Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 24 settembre 2026

La notizia principale riguarda Laghel, dopo la frana del 25 agosto dal Colodri. Gli approfondimenti tecnici hanno individuato tre settori con volumi rocciosi instabili. Negli scenari piu’ gravi, alcuni massi potrebbero raggiungere gli edifici gia’ evacuati e via alle Fontane. Si tratta di scenari di rischio, non della previsione di un crollo imminente.
Gli interventi saranno realizzati in due fasi. Prima verra’ installata una barriera paramassi ad alta capacita’, lunga almeno 80 metri, che dovra’ proteggere anche gli operatori. Successivamente si procedera’ al consolidamento della parete con reti, pannelli in fune e ancoraggi.
La Provincia ha riconosciuto la somma urgenza e il Comune si prepara ad affidare i lavori. Restano pero’ le informazioni piu’ importanti per le famiglie evacuate: non sono ancora indicati il costo complessivo, il calendario del cantiere e soprattutto i tempi e le condizioni necessarie per poter rientrare nelle abitazioni.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. Le categorie economiche favorevoli allo sbocco alla Maza presentano in modo piu’ dettagliato le ragioni della soluzione C, dalla Conca d’Oro alla Maza: poco meno di quattro chilometri e un costo indicato di 234 milioni di euro.
Secondo il documento, questa soluzione collegherebbe direttamente la variante alla Loppio-Busa, ridurrebbe il traffico diretto verso Linfano durante il cantiere e potrebbe evitare ulteriori potenziamenti della viabilita’ in quella zona.
Gli argomenti sono concreti, ma non costituiscono ancora una dimostrazione definitiva della superiorita’ del tracciato. Le percentuali citate, 19% in inverno e 33% in estate, riguardano infatti soltanto una parte del traffico proveniente da Rovereto. Mancano nella pagina un confronto completo fra costi, difficolta’ tecniche e benefici delle diverse alternative. Inoltre non tutto il mondo economico sostiene la stessa soluzione: Confcommercio aveva espresso preferenza per lo sbocco al Linfano.
Sempre sulla viabilita’, dopo gli incidenti di martedi’, Voce Comune e Alessandro Amistadi chiedono il divieto alle biciclette sulla Maza in entrambe le direzioni, ricordando la presenza della nuova ciclopedonale.
La sicurezza merita certamente una verifica, ma i due incidenti non dimostrano da soli la necessita’ del divieto: soltanto uno coinvolgeva un ciclista. Servono dati sull’incidentalita’ e una valutazione dell’adeguatezza del percorso alternativo.
A Riva del Garda cambiano alcune regole della Ztl. Chi possiede un posto auto privato puo’ ottenere un secondo permesso P1 collegato allo stesso stallo. Le ditte artigiane possono registrare fino a dieci veicoli, ma resta il limite massimo di tre mezzi presenti contemporaneamente nella zona.
Per taxi provenienti da altri Comuni e noleggiatori con conducente, compresi i servizi come Uber, sara’ sufficiente registrare la targa presso Apm, senza comunicare ogni singolo ingresso.
Per la Val Gola, il Comune di Riva ha invece affidato alle associazioni Amici della Tirlindana Garda Trentino e Gruppo Sommozzatori attivita’ di monitoraggio e tutela della riserva, con 7.500 euro complessivi all’anno.
Il T collega questa tutela ai lavori della Ciclovia del Garda, parlando di “due pesi e due misure”. La domanda sulla compatibilita’ fra riserva e cantiere e’ pertinente, ma la contraddizione non puo’ essere considerata dimostrata dal semplice accostamento. Servono le prescrizioni del progetto e la verifica concreta degli impatti.
Gli ambientalisti ribadiscono inoltre la contrarieta’ alla ciclovia e chiedono trasparenza su costi e sicurezza. Il confronto fra circa 17 mila euro al metro di ciclovia e 6-10 mila euro per un’autostrada resta pero’ difficile da interpretare senza sapere quali opere e quali costi siano stati inclusi nelle due cifre.
Dalla Val di Ledro arriva invece l’allarme degli allevatori. Alberto Mazzola segnala siccita’, scarsita’ di foraggio e aumenti del 35-40% nel costo del fieno acquistato in pianura, insieme alla pressione del latte estero a basso prezzo.
Non vengono previste chiusure immediate delle aziende in valle, ma alcuni allevatori starebbero valutando una riduzione dell’attivita’. La preoccupazione principale riguarda il ricambio generazionale e la possibilita’ per i giovani di continuare il lavoro delle famiglie.
Sul Rugby Alto Garda proseguono le polemiche politiche, ma ancora senza una soluzione concreta. Si torna a parlare del campo sintetico di Varone come possibile sede temporanea. Il fatto che l’impianto possa essere tecnicamente compatibile con il rugby, pero’, non significa automaticamente che sia disponibile: servono accordi con chi lo gestisce, orari e lavori eventualmente necessari.
Torna anche la vicenda del rifugio Marchetti. Il T riprende la cancellazione della festa per i 120 anni gia’ raccontata ieri, con un linguaggio piu’ marcato nei confronti della decisione della Sat di Arco. Non emergono pero’ fatti nuovi: la festa in citta’ resta ancora un’ipotesi e non un appuntamento gia’ definito. Una correzione storica: Prospero Marchetti fu tra i fondatori della Sat nel 1872, non nel 1882.
Fra le altre notizie, a Riva e’ stato raggiunto un accordo per affittare 486 metri quadrati destinati alla sistemazione temporanea di alcune famiglie sinti, con accompagnamento sociale, scolastico e lavorativo. Restano da chiarire i tempi esatti dell’accordo.
I Patti digitali raccolgono intanto oltre 300 adesioni, circa 250 delle quali da famiglie. Aderire a un patto, pero’, non significa automaticamente avere gia’ cambiato le proprie abitudini nell’uso dello smartphone.
Infine, un augurio di pronta guarigione al ventottenne rimasto bloccato sotto un tronco ai Prati di Nago e al diciassettenne ferito nello scontro fra una moto e un’auto a Ceniga.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli scenari di rischio dagli eventi gia’ previsti, le preferenze progettuali dalle soluzioni dimostrate migliori e le polemiche dalle verifiche tecniche necessarie per prendere decisioni consapevoli.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 settembre 2026

La notizia principale riguarda la Val di Ledro, dove viene esteso il Piano demenze gia’ sperimentato nel rione Degasperi di Riva. L’obiettivo e’ costruire una comunita’ piu’ capace di accompagnare nella vita quotidiana le persone con demenza e le loro famiglie.
Il piano 2026-2028 coinvolgera’ negozi, associazioni, scuole e operatori, con formazione anche per chi assiste i propri familiari. Oggi a Pieve prende il via il primo Alzheimer Cafe’, mentre in ottobre sono previsti laboratori per i caregiver.
Il progetto dispone gia’ di un finanziamento provinciale di 25.500 euro per l’intera Comunita’ Alto Garda e Ledro. Va invece corretta una discrepanza nei numeri: il testo dell’Adige indica 983 persone con demenza, mentre un riquadro ne riporta 963. La somma fra uomini e donne indicata nello stesso articolo porta a 983.
Ad Arco il T dedica spazio all’incontro del 18 settembre con Matteo Donde’ e Andrea Vico sulla mobilita’ sostenibile. Il titolo, “Arco sara’ a misura di pedone”, suggerisce pero’ qualcosa di piu’ avanzato rispetto a quanto realmente documentato.
L’incarico comunale a Donde’, del valore complessivo di 757 euro e 52 centesimi, riguardava infatti la presentazione della serata “Citta’ delle persone”. Non gli e’ stato affidato uno studio della viabilita’ cittadina e non risultano ancora strade individuate, interventi finanziati o un piano approvato.
Le proposte discusse sono comunque concrete: moderazione del traffico, strade scolastiche, sperimentazioni sugli spazi pubblici e coinvolgimento dei residenti. Gli effetti positivi delle Citta’ 30 citati durante l’incontro derivano pero’ da esperienze europee e non rappresentano risultati gia’ previsti per Arco.
Un’altra notizia importante riguarda la Maza, rimasta chiusa per circa quattro ore dopo due incidenti distinti. Un ciclista di 32 anni ha riportato ferite lievi; successivamente si sono scontrate due automobili, senza conseguenze gravi segnalate.
Le ricostruzioni dei giornali differiscono in alcuni dettagli. L’Adige riferisce inoltre che uno dei conducenti e’ risultato positivo all’alcoltest, ma questo elemento non permette da solo di attribuirgli automaticamente la responsabilita’ dell’incidente.
La lunga chiusura ha avuto conseguenze sulla viabilita’ di tutta la Busa e mostra quanto la rete locale sia vulnerabile quando viene interrotto uno dei collegamenti principali. Non dimostra pero’, da sola, quale nuova infrastruttura sarebbe in grado di risolvere il problema.
Sul Rugby Alto Garda arriva la risposta del sindaco di Riva Alessio Zanoni. Secondo il primo cittadino non esistono a Riva aree disponibili e compatibili con un nuovo campo da rugby e anche l’ipotesi del sintetico di Varone non sarebbe praticabile.
Zanoni difende la futura destinazione del campo del rione Degasperi all’hockey e chiede una soluzione condivisa con gli altri Comuni. Il problema, pero’, resta aperto: per i circa 300 tesserati del rugby non esistono ancora una sede alternativa, finanziamenti o una sistemazione provvisoria in vista del settembre 2027.
Torna anche la Ciclovia del Garda. Lucia Coppola porta in Consiglio provinciale le domande sui circa 2 milioni di euro previsti per l’allargamento delle gallerie Limniadi e Titani, chiedendo un quadro aggiornato dei costi, una nuova analisi costi-benefici e chiarimenti sulle verifiche geologiche e paesaggistiche.
Sono richieste pertinenti. Parlare pero’ di un “giallo” o di un occultamento deliberato va oltre quanto oggi risulta dimostrato. La novita’ da attendere e’ una risposta documentata della Provincia.
A Pietramurata continua invece il confronto sulla mancanza del medico di famiglia. Michela Calza’ chiede di verificare concretamente le proposte gia’ avanzate, come trasporti gratuiti verso altri ambulatori e ampliamento di alcuni servizi della farmacia. Il punto utile riguarda destinatari, autorizzazioni, risorse e tempi. Anche queste misure, comunque, non dovrebbero sostituire la presenza di un medico.
Sul rifugio Marchetti arriva una conseguenza concreta della lunga polemica sulla bandiera palestinese: la festa per i 120 anni, prevista il 18 ottobre, e’ stata annullata. Il direttivo della Sat di Arco teme proteste e strumentalizzazioni. Nell’articolo, pero’, non vengono documentate manifestazioni gia’ organizzate. Una possibile celebrazione alternativa in citta’ resta per ora soltanto un’ipotesi.
L’Hotel Arco torna ancora sulle pagine, ma senza novita’ sostanziali: Voce Comune ripropone la domanda su come verranno sostituite le opere pubbliche previste nell’accordo decaduto.
Sul Camping Brione, invece, l’intervista a Carlo Modena di Komplett non modifica lo stato della gara. Le dichiarazioni su uliveto e casa colonica descrivono intenzioni legate a un eventuale futuro coinvolgimento, non interventi gia’ affidati.
Infine, a Riva l’associazione Go Fast denuncia furti e danneggiamenti allo skatepark del rione 2 Giugno. A Dro, una targa ricorda Cleto Matteotti, il cui lascito ha contribuito a rendere Ca’ del Nemoler uno spazio a disposizione della comunita’.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli incontri dai piani gia’ approvati, le criticita’ osservate dalle soluzioni ancora da trovare e le richieste politiche dalle risposte tecniche che devono ancora arrivare.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora l’ex Hotel Arco, ma oggi il confronto resta soprattutto politico. La sindaca Arianna Fiorio attribuisce alla precedente amministrazione la responsabilita’ della mancata approvazione della variante urbanistica. Le pagine disponibili, pero’, non introducono elementi sufficienti per considerare definitivamente accertata questa attribuzione.
Un punto richiede una precisazione: dire che la precedente amministrazione “non ha mai risposto” alla Provincia e’ troppo netto. Lo stesso articolo riferisce infatti di una risposta del Comune del 20 novembre 2024, che secondo Fiorio non avrebbe chiarito adeguatamente tutte le questioni richieste. Non rispondere e rispondere in modo insufficiente sono due cose diverse.
Nella cronologia manca inoltre il passaggio del 20 marzo 2026, richiamato dall’ex assessore Nicola Cattoi, quando il Comune avrebbe comunicato alla Provincia l’impossibilita’ di procedere alle modifiche richieste. Anche questo atto andrebbe esaminato per ricostruire correttamente come si sia arrivati alla bocciatura.
Sul piano politico, Fiorio collega Fucina Comune all’ex sindaco Alessandro Betta, che contesta questa rappresentazione e annuncia di avere incaricato un legale di valutare eventuali iniziative. Il confronto puo’ essere anche duro, ma per capire la vicenda urbanistica servono soprattutto atti e documenti, non soltanto post e repliche personali.
Voce Comune sposta invece l’attenzione sul futuro: senza l’accordo bocciato, come verranno realizzati il parco di circa 4.000 metri quadrati, la riqualificazione di piazza Italia e i collegamenti ciclopedonali verso il Sarca? La bocciatura della variante non elimina infatti le esigenze che quelle opere cercavano di affrontare.
Un altro tema importante riguarda San Giorgio. Il Coordinamento Tutela Ambiente Alto Garda e Ledro propone un’alternativa al collegamento previsto fra via Sabbioni e via Aldo Moro: meno allargamenti e un bypass attraverso via Isce e via Monte Brione, per allontanare il traffico di attraversamento dall’abitato.
E’ una proposta da approfondire, non una soluzione gia’ dimostrata migliore. I 18 mila veicoli al giorno richiamati nel dibattito rappresentano una previsione di picco futuro, non il traffico attualmente misurato.
Anche sul consumo di suolo i conti restano incompleti. Il bypass richiederebbe fra 6.000 e 6.500 metri quadrati; circa 5.000 potrebbero essere risparmiati rinunciando ad alcuni tratti ciclabili. I proponenti aggiungono il risparmio delle complanari non realizzate, ma senza quantificarlo. Prima di concludere che l’alternativa consumi meno territorio servono quindi dati completi e confrontabili.
A Riva del Garda prosegue il confronto sulla mobilita’ digitale. Alcuni strumenti esistono gia’, come i due bike box da otto posti ciascuno in viale Madruzzo e piazza Catena. Altre soluzioni, come itinerari personalizzati, servizi a chiamata e sistemi piu’ avanzati di gestione dei flussi, restano invece proposte.
Il sindaco Alessio Zanoni parla della possibilita’ di finanziare parte degli investimenti attraverso il settore turistico, ma non viene ancora indicato con quale meccanismo. Anche i dati sugli incidenti richiedono cautela: si passa da 167 nel 2024 a 189 nel 2025, mentre i 160 del 2026 si riferiscono a un anno non ancora concluso.
A Pietramurata il problema del medico di base resta irrisolto. Michela Calza’ chiede incentivi per le sedi difficili da coprire, maggiore sostegno organizzativo e piu’ formazione. Sono proposte rivolte alle cause strutturali della carenza, ma oggi non viene annunciato l’arrivo di un nuovo medico.
Per il Camping Brione, invece, sono tre i soggetti interessati alla gestione temporanea fino al gennaio 2029: 2C, Komplett e Moss. Solo 2C e’ stata subito ammessa alla fase successiva; le altre due societa’ devono integrare la documentazione. Una nuova verifica e’ prevista il 30 settembre. Non c’e’ quindi ancora un vincitore.
Torna anche il problema del Rugby Alto Garda. Cristina Santi e Silvia Betta chiedono quale sede sara’ garantita ai circa 300 tesserati quando, dal settembre 2027, il campo del rione Degasperi verra’ trasformato per l’hockey. Non viene contestato il progetto per l’hockey: la richiesta riguarda area alternativa, finanziamenti, tempi ed eventuali sistemazioni provvisorie per il rugby.
Sul Natale rivano, il Consorzio RivainCentro, unico partecipante al bando, organizzera’ le edizioni 2026 e 2027. Il contributo comunale sara’ di 180 mila euro complessivi, 90 mila per anno. La novita’ e’ soprattutto l’affidamento biennale.
Fra le altre notizie, oltre 500 persone appartenenti a 115 associazioni hanno partecipato alla Festa dei volontari alla Spiaggia degli Olivi. Circa 200 persone hanno invece preso parte alla pedalata “Ciclami tutta”.
Il 24 settembre, infine, prende il via ad Arco il ciclo “Capire i bambini per crescere insieme”, con tre incontri dedicati al rapporto fra famiglie ed esperti.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le ricostruzioni politiche dagli atti, le alternative progettuali dai vantaggi ancora da dimostrare e i servizi gia’ disponibili dalle proposte che devono ancora trovare risorse e modalita’ operative.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 21 settembre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica all’Alto Garda e Ledro una sola pagina, concentrata soprattutto su iniziative e appuntamenti.
La notizia principale riguarda la mobilita’ a Riva del Garda. Si conclude oggi la Settimana della mobilita’ organizzata da Riva e Arco, con un incontro alle 14.30 a Palazzo Martini dedicato a trasporto locale, pianificazione e sicurezza stradale.
Al confronto partecipano Comune, Polizia locale, Altogarda Parcheggi e Mobilita’ e imprese del settore. Dopo le iniziative in bicicletta del fine settimana, l’attenzione si sposta quindi sui problemi concreti degli spostamenti quotidiani e sulle possibili soluzioni per rendere la mobilita’ piu’ sicura ed efficiente.
Ad Arco si e’ invece conclusa la Festa della pace, organizzata dagli scout Cngei con Comune e associazioni. Fra gli eventi principali c’e’ stata l’inaugurazione della Casa della pace a Villa Tappainer, insieme a mostre, laboratori e alla piantumazione di una betulla e di un cachi in memoria di Franca Bazzanella.
Le iniziative hanno soprattutto un valore educativo e simbolico. Il punto da seguire adesso e’ pero’ la loro continuita’. Il giornale parla di “azioni concrete”, ma non racconta quali proposte siano emerse dal confronto con i giovani e quali siano state portate al Tavolo intercomunale. La domanda utile diventa quindi: che cosa restera’ e proseguira’ dopo la festa?
Fra le altre notizie, a Dro si e’ svolto il raduno di preparazione degli arbitri della sezione Aia Arco-Riva, che annuncia per ottobre un nuovo corso online.
A Villa Tappainer riprendono invece da domani gli incontri settimanali di scacchi dedicati a bambini e ragazzi.
Proseguono inoltre gli appuntamenti di Intermittenze, mentre viene segnalata la presentazione del libro “Con 3 parole” di Stefano Goldaniga.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ il passaggio dagli eventi alle conseguenze concrete: dalle iniziative sulla mobilita’ alle attivita’ per la pace, il valore delle proposte si misurera’ soprattutto in cio’ che riuscira’ a proseguire nel tempo.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 20 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora la Ciclovia del Garda, questa volta per i costi legati all’allargamento delle gallerie Limniadi e Titani e per le difficolta’ geologiche dei tratti interessati.
Secondo il T, una prima stima superiore a 2 milioni di euro compare nella documentazione collegata alle varianti progettuali. Si tratta del costo stimato degli interventi, non del compenso per la relazione paesaggistica.
Manca pero’ un confronto completo fra il quadro economico precedente e quello aggiornato. Non possiamo quindi stabilire che quei 2 milioni rappresentino automaticamente un aumento netto rispetto al costo complessivo gia’ conosciuto.
Il giornale parla anche di un importo “volutamente celato”. La presenza della cifra in un documento poco immediato puo’ giustificare una richiesta di maggiore trasparenza, ma non dimostra da sola l’intenzione di nasconderla. La richiesta piu’ utile resta quella di un quadro pubblico aggiornato con costi dell’opera, varianti e interventi per la sicurezza.
Torna poi il tema della Loppio-Busa. Campobase concentra le proprie richieste su tre punti: accelerare il collegamento Maza-Cretaccio, regolare i flussi fra nuova e vecchia viabilita’ e realizzare una rotatoria adeguata a Bolognano.
Fra le ipotesi c’e’ anche un semaforo all’ingresso della galleria per regolare temporaneamente gli accessi. Sono proposte concrete, ma gli articoli non riportano simulazioni capaci di misurarne gli effetti. Regolare il traffico puo’ redistribuire i flussi; quanto migliori la situazione complessiva deve ancora essere verificato.
Alla cava Piscolo, Onda torna sulle preoccupazioni relative a provenienza delle terre, traffico pesante, sicurezza e Pfas. Gran parte delle osservazioni era gia’ emersa nei giorni scorsi.
Resta soprattutto una correzione importante: la fonte citata per sostenere la presenza di Pfas riguardava analisi nelle acque della zona di Mattarello, non analisi delle terre destinate alla cava Piscolo. Questo non rende inutili controlli e verifiche, ma significa che una contaminazione dei materiali da conferire non puo’ essere presentata come gia’ accertata.
Sul traffico resta invece concreto il dato dei mezzi: secondo il conteggio proposto da Onda, 40 camion in arrivo significherebbero circa 80 passaggi quotidiani considerando anche il ritorno. Il numero andra’ confrontato con il piano dei trasporti del progetto.
Continua anche lo scontro sull’Hotel Arco. Arco Fucina Comune chiede quale alternativa l’amministrazione intenda proporre dopo la bocciatura della variante e quanto sia costato l’intero percorso amministrativo.
Il gruppo sollecita inoltre una valutazione della Corte dei conti su un eventuale danno alle casse pubbliche. Nell’articolo, pero’, non compare una quantificazione del danno, non risulta presentato un esposto e non viene indicato alcun accertamento gia’ avviato.
La domanda sul futuro dell’area e’ pertinente: bocciare una soluzione non ne produce automaticamente un’altra. Per attribuire eventuali responsabilita’ servono pero’ gli atti dell’intero procedimento, comprese le integrazioni richieste e le criticita’ sostanziali rilevate dalla Provincia.
A Pietramurata, Forza Italia propone trasporti gratuiti per anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti verso il proprio medico e un maggiore coinvolgimento delle farmacie in alcune attivita’ assistenziali.
Sono proposte per ridurre il disagio, non servizi gia’ attivati. E soprattutto non sostituiscono il problema principale: oggi non arriva alcuna novita’ sul ritorno di un medico stabile in paese.
A Riva del Garda, Lega, Patt e Fratelli d’Italia denunciano problemi di pulizia e manutenzione fuori dal centro e propongono di ricorrere anche a ditte private nelle aree piu’ problematiche.
Le segnalazioni meritano una risposta, ma per valutare l’effettiva estensione del problema e la convenienza di un’esternalizzazione servono dati su costi, frequenza degli interventi e organizzazione attuale. Nell’articolo manca inoltre la replica dell’amministrazione.
Da Campi arriva invece una richiesta concreta: completare gli interventi strutturali dell’area polivalente. Il giornale non precisa pero’ quali opere manchino ne’ con quali tempi siano previste.
Prosegue intanto il percorso di Garda 2029, con Bardolino capofila della candidatura a Capitale italiana della cultura. Sono state raccolte oltre duecento firme a sostegno del Patto per il Lago di Garda. Il prossimo passaggio sara’ la presentazione del dossier al Ministero il 23 settembre. E’ un avanzamento della candidatura, non l’assegnazione del titolo.
Infine, Riva ha salutato Giovan Battista “Roberto” Angiolini con una cerimonia laica al cimitero del Grez. Ad Arco e’ arrivata la Lampada della pace, mentre a Bolognano il Gruppo concerti celebra i suoi 45 anni di attivita’.
Fra gli appuntamenti dei prossimi giorni, il 26 settembre torna Garda Lift on Fire, con 280 vigili del fuoco annunciati da 19 Paesi.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i costi stimati dagli aumenti effettivamente accertati, le preoccupazioni dalle prove disponibili e le richieste politiche dalle decisioni o dagli accertamenti gia’ formalizzati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 settembre 2026

La notizia principale riguarda la scuola primaria Nino Pernici di Riva del Garda. La Provincia ha concesso 977.500 euro per gli interventi di miglioramento sismico e accessibilita’. L’investimento complessivo ammonta a 2 milioni e 450 mila euro, con la parte restante, circa 1 milione e 472 mila euro, a carico del Comune.
Una precisazione e’ importante: il contributo provinciale copre l’85 per cento della spesa ammessa a finanziamento, ma equivale a circa il 40 per cento dell’intero costo dell’intervento. Le due percentuali non sono quindi in contraddizione: cambiano semplicemente le basi di calcolo.
Sono previsti rinforzi strutturali e due nuovi vani ascensore. I lavori dovrebbero partire in autunno e procedere mentre la scuola rimane in funzione, con l’obiettivo di evitare il trasferimento degli alunni. Sara’ proprio questa convivenza fra cantiere e attivita’ scolastica il punto da verificare concretamente.
Ad Arco continua il confronto sul futuro parcheggio di Caneve. Dopo le 412 firme contro la sopraelevazione, i residenti chiedono documentazione e un incontro pubblico. Il vicesindaco Marco Piantoni richiama invece le difficolta’ tecniche e i maggiori costi di una soluzione interrata, soprattutto per la presenza della falda.
Negli articoli, pero’, non vengono presentati studi idrogeologici o confronti economici sufficienti per stabilire quale soluzione sia realmente preferibile. Esiste uno studio sulle alternative progettuali, costato poco piu’ di 15 mila euro: renderne disponibili i risultati permetterebbe di discutere su dati concreti, confrontando costi, rischi tecnici e impatto paesaggistico.
Nello stesso incontro si e’ parlato anche dell’ex Villaggio del Fanciullo di Bolognano. I residenti chiedono di essere coinvolti prima che vengano definite singole scelte. L’avvio di un percorso partecipativo viene indicato entro dicembre. Anche l’ipotesi di un parcheggio interrato sotto il campetto, che preoccupa alcuni abitanti, non risulta al momento una decisione gia’ approvata.
Sempre ad Arco, l’assessora Chiara Parisi rivendica la piantumazione di quasi duecento alberi in un anno e mezzo e annuncia un regolamento del verde entro la fine dell’anno e un nuovo viale alberato in via Venezia.
Piantare alberi in citta’ ha effetti concreti su ombra e raffrescamento urbano, ma il numero da solo non rappresenta ancora un bilancio completo. Mancano infatti un elenco delle piantumazioni, la distinzione fra nuove alberature e sostituzioni, i costi e i dati sull’effettivo attecchimento. Anche il riferimento a possibili differenze di dieci gradi non deriva da misurazioni effettuate ad Arco.
Torna poi il tema dell’ospedale di Arco. La Uil ribadisce le richieste gia’ emerse nei giorni scorsi: piu’ personale, assistenza infermieristica dedicata all’Osservazione breve intensiva e rafforzamento dei mezzi e degli equipaggi di emergenza.
La questione e’ ormai chiara: gli investimenti edilizi sono importanti, ma devono essere accompagnati dagli organici necessari. Il prossimo elemento davvero nuovo dovrebbe essere una risposta concreta su posti da coprire, assunzioni e tempi. Una nuova dichiarazione, da sola, non cambia il funzionamento del servizio.
A Ledro, invece, parte una raccolta firme per chiedere la presenza fisica di un medico di continuita’ assistenziale durante i sedici mesi di lavori alla galleria Dom e, possibilmente, anche dopo.
La richiesta riguarda soprattutto i problemi sanitari urgenti ma non tali da richiedere un’ambulanza. Il presidio stabile manca da circa dieci anni. L’assessora Maria Teresa Toniatti ha portato la proposta al tavolo con l’azienda sanitaria, ma non esiste ancora un servizio autorizzato e organizzato.
Resta inoltre da chiarire il calendario delle future chiusure della Dom: l’Adige continua a parlare di sette notti su sette, mentre il T indica le sole notti feriali. Per chi deve organizzare lavoro e assistenza sanitaria e’ una differenza sostanziale.
Una notizia meno visibile ma importante riguarda le mense scolastiche. Il servizio coordinato dalla Comunita’ di Valle prepara mediamente 2.700 pasti al giorno con 87 lavoratori. Sono gestite circa 400 diete speciali, comprese esigenze sanitarie, etiche, culturali e religiose. Il tema degli scarti viene riconosciuto, ma nell’articolo non viene quantificato.
Sul fronte della cronaca, a Riva due agenti di Polizia sono rimasti feriti quando la volante sulla quale viaggiavano si e’ schiantata contro un palo durante l’inseguimento di uno scooter che non si era fermato all’alt. Le prognosi sono di sette e due giorni. Le due persone sullo scooter sono riuscite a fuggire e sono in corso le ricerche.
A Nago, invece, un uomo di 65 anni e’ caduto per circa sei metri durante un’esercitazione del Soccorso alpino nella zona di Passo San Giovanni. E’ stato trasportato al Santa Chiara e le prime informazioni non indicano conseguenze gravi.
Riva saluta infine Giovan Battista “Roberto” Angiolini, morto a 95 anni, ricordato per il lungo impegno nella Sat, nello sport e nella cultura cittadina.
A Bolognano, invece, il Gruppo concerti festeggia 45 anni di attivita’ ininterrotta. Il concerto celebrativo e’ previsto domenica 20 settembre alle 17.30 nella chiesa di Santa Maria Addolorata, con ingresso libero.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di accompagnare annunci e proposte con dati verificabili: dai costi dei parcheggi agli effetti delle politiche sul verde, fino agli organici sanitari.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 16 settembre 2026

La notizia amministrativa piu’ rilevante riguarda l’ex Hotel Arco. La Giunta provinciale ha deciso di non approvare la variante urbanistica che avrebbe consentito di trasformare l’area da alberghiera a turistico-residenziale, accompagnando l’intervento con alcune opere pubbliche.
Le motivazioni riportate dai giornali riguardano soprattutto la mancata dimostrazione di un interesse pubblico sufficientemente chiaro, il rapporto tra vantaggi pubblici e privati, il fabbisogno abitativo, la compatibilita’ ambientale e le garanzie sulla realizzazione delle opere previste.
Un punto importante e’ distinguere cio’ che sarebbe stato davvero aggiuntivo da cio’ che era gia’ previsto dal piano vigente. Solo cosi’ si puo’ valutare correttamente il beneficio pubblico dell’accordo.
La conseguenza concreta e’ semplice: la variante e’ stata bocciata e l’area mantiene la destinazione alberghiera. Le valutazioni politiche sulle responsabilita’ precedenti restano invece un altro piano, distinto dalla decisione urbanistica.
Ampio spazio viene dedicato anche alla cava Piscolo. Il progetto prevede il riempimento e la messa in sicurezza della cava, un uliveto sul versante rivano e un impianto fotovoltaico su quello arcense, per un investimento superiore a 5 milioni di euro. L’iter autorizzativo e’ ancora aperto.
Le questioni piu’ concrete riguardano il traffico pesante, la provenienza dei materiali, i controlli sulle terre e l’impatto paesaggistico. Il T indica fino a 40 camion al giorno, per sei giorni alla settimana e per circa quattro anni. Resta pero’ da chiarire se il numero rappresenti i mezzi in arrivo o tutti i passaggi, compresi i ritorni.
Sulla qualita’ dei materiali, l’imprenditore assicura che saranno accettate soltanto terre conformi ai limiti previsti. Le preoccupazioni, compresi i riferimenti ai Pfas, devono pero’ essere distinte dai risultati delle analisi: al momento gli articoli non documentano contaminazioni effettivamente rilevate nei materiali destinati alla cava.
Anche il dato sulla produzione fotovoltaica, indicata come equivalente a circa un quarto dei consumi di Arco, richiede maggiori elementi per essere verificato.
Torna poi la Ciclovia del Garda. I comitati ambientalisti continuano a essere contrari all’opera, ma chiedono mitigazioni dell’impatto visivo nel caso in cui la Provincia decida comunque di procedere.
Chiedere mitigazioni, quindi, non significa aver accettato il progetto. Anche l’ipotesi che i dissesti della roccia possano bloccare l’opera resta una previsione degli ambientalisti, non una conclusione tecnica gia’ accertata.
Un aggiornamento riguarda anche la Casa della Trota: l’acquisizione da 2,3 milioni di euro e’ stata autorizzata, ma il contratto non e’ ancora stato perfezionato. Anche il recupero della cosiddetta casa dei tuffi resta per ora una proposta.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, a Riva sono in installazione due box per biciclette, in viale Madruzzo e piazza Catena, con otto posti ciascuno e accesso tramite applicazione.
Ad Arco sono invece attivi da circa una settimana nuovi pannelli informativi su traffico e parcheggi. Per i varchi di controllo delle zone a traffico limitato si parla di un orizzonte di uno o due anni.
Molto piu’ lontano e’ il sistema rivano di gestione dei flussi con intelligenza artificiale, indicato su un orizzonte di tre-sei anni. Anche una piattaforma unica per coordinare la mobilita’ dell’Alto Garda resta, per ora, un’idea e non un progetto gia’ approvato e finanziato.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. L’ex sindaco Giuseppe Parolari propone una circonvallazione corta dalla Conca d’Oro al trivio, interamente nel territorio di Nago-Torbole.
Le sue valutazioni su costi e riduzione del traffico non sono pero’ accompagnate nell’articolo da studi o dati progettuali. Restano quindi una proposta politica e una stima da verificare, non una soluzione gia’ dimostrata.
Sul Pandino di Nago, il sindaco Gianni Morandi chiarisce che l’aggiudicazione dell’immobile a Trentino Rigenera non significa che il futuro sia gia’ definito. Il piano attuativo e le concessioni sono scaduti e l’area dovra’ essere ripianificata insieme alla nuova proprieta’. Anche qui, quindi, il cambio di proprietario non equivale all’apertura imminente di un cantiere.
A Riva, infine, i ricercatori dell’Universita’ di Trento hanno mostrato al pubblico le analisi sulle microplastiche nel lago. Sono stati rilevati polietilene, polipropilene e soprattutto polistirolo espanso. Il resoconto non fornisce pero’ concentrazioni o confronti quantitativi sufficienti per stabilire se l’inquinamento sia aumentato nel tempo.
Sul fronte della cronaca, a Nago i carabinieri hanno arrestato due uomini dopo il ritrovamento di circa 5,3 chili di hashish in auto. Gli arresti sono stati convalidati e per entrambi sono stati disposti i domiciliari.
Infine, la Pro San Tomaso ricorda Roberto Marchi, che ha guidato l’associazione per vent’anni, sottolineandone l’impegno sociale e l’attenzione ai bisogni della comunita’.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le decisioni effettive dalle ipotesi ancora aperte, le rassicurazioni dai dati verificabili e le proposte politiche dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 15 settembre 2026

La notizia principale riguarda Arco, dove prende forma l’ipotesi di trasferire biblioteca civica e archivio storico a Villa Becker e nell’ex Quisisana.
La Giunta ha approvato il quadro esigenziale, cioe’ il documento che definisce bisogni e indirizzi. Non siamo ancora davanti a un progetto vero e proprio: deve essere affidato lo studio di fattibilita’ delle alternative.
Il T indica una spesa prevista superiore a 16 milioni di euro per circa 4.145 metri quadrati. Gli atti comunali chiariscono pero’ che si tratta di una stima parametrica preliminare, non del costo definitivo di un progetto gia’ approvato e finanziato.
Ci sono inoltre due passaggi importanti: la precedente autorizzazione provinciale riguardava una struttura per anziani e l’attuale destinazione urbanistica non e’ compatibile con la biblioteca. Serviranno quindi una nuova autorizzazione della Provincia e, se l’ipotesi verra’ confermata, una variante al Piano regolatore. La novita’ di oggi e’ dunque una scelta di indirizzo, non l’avvio dell’intervento.
A Nago, l’incompiuta del Pandino e’ stata aggiudicata all’asta per 1 milione e 380 mila euro a Trentino Rigenera, societa’ collegata a Mak Costruzioni. Dopo decenni di abbandono e’ un passaggio concreto, perche’ esiste finalmente un nuovo interlocutore.
Non sappiamo pero’ ancora quale sara’ la destinazione dell’immobile, quale progetto verra’ presentato e con quali tempi. Parlare gia’ di recupero avviato sarebbe quindi prematuro.
Torna poi la questione del gonfalone di Arco. Il Comune ha impegnato 4.782 euro e 40 centesimi per il restauro conservativo del manufatto, che nella comunicazione ufficiale continua a essere indicato come settecentesco e di probabile origine trentina.
La documentazione dell’Archivio storico comunale pubblicata nel 2025 racconta pero’ un’altra storia: ordine del 5 agosto 1949 alla ditta “La Nazionale-Manifatture” di Milano e fattura dello stesso anno. Resta quindi da chiarire se esistano elementi tecnici capaci di dimostrare il riutilizzo di parti molto piu’ antiche.
La datazione, da sola, non consente di stabilire se il costo del restauro sia corretto o meno: servono materiali, stato di conservazione e lavorazioni previste. La domanda utile e’ un’altra: in che modo la ricerca archivistica e’ stata considerata nel procedimento e su quali elementi si fonda oggi l’attribuzione settecentesca?
A Riva del Garda prosegue il confronto sulla futura variante al Piano regolatore. Voce Comune propone di modificare l’articolo 25, ritenuto responsabile della possibilita’ di sostituire piccole abitazioni con edifici di dimensioni molto maggiori.
La discussione utile riguarda soprattutto le regole per le trasformazioni future. Per stabilire invece che cosa possa essere fatto sui cantieri gia’ autorizzati servono verifiche specifiche su date, permessi e decisioni gia’ assunte.
Restano aperti anche i problemi dei trasporti nell’Alto Garda. Michela Calza’ interroga la Provincia dopo il racconto di un sedicenne di Ceniga che avrebbe perso 13 coincidenze su 15 durante gli spostamenti verso il lavoro a Nago. E’ una testimonianza significativa, ma non misura da sola l’affidabilita’ dell’intero servizio. Servono dati complessivi su puntualita’, coincidenze e congestione.
Per la galleria Dom, viene confermato l’incontro del 17 settembre a Pieve di Ledro. Fra le ipotesi resta il collegamento pedonale in localita’ San Giacomo, ma non risulta ancora approvato. Fattibilita’, sicurezza e reale utilita’ per i lavoratori devono essere ancora verificate.
Sul Sarca, Fucina Comune accusa l’attuale maggioranza di Arco di incoerenza rispetto alle proteste del 2020 contro interventi simili. Gli articoli riportano la polemica politica, mentre il T precisa che i lavori fanno capo ai Bacini Montani.
Si avvicina intanto l’apertura degli empori solidali Caritas di Arco e Riva, prevista per dicembre. Il progetto avra’ due sedi, a Villa Tabor e a San Giuseppe. Nel 2025 la Caritas ha seguito 1.042 persone appartenenti a 416 nuclei familiari. Quel dato rappresenta circa il 2 per cento dei residenti, ma misura le persone raggiunte dal servizio, non tutta la poverta’ presente sul territorio.
Fra le altre notizie, a Nago-Torbole vengono segnalate nuove telefonate truffaldine di persone che si presentano come carabinieri e chiedono dati personali. L’invito e’ a non fornire informazioni e a contattare il 112 in caso di dubbi.
A Malcesine continua invece il confronto sul futuro dell’ospedale, mentre da Ledro arrivano il resoconto del viaggio nelle comunita’ ceche gemellate e l’adesione dei sette Comuni al Giro d’Italia per la pace.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli indirizzi dai progetti gia’ approvati, le stime preliminari dai costi definitivi e le intenzioni politiche dagli atti che producono effetti concreti.