Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.
Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.
La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.
La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.
Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.
A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.
Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.
Non sono necessariamente due racconti incompatibili.
Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.
La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.
La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.
Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.
Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.
Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.
Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.
Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.
Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.
Restano pero’ le domande poste dai sindacati.
Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.
Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.
Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.
La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.
In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.
L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.
Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.
Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.
Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.
Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.
Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.
Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.
Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.
Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.
Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.
La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.
Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.
La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.
La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.
Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.
Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.
La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.
C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.
Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.
Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.
L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.
Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.
Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.
La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.
Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.
Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.
Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.
Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.
Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.
Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.
A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.
I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.
E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 27 settembre 2026

La notizia principale riguarda la procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di Arco, che celebra vent’anni di attivita’.
Il bilancio riportato dai giornali parla di 2.665 gravidanze ottenute nel ventennio e di oltre duemila bambini nati. Il T pubblica anche l’andamento dei primi colloqui, arrivati a 676 nel 2025.
I numeri vanno pero’ letti con attenzione. Il sottotitolo del T parla genericamente di circa 170 gravidanze all’anno, mentre la stessa grafica indica per il 2025 172 gravidanze ottenute con trattamenti di secondo e terzo livello e altre 23 con quelli di primo livello. Il totale e’ quindi 195, in linea con il dato dell’Adige.
E’ importante inoltre non confondere primi colloqui, gravidanze e bambini nati: sono indicatori diversi e il rapporto fra loro non puo’ essere trasformato automaticamente in una percentuale di successo delle cure.
L’Adige da’ spazio al direttore Arne Luhwink, che richiama anche gli ostacoli economici e sociali alla genitorialita’ e valuta positivamente il sostegno ricevuto dall’azienda sanitaria in personale e attrezzature. E’ una valutazione riferita a questo servizio e non va automaticamente estesa agli altri reparti dell’ospedale.
A Bolognano continua il confronto sul futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo. L’assessore Massimiliano Floriani conferma l’intenzione di affidare un incarico esterno per costruire con la popolazione un masterplan dell’intera zona, comprendendo anche piazza Vittoria, accessi alle scuole, sagrato e oratorio.
L’obiettivo dichiarato e’ arrivare a un progetto complessivo con parco urbano e centro culturale e sociale.
Resta pero’ aperta la questione del parcheggio pertinenziale interrato. L’amministrazione ha gia’ individuato come possibile area quella dei campi da gioco, con accesso da via Soccesure. Il Comitato di partecipazione dovra’ valutare se inserire il parcheggio nel percorso complessivo oppure procedere separatamente con un avviso pubblico.
E’ proprio questo il punto sollevato dai residenti: non soltanto partecipare, ma capire in quale ordine verranno prese le decisioni. Un parcheggio progettato prima del masterplan potrebbe infatti condizionare le scelte successive. Il parcheggio non e’ ancora deciso, ma neppure la richiesta di progettare prima l’intera area puo’ considerarsi gia’ pienamente accolta.
Ad Arco la Giunta ha effettuato un sopralluogo al cantiere dei Bacini montani lungo il Sarca, nella zona di Caneve. I lavori interessano circa 575 metri di sponda sinistra e comprendono ampliamenti dell’alveo e rialzi degli argini.
Secondo il programma comunale, la parte principale degli interventi dovrebbe concludersi entro dicembre, mentre dopo l’Epifania 2027 iniziera’ la fase sulla passerella.
Alcune modifiche paesaggistiche, come la sostituzione del muro in calcestruzzo a vista previsto inizialmente, erano gia’ state annunciate nei giorni scorsi. Non sono quindi novita’ emerse dal sopralluogo.
Per valutare con precisione modifiche, responsabilita’ e costi e’ necessario distinguere il progetto tecnico dei Bacini montani dalle ricostruzioni politiche delle amministrazioni coinvolte.
Una precisazione pratica: la passerella di Caneve restera’ chiusa dal 28 al 30 settembre per lavori preparatori. Questa chiusura e’ distinta dall’intervento principale previsto dopo le festivita’ natalizie.
A Riva del Garda il centrodestra riferisce di avere raccolto 150 firme contro il divieto di svolta verso Arco all’uscita da San Tomaso.
La raccolta di firme segnala un dissenso concreto, ma non modifica ancora la viabilita’. Per valutare il provvedimento servono dati su flussi di traffico, percorsi alternativi e sicurezza, che negli articoli di oggi non vengono forniti.
Lega, Fratelli d’Italia e Patt criticano inoltre duramente l’amministrazione Zanoni su manutenzione e condizioni della citta’. Sono valutazioni politiche riportate dai giornali, senza una verifica indipendente della loro estensione e senza una replica dell’amministrazione negli stessi articoli.
Torna poi il tema della mobilita’ dell’Alto Garda. Onda propone parcheggi esterni, trasporto pubblico integrato, regole sovracomunali e una figura responsabile del coordinamento della mobilita’.
Sono indirizzi politici, non progetti gia’ localizzati e finanziati. Lo stesso vale per il giudizio sull’efficacia di Bus&Go: Onda sostiene che il servizio non abbia inciso abbastanza sul traffico, ma attende ancora i dati ufficiali di fine stagione. La valutazione resta quindi da verificare.
Campobase ribadisce invece la preoccupazione per l’apertura della nuova galleria senza il completamento del collegamento verso il Cretaccio. Il timore e’ che i problemi di traffico vengano trasferiti da Nago all’Oltresarca. Anche in questo caso, oggi non vengono presentate nuove simulazioni o decisioni provinciali: la preoccupazione va distinta da una conclusione gia’ dimostrata.
Fra le altre notizie, Garda Lift on Fire ha portato a Riva circa 300 vigili del fuoco provenienti da 19 Paesi.
L’Adige racconta inoltre la storia del ledrense Nicolo’ Segalla, oggi casaro responsabile a Pontresina, in Svizzera, che vorrebbe tornare a lavorare in valle.
Infine, sul T compare una fotonotizia sull’incontro fra il cantante Gianni Morandi e il sindaco omonimo di Nago-Torbole.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i risultati effettivi dalle sintesi troppo semplici, la partecipazione dichiarata dal reale ordine delle decisioni e le preoccupazioni politiche dalle verifiche tecniche ancora necessarie.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 16 settembre 2026

La notizia amministrativa piu’ rilevante riguarda l’ex Hotel Arco. La Giunta provinciale ha deciso di non approvare la variante urbanistica che avrebbe consentito di trasformare l’area da alberghiera a turistico-residenziale, accompagnando l’intervento con alcune opere pubbliche.
Le motivazioni riportate dai giornali riguardano soprattutto la mancata dimostrazione di un interesse pubblico sufficientemente chiaro, il rapporto tra vantaggi pubblici e privati, il fabbisogno abitativo, la compatibilita’ ambientale e le garanzie sulla realizzazione delle opere previste.
Un punto importante e’ distinguere cio’ che sarebbe stato davvero aggiuntivo da cio’ che era gia’ previsto dal piano vigente. Solo cosi’ si puo’ valutare correttamente il beneficio pubblico dell’accordo.
La conseguenza concreta e’ semplice: la variante e’ stata bocciata e l’area mantiene la destinazione alberghiera. Le valutazioni politiche sulle responsabilita’ precedenti restano invece un altro piano, distinto dalla decisione urbanistica.
Ampio spazio viene dedicato anche alla cava Piscolo. Il progetto prevede il riempimento e la messa in sicurezza della cava, un uliveto sul versante rivano e un impianto fotovoltaico su quello arcense, per un investimento superiore a 5 milioni di euro. L’iter autorizzativo e’ ancora aperto.
Le questioni piu’ concrete riguardano il traffico pesante, la provenienza dei materiali, i controlli sulle terre e l’impatto paesaggistico. Il T indica fino a 40 camion al giorno, per sei giorni alla settimana e per circa quattro anni. Resta pero’ da chiarire se il numero rappresenti i mezzi in arrivo o tutti i passaggi, compresi i ritorni.
Sulla qualita’ dei materiali, l’imprenditore assicura che saranno accettate soltanto terre conformi ai limiti previsti. Le preoccupazioni, compresi i riferimenti ai Pfas, devono pero’ essere distinte dai risultati delle analisi: al momento gli articoli non documentano contaminazioni effettivamente rilevate nei materiali destinati alla cava.
Anche il dato sulla produzione fotovoltaica, indicata come equivalente a circa un quarto dei consumi di Arco, richiede maggiori elementi per essere verificato.
Torna poi la Ciclovia del Garda. I comitati ambientalisti continuano a essere contrari all’opera, ma chiedono mitigazioni dell’impatto visivo nel caso in cui la Provincia decida comunque di procedere.
Chiedere mitigazioni, quindi, non significa aver accettato il progetto. Anche l’ipotesi che i dissesti della roccia possano bloccare l’opera resta una previsione degli ambientalisti, non una conclusione tecnica gia’ accertata.
Un aggiornamento riguarda anche la Casa della Trota: l’acquisizione da 2,3 milioni di euro e’ stata autorizzata, ma il contratto non e’ ancora stato perfezionato. Anche il recupero della cosiddetta casa dei tuffi resta per ora una proposta.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, a Riva sono in installazione due box per biciclette, in viale Madruzzo e piazza Catena, con otto posti ciascuno e accesso tramite applicazione.
Ad Arco sono invece attivi da circa una settimana nuovi pannelli informativi su traffico e parcheggi. Per i varchi di controllo delle zone a traffico limitato si parla di un orizzonte di uno o due anni.
Molto piu’ lontano e’ il sistema rivano di gestione dei flussi con intelligenza artificiale, indicato su un orizzonte di tre-sei anni. Anche una piattaforma unica per coordinare la mobilita’ dell’Alto Garda resta, per ora, un’idea e non un progetto gia’ approvato e finanziato.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. L’ex sindaco Giuseppe Parolari propone una circonvallazione corta dalla Conca d’Oro al trivio, interamente nel territorio di Nago-Torbole.
Le sue valutazioni su costi e riduzione del traffico non sono pero’ accompagnate nell’articolo da studi o dati progettuali. Restano quindi una proposta politica e una stima da verificare, non una soluzione gia’ dimostrata.
Sul Pandino di Nago, il sindaco Gianni Morandi chiarisce che l’aggiudicazione dell’immobile a Trentino Rigenera non significa che il futuro sia gia’ definito. Il piano attuativo e le concessioni sono scaduti e l’area dovra’ essere ripianificata insieme alla nuova proprieta’. Anche qui, quindi, il cambio di proprietario non equivale all’apertura imminente di un cantiere.
A Riva, infine, i ricercatori dell’Universita’ di Trento hanno mostrato al pubblico le analisi sulle microplastiche nel lago. Sono stati rilevati polietilene, polipropilene e soprattutto polistirolo espanso. Il resoconto non fornisce pero’ concentrazioni o confronti quantitativi sufficienti per stabilire se l’inquinamento sia aumentato nel tempo.
Sul fronte della cronaca, a Nago i carabinieri hanno arrestato due uomini dopo il ritrovamento di circa 5,3 chili di hashish in auto. Gli arresti sono stati convalidati e per entrambi sono stati disposti i domiciliari.
Infine, la Pro San Tomaso ricorda Roberto Marchi, che ha guidato l’associazione per vent’anni, sottolineandone l’impegno sociale e l’attenzione ai bisogni della comunita’.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le decisioni effettive dalle ipotesi ancora aperte, le rassicurazioni dai dati verificabili e le proposte politiche dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 27 agosto 2026

Nella Rassegna stampa ragionata dell’Alto Garda e Ledro di giovedi’ 27 agosto 2026 partiamo dalla mobilita’ a Riva. Rivetta trasporta ormai piu’ di 400 persone al giorno tra centro e spiagge, con un picco di 493. Attenzione pero’ al dato dei 25.000 “utenti”: non sono persone gia’ trasportate, ma una proiezione degli utilizzi complessivi prevista entro la fine del servizio. Per un bilancio completo mancano ancora costo totale, ricavi, quota dei viaggi gratuiti e soprattutto l’effetto sulla riduzione delle automobili.
Passo avanti concreto per la galleria Dom: l’appalto per i lavori di stabilizzazione e’ stato aggiudicato alla Geobau per circa 2,66 milioni di euro. Restano pero’ da definire periodo e orari effettivi delle chiusure. Rimane quindi aperto il problema sollevato dai sindacati: coordinare il cantiere con i cambi turno dei lavoratori della Val di Ledro ed eventualmente prevedere trasporti collettivi o altre misure.
Il primo settembre i sindaci incontreranno l’assessore provinciale Mario Tonina per parlare dell’ospedale di Arco. Si annuncia la richiesta di ulteriori investimenti, ma prima sarebbe utile verificare quelli gia’ finanziati per quasi 12 milioni di euro. Alcune scadenze dei cantieri sono ormai vicine e l’articolo non chiarisce se il cronoprogramma sia rispettato, quali nuovi servizi siano previsti e con quale personale.
A Laghel le due famiglie evacuate non possono ancora rientrare. Il sopralluogo con i droni non e’ bastato per stabilire come intervenire sul materiale instabile rimasto sul monte Baone. Servira’ un’ispezione ravvicinata prima di decidere tra pulizia, disgaggio o una protezione piu’ consistente. Il Comune ha attivato la somma urgenza, ma tempi e modalita’ della messa in sicurezza restano da definire.
Una notizia meno appariscente ma importante riguarda la Rete delle Riserve delle Alpi Ledrensi. La gestione operativa passera’ dal Comune di Ledro al Bim Chiese attraverso Esco Bim e nella rete entrera’ anche la riserva locale del lago di Tenno. Restano pero’ alcune partite di bilancio arretrate da sistemare, delle quali non vengono precisati ne’ importi ne’ anzianita’.
Sul fronte sociale prende forma In My Place. Dal 16 settembre offrira’ uno spazio per giovani tra 16 e 30 anni che vivono isolamento o fragilita’ relazionali; da ottobre arriveranno anche uno sportello per caregiver e gruppi di auto mutuo aiuto sul territorio. Il vero banco di prova sara’ riuscire a raggiungere proprio le persone piu’ isolate.
Spazio anche alla politica. Nel Consiglio comunale di Riva, Mirko Carotta ha esposto sul proprio banco una piccola bandiera palestinese, contestata da Elisabetta Aldrighetti e poi rimossa su invito del presidente Adalberto Mosaner. I giornali raccontano ampiamente la polemica, ma resta poco chiaro se le norme richiamate disciplinassero davvero quel gesto specifico o se la rimozione rientrasse piuttosto nei poteri del presidente di regolare la seduta.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo boccia il primo anno della giunta Morandi, accusandola di concentrarsi sulle opere pubbliche e trascurare politiche sociali, giovani e abitazione. E’ pero’ soprattutto il punto di vista della minoranza: mancano dati di bilancio, motivazioni delle proposte respinte e replica della maggioranza.
Infine, a Dro una ventina di famiglie hanno chiesto un lotto di legna da ardere sul monte Anglone. Fa riflettere soprattutto un altro dato: il nuovo Piano di gestione forestale ha iniziato il proprio iter nel 2018 e dovrebbe concludersi nel 2026. Otto anni che l’articolo attribuisce alla complessita’ della procedura, senza spiegare quali passaggi abbiano richiesto tanto tempo.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ semplice: distinguere i risultati dalle proiezioni, gli annunci dai passaggi realmente compiuti e le polemiche dalle questioni che producono conseguenze concrete sul territorio.