Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.

Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.

La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.

La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.

Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.

A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.

Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.

Non sono necessariamente due racconti incompatibili.

Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.

La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.

La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.

Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.

Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.

Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.

Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.

Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.

Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.

Restano pero’ le domande poste dai sindacati.

Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.

Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.

Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.

La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.

In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.

L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.

Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.

Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.

Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.

Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.

Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.

Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.

Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.

Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.

Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.

La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.

Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.

La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.

La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.

Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.

Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.

La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.

C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.

Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.

Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.

L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.

Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.

Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.

La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.

Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.

Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.

Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.

Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.

Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.

Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.

A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.

I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.

E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 20 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la Ciclovia del Garda fra Riva e Limone.

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rispondendo a un’interrogazione di Lucia Coppola, conferma la prosecuzione del progetto e indica il 2030 come obiettivo per il completamento funzionale degli ultimi tratti sulla sponda occidentale.

Fugatti respinge anche l’ipotesi di sospendere le progettazioni e sostituire con i battelli il collegamento fra Riva e Limone.

Il 2030, pero’, resta una previsione basata sul cronoprogramma gia’ trasmesso nel settembre 2025. Nel calendario sono considerate anche le sospensioni dei lavori durante la stagione turistica.

Sul fronte economico, il T indica circa 84 milioni di euro per i 5,5 chilometri occidentali, dei quali 12 milioni e 400 mila destinati alla mitigazione del rischio di caduta massi, con benefici anche per la Gardesana.

Fugatti richiama inoltre l’aumento dei prezzi dei materiali, l’aggiornamento dei listini e alcune modifiche progettuali.

Serve pero’ cautela quando si attribuiscono i rincari soprattutto alla sicurezza. I 12 milioni e 400 mila euro rappresentano una componente del costo attuale, ma non dicono da soli quanto quella voce sia cresciuta rispetto alle stime iniziali.

Per capire davvero l’origine degli aumenti servirebbe quindi un confronto omogeneo fra i diversi preventivi nel tempo.

Vanno inoltre tenuti distinti gli 11 milioni e 100 mila euro trasferiti a Lombardia e Veneto: sono comunque risorse pubbliche, ma non fanno parte del costo delle opere sulla sponda occidentale trentina.

Sul ricorso ai battelli, l’Adige sottolinea soprattutto le ragioni del no di Fugatti: discontinuita’ del percorso e necessita’ di collegare i tratti ciclabili gia’ esistenti.

Il T intravede invece una possibile apertura alla navigazione sulla sponda orientale. Nei passaggi riportati, pero’, non compare ancora una decisione in questo senso.

Al Linfano si avvicina intanto l’avvio di Bus&Work.

Dal 2 novembre tre linee collegheranno Dro, Varone e Riva con gli stabilimenti Aquafil, Fedrigoni e Domo, nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Per la prima fase sono indicati circa 370 mila euro.

La novita’ di oggi e’ la richiesta avanzata da Leonardo Comperatore di Domo alla Giunta di Arco: completare i collegamenti ciclabili fino agli ingressi degli stabilimenti.

Le aziende si dichiarano disponibili a predisporre parcheggi per le biciclette e incentivi per i dipendenti che utilizzeranno alternative all’auto.

La questione e’ concreta: anche una rete ciclabile abbastanza estesa puo’ perdere efficacia se manca proprio l’ultimo tratto necessario per raggiungere il posto di lavoro in sicurezza.

Nell’articolo, pero’, non vengono ancora indicati tempi certi per completare questi collegamenti ne’ bonus aziendali gia’ definiti.

Sara’ inoltre il monitoraggio di Bus&Work a mostrare quante persone sceglieranno effettivamente il trasporto pubblico.

A Riva del Garda Patt e Lega propongono invece di utilizzare l’area comunale di via Ardaro per realizzare alloggi a canone moderato.

Silvia Betta e Cristina Santi chiedono di pensare soprattutto alle famiglie che non rientrano nell’edilizia sociale ma incontrano difficolta’ nel sostenere i prezzi del mercato libero.

La proposta individua quindi un luogo concreto e chiede una ricognizione del fabbisogno. Siamo pero’ ancora a un’interpellanza: non esistono un progetto finanziato, un numero definito di appartamenti o un piano economico.

Come riferimento viene citata l’esperienza di Rovereto, dove sono stati realizzati dodici appartamenti con canoni inferiori del 30 per cento rispetto al mercato.

Il precedente e’ interessante, ma parte da una condizione importante: l’edificio era gia’ pubblico ed era stato riqualificato con finanziamenti del Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto comprende inoltre un percorso di convivenza seguito da cooperative sociali.

Per capire se il modello sia replicabile a Riva bisognera’ quindi conoscere costi, fonti di finanziamento, numero di alloggi e livello dei canoni realmente sostenibile per le famiglie.

A Pietramurata viene invece potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito dall’Apsp Casa Mia.

Il centro potra’ accogliere fino a venti bambini anche il martedi’, dopo l’ampliamento gia’ introdotto per il giovedi’.

Il Comune di Dro afferma che in questo modo vengono soddisfatte tutte le richieste ricevute.

Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, e si svolge nella casa sociale di piazza Mercato il martedi’ e il giovedi’ dalle 16.20 alle 18.30.

Sono previste attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti. Le iscrizioni avvengono attraverso il portale di Casa Mia.

A Riva, al Rione Due Giugno, torna invece il tema della sicurezza dopo l’incendio che nella notte fra domenica e lunedi’ ha distrutto alcuni cassonetti in via Virgilio.

L’episodio segue il furto con spaccata al tabacchino della Galleria Mimosa.

Le opposizioni chiedono piu’ telecamere, illuminazione e controlli serali. Voce Comune propone anche un presidio di vigilanza privata, mentre Cristina Santi chiede un incontro pubblico con il sindaco.

Il danno ai cassonetti e’ un fatto concreto e le preoccupazioni dei residenti meritano risposte.

Non risultano pero’ identificati gli autori dell’incendio. Il collegamento con un presunto “disagio giovanile profondo” resta quindi un’interpretazione politica: non abbiamo elementi sull’eta’ dei responsabili.

Allo stesso modo, due episodi ravvicinati non bastano a dimostrare da soli un aumento generale della criminalita’ nel quartiere. Per farlo servirebbero dati confrontabili su un periodo piu’ lungo.

Ad Arco, anche il Partito Democratico interviene sulla gestione del verde pubblico.

Il Pd contesta all’assessora Chiara Parisi ritardi nella sistemazione delle rotatorie, soprattutto al Linfano, e chiede chiarimenti sul possibile ruolo di Amsa nella manutenzione.

Nell’articolo mancano pero’ la risposta diretta dell’assessora e date precise per gli interventi.

Per i cittadini il punto piu’ importante resta la presenza, in alcuni luoghi, di vegetazione che invade marciapiedi e piste ciclabili oppure riduce la visibilita’ agli incroci.

Sono situazioni che richiedono verifiche e tempi operativi chiari.

Sulla variante di Torbole, Forza Italia ribadisce invece il sostegno alla soluzione D fra Conca d’Oro e Linfano, definendola l’unica concretamente ed economicamente praticabile.

E’ una nuova presa di posizione politica, non una nuova conclusione tecnica.

L’articolo non presenta infatti nuovi studi o decisioni capaci di dimostrare che le altre alternative siano state definitivamente escluse.

Sul fronte della cronaca, una donna di 43 anni residente a Riva e’ ricoverata in gravi condizioni al Santa Chiara dopo essere uscita di strada con l’auto nell’uliveto sopra Varone.

Il veicolo si e’ fermato su un fianco lungo la scarpata.

La dinamica e’ ancora in corso di accertamento. L’Adige parla dell’ipotesi di un errore di manovra, il T di una possibile disattenzione: nessuna delle due spiegazioni e’ ancora una causa accertata.

Infine, oggi alle 10, al santuario della Madonna delle Grazie di Ceole, si tengono i funerali di Donato “Tello” Ferrari, morto a 81 anni.

L’Adige ne ricorda l’impegno nell’alpinismo altogardesano, dal Gruppo Rocciatori della Sat alla Scuola Prealpi Trentine, fino al contributo dato alla ferrata dell’Amicizia.

Alla famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene va un pensiero di vicinanza.

Fra gli appuntamenti, oggi riapre anche la biblioteca comunale di Nago nella nuova sede del Forte, mentre questa sera alle 20.45, a Dro, Marcello Riccioni parlera’ di regolazione emotiva e sviluppo dei bambini fra i 7 e i 14 anni.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli obiettivi dalle certezze, le proposte dai progetti gia’ finanziati e gli episodi concreti dalle conclusioni generali. Costi, utilizzo dei servizi, sicurezza e mobilita’ si valutano meglio quando alle dichiarazioni si affiancano dati comparabili e risultati misurabili.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.

Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.

La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.

I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.

Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.

Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.

Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.

Torna poi la variante di Torbole.

Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.

Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.

Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.

Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.

La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.

E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.

Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.

Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.

Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.

A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.

Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.

Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.

La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.

Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.

Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.

La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.

Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.

Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.

La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.

Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.

A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.

La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.

La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.

Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.

Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.

Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.

L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.

In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.

La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.

Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.

La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.

Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.

Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.

Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.

Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.

Una precisazione storica riguarda Arco.

L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.

Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.

La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.

A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.

Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.

Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.

Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.

Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.

Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.

Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.

La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.

I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.

Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.

Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.

Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.

Torna poi la variante di Torbole.

Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.

Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.

Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.

Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.

La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.

E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.

Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.

Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.

Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.

A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.

Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.

Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.

La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.

Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.

Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.

La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.

Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.

Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.

La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.

Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.

A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.

La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.

La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.

Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.

Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.

Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.

L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.

In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.

La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.

Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.

La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.

Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.

Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.

Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.

Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.

Una precisazione storica riguarda Arco.

L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.

Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.

La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.

A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.

Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.

Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.

Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.

Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.

Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 ottobre 2026

La notizia principale riguarda la chiusura della Meccanica di precisione Rivana, la Mpr, dopo 57 anni di attivita’.

L’azienda, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di stampi per l’industria, ha cessato l’attivita’ ed e’ ora in liquidazione.

Sul dato occupazionale serve una precisazione importante. I 25 lavoratori citati nell’articolo erano quelli presenti a gennaio. Durante l’anno ci sono state diverse uscite e, all’inizio di ottobre, le lettere di licenziamento sono arrivate agli ultimi sei dipendenti rimasti.

Non si tratta quindi di 25 licenziamenti avvenuti tutti ora.

L’articolo ricostruisce il tentativo sindacale di ricorrere alla solidarieta’ per affrontare il calo degli ordini. Un dipendente, Luca Maino, denuncia la mancanza di investimenti negli ultimi tre anni, mentre Stefano Picchetti della Uil critica il fatto che la liquidazione sarebbe stata comunicata ai sindacati soltanto dopo il tentativo di attivare l’ammortizzatore.

Sono testimonianze importanti, ma nell’articolo manca la versione della proprieta’ o del liquidatore.

Si parla inoltre di un possibile interesse della Fiera per l’area occupata dall’azienda, ma non vengono indicati accordi o offerte gia’ formalizzati.

La chiusura della Mpr si aggiunge alle difficolta’ del comparto cartario raccontate nei giorni scorsi, pur trattandosi di una vicenda distinta. Per gli ultimi sei lavoratori, indicati come vicini alla pensione, il tema immediato riguarda ora le tutele del reddito e l’accompagnamento alla conclusione della vita lavorativa.

Ad Arco torna poi il confronto sul parcheggio di Caneve.

Il vicesindaco Marco Piantoni conferma che la scelta della Giunta resta quella di una struttura sopraelevata in carpenteria metallica.

Il passaggio in Consiglio comunale, rinviato lunedi’ per lasciare spazio alla variante agricola, viene ora prospettato fra la fine di ottobre e novembre. Non e’ quindi ancora avvenuto.

Piantoni motiva la scelta con la volonta’ di concentrare la sosta su un’area comunale gia’ destinata a parcheggio, limitando il consumo di nuovo suolo.

Per l’ipotesi interrata richiama invece la vicinanza della Sarca, la necessita’ di ospitare pullman e camper e i maggiori costi di realizzazione, impianti e gestione.

Il punto ancora aperto riguarda pero’ il confronto fra le alternative.

Dalla risposta emerge che l’interrato non e’ stato sviluppato progettualmente perche’ non rientra nell’indirizzo politico scelto. Non esiste quindi una stima progettuale completa da confrontare con quella del sopraelevato.

Anche gli approfondimenti geologici e idraulici vengono rinviati alla progettazione successiva.

Le ragioni presentate dalla Giunta meritano attenzione, ma il confronto tecnico ed economico fra sopraelevato e interrato resta incompleto.

C’e’ poi la questione paesaggistica. Piantoni precisa che la struttura sara’ stabile e che la sua “reversibilita’” consiste nella possibilita’ di smontarla alla fine della vita utile.

Questo, pero’, non riduce automaticamente l’impatto visivo durante gli anni di utilizzo.

Per valutare davvero l’opera servono quindi immagini attendibili anche dal Castello e dall’alto, oltre a una comparazione chiara fra benefici attesi e sacrificio paesaggistico.

La petizione dei 412 cittadini non impone da sola una scelta, ma merita risposte puntuali. Gli incontri pubblici annunciati saranno utili soprattutto se consentiranno di discutere anche le alternative, e non soltanto di illustrare una decisione gia’ presa.

Sul fronte della mobilita’ dei lavoratori arriva invece una novita’ concreta.

Dal 2 novembre partira’ Bus&Work, con tre nuove linee di Trentino Trasporti fra Dro, Varone, Riva e gli stabilimenti del Linfano, fra cui Aquafil, Fedrigoni e Domo.

Le corse saranno concentrate nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Il servizio funzionera’ soprattutto dal lunedi’ al venerdi’, con alcune corse anche il sabato e nei festivi infrasettimanali.

E’ importante non confonderlo con Bus&Go. Bus&Work prevede percorsi e orari prestabiliti, non richiede prenotazione tramite app ed e’ aperto a tutti i cittadini.

La sperimentazione, finanziata dalla Provincia con circa 370 mila euro, durera’ fino al 31 maggio 2027. Le risorse per un’eventuale prosecuzione devono ancora essere individuate.

Per lavoratori e pensionati e’ inoltre disponibile l’abbonamento provinciale agevolato da 25 euro fino alla fine dell’anno.

Si tratta di una risposta concreta a chi entra o esce dal lavoro in orari nei quali il trasporto pubblico ordinario offre poche possibilita’. La sperimentazione servira’ pero’ anche a verificare quante persone useranno effettivamente le nuove linee e quali corse andranno eventualmente corrette.

A Riva del Garda il Patt torna invece sul problema della casa.

Lorenzo Cargnelli propone edilizia cooperativa e sociale, recupero degli immobili esistenti e interventi convenzionati a prezzi accessibili.

Si tratta, per ora, di una posizione politica e programmatica. Lo stesso Cargnelli precisa che non c’e’ ancora una proposta formale di variante.

Nell’articolo non vengono quindi indicati immobili specifici, numero di abitazioni, risorse disponibili o criteri di accesso.

Per valutare concretamente queste proposte bisognerebbe sapere a chi sarebbero destinati gli alloggi, a quali prezzi e per quanto tempo resterebbero vincolati a condizioni agevolate.

Anche l’affermazione secondo cui un atteggiamento troppo restrittivo sull’edificazione farebbe inevitabilmente crescere prezzi e affitti non e’ accompagnata, nell’articolo, da un’analisi locale che la dimostri.

Una vicenda di cronaca riguarda invece il recupero di attrezzature per oltre 12 mila euro sottratte a un’azienda dell’Alto Garda.

Un operaio e’ stato denunciato a piede libero per ricettazione.

Qui i titoli dei due giornali vanno oltre cio’ che risulta accertato, presentando l’uomo come autore dei furti.

La ricettazione e’ invece un reato distinto dal furto e riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da reato, fuori dai casi di concorso nel reato originario.

La denuncia, inoltre, non equivale a un accertamento di colpevolezza.

Il richiamo alla presunzione d’innocenza presente negli articoli dovrebbe quindi riflettersi anche nei titoli.

A Ledro, dal 22 al 25 ottobre, sono attesi venti cori e oltre seicento coristi per il Trofeo nazionale Cori d’Italia e il festival collegato, con direzione artistica di Enrico Miaroma.

I cori in gara saranno nove, con le esibizioni principali domenica 25 ottobre a Locca. Gli altri appuntamenti coinvolgeranno diverse localita’ della valle.

Fra le notizie brevi, Arco Fucina Comune torna sull’albero di Natale vero e sulla variante agricola: si tratta di prese di posizione su temi gia’ affrontati, non di nuove decisioni amministrative.

A Dro e’ in corso il censimento permanente Istat per le famiglie selezionate. La compilazione online e’ possibile fino al 6 dicembre e l’obbligo di risposta riguarda soltanto chi e’ stato inserito nel campione.

I giornali raccontano inoltre la visita di Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, sopravvissuto all’abbattimento del bombardiere “Miss Bobby” nel 1945, con il contributo dell’associazione Benach alla ricostruzione della vicenda.

A Pieve di Ledro l’iniziativa “Un sorriso a cavallo della solidarieta’” ha raccolto 2.400 euro destinati alla neonatologia di Trento.

Infine, un pensiero ai lutti che hanno colpito il territorio.

Oggi alle 14.30, nella chiesa arcipretale di Riva, si terranno i funerali dell’architetto Emilio Munari.

I giornali ricordano inoltre Alessandro Mercadante, Franco Bresciani e Vito Atzori, ideatore e proprietario di Tv Az, la prima televisione locale della Busa.

Alle loro famiglie e alle persone che ne piangono la scomparsa vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le conseguenze reali dalle semplificazioni: sei licenziamenti finali non sono venticinque licenziamenti avvenuti oggi, una struttura smontabile non e’ automaticamente poco impattante, una proposta sulla casa non e’ ancora un piano operativo e una denuncia per ricettazione non equivale all’accertamento di un furto.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 15 ottobre 2026

La notizia principale riguarda la chiusura della Meccanica di precisione Rivana, la Mpr, dopo 57 anni di attivita’.

L’azienda, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di stampi per l’industria, ha cessato l’attivita’ ed e’ ora in liquidazione.

Sul dato occupazionale serve una precisazione importante. I 25 lavoratori citati nell’articolo erano quelli presenti a gennaio. Durante l’anno ci sono state diverse uscite e, all’inizio di ottobre, le lettere di licenziamento sono arrivate agli ultimi sei dipendenti rimasti.

Non si tratta quindi di 25 licenziamenti avvenuti tutti ora.

L’articolo ricostruisce il tentativo sindacale di ricorrere alla solidarieta’ per affrontare il calo degli ordini. Un dipendente, Luca Maino, denuncia la mancanza di investimenti negli ultimi tre anni, mentre Stefano Picchetti della Uil critica il fatto che la liquidazione sarebbe stata comunicata ai sindacati soltanto dopo il tentativo di attivare l’ammortizzatore.

Sono testimonianze importanti, ma nell’articolo manca la versione della proprieta’ o del liquidatore.

Si parla inoltre di un possibile interesse della Fiera per l’area occupata dall’azienda, ma non vengono indicati accordi o offerte gia’ formalizzati.

La chiusura della Mpr si aggiunge alle difficolta’ del comparto cartario raccontate nei giorni scorsi, pur trattandosi di una vicenda distinta. Per gli ultimi sei lavoratori, indicati come vicini alla pensione, il tema immediato riguarda ora le tutele del reddito e l’accompagnamento alla conclusione della vita lavorativa.

Ad Arco torna poi il confronto sul parcheggio di Caneve.

Il vicesindaco Marco Piantoni conferma che la scelta della Giunta resta quella di una struttura sopraelevata in carpenteria metallica.

Il passaggio in Consiglio comunale, rinviato lunedi’ per lasciare spazio alla variante agricola, viene ora prospettato fra la fine di ottobre e novembre. Non e’ quindi ancora avvenuto.

Piantoni motiva la scelta con la volonta’ di concentrare la sosta su un’area comunale gia’ destinata a parcheggio, limitando il consumo di nuovo suolo.

Per l’ipotesi interrata richiama invece la vicinanza della Sarca, la necessita’ di ospitare pullman e camper e i maggiori costi di realizzazione, impianti e gestione.

Il punto ancora aperto riguarda pero’ il confronto fra le alternative.

Dalla risposta emerge che l’interrato non e’ stato sviluppato progettualmente perche’ non rientra nell’indirizzo politico scelto. Non esiste quindi una stima progettuale completa da confrontare con quella del sopraelevato.

Anche gli approfondimenti geologici e idraulici vengono rinviati alla progettazione successiva.

Le ragioni presentate dalla Giunta meritano attenzione, ma il confronto tecnico ed economico fra sopraelevato e interrato resta incompleto.

C’e’ poi la questione paesaggistica. Piantoni precisa che la struttura sara’ stabile e che la sua “reversibilita’” consiste nella possibilita’ di smontarla alla fine della vita utile.

Questo, pero’, non riduce automaticamente l’impatto visivo durante gli anni di utilizzo.

Per valutare davvero l’opera servono quindi immagini attendibili anche dal Castello e dall’alto, oltre a una comparazione chiara fra benefici attesi e sacrificio paesaggistico.

La petizione dei 412 cittadini non impone da sola una scelta, ma merita risposte puntuali. Gli incontri pubblici annunciati saranno utili soprattutto se consentiranno di discutere anche le alternative, e non soltanto di illustrare una decisione gia’ presa.

Sul fronte della mobilita’ dei lavoratori arriva invece una novita’ concreta.

Dal 2 novembre partira’ Bus&Work, con tre nuove linee di Trentino Trasporti fra Dro, Varone, Riva e gli stabilimenti del Linfano, fra cui Aquafil, Fedrigoni e Domo.

Le corse saranno concentrate nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.

Il servizio funzionera’ soprattutto dal lunedi’ al venerdi’, con alcune corse anche il sabato e nei festivi infrasettimanali.

E’ importante non confonderlo con Bus&Go. Bus&Work prevede percorsi e orari prestabiliti, non richiede prenotazione tramite app ed e’ aperto a tutti i cittadini.

La sperimentazione, finanziata dalla Provincia con circa 370 mila euro, durera’ fino al 31 maggio 2027. Le risorse per un’eventuale prosecuzione devono ancora essere individuate.

Per lavoratori e pensionati e’ inoltre disponibile l’abbonamento provinciale agevolato da 25 euro fino alla fine dell’anno.

Si tratta di una risposta concreta a chi entra o esce dal lavoro in orari nei quali il trasporto pubblico ordinario offre poche possibilita’. La sperimentazione servira’ pero’ anche a verificare quante persone useranno effettivamente le nuove linee e quali corse andranno eventualmente corrette.

A Riva del Garda il Patt torna invece sul problema della casa.

Lorenzo Cargnelli propone edilizia cooperativa e sociale, recupero degli immobili esistenti e interventi convenzionati a prezzi accessibili.

Si tratta, per ora, di una posizione politica e programmatica. Lo stesso Cargnelli precisa che non c’e’ ancora una proposta formale di variante.

Nell’articolo non vengono quindi indicati immobili specifici, numero di abitazioni, risorse disponibili o criteri di accesso.

Per valutare concretamente queste proposte bisognerebbe sapere a chi sarebbero destinati gli alloggi, a quali prezzi e per quanto tempo resterebbero vincolati a condizioni agevolate.

Anche l’affermazione secondo cui un atteggiamento troppo restrittivo sull’edificazione farebbe inevitabilmente crescere prezzi e affitti non e’ accompagnata, nell’articolo, da un’analisi locale che la dimostri.

Una vicenda di cronaca riguarda invece il recupero di attrezzature per oltre 12 mila euro sottratte a un’azienda dell’Alto Garda.

Un operaio e’ stato denunciato a piede libero per ricettazione.

Qui i titoli dei due giornali vanno oltre cio’ che risulta accertato, presentando l’uomo come autore dei furti.

La ricettazione e’ invece un reato distinto dal furto e riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da reato, fuori dai casi di concorso nel reato originario.

La denuncia, inoltre, non equivale a un accertamento di colpevolezza.

Il richiamo alla presunzione d’innocenza presente negli articoli dovrebbe quindi riflettersi anche nei titoli.

A Ledro, dal 22 al 25 ottobre, sono attesi venti cori e oltre seicento coristi per il Trofeo nazionale Cori d’Italia e il festival collegato, con direzione artistica di Enrico Miaroma.

I cori in gara saranno nove, con le esibizioni principali domenica 25 ottobre a Locca. Gli altri appuntamenti coinvolgeranno diverse localita’ della valle.

Fra le notizie brevi, Arco Fucina Comune torna sull’albero di Natale vero e sulla variante agricola: si tratta di prese di posizione su temi gia’ affrontati, non di nuove decisioni amministrative.

A Dro e’ in corso il censimento permanente Istat per le famiglie selezionate. La compilazione online e’ possibile fino al 6 dicembre e l’obbligo di risposta riguarda soltanto chi e’ stato inserito nel campione.

I giornali raccontano inoltre la visita di Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, sopravvissuto all’abbattimento del bombardiere “Miss Bobby” nel 1945, con il contributo dell’associazione Benach alla ricostruzione della vicenda.

A Pieve di Ledro l’iniziativa “Un sorriso a cavallo della solidarieta’” ha raccolto 2.400 euro destinati alla neonatologia di Trento.

Infine, un pensiero ai lutti che hanno colpito il territorio.

Oggi alle 14.30, nella chiesa arcipretale di Riva, si terranno i funerali dell’architetto Emilio Munari.

I giornali ricordano inoltre Alessandro Mercadante, Franco Bresciani e Vito Atzori, ideatore e proprietario di Tv Az, la prima televisione locale della Busa.

Alle loro famiglie e alle persone che ne piangono la scomparsa vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le conseguenze reali dalle semplificazioni: sei licenziamenti finali non sono venticinque licenziamenti avvenuti oggi, una struttura smontabile non e’ automaticamente poco impattante, una proposta sulla casa non e’ ancora un piano operativo e una denuncia per ricettazione non equivale all’accertamento di un furto.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 14 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante agricola di Arco, che ha ottenuto l’adozione preliminare dopo circa cinque ore di discussione in Consiglio comunale.

Il voto si e’ concluso con 15 favorevoli e 7 astensioni. Sono stati approvati quattro emendamenti, due della maggioranza e due delle minoranze, oltre a due ordini del giorno.

Non si tratta ancora dell’approvazione definitiva.

La modifica piu’ immediata riguarda la superficie minima richiesta per i nuovi centri aziendali. Il Piano regolatore vigente prevede 20 mila metri quadrati, la proposta iniziale ne chiedeva 30 mila e il testo adottato scende ora a 25 mila.

Si tratta quindi di un compromesso: la soglia viene ridotta rispetto alla bozza iniziale, ma rimane comunque superiore del 25 per cento a quella attualmente in vigore. Almeno l’80 per cento dei terreni dovra’ inoltre trovarsi nel Comune di Arco.

Un emendamento elimina il riferimento esplicito alla necessita’ di mantenere nel tempo la superficie minima per conservare la validita’ del titolo edilizio. I terreni utilizzati per ottenere l’autorizzazione resteranno comunque vincolati all’edificio e non potranno essere conteggiati una seconda volta per autorizzarne altri.

Viene inoltre ridotta dal 35 al 30 per cento la copertura massima del lotto.

Restano pero’ aperte altre questioni, fra cui gli ampliamenti delle abitazioni esistenti e le regole negli ambiti agricoli identitari. Due ordini del giorno impegnano la Giunta a riesaminarle, ma non significano che i divieti siano gia’ stati modificati.

Nei cinque ambiti identitari resta infatti previsto il divieto di nuovi agriturismi e di ampliamento di quelli esistenti.

Il compromesso raggiunto cambia quindi il testo, ma non chiude il confronto. Ora saranno importanti le osservazioni e soprattutto le risposte nel merito sugli effetti concreti per le aziende agricole.

Sempre ad Arco torna il tema della gestione del verde pubblico.

L’assessora Chiara Parisi conferma che gli sfalci meno frequenti derivano da una scelta precisa. L’altezza di taglio indicata e’ di otto centimetri e gli obiettivi dichiarati sono ridurre la sofferenza dei prati nei periodi di siccita’ e destinare maggiori risorse a scuole e parchi.

Il principio di evitare tagli troppo bassi nei periodi asciutti e’ plausibile dal punto di vista agronomico.

Resta pero’ da dimostrare il risultato concreto della scelta ad Arco: quanta acqua e’ stata effettivamente risparmiata, quali costi sono diminuiti, quante ore di lavoro sono state spostate e quali interventi aggiuntivi sono stati realizzati nelle scuole e nei parchi.

L’articolo non fornisce ancora questi dati.

Va distinta inoltre l’altezza alla quale viene tagliata l’erba da quella che la vegetazione raggiunge fra uno sfalcio e l’altro.

Parisi riconosce che al Linfano il problema e’ diverso, con piante spontanee non previste, e annuncia una riqualificazione in fase di appalto. Alla rotatoria Angelini verra’ invece rimossa la palma che ostacola la visibilita’.

La spiegazione delle intenzioni e’ utile, ma il passaggio successivo deve essere una verifica dei risultati e la garanzia della sicurezza nei punti stradali.

A Riva del Garda emerge poi una novita’ sulla piscina Meroni.

Mizio Carradore, tecnico omologatore regionale della Federazione italiana nuoto, riferisce che l’ultima omologazione della piscina risale al 2015 e aveva durata di otto anni. E’ quindi scaduta nel 2023.

Secondo il tecnico, da allora non sarebbero state presentate richieste di rinnovo.

Sulla base della documentazione dell’ultima verifica non emergerebbero ostacoli insuperabili a una nuova omologazione, anche se sarebbero necessari alcuni lavori e andrebbe stabilito per quali competizioni si vuole rendere idoneo l’impianto.

La profondita’ della vasca, per esempio, puo’ incidere sulle categorie di gara ammesse.

Questa e’ una novita’ concreta. Non basta pero’ per concludere che manchi la volonta’ di procedere: nell’articolo non compaiono una risposta di Apm, il dettaglio dei lavori necessari o i relativi costi.

Va anche distinta l’omologazione per le competizioni dalla sicurezza ordinaria della piscina e dalla questione, gia’ discussa nei giorni scorsi, della disponibilita’ di corsie per gli allenamenti.

Sul fronte dei rifiuti, si completa il tavolo tecnico della Comunita’ Alto Garda e Ledro.

Entrano l’avvocato Luca Benini e la commercialista Michela Zambotti.

Il gruppo dovra’ confrontarsi con le societa’ pubbliche che operano in Trentino, compresa Gestel, e preparare uno studio e una proposta entro la fine di gennaio 2027.

Non nasce quindi oggi una nuova gestione dei rifiuti e non e’ stato ancora deciso un affidamento.

L’obiettivo e’ valutare un possibile gestore pubblico attraverso il modello “in house”. La decisione finale spettera’ poi alle istituzioni locali.

Per valutarla serviranno dati leggibili su costi, qualita’ del servizio e capacita’ di adattarsi alle diverse zone e alla forte stagionalita’ turistica.

A Riva diventano intanto operativi i due parcheggi protetti per biciclette.

I bici-box si trovano in piazza Catena, vicino al terminal dei traghetti, e in viale Madruzzo, a sud dell’Inviolata. Offrono otto posti ciascuno, videosorveglianza e prese per le biciclette elettriche.

L’accesso avviene attraverso l’app Weelo+. Le prime due ore sono gratuite, poi il costo e’ di 50 centesimi l’ora oppure 4 euro per l’intera giornata.

L’assessore Gabriele Bertoldi presenta la sperimentazione come priva di costi per le casse pubbliche. Sara’ l’utilizzo effettivo a dire se il servizio merita di essere ampliato.

A Varone, in via Fornasetta, sono stati effettuati alcuni primi interventi: rimosso un ferro sporgente sul ponte e potata la vegetazione che ostacolava il passaggio.

Restano pero’ le altre questioni segnalate su velocita’, asfalto, illuminazione e parcheggi.

Evan Cantone rivendica il risultato della propria denuncia, mentre l’Adige ricorda le precedenti dichiarazioni di Loredana Mascaro secondo cui gli interventi erano gia’ programmati.

Per i residenti conta soprattutto sapere quali altri lavori verranno effettuati e con quali tempi.

Sul fronte della cronaca, un’escursionista austriaca e’ caduta sulla ferrata Susatti, a Cima Capi, riportando un trauma alla testa.

E’ stata recuperata dall’elisoccorso con il supporto del Soccorso alpino e trasferita al Santa Chiara di Trento. Secondo i giornali non sarebbe in pericolo di vita. A lei va un augurio di pronta guarigione.

Fra scuola e cultura, alle Terme romane di Riva un QR code permette ora di accedere al lavoro di approfondimento realizzato dagli studenti del Maffei insieme alla Soprintendenza e al Museo Alto Garda.

Il T racconta inoltre le borse di studio degli Amici di Bensheim per il soggiorno linguistico estivo.

A Romarzollo, don Francesco Scarin ha assunto anche la guida delle parrocchie di Vigne, Chiarano e Varignano.

Un saluto particolare va a don Carlo Speccher, che lascia il Romarzollo dopo un servizio ricordato per disponibilita’ e gentilezza.

Infine, l’Adige torna sui lutti che hanno colpito il territorio.

Oggi alle 14.30 si svolgeranno alle Grazie di Ceole i funerali dell’architetto Franco Bresciani. Domani, alla stessa ora, nell’Arcipretale di Riva, quelli dell’architetto Emilio Munari.

A Nago si e’ svolto ieri l’ultimo saluto ad Alessandro Mercadante, finanziere in servizio a Riva.

Arco ricorda anche Lorenzo Jorg, morto a 99 anni poche settimane dopo la moglie Carmen Gargiulo, che ne aveva 101. Le esequie sono previste oggi alle 14.30 in Collegiata.

Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ il passaggio dalle intenzioni ai risultati verificabili: la variante agricola cambia grazie al confronto ma resta aperta, la gestione del verde ha bisogno di dati sui benefici reali, la piscina Meroni richiede chiarimenti sull’omologazione e la futura gestione dei rifiuti e’ ancora nella fase di studio.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 11 ottobre 2026

La prima notizia riguarda il parcheggio di Caneve ad Arco.

Nicola Cattoi chiede che, prima di scegliere definitivamente la soluzione sopraelevata, il Consiglio comunale possa valutarne l’impatto visivo dal Castello.

Il T parla di un’opera da circa 6 milioni e 600 mila euro, con almeno 245 posti auto rispetto ai circa 120 attuali, struttura in acciaio e calcestruzzo e pensiline fotovoltaiche.

La questione sollevata da Cattoi e’ precisa: se l’analisi percettiva completa viene rinviata alla fase progettuale successiva, il rischio e’ di orientarsi gia’ verso una soluzione senza averne visto adeguatamente l’effetto sul paesaggio.

Va pero’ chiarito che domani, lunedi’ 12 ottobre, il Consiglio non approvera’ un progetto esecutivo. All’ordine del giorno c’e’ il Documento di indirizzo alla progettazione, cioe’ l’atto che stabilisce come dovra’ essere sviluppato il progetto.

Proprio per questo e’ ragionevole discutere adesso le caratteristiche fondamentali dell’intervento.

La richiesta di un confronto serio fra le alternative non significa automaticamente che il parcheggio interrato proposto dalla petizione di 412 cittadini sia preferibile o tecnicamente fattibile. Servono dati comparabili su costi, sottosuolo, sicurezza, gestione e impatto visivo delle diverse soluzioni.

A Tenno arriva invece un passaggio concreto per la bonifica dell’ex discarica del Vermione.

Il Consiglio comunale ha inserito in bilancio 2 milioni e 800 mila euro.

Il finanziamento provinciale era pero’ gia’ stato annunciato in agosto. La novita’ di oggi e’ quindi l’avanzamento amministrativo nel bilancio comunale.

Il programma prevede rimozione e trattamento dei rifiuti non conformi, eventuale ricollocazione di quelli idonei e verifiche ambientali finali.

Il sindaco Giuliano Marocchi prospetta i lavori nel 2027, ma la progettazione deve ancora essere completata. I fondi ci sono; la bonifica, invece, deve ancora essere realizzata.

Sul tema della depurazione, il T evidenzia due dati positivi per l’Alto Garda e Ledro.

Nel 2025 il 99 per cento della popolazione risulta servito da trattamento terziario, contro il 94 per cento provinciale. Il tasso di inquinamento abbattuto e’ indicato al 95 per cento, contro il 91 per cento della media trentina.

Quel 95 per cento, pero’, va interpretato correttamente. E’ un indicatore calcolato sulla popolazione servita e sul tipo di trattamento, non una misurazione diretta che dimostri la rimozione del 95 per cento di ogni singola sostanza inquinante.

Il risultato resta molto positivo per la copertura del sistema di depurazione, ma non equivale da solo a una valutazione completa della qualita’ delle acque del Garda.

Per i prossimi mesi sono piu’ concreti alcuni interventi annunciati a Riva: circa 300 mila euro per la stazione di sollevamento del Grez e 1 milione e 800 mila euro per le condotte di via Ardaro, con lavori indicati come gia’ finanziati e aggiudicati.

Continua anche il confronto sulla variante agricola di Arco.

Dopo le osservazioni di Coldiretti, Michela Calza’ e Alessio Manica contestano alcune possibilita’ edificatorie previste dalle norme provinciali e annunciano un’interrogazione per conoscere numero delle domande, beneficiari, quantita’ di suolo coinvolto e controlli.

Il titolo che parla di “troppe concessioni edilizie” e’ pero’ piu’ assertivo dei dati disponibili, perche’ il numero delle concessioni e i loro effetti sono proprio cio’ che i consiglieri chiedono di conoscere.

Le 104 varianti citate nell’articolo non corrispondono automaticamente a 104 concessioni per agriturismi.

Resta inoltre un punto importante: criticare le norme provinciali non risponde alle obiezioni specifiche sollevate dalle aziende agricole sulla variante comunale di Arco. Domani il Consiglio discutera’ l’adozione preliminare e le risposte nel merito restano necessarie.

A Riva del Garda, Voce Comune chiede invece limiti piu’ netti all’edificazione nella futura variante al Piano regolatore.

La posizione politica e’ chiara, ma alcuni dati utilizzati a sostegno richiedono cautela.

Il dato superiore al 60 per cento delle compravendite senza agevolazione prima casa riguarda infatti la categoria catastale A/2 nell’intero Alto Garda e Ledro. Non riguarda tutte le abitazioni e neppure la sola Riva.

Inoltre non identifica automaticamente case destinate agli affitti turistici.

Le compravendite comprendono anche immobili gia’ esistenti e quindi non permettono, da sole, di misurare quanta nuova edificazione ci sia stata, quanto suolo sia stato consumato o quale effetto abbiano avuto le nuove costruzioni sul problema della casa.

Una novita’ interessante riguarda la salute mentale.

Nei primi mesi del 2027 dovrebbero partire i corsi del Recovery College, con incontri itineranti soprattutto fra Arco e Riva.

Saranno aperti a utenti dei servizi, familiari e cittadini e comprenderanno attivita’ formative e laboratori artistici.

Il progetto valorizza anche le competenze delle persone che hanno vissuto direttamente un disagio psichico. Non sostituisce i percorsi di cura, ma li affianca puntando su conoscenza, autonomia, relazioni e aiuto reciproco.

Mancano ancora calendario preciso, sedi e modalita’ di iscrizione.

Sul fronte della sicurezza quotidiana, al Rione Due Giugno il centrodestra chiede piu’ controlli, videosorveglianza, prevenzione sociale e la riapertura dello sportello di ascolto.

L’espressione “baby gang” appartiene alla descrizione politica e alle testimonianze riportate, non a un accertamento delle forze dell’ordine.

Ad Arco, Carlo Pedergnana segnala invece problemi di visibilita’ agli attraversamenti di Caneve e Linfano a causa della vegetazione. Questo e’ l’aspetto concreto da verificare, al di la’ dei toni polemici usati nell’intervento.

Per quanto riguarda il Garda, fra giugno e settembre la Guardia Costiera ha svolto 513 missioni, coordinato 107 attivita’ di soccorso e assistito o soccorso 309 persone.

Sono numeri riferiti all’intero lago.

Fra gli interventi in acque trentine viene ricordato quello del 2 agosto, quando 22 giovani velisti sorpresi dal maltempo sono stati riportati a terra in sicurezza.

Sul fronte scolastico, il Tavolo intercomunale contro la violenza di genere promuove formazione per docenti e laboratori per studenti in preparazione del 25 novembre, con attivita’ dedicate al linguaggio e agli stereotipi.

Infine, a Pietramurata la Meccanica Dallape’ festeggia 25 anni di attivita’, con 28 lavoratori e circa dieci milioni di euro investiti nel tempo anche in automazione ed energia.

A Pieve di Ledro Thomas Tarolli e’ stato riconfermato comandante dei vigili del fuoco volontari per i prossimi cinque anni.

Giovedi’ 15 ottobre, a Tiarno di Sopra, e’ inoltre previsto un incontro dei carabinieri dedicato alla prevenzione delle truffe agli anziani.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli indirizzi dai progetti definitivi, i finanziamenti dai lavori realmente eseguiti e gli indicatori statistici da cio’ che possono davvero dimostrare. Le scelte pubbliche diventano piu’ solide quando alternative, costi ed effetti vengono messi a confronto prima delle decisioni.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 7 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora il problema della casa nell’Alto Garda e Ledro.

Il presidente della Comunita’ di Valle Giuliano Marocchi e l’assessora Letizia Vicari annunciano 25 alloggi Itea disponibili per il prossimo bando autunnale. Potrebbero diventare 29 se terminassero in tempo i lavori su altri quattro appartamenti.

Marocchi prospetta inoltre una trentina di ulteriori disponibilita’ per la primavera. Queste ultime, pero’, restano una previsione e non alloggi gia’ effettivamente disponibili.

E’ comunque un avanzamento concreto, anche se gli stessi amministratori riconoscono che non sara’ sufficiente rispetto alle centinaia di domande attese. Per valutarne l’effetto reale bisognera’ conoscere la distribuzione degli appartamenti fra i diversi Comuni, le loro caratteristiche e soprattutto i tempi delle assegnazioni.

Il T torna anche sui dati relativi alle compravendite immobiliari.

Fra il 2022 e il 2025, nella categoria catastale A/2, risultano 1.615 compravendite, delle quali 636 classificate come “prima casa” e 979 nelle altre categorie, circa il 60,6 per cento.

Questi numeri non riguardano pero’ l’intero mercato abitativo e soprattutto non permettono di stabilire automaticamente come vengano utilizzate le case.

Il grafico distingue infatti gli acquisti di persone fisiche con o senza agevolazione fiscale “prima casa”. Non dimostra che chi compra senza agevolazione possieda gia’ necessariamente un’altra abitazione, ne’ che l’immobile venga destinato agli affitti turistici.

Allo stesso modo, l’agevolazione prima casa non certifica che il proprietario abitera’ personalmente nell’immobile.

Per parlare di seconde case, affitti turistici o residenze fittizie servono quindi dati sull’uso effettivo degli appartamenti. Le categorie fiscali, da sole, non bastano.

Ad Arco, lunedi’ 12 ottobre, arrivera’ in Consiglio comunale la prima adozione della variante al Piano regolatore dedicata alla tutela delle aree agricole.

La proposta individua cinque ambiti considerati identitari: Oltresarca, Romarzollo, Cretaccio, Pratosaiano e Linfano.

In queste zone sarebbero vietati nuovi agriturismi e ampliamenti, anche attraverso il recupero di edifici esistenti.

Per i nuovi centri aziendali la superficie fondiaria richiesta passerebbe da due a tre ettari, con almeno l’80 per cento dei terreni situati ad Arco. Nelle altre aree agricole dove l’agriturismo resterebbe possibile, la superficie destinata a questa attivita’ non potrebbe superare il 30 per cento della superficie utile netta del centro aziendale.

Non siamo ancora davanti a regole definitivamente approvate.

La sindaca Arianna Fiorio difende la necessita’ di avviare rapidamente la salvaguardia del territorio, mentre Nicola Cattoi critica il livello di condivisione avuto in commissione.

Va ricordato che il Comune aveva comunque aperto nei mesi scorsi una fase pubblica per raccogliere contributi. Questo non dimostra che il testo oggi proposto sia stato condiviso in modo sufficiente, ma neppure permette di descrivere il percorso come completamente privo di partecipazione.

La verifica piu’ importante riguardera’ gli effetti concreti: quante aziende saranno interessate dai nuovi requisiti, quali contributi sono arrivati durante la fase pubblica e come sono stati valutati.

Tutelare il paesaggio e’ un obiettivo importante. Bisognera’ capire se le nuove regole riescano davvero a distinguere l’attivita’ agricola dalle operazioni prevalentemente immobiliari senza creare conseguenze sproporzionate per le aziende.

Torna poi il dibattito sulla variante di Torbole.

L’Adige raccoglie la posizione di residenti e operatori di Strada Granda, che dichiarano di rappresentare una cinquantina di famiglie e attivita’. Contestano la soluzione D con sbocco al Linfano per la vicinanza alle abitazioni e chiedono invece il collegamento in galleria fino alla Maza.

Le preoccupazioni meritano ascolto, ma nell’articolo non vengono fornite distanze precise dalle abitazioni o stime quantitative sugli effetti relativi a traffico, rumore e qualita’ dell’aria.

Il T riferisce invece della mozione presentata da Renza Bollettin e condivisa dalla maggioranza rivana.

Il documento esprime preferenza per la soluzione C1, considera C2 un’alternativa nel caso di ostacoli idrogeologici insuperabili, chiede priorita’ al collegamento Maza-Cretaccio e propone maggiore sostegno al Bus&Go e un monitoraggio pubblico continuo di traffico e inquinamento.

Una mozione, pero’, non “impone” una decisione al Consiglio e neppure rappresenta di per se’ uno scontro con la Provincia. E’ un atto politico che propone una posizione.

Particolarmente utile e’ la richiesta di monitoraggio continuativo dei flussi e dell’inquinamento: permetterebbe di discutere sulla base di dati verificabili. Non sostituisce comunque le analisi comparative necessarie per scegliere il tracciato.

Sul fronte della mobilita’ quotidiana, da oggi iniziano a Riva i lavori gia’ annunciati in viale Prati.

Saranno redistribuiti i parcheggi per motocicli: circa 45 stalli verranno eliminati sul viale e circa 60 saranno ricavati in altre zone della citta’. Verra’ inoltre realizzato un percorso riservato alle biciclette dirette verso sud.

Domani, giovedi’ 8 ottobre, si svolgera’ invece la Business Run, con 2.200 partecipanti annunciati.

Le principali limitazioni riguarderanno via Baltera fra le 17.20 e le 20 e il percorso della gara fra le 17.45 e le 19.30, con interruzioni anche agli attraversamenti di viale Rovereto e in altri punti.

In Val di Ledro, dal 12 ottobre all’11 dicembre, chi scende da Pre’ verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre chi sale verso la valle restera’ sulla statale 240. La modifica e’ legata ai lavori sulle barriere di sicurezza e non rappresenta una chiusura completa del collegamento.

Da Torbole arriva poi una segnalazione utile sulle truffe telefoniche.

Una residente ha perso 3 mila euro dopo una telefonata che appariva provenire dal numero della propria banca. Con il pretesto di bloccare un bonifico, i truffatori hanno ottenuto informazioni riservate.

Il numero visualizzato sul telefono puo’ essere falsificato e non garantisce quindi l’identita’ di chi chiama. La regola piu’ importante resta non comunicare credenziali o codici ricevuti via telefono o messaggio e contattare personalmente la banca attraverso i canali ufficiali.

Ad Arco, i vigili del fuoco volontari cercano nuove leve fra i 18 e i 44 anni. Il Corpo riferisce circa mille chiamate all’anno. Non sono richieste competenze iniziali specifiche: servono disponibilita’, idoneita’ e la partecipazione al percorso di formazione.

Fra scuola e ricerca, gli studenti delle classi quarte del linguistico Maffei hanno lavorato alla traduzione e all’adattamento di due documentari del RAM Filmfestival, che saranno proiettati anche al pubblico a Rovereto.

Il Museo delle Palafitte di Ledro ha invece avviato una collaborazione con il centro archeologico di Olomouc, in Moravia, per sviluppare attivita’ di ricerca e divulgazione, anche sulla metallurgia. Gli eventuali contatti fra i due territori nell’eta’ del Bronzo restano per ora un’ipotesi da approfondire.

Infine, il 10 ottobre sulla Ponale e il 17 ottobre a Ledro sono previste due camminate dedicate alla sensibilizzazione sul tumore al seno.

Dro, Ceniga e Drena si preparano inoltre ad accogliere il nuovo parroco, don Roberto Lucchi, domenica 11 ottobre alle 15.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere cio’ che e’ gia’ disponibile da cio’ che e’ soltanto previsto, i dati fiscali dall’uso reale delle abitazioni e le posizioni politiche dalle verifiche tecniche necessarie per trasformarle in decisioni.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 24 settembre 2026

La notizia principale riguarda Laghel, dopo la frana del 25 agosto dal Colodri. Gli approfondimenti tecnici hanno individuato tre settori con volumi rocciosi instabili. Negli scenari piu’ gravi, alcuni massi potrebbero raggiungere gli edifici gia’ evacuati e via alle Fontane. Si tratta di scenari di rischio, non della previsione di un crollo imminente.

Gli interventi saranno realizzati in due fasi. Prima verra’ installata una barriera paramassi ad alta capacita’, lunga almeno 80 metri, che dovra’ proteggere anche gli operatori. Successivamente si procedera’ al consolidamento della parete con reti, pannelli in fune e ancoraggi.

La Provincia ha riconosciuto la somma urgenza e il Comune si prepara ad affidare i lavori. Restano pero’ le informazioni piu’ importanti per le famiglie evacuate: non sono ancora indicati il costo complessivo, il calendario del cantiere e soprattutto i tempi e le condizioni necessarie per poter rientrare nelle abitazioni.

Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. Le categorie economiche favorevoli allo sbocco alla Maza presentano in modo piu’ dettagliato le ragioni della soluzione C, dalla Conca d’Oro alla Maza: poco meno di quattro chilometri e un costo indicato di 234 milioni di euro.

Secondo il documento, questa soluzione collegherebbe direttamente la variante alla Loppio-Busa, ridurrebbe il traffico diretto verso Linfano durante il cantiere e potrebbe evitare ulteriori potenziamenti della viabilita’ in quella zona.

Gli argomenti sono concreti, ma non costituiscono ancora una dimostrazione definitiva della superiorita’ del tracciato. Le percentuali citate, 19% in inverno e 33% in estate, riguardano infatti soltanto una parte del traffico proveniente da Rovereto. Mancano nella pagina un confronto completo fra costi, difficolta’ tecniche e benefici delle diverse alternative. Inoltre non tutto il mondo economico sostiene la stessa soluzione: Confcommercio aveva espresso preferenza per lo sbocco al Linfano.

Sempre sulla viabilita’, dopo gli incidenti di martedi’, Voce Comune e Alessandro Amistadi chiedono il divieto alle biciclette sulla Maza in entrambe le direzioni, ricordando la presenza della nuova ciclopedonale.

La sicurezza merita certamente una verifica, ma i due incidenti non dimostrano da soli la necessita’ del divieto: soltanto uno coinvolgeva un ciclista. Servono dati sull’incidentalita’ e una valutazione dell’adeguatezza del percorso alternativo.

A Riva del Garda cambiano alcune regole della Ztl. Chi possiede un posto auto privato puo’ ottenere un secondo permesso P1 collegato allo stesso stallo. Le ditte artigiane possono registrare fino a dieci veicoli, ma resta il limite massimo di tre mezzi presenti contemporaneamente nella zona.

Per taxi provenienti da altri Comuni e noleggiatori con conducente, compresi i servizi come Uber, sara’ sufficiente registrare la targa presso Apm, senza comunicare ogni singolo ingresso.

Per la Val Gola, il Comune di Riva ha invece affidato alle associazioni Amici della Tirlindana Garda Trentino e Gruppo Sommozzatori attivita’ di monitoraggio e tutela della riserva, con 7.500 euro complessivi all’anno.

Il T collega questa tutela ai lavori della Ciclovia del Garda, parlando di “due pesi e due misure”. La domanda sulla compatibilita’ fra riserva e cantiere e’ pertinente, ma la contraddizione non puo’ essere considerata dimostrata dal semplice accostamento. Servono le prescrizioni del progetto e la verifica concreta degli impatti.

Gli ambientalisti ribadiscono inoltre la contrarieta’ alla ciclovia e chiedono trasparenza su costi e sicurezza. Il confronto fra circa 17 mila euro al metro di ciclovia e 6-10 mila euro per un’autostrada resta pero’ difficile da interpretare senza sapere quali opere e quali costi siano stati inclusi nelle due cifre.

Dalla Val di Ledro arriva invece l’allarme degli allevatori. Alberto Mazzola segnala siccita’, scarsita’ di foraggio e aumenti del 35-40% nel costo del fieno acquistato in pianura, insieme alla pressione del latte estero a basso prezzo.

Non vengono previste chiusure immediate delle aziende in valle, ma alcuni allevatori starebbero valutando una riduzione dell’attivita’. La preoccupazione principale riguarda il ricambio generazionale e la possibilita’ per i giovani di continuare il lavoro delle famiglie.

Sul Rugby Alto Garda proseguono le polemiche politiche, ma ancora senza una soluzione concreta. Si torna a parlare del campo sintetico di Varone come possibile sede temporanea. Il fatto che l’impianto possa essere tecnicamente compatibile con il rugby, pero’, non significa automaticamente che sia disponibile: servono accordi con chi lo gestisce, orari e lavori eventualmente necessari.

Torna anche la vicenda del rifugio Marchetti. Il T riprende la cancellazione della festa per i 120 anni gia’ raccontata ieri, con un linguaggio piu’ marcato nei confronti della decisione della Sat di Arco. Non emergono pero’ fatti nuovi: la festa in citta’ resta ancora un’ipotesi e non un appuntamento gia’ definito. Una correzione storica: Prospero Marchetti fu tra i fondatori della Sat nel 1872, non nel 1882.

Fra le altre notizie, a Riva e’ stato raggiunto un accordo per affittare 486 metri quadrati destinati alla sistemazione temporanea di alcune famiglie sinti, con accompagnamento sociale, scolastico e lavorativo. Restano da chiarire i tempi esatti dell’accordo.

I Patti digitali raccolgono intanto oltre 300 adesioni, circa 250 delle quali da famiglie. Aderire a un patto, pero’, non significa automaticamente avere gia’ cambiato le proprie abitudini nell’uso dello smartphone.

Infine, un augurio di pronta guarigione al ventottenne rimasto bloccato sotto un tronco ai Prati di Nago e al diciassettenne ferito nello scontro fra una moto e un’auto a Ceniga.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli scenari di rischio dagli eventi gia’ previsti, le preferenze progettuali dalle soluzioni dimostrate migliori e le polemiche dalle verifiche tecniche necessarie per prendere decisioni consapevoli.