiro della disponibilita’ ad accompagnare gite e a svolgere attivita’ aggiuntive.

L’insegnamento ordinario resta quindi garantito.

Le adesioni, pero’, cambiano molto da istituto a istituto.

All’Istituto comprensivo di Arco il T parla di circa l’80 per cento dei docenti. Al Maffei, dopo due giorni di raccolta, risultano 55 adesioni su 130 insegnanti, cioe’ circa il 42 per cento. Al Floriani vengono indicate adesioni di tutti i consigli di classe, con possibili eccezioni per attivita’ legate al benessere psicologico e per impegni gia’ assunti con le famiglie.

Il rischio che alcune gite o iniziative saltino e’ quindi concreto, ma non e’ corretto parlare di un blocco generale gia’ definito.

Anche una partecipazione parziale puo’ rendere impossibile una singola uscita. Non permette pero’ di stabilire quante attivita’ verranno effettivamente cancellate.

Alle famiglie serviranno quindi comunicazioni precise dalle singole scuole.

Una precisazione riguarda inoltre la responsabilita’ degli accompagnatori durante i viaggi. Non e’ corretto sostenere che gli insegnanti debbano svolgere veri controlli tecnici sugli autobus, come verificare direttamente la pressione degli pneumatici. Le loro responsabilita’ educative e di vigilanza restano importanti, ma vanno distinte da quelle tecniche dei mezzi e dei conducenti.

Ad Arco torna poi il tema della sicurezza di via Aldo Moro.

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti risponde a un’interrogazione di Michela Calza’ sui tre milioni di euro destinati alla sistemazione della strada e sul collegamento con la nuova viabilita’ della Loppio-Busa.

Secondo Fugatti, la Provincia ha gia’ illustrato alcune alternative al Comune e attende le valutazioni dell’amministrazione Fiorio.

Solo dopo questa scelta sara’ possibile definire meglio i costi e decidere se progettare tutta l’unita’ funzionale 4 oppure partire dalla parte sud di via Aldo Moro utilizzando le risorse gia’ programmate.

Non siamo quindi davanti a un cantiere pronto a partire.

C’e’ inoltre un elemento temporale importante: l’interrogazione provinciale risale all’agosto 2024 e la risposta arriva oltre due anni dopo.

Questo non significa che nel frattempo non sia stato svolto lavoro tecnico, ma rende troppo semplice attribuire tutta l’attesa soltanto alla decisione ancora mancante del Comune.

Lo studio preliminare del traffico risulta concluso e dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane.

Il problema sostanziale resta mettere in sicurezza pedoni e ciclisti e coordinare l’intervento con la nuova viabilita’. Per capire gli effetti reali servirebbero un cronoprogramma condiviso, i flussi di traffico previsti e la durata delle eventuali fasi intermedie.

A Nago-Torbole prosegue invece il processo relativo alla trasformazione dell’ex Hotel Panorama alle Busatte in un complesso di quattordici appartamenti.

Sono sette gli imputati, fra cui il sindaco Gianni Morandi, nell’ambito del procedimento per l’ipotesi di lottizzazione abusiva.

Nell’udienza di ieri e’ stato ascoltato Alessandro Franceschini, consulente tecnico della Procura.

Secondo la sua ricostruzione, il titolo edilizio originario del 1973 sarebbe scaduto nel 1975 e una successiva sentenza civile avrebbe riconosciuto come autorizzata soltanto circa meta’ della volumetria.

Il consulente contesta inoltre il calcolo dei garage e l’istruttoria che ha portato al permesso del 2019.

Sono pero’ conclusioni dell’accusa, non una decisione del giudice.

Le difese contestano questa lettura e a dicembre saranno ascoltati quattro loro consulenti.

Il tecnico comunale Marco Zanoni ha inoltre dichiarato che furono ricostruiti i documenti, effettuato un sopralluogo e svolte verifiche a campione delle misure.

L’accusa osserva che queste attivita’ non sarebbero state esplicitate con chiarezza nella documentazione amministrativa.

La distinzione e’ importante: aver svolto un controllo e averlo documentato adeguatamente sono questioni collegate, ma non identiche.

La notizia di oggi e’ quindi l’emersione in aula di diversi punti tecnici controversi, non l’accertamento definitivo di un abuso o di responsabilita’ penali.

In Valle di Ledro prende forma invece un intervento da 300 mila euro sul torrente Massangla, a monte di Tiarno di Sotto.

Il progetto del Servizio Bacini montani punta a trattenere detriti e materiali trasportati dalle piene prima che raggiungano i tratti piu’ stretti del corso d’acqua.

L’intervento interessa circa 110 metri a valle della cascata Gorg d’Abiss.

Sono previsti un’area di deposito, il consolidamento delle sponde e del fondo e un accesso per la manutenzione.

Il riferimento sono soprattutto le esondazioni e le ostruzioni registrate nell’autunno del 2023.

Anche qui serve pero’ distinguere le fasi: l’articolo descrive lo studio ambientale necessario alla verifica di assoggettabilita’ alla valutazione d’impatto. Non annuncia ancora l’apertura del cantiere.

I 120 giorni indicati rappresentano una stima della durata dei lavori, non una scadenza gia’ fissata.

Ad Arco, nel confronto sul parcheggio di Caneve, compare poi una terza proposta oltre al sopraelevato e all’interrato.

Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, di Voce Comune per Arco, propongono di utilizzare aree vicine gia’ compromesse, trasferendovi camper e pullman e recuperando cosi’ altri posti per le automobili senza trasformare radicalmente Caneve.

E’ un’ipotesi da valutare, non una soluzione gia’ dimostrata.

L’articolo non identifica i terreni, non ne chiarisce la disponibilita’, non quantifica i posti ottenibili e non indica i costi.

La novita’ sta quindi nell’ingresso di un’altra alternativa nel confronto. La sua reale convenienza e il minore impatto dovranno essere verificati tecnicamente.

Al Floriani arriva invece un’iniziativa educativa nata direttamente dagli studenti.

Una loro richiesta ha portato a un’assemblea sulla violenza maschile contro le donne, con Loredana Magnoni e Massimo Baroni, genitori di Alba Chiara, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, e con l’intervento di Stefania Santoni.

Uno dei passaggi piu’ significativi riguarda la riflessione del padre su comportamenti maschili che in passato aveva considerato normali: battute, commenti sull’aspetto e atteggiamenti quotidiani.

Il confronto e’ stato preparato anche attraverso domande elaborate nelle classi e ha affrontato consenso, rifiuto e modelli di relazione.

E’ un lavoro educativo importante proprio perche’ non si limita a chiedere alle ragazze di riconoscere il pericolo, ma coinvolge anche i ragazzi nella riflessione sui comportamenti.

Infine, a Nago la biblioteca del Forte Superiore ha effettivamente riaperto al pubblico.

Dopo gli annunci dei giorni scorsi, sono tornati disponibili il prestito, la consultazione, gli spazi per lo studio e le attivita’ per bambini e famiglie.

Qui la differenza fra annuncio e risultato e’ finalmente semplice: il servizio e’ operativo.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere cio’ che e’ in discussione da cio’ che e’ gia’ accertato: una protesta degli insegnanti non equivale a un blocco totale, tre milioni stanziati non significano un cantiere pronto, le tesi di un consulente della procura non sono una sentenza e uno studio ambientale non e’ ancora l’avvio dei lavori.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 ottobre 2026

La notizia principale riguarda la chiusura della Meccanica di precisione Rivana, la Mpr, dopo 57 anni di attivita’.

L’azienda, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di stampi per l’industria, ha cessato l’attivita’ ed e’ ora in liquidazione.

Sul dato occupazionale serve una precisazione importante. I 25 lavoratori citati nell’articolo erano quelli presenti a gennaio. Durante l’anno ci sono state diverse uscite e, all’inizio di ottobre, le lettere di licenziamento sono arrivate agli ultimi sei dipendenti rimasti.

Non si tratta quindi di 25 licenziamenti avvenuti tutti ora.

L’articolo ricostruisce il tentativo sindacale di ricorrere alla solidarieta’ per affrontare il calo degli ordini. Un dipendente, Luca Maino, denuncia la mancanza di investimenti negli ultimi tre anni, mentre Stefano Picchetti della Uil critica il fatto che la liquidazione sarebbe stata comunicata ai sindacati soltanto dopo il tentativo di attivare l’ammortizzatore.

Sono testimonianze importanti, ma nell’articolo manca la versione della proprieta’ o del liquidatore.

Si parla inoltre di un possibile interesse della Fiera per l’area occupata dall’azienda, ma non vengono indicati accordi o offerte gia’ formalizzati.

La chiusura della Mpr si aggiunge alle difficolta’ del comparto cartario raccontate nei giorni scorsi, pur trattandosi di una vicenda distinta. Per gli ultimi sei lavoratori, indicati come vicini alla pensione, il tema immediato riguarda ora le tutele del reddito e l’accompagnamento alla conclusione della vita lavorativa.

Ad Arco torna poi il confronto sul parcheggio di Caneve.

Il vicesindaco Marco Piantoni conferma che la scelta della Giunta resta quella di una struttura sopraelevata in carpenteria metallica.

Il passaggio in Consiglio comunale, rinviato lunedi’ per lasciare spazio alla variante agricola, viene ora prospettato fra la fine di ottobre e novembre. Non e’ quindi ancora avvenuto.

Piantoni motiva la scelta con la volonta’ di concentrare la sosta su un’area comunale gia’ destinata a parcheggio, limitando il consumo di nuovo suolo.

Per l’ipotesi interrata richiama invece la vicinanza della Sarca, la necessita’ di ospitare pullman e camper e i maggiori costi di realizzazione, impianti e gestione.

Il punto ancora aperto riguarda pero’ il confronto fra le alternative.

Dalla risposta emerge che l’interrato non e’ stato sviluppato progettualmente perche’ non rientra nell’indirizzo politico scelto. Non esiste quindi una stima progettuale completa da confrontare con quella del sopraelevato.

Anche gli approfondimenti geologici e idraulici vengono rinviati alla progettazione successiva.

Le ragioni presentate dalla Giunta meritano attenzione, ma il confronto tecnico ed economico fra sopraelevato e interrato resta incompleto.

C’e’ poi la questione paesaggistica. Piantoni precisa che la struttura sara’ stabile e che la sua “reversibilita’” consiste nella possibilita’ di smontarla alla fine della vita utile.

Questo, pero’, non riduce automaticamente l’impatto visivo durante gli anni di utilizzo.

Per valutare davvero l’opera servono quindi immagini attendibili anche dal Castello e dall’alto, oltre a una comparazione chiara fra benefici attesi e sacrificio paesaggistico.

La petizione dei 412 cittadini non impone da sola una scelta, ma merita risposte puntuali. Gli incontri pubblici annunciati saranno utili soprattutto se consentiranno di discutere anche le alternative, e non soltanto di illustrare una decisione gia’ presa.

Sul fronte della mobilita’ dei lavoratori arriva invece una novita’ concreta.

Dal 2 novembre partira’ Bus&Work, con tre nuove linee di Trentino Trasporti fra Dro, Varone, Riva e gli stabilimenti del Linfano, fra cui Aquafil, Fedrigoni e Domo.

Le corse saranno concentrate nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Il servizio funzionera’ soprattutto dal lunedi’ al venerdi’, con alcune corse anche il sabato e nei festivi infrasettimanali.

E’ importante non confonderlo con Bus&Go. Bus&Work prevede percorsi e orari prestabiliti, non richiede prenotazione tramite app ed e’ aperto a tutti i cittadini.

La sperimentazione, finanziata dalla Provincia con circa 370 mila euro, durera’ fino al 31 maggio 2027. Le risorse per un’eventuale prosecuzione devono ancora essere individuate.

Per lavoratori e pensionati e’ inoltre disponibile l’abbonamento provinciale agevolato da 25 euro fino alla fine dell’anno.

Si tratta di una risposta concreta a chi entra o esce dal lavoro in orari nei quali il trasporto pubblico ordinario offre poche possibilita’. La sperimentazione servira’ pero’ anche a verificare quante persone useranno effettivamente le nuove linee e quali corse andranno eventualmente corrette.

A Riva del Garda il Patt torna invece sul problema della casa.

Lorenzo Cargnelli propone edilizia cooperativa e sociale, recupero degli immobili esistenti e interventi convenzionati a prezzi accessibili.

Si tratta, per ora, di una posizione politica e programmatica. Lo stesso Cargnelli precisa che non c’e’ ancora una proposta formale di variante.

Nell’articolo non vengono quindi indicati immobili specifici, numero di abitazioni, risorse disponibili o criteri di accesso.

Per valutare concretamente queste proposte bisognerebbe sapere a chi sarebbero destinati gli alloggi, a quali prezzi e per quanto tempo resterebbero vincolati a condizioni agevolate.

Anche l’affermazione secondo cui un atteggiamento troppo restrittivo sull’edificazione farebbe inevitabilmente crescere prezzi e affitti non e’ accompagnata, nell’articolo, da un’analisi locale che la dimostri.

Una vicenda di cronaca riguarda invece il recupero di attrezzature per oltre 12 mila euro sottratte a un’azienda dell’Alto Garda.

Un operaio e’ stato denunciato a piede libero per ricettazione.

Qui i titoli dei due giornali vanno oltre cio’ che risulta accertato, presentando l’uomo come autore dei furti.

La ricettazione e’ invece un reato distinto dal furto e riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da reato, fuori dai casi di concorso nel reato originario.

La denuncia, inoltre, non equivale a un accertamento di colpevolezza.

Il richiamo alla presunzione d’innocenza presente negli articoli dovrebbe quindi riflettersi anche nei titoli.

A Ledro, dal 22 al 25 ottobre, sono attesi venti cori e oltre seicento coristi per il Trofeo nazionale Cori d’Italia e il festival collegato, con direzione artistica di Enrico Miaroma.

I cori in gara saranno nove, con le esibizioni principali domenica 25 ottobre a Locca. Gli altri appuntamenti coinvolgeranno diverse localita’ della valle.

Fra le notizie brevi, Arco Fucina Comune torna sull’albero di Natale vero e sulla variante agricola: si tratta di prese di posizione su temi gia’ affrontati, non di nuove decisioni amministrative.

A Dro e’ in corso il censimento permanente Istat per le famiglie selezionate. La compilazione online e’ possibile fino al 6 dicembre e l’obbligo di risposta riguarda soltanto chi e’ stato inserito nel campione.

I giornali raccontano inoltre la visita di Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, sopravvissuto all’abbattimento del bombardiere “Miss Bobby” nel 1945, con il contributo dell’associazione Benach alla ricostruzione della vicenda.

A Pieve di Ledro l’iniziativa “Un sorriso a cavallo della solidarieta’” ha raccolto 2.400 euro destinati alla neonatologia di Trento.

Infine, un pensiero ai lutti che hanno colpito il territorio.

Oggi alle 14.30, nella chiesa arcipretale di Riva, si terranno i funerali dell’architetto Emilio Munari.

I giornali ricordano inoltre Alessandro Mercadante, Franco Bresciani e Vito Atzori, ideatore e proprietario di Tv Az, la prima televisione locale della Busa.

Alle loro famiglie e alle persone che ne piangono la scomparsa vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le conseguenze reali dalle semplificazioni: sei licenziamenti finali non sono venticinque licenziamenti avvenuti oggi, una struttura smontabile non e’ automaticamente poco impattante, una proposta sulla casa non e’ ancora un piano operativo e una denuncia per ricettazione non equivale all’accertamento di un furto.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 26 settembre 2026

La notizia piu’ utile riguarda alcune chiusure sulla viabilita’ previste nei prossimi giorni.

La passerella ciclopedonale di Caneve restera’ chiusa dal 28 al 30 settembre per lavori di consolidamento del bordo della ciclabile, preparatori alla realizzazione della nuova passerella. Non si tratta quindi ancora dell’intero intervento di sostituzione o allungamento.

Sulla Maza, invece, i lavori sono programmati dal 5 al 10 ottobre, con chiusura notturna dalle 21.30 alle 5. Saranno posate le travi della nuova rotatoria e completato il riempimento del muro di sottoscarpa. Il traffico leggero verra’ deviato attraverso Torbole, mentre per i mezzi pesanti oltre le 18 tonnellate e gli autobus non di linea provenienti da Rovereto sara’ previsto il percorso via Trento e Gardesana occidentale.

Il titolo dell’Adige parla di sette giorni di chiusura, ma testo e avviso ufficiale indicano il periodo dal 5 al 10 ottobre: sono queste le date alle quali conviene fare riferimento.

Il T interpreta questi lavori come un possibile segnale della volonta’ provinciale di non considerare piu’ alcune alternative per la variante di Torbole. Nell’articolo, pero’, non viene indicata una nuova decisione della Provincia che lo dimostri. Procede un’opera della Loppio-Busa, ma da questo solo fatto non si puo’ dedurre una scelta definitiva sull’altro progetto.

A Riva del Garda il Comune annuncia nove cantieri per un investimento complessivo superiore a 9 milioni di euro. Fra gli interventi figurano le scuole Pernici, il Parco della Liberta’, Palazzo Lutti-Salvadori, Torre Apponale, via Ardaro, illuminazione, asfalti e l’area sinti di Ceole.

Il passaggio piu’ concreto riguarda proprio le scuole Pernici. L’appalto per i lavori antisismici e’ stato aggiudicato alla cooperativa Arkea per circa 1 milione e 691 mila euro, all’interno di una spesa complessiva indicata attorno ai 2 milioni.

L’assessore Gabriele Bertoldi prevede l’avvio entro fine ottobre, con una durata di circa due anni. Sono previsti rinforzi strutturali, due nuovi vani ascensore e una piattaforma elevatrice. Il cantiere dovrebbe convivere con l’attivita’ scolastica: per famiglie e personale sara’ quindi importante conoscere nel dettaglio come verranno organizzate le diverse fasi.

Ad Arco, intanto, il Ricircolo di Rotte Inverse trova una sede stabile nell’ex casa sociale di San Giorgio. Dopo l’uscita dai locali di Bolognano e il periodo trascorso al Cantiere 26, l’associazione ha ricevuto le chiavi dei nuovi spazi.

Il comodato e’ gratuito, dura cinque anni e non e’ esclusivo: fuori dagli orari dell’associazione la sala potra’ essere utilizzata anche dalla comunita’. Continueranno lo scambio di oggetti attraverso il sistema a punti, i laboratori di riparazione e le attivita’ di autoproduzione.

L’apertura e’ prevista verso la fine di ottobre, dopo l’allestimento. La consegna delle chiavi, quindi, non significa che il servizio sia gia’ operativo.

Tornano poi due questioni gia’ note. A Bolognano, Giuseppe Caliari chiede che il futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo venga definito attraverso un percorso partecipato prima di decidere singoli interventi. Non sta chiedendo di accelerare la costruzione di un parcheggio, ma di progettare complessivamente l’area.

A Nago, Rinascita e Sviluppo ripropone invece l’idea di destinare almeno meta’ delle cubature del Pandino a edilizia sociale e convenzionata, qualora la nuova proprieta’ chieda una trasformazione urbanistica. Anche questa resta una proposta politica e non un vincolo gia’ approvato.

A Riva, Cristina Santi e Silvia Betta propongono di utilizzare i dividendi Ags per creare un fondo rivolto a famiglie e pendolari con redditi bassi. Si tratta di una mozione, quindi l’aiuto non e’ ancora disponibile e criteri e modalita’ devono essere definiti.

Attenzione anche alle cifre: l’articolo parla inizialmente di 353 mila euro di dividendi straordinari, ma piu’ avanti distingue oltre 353 mila euro complessivi e 303.352 euro di quota straordinaria. Sono importi diversi che andranno chiariti.

A Dro, Unione Democratica contesta la chiusura dell’uscita est del parcheggio di via Capitelli, sostenendo che possa ostacolare le manovre dei mezzi di soccorso. Il giornale riporta la polemica, ma non pubblica gli esiti tecnici delle verifiche citate dal Comune. Da questa pagina, quindi, non si puo’ stabilire ne’ che l’accesso sia sicuro ne’ che sia effettivamente impedito.

Torna poi la vicenda del rifugio Marchetti. Il circolo Arci Altro Garda-Roberta Corradini critica la decisione della Sat di Arco di annullare la festa per i 120 anni del rifugio e difende il significato solidale della bandiera palestinese.

La novita’ e’ la presa di posizione dell’associazione. Non viene pero’ annunciato alcun ripensamento della Sat, ne’ una nuova soluzione per la celebrazione. Lo stato della vicenda rimane quindi invariato.

Sul fronte culturale, il documentario “Souce”, realizzato con ragazze e ragazzi autistici dell’associazione rivana Due Chiacchiere un Sorriso, ha ricevuto il premio come miglior documentario al festival Corto CulturaClassic CineCi’ di Palma Campania.

Il valore dell’esperienza riguarda soprattutto espressione artistica, partecipazione e inclusione. Non serve attribuirle risultati terapeutici non documentati per riconoscerne l’importanza culturale e sociale.

Infine, nessuna novita’ sostanziale sulle assegnazioni dei medici di base. Padre Mariano Prandi, missionario di Varignano, ripartira’ per il Congo il 12 ottobre. A Ledro e’ arrivata la Lampada della pace; a Dro e’ in programma una lezione pubblica sull’intelligenza artificiale e a Riva si apre “Ottobre a teatro”.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i lavori realmente programmati dalle interpretazioni sulle scelte future, le proposte politiche dagli aiuti gia’ attivi e le nuove prese di posizione dai cambiamenti effettivi nelle decisioni.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 settembre 2026

La notizia principale riguarda la scuola primaria Nino Pernici di Riva del Garda. La Provincia ha concesso 977.500 euro per gli interventi di miglioramento sismico e accessibilita’. L’investimento complessivo ammonta a 2 milioni e 450 mila euro, con la parte restante, circa 1 milione e 472 mila euro, a carico del Comune.

Una precisazione e’ importante: il contributo provinciale copre l’85 per cento della spesa ammessa a finanziamento, ma equivale a circa il 40 per cento dell’intero costo dell’intervento. Le due percentuali non sono quindi in contraddizione: cambiano semplicemente le basi di calcolo.

Sono previsti rinforzi strutturali e due nuovi vani ascensore. I lavori dovrebbero partire in autunno e procedere mentre la scuola rimane in funzione, con l’obiettivo di evitare il trasferimento degli alunni. Sara’ proprio questa convivenza fra cantiere e attivita’ scolastica il punto da verificare concretamente.

Ad Arco continua il confronto sul futuro parcheggio di Caneve. Dopo le 412 firme contro la sopraelevazione, i residenti chiedono documentazione e un incontro pubblico. Il vicesindaco Marco Piantoni richiama invece le difficolta’ tecniche e i maggiori costi di una soluzione interrata, soprattutto per la presenza della falda.

Negli articoli, pero’, non vengono presentati studi idrogeologici o confronti economici sufficienti per stabilire quale soluzione sia realmente preferibile. Esiste uno studio sulle alternative progettuali, costato poco piu’ di 15 mila euro: renderne disponibili i risultati permetterebbe di discutere su dati concreti, confrontando costi, rischi tecnici e impatto paesaggistico.

Nello stesso incontro si e’ parlato anche dell’ex Villaggio del Fanciullo di Bolognano. I residenti chiedono di essere coinvolti prima che vengano definite singole scelte. L’avvio di un percorso partecipativo viene indicato entro dicembre. Anche l’ipotesi di un parcheggio interrato sotto il campetto, che preoccupa alcuni abitanti, non risulta al momento una decisione gia’ approvata.

Sempre ad Arco, l’assessora Chiara Parisi rivendica la piantumazione di quasi duecento alberi in un anno e mezzo e annuncia un regolamento del verde entro la fine dell’anno e un nuovo viale alberato in via Venezia.

Piantare alberi in citta’ ha effetti concreti su ombra e raffrescamento urbano, ma il numero da solo non rappresenta ancora un bilancio completo. Mancano infatti un elenco delle piantumazioni, la distinzione fra nuove alberature e sostituzioni, i costi e i dati sull’effettivo attecchimento. Anche il riferimento a possibili differenze di dieci gradi non deriva da misurazioni effettuate ad Arco.

Torna poi il tema dell’ospedale di Arco. La Uil ribadisce le richieste gia’ emerse nei giorni scorsi: piu’ personale, assistenza infermieristica dedicata all’Osservazione breve intensiva e rafforzamento dei mezzi e degli equipaggi di emergenza.

La questione e’ ormai chiara: gli investimenti edilizi sono importanti, ma devono essere accompagnati dagli organici necessari. Il prossimo elemento davvero nuovo dovrebbe essere una risposta concreta su posti da coprire, assunzioni e tempi. Una nuova dichiarazione, da sola, non cambia il funzionamento del servizio.

A Ledro, invece, parte una raccolta firme per chiedere la presenza fisica di un medico di continuita’ assistenziale durante i sedici mesi di lavori alla galleria Dom e, possibilmente, anche dopo.

La richiesta riguarda soprattutto i problemi sanitari urgenti ma non tali da richiedere un’ambulanza. Il presidio stabile manca da circa dieci anni. L’assessora Maria Teresa Toniatti ha portato la proposta al tavolo con l’azienda sanitaria, ma non esiste ancora un servizio autorizzato e organizzato.

Resta inoltre da chiarire il calendario delle future chiusure della Dom: l’Adige continua a parlare di sette notti su sette, mentre il T indica le sole notti feriali. Per chi deve organizzare lavoro e assistenza sanitaria e’ una differenza sostanziale.

Una notizia meno visibile ma importante riguarda le mense scolastiche. Il servizio coordinato dalla Comunita’ di Valle prepara mediamente 2.700 pasti al giorno con 87 lavoratori. Sono gestite circa 400 diete speciali, comprese esigenze sanitarie, etiche, culturali e religiose. Il tema degli scarti viene riconosciuto, ma nell’articolo non viene quantificato.

Sul fronte della cronaca, a Riva due agenti di Polizia sono rimasti feriti quando la volante sulla quale viaggiavano si e’ schiantata contro un palo durante l’inseguimento di uno scooter che non si era fermato all’alt. Le prognosi sono di sette e due giorni. Le due persone sullo scooter sono riuscite a fuggire e sono in corso le ricerche.

A Nago, invece, un uomo di 65 anni e’ caduto per circa sei metri durante un’esercitazione del Soccorso alpino nella zona di Passo San Giovanni. E’ stato trasportato al Santa Chiara e le prime informazioni non indicano conseguenze gravi.

Riva saluta infine Giovan Battista “Roberto” Angiolini, morto a 95 anni, ricordato per il lungo impegno nella Sat, nello sport e nella cultura cittadina.

A Bolognano, invece, il Gruppo concerti festeggia 45 anni di attivita’ ininterrotta. Il concerto celebrativo e’ previsto domenica 20 settembre alle 17.30 nella chiesa di Santa Maria Addolorata, con ingresso libero.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di accompagnare annunci e proposte con dati verificabili: dai costi dei parcheggi agli effetti delle politiche sul verde, fino agli organici sanitari.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.

A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.

Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.

Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.

Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.

Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.

E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.

Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.

Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.

Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.

Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.

Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.

Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.

A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.

A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.

Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.

A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.

Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.

Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.

Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.

Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.

E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.

Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.

Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.

Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.

Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.

Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.

Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.

A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.

A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.

Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 16 settembre 2026

La notizia amministrativa piu’ rilevante riguarda l’ex Hotel Arco. La Giunta provinciale ha deciso di non approvare la variante urbanistica che avrebbe consentito di trasformare l’area da alberghiera a turistico-residenziale, accompagnando l’intervento con alcune opere pubbliche.

Le motivazioni riportate dai giornali riguardano soprattutto la mancata dimostrazione di un interesse pubblico sufficientemente chiaro, il rapporto tra vantaggi pubblici e privati, il fabbisogno abitativo, la compatibilita’ ambientale e le garanzie sulla realizzazione delle opere previste.

Un punto importante e’ distinguere cio’ che sarebbe stato davvero aggiuntivo da cio’ che era gia’ previsto dal piano vigente. Solo cosi’ si puo’ valutare correttamente il beneficio pubblico dell’accordo.

La conseguenza concreta e’ semplice: la variante e’ stata bocciata e l’area mantiene la destinazione alberghiera. Le valutazioni politiche sulle responsabilita’ precedenti restano invece un altro piano, distinto dalla decisione urbanistica.

Ampio spazio viene dedicato anche alla cava Piscolo. Il progetto prevede il riempimento e la messa in sicurezza della cava, un uliveto sul versante rivano e un impianto fotovoltaico su quello arcense, per un investimento superiore a 5 milioni di euro. L’iter autorizzativo e’ ancora aperto.

Le questioni piu’ concrete riguardano il traffico pesante, la provenienza dei materiali, i controlli sulle terre e l’impatto paesaggistico. Il T indica fino a 40 camion al giorno, per sei giorni alla settimana e per circa quattro anni. Resta pero’ da chiarire se il numero rappresenti i mezzi in arrivo o tutti i passaggi, compresi i ritorni.

Sulla qualita’ dei materiali, l’imprenditore assicura che saranno accettate soltanto terre conformi ai limiti previsti. Le preoccupazioni, compresi i riferimenti ai Pfas, devono pero’ essere distinte dai risultati delle analisi: al momento gli articoli non documentano contaminazioni effettivamente rilevate nei materiali destinati alla cava.

Anche il dato sulla produzione fotovoltaica, indicata come equivalente a circa un quarto dei consumi di Arco, richiede maggiori elementi per essere verificato.

Torna poi la Ciclovia del Garda. I comitati ambientalisti continuano a essere contrari all’opera, ma chiedono mitigazioni dell’impatto visivo nel caso in cui la Provincia decida comunque di procedere.

Chiedere mitigazioni, quindi, non significa aver accettato il progetto. Anche l’ipotesi che i dissesti della roccia possano bloccare l’opera resta una previsione degli ambientalisti, non una conclusione tecnica gia’ accertata.

Un aggiornamento riguarda anche la Casa della Trota: l’acquisizione da 2,3 milioni di euro e’ stata autorizzata, ma il contratto non e’ ancora stato perfezionato. Anche il recupero della cosiddetta casa dei tuffi resta per ora una proposta.

Sul fronte della mobilita’ quotidiana, a Riva sono in installazione due box per biciclette, in viale Madruzzo e piazza Catena, con otto posti ciascuno e accesso tramite applicazione.

Ad Arco sono invece attivi da circa una settimana nuovi pannelli informativi su traffico e parcheggi. Per i varchi di controllo delle zone a traffico limitato si parla di un orizzonte di uno o due anni.

Molto piu’ lontano e’ il sistema rivano di gestione dei flussi con intelligenza artificiale, indicato su un orizzonte di tre-sei anni. Anche una piattaforma unica per coordinare la mobilita’ dell’Alto Garda resta, per ora, un’idea e non un progetto gia’ approvato e finanziato.

Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. L’ex sindaco Giuseppe Parolari propone una circonvallazione corta dalla Conca d’Oro al trivio, interamente nel territorio di Nago-Torbole.

Le sue valutazioni su costi e riduzione del traffico non sono pero’ accompagnate nell’articolo da studi o dati progettuali. Restano quindi una proposta politica e una stima da verificare, non una soluzione gia’ dimostrata.

Sul Pandino di Nago, il sindaco Gianni Morandi chiarisce che l’aggiudicazione dell’immobile a Trentino Rigenera non significa che il futuro sia gia’ definito. Il piano attuativo e le concessioni sono scaduti e l’area dovra’ essere ripianificata insieme alla nuova proprieta’. Anche qui, quindi, il cambio di proprietario non equivale all’apertura imminente di un cantiere.

A Riva, infine, i ricercatori dell’Universita’ di Trento hanno mostrato al pubblico le analisi sulle microplastiche nel lago. Sono stati rilevati polietilene, polipropilene e soprattutto polistirolo espanso. Il resoconto non fornisce pero’ concentrazioni o confronti quantitativi sufficienti per stabilire se l’inquinamento sia aumentato nel tempo.

Sul fronte della cronaca, a Nago i carabinieri hanno arrestato due uomini dopo il ritrovamento di circa 5,3 chili di hashish in auto. Gli arresti sono stati convalidati e per entrambi sono stati disposti i domiciliari.

Infine, la Pro San Tomaso ricorda Roberto Marchi, che ha guidato l’associazione per vent’anni, sottolineandone l’impegno sociale e l’attenzione ai bisogni della comunita’.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le decisioni effettive dalle ipotesi ancora aperte, le rassicurazioni dai dati verificabili e le proposte politiche dai progetti gia’ approvati.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 15 settembre 2026

La notizia principale riguarda Arco, dove prende forma l’ipotesi di trasferire biblioteca civica e archivio storico a Villa Becker e nell’ex Quisisana.

La Giunta ha approvato il quadro esigenziale, cioe’ il documento che definisce bisogni e indirizzi. Non siamo ancora davanti a un progetto vero e proprio: deve essere affidato lo studio di fattibilita’ delle alternative.

Il T indica una spesa prevista superiore a 16 milioni di euro per circa 4.145 metri quadrati. Gli atti comunali chiariscono pero’ che si tratta di una stima parametrica preliminare, non del costo definitivo di un progetto gia’ approvato e finanziato.

Ci sono inoltre due passaggi importanti: la precedente autorizzazione provinciale riguardava una struttura per anziani e l’attuale destinazione urbanistica non e’ compatibile con la biblioteca. Serviranno quindi una nuova autorizzazione della Provincia e, se l’ipotesi verra’ confermata, una variante al Piano regolatore. La novita’ di oggi e’ dunque una scelta di indirizzo, non l’avvio dell’intervento.

A Nago, l’incompiuta del Pandino e’ stata aggiudicata all’asta per 1 milione e 380 mila euro a Trentino Rigenera, societa’ collegata a Mak Costruzioni. Dopo decenni di abbandono e’ un passaggio concreto, perche’ esiste finalmente un nuovo interlocutore.

Non sappiamo pero’ ancora quale sara’ la destinazione dell’immobile, quale progetto verra’ presentato e con quali tempi. Parlare gia’ di recupero avviato sarebbe quindi prematuro.

Torna poi la questione del gonfalone di Arco. Il Comune ha impegnato 4.782 euro e 40 centesimi per il restauro conservativo del manufatto, che nella comunicazione ufficiale continua a essere indicato come settecentesco e di probabile origine trentina.

La documentazione dell’Archivio storico comunale pubblicata nel 2025 racconta pero’ un’altra storia: ordine del 5 agosto 1949 alla ditta “La Nazionale-Manifatture” di Milano e fattura dello stesso anno. Resta quindi da chiarire se esistano elementi tecnici capaci di dimostrare il riutilizzo di parti molto piu’ antiche.

La datazione, da sola, non consente di stabilire se il costo del restauro sia corretto o meno: servono materiali, stato di conservazione e lavorazioni previste. La domanda utile e’ un’altra: in che modo la ricerca archivistica e’ stata considerata nel procedimento e su quali elementi si fonda oggi l’attribuzione settecentesca?

A Riva del Garda prosegue il confronto sulla futura variante al Piano regolatore. Voce Comune propone di modificare l’articolo 25, ritenuto responsabile della possibilita’ di sostituire piccole abitazioni con edifici di dimensioni molto maggiori.

La discussione utile riguarda soprattutto le regole per le trasformazioni future. Per stabilire invece che cosa possa essere fatto sui cantieri gia’ autorizzati servono verifiche specifiche su date, permessi e decisioni gia’ assunte.

Restano aperti anche i problemi dei trasporti nell’Alto Garda. Michela Calza’ interroga la Provincia dopo il racconto di un sedicenne di Ceniga che avrebbe perso 13 coincidenze su 15 durante gli spostamenti verso il lavoro a Nago. E’ una testimonianza significativa, ma non misura da sola l’affidabilita’ dell’intero servizio. Servono dati complessivi su puntualita’, coincidenze e congestione.

Per la galleria Dom, viene confermato l’incontro del 17 settembre a Pieve di Ledro. Fra le ipotesi resta il collegamento pedonale in localita’ San Giacomo, ma non risulta ancora approvato. Fattibilita’, sicurezza e reale utilita’ per i lavoratori devono essere ancora verificate.

Sul Sarca, Fucina Comune accusa l’attuale maggioranza di Arco di incoerenza rispetto alle proteste del 2020 contro interventi simili. Gli articoli riportano la polemica politica, mentre il T precisa che i lavori fanno capo ai Bacini Montani.

Si avvicina intanto l’apertura degli empori solidali Caritas di Arco e Riva, prevista per dicembre. Il progetto avra’ due sedi, a Villa Tabor e a San Giuseppe. Nel 2025 la Caritas ha seguito 1.042 persone appartenenti a 416 nuclei familiari. Quel dato rappresenta circa il 2 per cento dei residenti, ma misura le persone raggiunte dal servizio, non tutta la poverta’ presente sul territorio.

Fra le altre notizie, a Nago-Torbole vengono segnalate nuove telefonate truffaldine di persone che si presentano come carabinieri e chiedono dati personali. L’invito e’ a non fornire informazioni e a contattare il 112 in caso di dubbi.

A Malcesine continua invece il confronto sul futuro dell’ospedale, mentre da Ledro arrivano il resoconto del viaggio nelle comunita’ ceche gemellate e l’adesione dei sette Comuni al Giro d’Italia per la pace.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli indirizzi dai progetti gia’ approvati, le stime preliminari dai costi definitivi e le intenzioni politiche dagli atti che producono effetti concreti.