Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 3 ottobre 2026

La prima notizia riguarda le mense scolastiche di Riva del Garda.
Tre genitori della scuola Zadra, al Rione Degasperi, annunciano una raccolta di firme che vorrebbero estendere anche agli altri Comuni. Segnalano pasti spesso freddi, poca varieta’ e alternative considerate insufficienti, fino a casi nei quali, secondo il loro racconto, alcuni bambini non mangerebbero fino all’uscita da scuola.
La richiesta non riguarda soltanto il menu’. Le famiglie chiedono un confronto con scuola, Comunita’ di Valle e Risto3, che gestisce il servizio. Vogliono inoltre sapere perche’ la cucina della nuova scuola non venga utilizzata e quali controlli vengano effettuati su preparazione, trasporto e temperatura dei pasti.
Sono domande concrete, ma l’articolo raccoglie soltanto la voce dei genitori. Non vengono riportate la replica degli enti coinvolti, misurazioni delle temperature o risultati dei controlli. Il titolo che parla di “cibi scadenti e freddi” presenta quindi come accertata una situazione che, per ora, e’ soprattutto una denuncia da verificare.
Prendere sul serio le famiglie significa proprio questo: chiedere risposte documentate e, se necessario, correggere il servizio senza anticipare le conclusioni.
A Riva la Giunta approva poi tre interventi che riguardano sport, cultura e soccorso.
Alla Benacense sono previsti il rifacimento della pista di atletica e una migliore sistemazione dell’area gia’ utilizzata per l’elisoccorso.
Per Palazzo Lutti Salvadori arriva il via libera al settimo e ultimo lotto, da circa un milione e mezzo di euro, destinato a completare il recupero dell’edificio anche in vista dell’ampliamento della biblioteca.
Alla caserma dei vigili del fuoco di viale Rovereto e’ invece previsto l’ampliamento del capannone est per mezzi, attrezzature e necessita’ operative.
Sono interventi concreti, ma il passaggio approvato e’ quello in Giunta. Per ciascuna opera restano da chiarire livello progettuale, quadro economico completo e soprattutto date di inizio e fine lavori. Il via libera amministrativo non equivale ancora alla consegna delle opere.
Ad Arco torna il tema della Casa dell’acqua di Bolognano.
Un atto comunale chiarisce che il Comune acquista l’impianto per 10 mila euro piu’ Iva, cioe’ 12.200 euro complessivi, con dodici mesi di garanzia. Non risultano acquistati entrambi i distributori.
Lo stesso atto prevede inoltre una successiva gara per la concessione dei due impianti, quello di Bolognano e quello del Pomerio. Questo significa che la proprieta’ pubblica non comporta necessariamente una gestione diretta da parte del Comune.
Anche il risparmio annunciato va letto con attenzione. Il 63 per cento indicato nell’atto confronta il prezzo di acquisto con i circa 27 mila euro stimati per un impianto nuovo. Non rappresenta quindi una riduzione del 63 per cento dei costi annuali del servizio.
Le domande da seguire sono altre: chi paghera’ manutenzione e sostituzioni, quali saranno tariffe e ricavi e quale sara’ il contenuto della futura concessione.
Un’altra notizia riguarda il Conservatorio Bonporti.
Una recente norma cambia la denominazione dei diplomi accademici Afam di primo e secondo livello in “laurea” e “laurea magistrale”. E’ una modifica reale e importante.
Va pero’ distinta da due altre questioni: l’equipollenza dei titoli e l’utilizzo automatico della qualifica di “dottore”.
I percorsi Afam possedevano gia’ riconoscimenti ed equipollenze previsti dalla legge, soprattutto per l’accesso ai concorsi pubblici. Il cambio di denominazione non significa quindi che prima quei titoli fossero privi di valore legale.
Resta invece da chiarire se la nuova denominazione comporti automaticamente anche l’utilizzo delle qualifiche previste per le universita’. Su questo aspetto vengono indicati dubbi interpretativi e la necessita’ di chiarimenti ministeriali.
Anche l’idea che i titoli diventino ora “finalmente spendibili a livello globale” e’ una valutazione politica, non la dimostrazione di un riconoscimento automatico in ogni Paese.
Torna poi una vecchia proposta per la viabilita’ della Busa.
Ugo Perini ripropone una strada sopraelevata di circa 2,6 chilometri, con un costo stimato dallo stesso proponente in 65 milioni di euro.
L’idea era gia’ stata presentata nel 2023 e gli articoli di oggi non aggiungono uno studio di fattibilita’ o una comparazione tecnica con le alternative.
Le affermazioni sui benefici per traffico, incidenti ed emissioni restano quindi le valutazioni del proponente. La proposta puo’ certamente entrare nel dibattito, ma va distinta da un progetto tecnicamente verificato e da un avanzamento concreto nella soluzione dei problemi di mobilita’.
La Cooperativa Autotrasportatori di Arco celebra invece cinquant’anni di attivita’: oggi conta 17 soci, 80 mezzi e circa 16 milioni e 800 mila euro di fatturato nel 2025.
Oltre all’anniversario emergono problemi molto concreti del settore: oscillazioni del prezzo del gasolio, difficolta’ nel trovare autisti, costi elevati delle patenti professionali e necessita’ di programmare il rinnovo dei mezzi.
Interessante anche il richiamo alla mobilita’: non soltanto nuove strade, ma migliore gestione di quelle esistenti e coordinamento dei cantieri.
Da Dro arriva purtroppo una notizia di cronaca. Un escursionista di 67 anni, residente in provincia di Pistoia, e’ stato trovato senza vita nei pressi di Maso Lizzone, nella zona del sentiero degli Scaloni, fra Ceniga e Dro.
L’ipotesi riferita e’ quella di un malore, ma le cause devono ancora essere accertate. Alla famiglia va un pensiero di vicinanza e sincere condoglianze.
Fra le altre notizie, il sindaco di Riva Alessio Zanoni annuncia che portera’ alla prossima assemblea dei vigili del fuoco il ringraziamento per l’intervento compiuto a Ibiza, valorizzando l’intero Corpo e anche i cinque protagonisti.
Ad Arco sono disponibili due posti di servizio civile per giovani fra 18 e 28 anni, in un progetto dedicato ad ambiente, acqua e sostenibilita’. Il servizio durera’ dodici mesi a partire dal primo dicembre.
Fierecongressi porta infine un nuovo appuntamento professionale fuori Riva: “Hospitality in Alta Quota”, in programma l’11 novembre al Paladolomiti di Pinzolo, con trenta aziende rivolte agli operatori dell’ospitalita’ montana.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le segnalazioni dagli accertamenti, i via libera amministrativi dalle opere gia’ realizzate e i cambiamenti formali dai loro effetti concreti e verificabili.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 2 ottobre 2026

La prima notizia riguarda gli affitti turistici a Riva del Garda.
La Guardia di Finanza ha individuato cinque appartamenti nello stesso edificio, vicino al centro, affittati attraverso le principali piattaforme online. Secondo gli accertamenti, mancavano i necessari titoli edilizi e abitativi e l’attivita’ sarebbe stata esercitata in modo stabile e organizzato, senza partita Iva.
La somma ricostruita supera i 300 mila euro. E’ importante precisare che si tratta di redditi non dichiarati, non dell’importo delle imposte evase. Il proprietario e’ stato inoltre segnalato alla Procura per la mancata comunicazione delle generalita’ degli ospiti e a Trentino Riscossioni per l’omesso versamento dell’imposta di soggiorno.
Sono gli esiti degli accertamenti riferiti dagli investigatori, non una sentenza.
L’Adige riporta anche il bilancio dei controlli comunali illustrato dal sindaco Alessio Zanoni: da maggio circa cinquanta verifiche, trenta sugli alloggi turistici e venti sull’applicazione della legge Gilmozzi.
Attenzione pero’ a non sommare i numeri come se rappresentassero altrettante irregolarita’: cinquanta sono i controlli effettuati. E l’operazione della Guardia di Finanza resta distinta da quella del Comune.
Ad Arco cambia invece la viabilita’ attorno al ponte.
Da lunedi’ 5 ottobre inizieranno i lavori per i nuovi attraversamenti delle reti di gas, elettricita’, telecomunicazioni e acquedotto.
Per circa un mese sara’ chiuso il tratto ciclopedonale fra il parcheggio al Ponte e l’incrocio con via della Cinta e via Segantini. Le biciclette passeranno sulla carreggiata, mentre per i pedoni saranno predisposti percorsi provvisori ai lati del cantiere.
Cambiera’ anche il funzionamento del semaforo, che passera’ da tre a quattro fasi per separare l’uscita da Prabi dal traffico proveniente da sud lungo via della Cinta.
Il Comune avverte che le attese potranno aumentare, soprattutto nelle ore di punta.
Il mese indicato riguarda questa specifica fase dei sottoservizi e non la conclusione dell’intero intervento sul ponte. Nelle prossime settimane saranno quindi particolarmente importanti segnaletica, sicurezza dei percorsi provvisori e aggiornamenti sui tempi.
A Riva passa intanto il documento preliminare della variante ordinaria al Piano regolatore, con tredici voti favorevoli e cinque astensioni.
Gli obiettivi dichiarati sono ridurre il consumo di suolo e la pressione edificatoria, aumentare verde e permeabilita’, recuperare l’esistente e cercare un equilibrio fra strutture turistiche e abitazioni per residenti.
Non si tratta ancora, pero’, dell’approvazione delle nuove regole urbanistiche.
Le richieste dell’opposizione riguardano proprio il passaggio dagli obiettivi alle scelte concrete: quali aree saranno realmente protette, con quali vincoli e quali limitazioni alla nuova edificazione?
L’assessora Livia Ferrario chiarisce che questa fase definisce gli indirizzi e che le decisioni puntuali arriveranno successivamente. Sara’ quindi nei prossimi passaggi che si potra’ verificare quanto gli obiettivi ambientali dichiarati diventeranno prescrizioni effettive.
Nelle stesse ore e’ stato abbattuto il cedro di via I Maggio, oggetto di una petizione con circa mille firme.
Gli Amici della Terra Alto Garda e Ledro chiedono maggiori tutele per gli alberi esistenti. L’articolo, pero’, non ricostruisce nel dettaglio le condizioni dell’albero, le motivazioni tecniche e il percorso autorizzativo del taglio. Il semplice accostamento fra il cedro abbattuto e un Piano regolatore che promette piu’ verde non basta quindi, da solo, a dimostrare una contraddizione amministrativa.
Torna poi il tema delle microplastiche nel lago di Garda.
Uno studio coordinato da Marco Parolini rileva nel Garda la concentrazione piu’ elevata fra quattordici laghi esaminati: circa 61,5 particelle per chilogrammo di sedimento secco, contro una media complessiva di 14,4.
Microplastiche sono state rilevate in tutti i bacini analizzati, compresi Ledro e il laghetto di Malga Campo di Drena.
Il dato va pero’ letto correttamente. Lo studio riguarda i sedimenti delle rive, non una graduatoria generale sulla qualita’ delle acque e neppure sulla loro potabilita’.
Inoltre non si tratta di nuove analisi del 2026: i campioni sono stati raccolti fra aprile e maggio del 2023 e lo studio e’ stato pubblicato nel 2024. La notizia di oggi e’ il rilancio della ricerca, non un nuovo peggioramento appena misurato.
La questione dell’inquinamento resta naturalmente rilevante. Ora sarebbe utile sapere quali monitoraggi successivi siano disponibili e quali interventi siano stati avviati sulle fonti di contaminazione.
Sul fronte dei trasporti, Arcese e Cartiere del Garda portano a sei i camion elettrici utilizzati nel collegamento fra i due stabilimenti.
Il beneficio locale riguarda soprattutto la riduzione del rumore e delle emissioni allo scarico, in particolare nella zona di San Giorgio. I circa 26 mila passaggi annuali dei mezzi, pero’, restano.
Il T precisa inoltre che l’elettricita’ utilizzata deriva dalla cogenerazione a gas naturale della Cartiera. Si tratta quindi di un miglioramento concreto dell’impatto locale, non di un trasporto completamente privo di emissioni ambientali.
Da Tremosine arriva poi la vicenda della barriera galleggiante di Campione.
Il Comune dovra’ restituire circa 1 milione e 410 mila euro al Fondo dei Comuni confinanti per un’opera risultata inadeguata a proteggere le imbarcazioni da onde e vento.
La struttura e’ stata successivamente venduta per 27.500 euro e oggi viene utilizzata a Torbole dal Circolo Vela. Il riuso e’ positivo, ma resta distinta la valutazione sull’intervento originario. L’articolo ricorda anche un’azione legale iniziata nel 2019, senza indicarne l’esito.
Ad Arco torna infine, come informazione di servizio, il progetto di conversione a prato di alcune aree dei cimiteri. La zona sud del cimitero di Arco restera’ chiusa fino a lunedi’ 5 ottobre.
Fra gli appuntamenti, sono aperte le iscrizioni ai nidi comunali di Arco e Bolognano per l’anno educativo 2027-2028, esclusivamente online.
A Pieve di Ledro, domenica 4 ottobre, torna “Io corro per Chanel”, iniziativa in memoria di Chanel Bertolotti e a sostegno della ricerca.
Infine, entrambi i giornali dedicano ampio spazio al ricordo di Claudio Chiarani e Giancarlo Piccoli.
L’ultimo saluto a Claudio Chiarani, con cerimonia laica, sara’ domani, sabato 3 ottobre, alle 11 al cimitero del Grez di Riva. Il funerale di Giancarlo Piccoli sara’ invece alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Varone.
Alle loro famiglie va un pensiero di vicinanza e sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di leggere con precisione numeri e annunci: distinguere redditi non dichiarati dalle imposte evase, obiettivi urbanistici dalle future regole, una ricerca rilanciata oggi da nuovi dati e un miglioramento ambientale locale da un impatto completamente azzerato.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 16 settembre 2026

La notizia amministrativa piu’ rilevante riguarda l’ex Hotel Arco. La Giunta provinciale ha deciso di non approvare la variante urbanistica che avrebbe consentito di trasformare l’area da alberghiera a turistico-residenziale, accompagnando l’intervento con alcune opere pubbliche.
Le motivazioni riportate dai giornali riguardano soprattutto la mancata dimostrazione di un interesse pubblico sufficientemente chiaro, il rapporto tra vantaggi pubblici e privati, il fabbisogno abitativo, la compatibilita’ ambientale e le garanzie sulla realizzazione delle opere previste.
Un punto importante e’ distinguere cio’ che sarebbe stato davvero aggiuntivo da cio’ che era gia’ previsto dal piano vigente. Solo cosi’ si puo’ valutare correttamente il beneficio pubblico dell’accordo.
La conseguenza concreta e’ semplice: la variante e’ stata bocciata e l’area mantiene la destinazione alberghiera. Le valutazioni politiche sulle responsabilita’ precedenti restano invece un altro piano, distinto dalla decisione urbanistica.
Ampio spazio viene dedicato anche alla cava Piscolo. Il progetto prevede il riempimento e la messa in sicurezza della cava, un uliveto sul versante rivano e un impianto fotovoltaico su quello arcense, per un investimento superiore a 5 milioni di euro. L’iter autorizzativo e’ ancora aperto.
Le questioni piu’ concrete riguardano il traffico pesante, la provenienza dei materiali, i controlli sulle terre e l’impatto paesaggistico. Il T indica fino a 40 camion al giorno, per sei giorni alla settimana e per circa quattro anni. Resta pero’ da chiarire se il numero rappresenti i mezzi in arrivo o tutti i passaggi, compresi i ritorni.
Sulla qualita’ dei materiali, l’imprenditore assicura che saranno accettate soltanto terre conformi ai limiti previsti. Le preoccupazioni, compresi i riferimenti ai Pfas, devono pero’ essere distinte dai risultati delle analisi: al momento gli articoli non documentano contaminazioni effettivamente rilevate nei materiali destinati alla cava.
Anche il dato sulla produzione fotovoltaica, indicata come equivalente a circa un quarto dei consumi di Arco, richiede maggiori elementi per essere verificato.
Torna poi la Ciclovia del Garda. I comitati ambientalisti continuano a essere contrari all’opera, ma chiedono mitigazioni dell’impatto visivo nel caso in cui la Provincia decida comunque di procedere.
Chiedere mitigazioni, quindi, non significa aver accettato il progetto. Anche l’ipotesi che i dissesti della roccia possano bloccare l’opera resta una previsione degli ambientalisti, non una conclusione tecnica gia’ accertata.
Un aggiornamento riguarda anche la Casa della Trota: l’acquisizione da 2,3 milioni di euro e’ stata autorizzata, ma il contratto non e’ ancora stato perfezionato. Anche il recupero della cosiddetta casa dei tuffi resta per ora una proposta.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, a Riva sono in installazione due box per biciclette, in viale Madruzzo e piazza Catena, con otto posti ciascuno e accesso tramite applicazione.
Ad Arco sono invece attivi da circa una settimana nuovi pannelli informativi su traffico e parcheggi. Per i varchi di controllo delle zone a traffico limitato si parla di un orizzonte di uno o due anni.
Molto piu’ lontano e’ il sistema rivano di gestione dei flussi con intelligenza artificiale, indicato su un orizzonte di tre-sei anni. Anche una piattaforma unica per coordinare la mobilita’ dell’Alto Garda resta, per ora, un’idea e non un progetto gia’ approvato e finanziato.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. L’ex sindaco Giuseppe Parolari propone una circonvallazione corta dalla Conca d’Oro al trivio, interamente nel territorio di Nago-Torbole.
Le sue valutazioni su costi e riduzione del traffico non sono pero’ accompagnate nell’articolo da studi o dati progettuali. Restano quindi una proposta politica e una stima da verificare, non una soluzione gia’ dimostrata.
Sul Pandino di Nago, il sindaco Gianni Morandi chiarisce che l’aggiudicazione dell’immobile a Trentino Rigenera non significa che il futuro sia gia’ definito. Il piano attuativo e le concessioni sono scaduti e l’area dovra’ essere ripianificata insieme alla nuova proprieta’. Anche qui, quindi, il cambio di proprietario non equivale all’apertura imminente di un cantiere.
A Riva, infine, i ricercatori dell’Universita’ di Trento hanno mostrato al pubblico le analisi sulle microplastiche nel lago. Sono stati rilevati polietilene, polipropilene e soprattutto polistirolo espanso. Il resoconto non fornisce pero’ concentrazioni o confronti quantitativi sufficienti per stabilire se l’inquinamento sia aumentato nel tempo.
Sul fronte della cronaca, a Nago i carabinieri hanno arrestato due uomini dopo il ritrovamento di circa 5,3 chili di hashish in auto. Gli arresti sono stati convalidati e per entrambi sono stati disposti i domiciliari.
Infine, la Pro San Tomaso ricorda Roberto Marchi, che ha guidato l’associazione per vent’anni, sottolineandone l’impegno sociale e l’attenzione ai bisogni della comunita’.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le decisioni effettive dalle ipotesi ancora aperte, le rassicurazioni dai dati verificabili e le proposte politiche dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro dell’11 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora l’ospedale di Arco, ma oggi entrambe le testate spostano finalmente l’attenzione dagli spazi al personale.
Nursing Up parla di una carenza infermieristica strutturale e segnala un problema organizzativo preciso: lo stesso infermiere puo’ essere chiamato a seguire i quattro posti dell’Osservazione Breve Intensiva e contemporaneamente i trasporti secondari. Secondo il sindacato, questo rischia di lasciare senza presenza continuativa pazienti che richiedono assistenza elevata.
Nursing Up chiede un infermiere dedicato all’OBI nelle 24 ore, piu’ ambulanze, un terzo equipaggio di Trentino Emergenza e una presenza di vigilanza nei momenti piu’ critici.
Il punto si collega direttamente agli ampliamenti annunciati nei giorni scorsi. Nuovi spazi, Dialisi riorganizzata e Pronto soccorso piu’ grande sono importanti, ma devono essere accompagnati da organici adeguati. Sugli edifici esistono metri quadrati, fasi e scadenze; sul rafforzamento strutturale del personale, invece, le risposte sono ancora meno definite.
Manca inoltre la posizione dell’Azienda sanitaria sulle specifiche contestazioni del sindacato. Sappiamo quindi quali problemi vengono denunciati, ma non ancora se l’organizzazione OBI-trasporti verra’ modificata o se sia gia’ previsto un terzo equipaggio.
Torna poi il liceo Maffei, dove il nuovo anno scolastico comincia ancora con gli studenti distribuiti su cinque sedi e il grande cantiere sostanzialmente fermo.
Consulta dei genitori e Consiglio dell’istituzione ricordano di avere scritto alla Provincia il 26 maggio e sostengono di non avere ancora ottenuto neppure un incontro. Segnalano inoltre carenza di laboratori, una sola palestra, continui spostamenti e difficolta’ nel reperire spazi adeguati per alcune attivita’.
Viene riproposta anche una domanda precisa: perche’ nell’estate 2025 furono demolite quindici aule e l’auditorium poco prima dell’interruzione dei lavori? Gli organismi scolastici chiedono se fossero gia’ emersi segnali delle difficolta’ dell’impresa. Al momento e’ una domanda, non una conclusione dimostrata.
Il problema, ormai, non e’ soltanto edilizio. Diventa anche istituzionale: due organismi rappresentativi della scuola affermano di attendere una risposta da piu’ di tre mesi.
Sulla Ponale, nuovi massi si sono staccati dalla parete della Rocchetta e alcuni hanno raggiunto il sedime del sentiero poco prima della prima galleria. Fortunatamente il distacco sarebbe avvenuto quando il percorso non era ancora affollato.
Il fatto riapre legittimamente il tema della sicurezza. Il T collega pero’ rapidamente l’episodio anche alla futura Ciclovia del Garda. La domanda e’ pertinente, ma manca una valutazione tecnica specifica: non viene sentito un geologo e non viene chiarito se il punto interessato corrisponda ai tratti previsti per la ciclovia. Il distacco dei massi e’ quindi un fatto; il rischio per la futura infrastruttura resta una questione tecnica ancora da verificare.
Ad Arco prende forma anche il rilancio del Giardino della Pace. Il 19 e 20 settembre si terra’ la Festa della Pace, inserita in un progetto piu’ ampio di cura condivisa tra Comune, scout, cittadini e associazioni.
E’ corretto parlare di nuova valorizzazione, ma definire il Giardino semplicemente “abbandonato” rischia di cancellare cio’ che e’ avvenuto negli anni intermedi. Nel 2023, per esempio, vi si svolse la cerimonia del Giorno del Ricordo con la piantumazione di una ginestra dedicata agli esuli del confine orientale. Il progetto attuale puo’ quindi rappresentare un salto di qualita’ senza dover descrivere il passato come una totale assenza di vita pubblica.
A Riva del Garda, Lega, Patt e Fratelli d’Italia chiedono un piano comunale per la sicurezza dopo il grave episodio di via Molini. Le proposte riguardano maggiore presenza della Polizia locale, controllo delle aree sensibili, illuminazione, manutenzione e coordinamento con le forze dell’ordine.
La richiesta politica e’ legittima. Meno dimostrato e’ invece un peggioramento generale della sicurezza cittadina: nell’articolo non compaiono dati sui reati, confronti con gli anni precedenti o statistiche territoriali. Il fatto grave esiste; trasformarlo in una diagnosi complessiva sulla citta’ richiede numeri piu’ solidi.
Infine, la Giunta di Arco presenta un piano biennale per i cimiteri. Sono previste meno superfici in ghiaia, piu’ prato, percorsi piu’ accessibili, nuovi cipressi, un gazebo al Monumentale e l’utilizzo di un robot per lo sfalcio.
Il cronoprogramma c’e’, ma manca ancora il quadro economico: l’articolo non indica il costo complessivo degli interventi ne’ le relative coperture finanziarie.
Fra le altre notizie, il quadro generale dell’avvio dell’anno scolastico nell’Alto Garda appare complessivamente positivo sul fronte degli organici. A Dro debutta “Associando”, mentre a Riva prosegue il progetto europeo sulle microplastiche nelle acque. Domani la Sat propone sull’Altissimo “Una montagna di salute” e dal 26 settembre torna “Ottobre a teatro”. A Torbole, infine, si avvicina il concerto di Gianni Morandi alle Foci del Sarca, ormai vicino al tutto esaurito.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i problemi realmente documentati dalle conclusioni ancora da dimostrare e ricordare che infrastrutture, sicurezza e servizi funzionano soltanto quando agli spazi e ai progetti corrispondono persone, risorse e dati verificabili.