Guido Trebo

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 9 ottobre 2026

La notizia principale riguarda il lavoro e l’industria locale.

Arconvert prolunga la cassa integrazione ordinaria dal 12 ottobre al 13 dicembre, con un possibile coinvolgimento di cento dipendenti. Alle Cartiere del Garda la procedura riguarda invece fino a 394 lavoratori, fra operai e impiegati, per tredici settimane a partire dal 2 novembre.

Il primo fermo alle Cartiere e’ previsto dal 2 all’8 novembre.

Entrambe le testate indicano il calo degli ordinativi come motivo delle decisioni. I sindacati richiamano anche il rischio di mancato rinnovo per alcuni lavoratori in somministrazione e chiedono integrazioni economiche per limitare la perdita salariale.

E’ importante distinguere le richieste sindacali dagli accordi gia’ raggiunti: al momento sono proposte.

Anche sui numeri serve precisione. Le procedure quantificate coinvolgono fino a 494 dipendenti, cento piu’ 394. Il riferimento del T a “oltre 500” non trova riscontro nei numeri riportati. L’indotto puo’ certamente ampliare le conseguenze, ma negli articoli non viene quantificato.

E soprattutto la cassa integrazione non equivale all’annuncio di 494 licenziamenti. Resta comunque una situazione seria, perche’ riduzione del reddito e incertezza dei contratti incidono immediatamente sulle famiglie.

Sul fronte della sanita’ e dell’assistenza agli anziani, viene presentata a Riva “Longenica”, la fiera sulla longevita’ prevista dal 5 al 7 ottobre 2027.

L’iniziativa vuole mettere insieme prevenzione, ricerca, imprese e istituzioni, con il coinvolgimento anche di Luigi Fontana e dell’assessore provinciale Mario Tonina.

La presentazione di una fiera, pero’, non equivale all’apertura di nuovi servizi sanitari.

La prevenzione merita certamente investimenti, ma chi oggi assiste una persona non autosufficiente ha bisogno anche di posti disponibili, personale e percorsi accessibili.

Il tema delle liste d’attesa nelle Rsa resta quindi centrale. Nella rassegna viene richiamato un dato recente di circa 1.100 persone in attesa in Trentino, con tempi molto diversi a seconda delle situazioni.

Esistono percorsi pubblici di valutazione e accesso, ma per i ricoveri temporanei le famiglie devono ancora spesso contattare direttamente le strutture per verificare la disponibilita’. Rendere piu’ trasparenti posti, tempi e costi sarebbe un miglioramento concreto.

A Dro arriva intanto un nuovo servizio alla Residenza Molino.

Viene attivata una presa in carico diurna continuativa per un massimo di quattro persone contemporaneamente, dal lunedi’ al venerdi’, dalle 8 alle 17.30.

Il servizio comprende pranzo, bagno assistito, attivita’ motorie e cognitive, socializzazione e trasporto da casa alla struttura e ritorno.

E’ un sostegno concreto per le famiglie, anche se di dimensioni limitate. Il servizio nasce infatti a parita’ di risorse, attraverso una riorganizzazione di spazi e personale. Sara’ importante verificarne la domanda effettiva e la sostenibilita’ nel tempo.

A Varone, invece, il Comune di Riva recede anticipatamente dall’affitto dell’ambulatorio medico, inutilizzato da giugno.

Il canone e’ di 6.000 euro annui e il contratto sarebbe scaduto nell’aprile 2029.

Evitare una spesa per locali non utilizzati ha una logica amministrativa, ma il fatto che non ci siano medici presenti non significa che non esista un bisogno di assistenza nella frazione.

Resta quindi una domanda concreta: dove vengono seguiti oggi i residenti, con quali spostamenti e quali difficolta’ per le persone anziane o per chi non guida?

Ad Arco arrivano nuovi dettagli sulla messa in sicurezza di Laghel dopo la frana del 25 agosto.

Il progetto vale complessivamente circa 277.500 euro. E’ stato chiesto un contributo provinciale, ma la quota effettivamente finanziata deve ancora essere definita.

L’intervento non consiste soltanto in una barriera paramassi. Sono previsti una struttura lunga circa 80 metri e alta cinque, disgaggi, reti, ancoraggi sulla parete e rimozione dei massi.

Anche gli 80 giorni indicati per i lavori rappresentano una durata stimata e non una data certa per il rientro nelle abitazioni. Restano infatti in vigore sgomberi e divieti di accesso.

A Riva continua invece il confronto sulla sicurezza dopo la spaccata nella tabaccheria della Galleria Mimosa.

Elisabetta Aldrighetti e Voce Comune ripropongono l’ipotesi della vigilanza privata e chiedono chiarimenti sulle telecamere che, secondo alcune segnalazioni, sarebbero state rimosse.

Il T presenta la rimozione in modo piu’ categorico nel richiamo, mentre nel testo usa il condizionale. Senza una risposta del Comune, non sappiamo ancora se le telecamere siano state effettivamente tolte, per quale motivo e quale copertura sia oggi disponibile.

La domanda sulle telecamere e’ verificabile e merita una risposta precisa. La vigilanza privata, invece, e’ una proposta che richiede valutazioni su costi, compiti e coordinamento.

A Ledro una truffa telefonica e’ stata bloccata in gran parte grazie al sospetto di un operatore bancario e all’intervento dei carabinieri.

Una donna di settant’anni era stata convinta da un falso carabiniere a disporre due bonifici per complessivi 51.000 euro. Di questi, 48.000 sono stati congelati.

Parlare di truffa completamente sventata sarebbe quindi impreciso: gli articoli non chiariscono che cosa sia accaduto ai restanti 3.000 euro.

Il promemoria piu’ utile e’ semplice: i carabinieri non chiedono trasferimenti di denaro. In caso di telefonate sospette e’ bene interrompere la comunicazione e chiamare direttamente il 112.

Fra le notizie brevi, una donna di 49 anni e’ rimasta ferita nello scontro fra uno scooter e un’auto fra Ceole e Varignano ed e’ stata trasferita al Santa Chiara. Dinamica e responsabilita’ sono ancora in corso di accertamento.

Al rione Degasperi, infine, viene segnalata la chiusura di viale Don Bosco in prossimita’ di via Piave per impedire il traffico di attraversamento. L’accesso ai residenti resta da viale Trieste.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli effetti reali dalle semplificazioni: cassa integrazione non significa licenziamento, una fiera sulla longevita’ non equivale a nuovi servizi sanitari, una durata stimata dei lavori non e’ una data certa di rientro e una truffa bloccata in gran parte non significa necessariamente denaro recuperato integralmente.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 8 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora la variante agricola di Arco, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.

Il consigliere del Pd Gabriele Andreasi chiede di rinviare il provvedimento e concentra le sue critiche soprattutto sulle abitazioni gia’ esistenti nelle aree agricole. Secondo la sua lettura, le nuove norme bloccherebbero anche la possibilita’ di ampliamento del 20 per cento, con conseguenze per chi volesse ricavare un’abitazione per i figli.

Contesta inoltre l’aumento dei requisiti per i nuovi centri aziendali e le zone nelle quali verrebbero vietati nuovi agriturismi o ampliamenti.

Sono questioni concrete, ma alcuni elementi richiedono ancora verifiche. Le “centinaia di famiglie” coinvolte rappresentano una stima di Andreasi: l’articolo non presenta un censimento preciso. Anche il riferimento a “diritti edificatori consolidati” e’ una valutazione politica che deve essere confrontata con le norme vigenti e con quelle proposte.

Sul metodo va ricordato che il Comune aveva aperto, dal 20 aprile al 20 maggio, una fase pubblica per raccogliere contributi, osservazioni e segnalazioni. Non si puo’ quindi parlare di totale assenza di partecipazione. Questo non significa, pero’, che il testo oggi in discussione sia stato condiviso in modo sufficiente.

La verifica decisiva sara’ capire quali contributi siano arrivati, come siano stati valutati e quali effetti concreti avranno le nuove regole su chi vive e lavora nelle campagne.

A Riva del Garda il T racconta invece un nuovo caso di alloggio vincolato alla residenza ordinaria che sarebbe stato utilizzato per l’ospitalita’ turistica.

La Polizia locale ha effettuato un accertamento al Fangolino. Secondo il verbale, nell’alloggio sarebbero stati realizzati anche lavori interni non autorizzati. Il caso dovra’ ora essere sottoposto alle autorita’ competenti.

Il punto, quindi, non e’ semplicemente l’affitto a turisti, ma la possibile violazione di vincoli urbanistici ed edilizi.

Il giornale ricorda anche altri casi emersi nelle ultime settimane, ma manca ancora un dato complessivo che permetta di misurare il fenomeno: numero totale dei controlli, periodo considerato ed esiti.

Anche il dato secondo cui circa il 60 per cento delle compravendite della categoria A/2 avviene senza agevolazione “prima casa” non puo’ essere utilizzato automaticamente per quantificare gli immobili turistici. Una classificazione fiscale non dice da sola come venga effettivamente utilizzata un’abitazione.

Sul fronte sociale entra invece nella fase operativa “La Comunita’ che sostiene”.

La novita’ e’ la determina firmata da Costanza Fedrigotti e la riunione prevista in ottobre del Tavolo della Solidarieta’, che esaminera’ le richieste insieme a Caritas e Servizi sociali.

La dotazione e’ di 90.000 euro complessivi per il triennio 2026-2028, quindi 30.000 euro all’anno per tutto il territorio. Non sono 90.000 euro ogni anno.

Si tratta di un fondo integrativo destinato a bisogni essenziali. Puo’ essere importante per affrontare singole emergenze, ma non rappresenta una soluzione strutturale al caro-affitti o all’impoverimento.

Per valutarne l’efficacia sara’ utile conoscere quanti cittadini riceveranno un aiuto, quale sara’ il contributo medio e quante richieste resteranno eventualmente senza copertura.

Anche i dati sui pasti a domicilio richiedono precisione. Si passa da 84.194 pasti nel 2023 a 87.305 nel 2024 e 92.153 nel 2025. Sono aumenti del 3,7 e del 5,6 per cento, non crescite annuali “in doppia cifra”. La previsione di 100.000 pasti nel 2026 rappresenterebbe un aumento di circa l’8,5 per cento.

Il bisogno cresce, ma i numeri pubblicati non confermano quella specifica definizione.

Ad Arco, sulla vicenda del Piscolo, la novita’ e’ la consegna di oltre 170 firme raccolte tra i residenti di Ceole.

La petizione e’ stata inviata a Comuni, Provincia, Comunita’ di Valle e Appa e chiede, fra le altre cose, di sospendere i conferimenti fino alle verifiche, rendere accessibili gli atti, predisporre controlli ambientali e un piano della mobilita’ e convocare un’assemblea pubblica.

L’articolo parla di circa 230 mila metri cubi di terre provenienti dalla circonvallazione ferroviaria di Trento e riporta la stima dei promotori di oltre 22 mila transiti, considerando andata e ritorno.

E’ un totale complessivo. Senza un calendario dei conferimenti e una frequenza giornaliera non permette ancora di capire quale sara’ l’intensita’ effettiva del traffico.

Le preoccupazioni su strettoie e vicinanza alle abitazioni meritano risposte tecniche. Il timore di contaminazioni, invece, non equivale a una contaminazione gia’ accertata. Servono dati su materiali ammessi, analisi, percorsi e condizioni autorizzative.

In Val di Ledro, a Pre’, i residenti contestano la deviazione prevista dal 12 ottobre all’11 dicembre per i lavori sulla statale.

Il traffico in discesa verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre quello in salita restera’ sulla statale 240. Non saranno quindi entrambe le direzioni a transitare nell’abitato.

Un residente chiede perche’ non sia stato preferito un senso unico alternato con semaforo. E’ una domanda legittima, ma nell’articolo manca la risposta del Servizio Gestione Strade. Per valutare l’alternativa servono informazioni sulle condizioni del cantiere, sulla sicurezza e sulle soluzioni tecnicamente esaminate.

A Laghel, invece, resta in vigore il divieto di accesso alla zona interessata dalla frana del 25 agosto.

Nonostante il divieto, vengono segnalati arrampicatori ancora presenti nelle falesie. Con l’avvio dei lavori non si deve entrare ne’ nelle pareti interessate ne’ nel relativo sentiero.

Sono previsti una barriera paramassi lunga circa 80 metri e alta cinque, oltre agli interventi di consolidamento della parete. La durata stimata e’ di 80 giorni, ma non rappresenta ancora una data certa di riapertura.

Torna inoltre il confronto politico sulla proposta del Pd di ospitare giovani atleti palestinesi ad Arco.

Fucina Comune non contesta il principio dell’accoglienza, ma critica la collocazione dell’iniziativa a ridosso dell’anniversario del 7 ottobre e chiede che la memoria delle vittime non sia selettiva.

Il gruppo pone anche domande concrete su costi, durata, strutture disponibili, personale e responsabilita’ verso eventuali minori ospitati.

L’Adige sceglie il titolo “Si litiga sui palestinesi”, mettendo soprattutto in evidenza lo scontro politico. Nell’intervento, pero’, ci sono anche questioni amministrative verificabili.

Va inoltre ricordato che la proposta del Pd non approva gia’ un programma operativo: chiede proprio di verificare la fattibilita’ dell’iniziativa. Il confronto utile riguarda quindi priorita’, sostenibilita’, costi e condizioni dell’eventuale progetto.

Fra le notizie brevi, sulla Casa Mia Mario Tonina conferma la disponibilita’ della Provincia a sostenere gli interventi sull’immobile, ma non sono ancora indicati importi o tempi di finanziamento.

In via Fornasetta, Evan Cantone segnala problemi di illuminazione, asfalto, velocita’ e sicurezza.

Alla Galleria Mimosa un furto nella tabaccheria ha causato pochi euro di refurtiva ma soprattutto danni alla vetrata e disagio per l’attivita’.

Oggi, infine, si svolge la Business Run con partenza alle 18 dalla Baltera. Le principali limitazioni al traffico saranno attive in via Baltera dalle 17.20 alle 20 e lungo il percorso dalle 17.45 alle 19.30, con restrizioni anche in viale Canella, viale dei Tigli e agli attraversamenti di viale Rovereto.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le contestazioni dalle verifiche sulle norme, i singoli casi dalla dimensione reale di un fenomeno e i fondi utili per affrontare le emergenze dalle soluzioni strutturali che richiedono risorse ben maggiori.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 24 settembre 2026

La notizia principale riguarda Laghel, dopo la frana del 25 agosto dal Colodri. Gli approfondimenti tecnici hanno individuato tre settori con volumi rocciosi instabili. Negli scenari piu’ gravi, alcuni massi potrebbero raggiungere gli edifici gia’ evacuati e via alle Fontane. Si tratta di scenari di rischio, non della previsione di un crollo imminente.

Gli interventi saranno realizzati in due fasi. Prima verra’ installata una barriera paramassi ad alta capacita’, lunga almeno 80 metri, che dovra’ proteggere anche gli operatori. Successivamente si procedera’ al consolidamento della parete con reti, pannelli in fune e ancoraggi.

La Provincia ha riconosciuto la somma urgenza e il Comune si prepara ad affidare i lavori. Restano pero’ le informazioni piu’ importanti per le famiglie evacuate: non sono ancora indicati il costo complessivo, il calendario del cantiere e soprattutto i tempi e le condizioni necessarie per poter rientrare nelle abitazioni.

Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. Le categorie economiche favorevoli allo sbocco alla Maza presentano in modo piu’ dettagliato le ragioni della soluzione C, dalla Conca d’Oro alla Maza: poco meno di quattro chilometri e un costo indicato di 234 milioni di euro.

Secondo il documento, questa soluzione collegherebbe direttamente la variante alla Loppio-Busa, ridurrebbe il traffico diretto verso Linfano durante il cantiere e potrebbe evitare ulteriori potenziamenti della viabilita’ in quella zona.

Gli argomenti sono concreti, ma non costituiscono ancora una dimostrazione definitiva della superiorita’ del tracciato. Le percentuali citate, 19% in inverno e 33% in estate, riguardano infatti soltanto una parte del traffico proveniente da Rovereto. Mancano nella pagina un confronto completo fra costi, difficolta’ tecniche e benefici delle diverse alternative. Inoltre non tutto il mondo economico sostiene la stessa soluzione: Confcommercio aveva espresso preferenza per lo sbocco al Linfano.

Sempre sulla viabilita’, dopo gli incidenti di martedi’, Voce Comune e Alessandro Amistadi chiedono il divieto alle biciclette sulla Maza in entrambe le direzioni, ricordando la presenza della nuova ciclopedonale.

La sicurezza merita certamente una verifica, ma i due incidenti non dimostrano da soli la necessita’ del divieto: soltanto uno coinvolgeva un ciclista. Servono dati sull’incidentalita’ e una valutazione dell’adeguatezza del percorso alternativo.

A Riva del Garda cambiano alcune regole della Ztl. Chi possiede un posto auto privato puo’ ottenere un secondo permesso P1 collegato allo stesso stallo. Le ditte artigiane possono registrare fino a dieci veicoli, ma resta il limite massimo di tre mezzi presenti contemporaneamente nella zona.

Per taxi provenienti da altri Comuni e noleggiatori con conducente, compresi i servizi come Uber, sara’ sufficiente registrare la targa presso Apm, senza comunicare ogni singolo ingresso.

Per la Val Gola, il Comune di Riva ha invece affidato alle associazioni Amici della Tirlindana Garda Trentino e Gruppo Sommozzatori attivita’ di monitoraggio e tutela della riserva, con 7.500 euro complessivi all’anno.

Il T collega questa tutela ai lavori della Ciclovia del Garda, parlando di “due pesi e due misure”. La domanda sulla compatibilita’ fra riserva e cantiere e’ pertinente, ma la contraddizione non puo’ essere considerata dimostrata dal semplice accostamento. Servono le prescrizioni del progetto e la verifica concreta degli impatti.

Gli ambientalisti ribadiscono inoltre la contrarieta’ alla ciclovia e chiedono trasparenza su costi e sicurezza. Il confronto fra circa 17 mila euro al metro di ciclovia e 6-10 mila euro per un’autostrada resta pero’ difficile da interpretare senza sapere quali opere e quali costi siano stati inclusi nelle due cifre.

Dalla Val di Ledro arriva invece l’allarme degli allevatori. Alberto Mazzola segnala siccita’, scarsita’ di foraggio e aumenti del 35-40% nel costo del fieno acquistato in pianura, insieme alla pressione del latte estero a basso prezzo.

Non vengono previste chiusure immediate delle aziende in valle, ma alcuni allevatori starebbero valutando una riduzione dell’attivita’. La preoccupazione principale riguarda il ricambio generazionale e la possibilita’ per i giovani di continuare il lavoro delle famiglie.

Sul Rugby Alto Garda proseguono le polemiche politiche, ma ancora senza una soluzione concreta. Si torna a parlare del campo sintetico di Varone come possibile sede temporanea. Il fatto che l’impianto possa essere tecnicamente compatibile con il rugby, pero’, non significa automaticamente che sia disponibile: servono accordi con chi lo gestisce, orari e lavori eventualmente necessari.

Torna anche la vicenda del rifugio Marchetti. Il T riprende la cancellazione della festa per i 120 anni gia’ raccontata ieri, con un linguaggio piu’ marcato nei confronti della decisione della Sat di Arco. Non emergono pero’ fatti nuovi: la festa in citta’ resta ancora un’ipotesi e non un appuntamento gia’ definito. Una correzione storica: Prospero Marchetti fu tra i fondatori della Sat nel 1872, non nel 1882.

Fra le altre notizie, a Riva e’ stato raggiunto un accordo per affittare 486 metri quadrati destinati alla sistemazione temporanea di alcune famiglie sinti, con accompagnamento sociale, scolastico e lavorativo. Restano da chiarire i tempi esatti dell’accordo.

I Patti digitali raccolgono intanto oltre 300 adesioni, circa 250 delle quali da famiglie. Aderire a un patto, pero’, non significa automaticamente avere gia’ cambiato le proprie abitudini nell’uso dello smartphone.

Infine, un augurio di pronta guarigione al ventottenne rimasto bloccato sotto un tronco ai Prati di Nago e al diciassettenne ferito nello scontro fra una moto e un’auto a Ceniga.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli scenari di rischio dagli eventi gia’ previsti, le preferenze progettuali dalle soluzioni dimostrate migliori e le polemiche dalle verifiche tecniche necessarie per prendere decisioni consapevoli.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 29 agosto 2026

La rassegna di oggi parte dal Pronto Soccorso di Arco. Mauro Ottobre denuncia una notte di forte affollamento e propone un atto del Consiglio comunale per chiedere alla Provincia un potenziamento. Nel 2025 gli accessi sono stati 20.474, il 12,4% in piu’ rispetto al 2022. Mancano pero’ dati verificati sull’organico della notte raccontata, sui tempi di attesa e sui codici di triage. Il problema e’ reale e precedente alla testimonianza di Ottobre: per affrontarlo servono numeri sui turni scoperti e proposte concrete sul personale.

La vicenda piu’ articolata riguarda il Catalogo lingue finanziato dal Fondo sociale europeo Plus, per complessivi 4 milioni di euro. Una realta’ altogardesana ha presentato un esposto alla Procura della Corte dei conti; sul tema esistono anche una petizione e un’interrogazione provinciale. Vengono sollevati dubbi sul sistema di accreditamento, sulle deleghe ad altri soggetti, sui costi e sulla corrispondenza fra progetti finanziati e attivita’ effettivamente svolte. Va pero’ ricordato che affidare parte delle attivita’ a terzi e’ consentito dal bando, a determinate condizioni. Le presunte irregolarita’ restano quindi da verificare: servono dati su deleghe, flussi economici, controlli e risultati ottenuti dagli studenti.

A Riva del Garda Fierecongressi, Enzo Bassetti e’ il nuovo presidente dopo la scomparsa di Roberto Pellegrini. Era gia’ vicepresidente e la nomina rappresenta quindi soprattutto una continuita’. Nel consiglio di amministrazione entra Silvio Rigatti, presidente dell’Apt Garda Dolomiti, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto fra turismo, congressi e fiere. Bassetti ricopre contemporaneamente altri importanti incarichi nel sistema economico e turistico locale: non emerge un’incompatibilita’, ma questa concentrazione rende particolarmente importanti trasparenza e chiarezza nella distinzione dei ruoli.

Torna poi la Ciclovia del Garda. Il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda critica costi, utilita’ e impatto ambientale dell’opera. Secondo gli ambientalisti, 5,5 chilometri di tracciato finanziato o gia’ dotato di stanziamento supererebbero i 95 milioni di euro. Il confronto proposto con il costo medio di una normale pista ciclabile richiede pero’ cautela, perche’ un’infrastruttura costruita fra gallerie, falesie e protezioni paramassi presenta caratteristiche molto diverse. Servono quindi confronti omogenei fra costi, alternative e impatti ambientali.

Per la galleria Dom, l’Ugl chiede un tavolo territoriale prima della definizione delle chiusure notturne, proponendo finestre di transito, passaggi controllati e trasporto collettivo per i lavoratori turnisti. Il dato decisivo rimane il calendario definitivo dei lavori.

A Nago fa discutere l’abbattimento di un ippocastano durante il restauro della chiesa di San Rocco. La motivazione sarebbe il possibile rischio delle radici per la stabilita’ di un muro. SOS Altissimo chiede che venga resa pubblica la perizia e che l’albero sia sostituito con una nuova piantumazione. Senza la relazione tecnica non e’ possibile stabilire se il taglio fosse evitabile.

Sulla bandiera palestinese al rifugio Marchetti si registra ancora una nuova opinione, ma nessun fatto concreto. Rimane senza risposta la domanda centrale: quali conseguenze sono realmente previste se il gestore continua a rifiutarsi di rimuoverla?

Sul monte Baldo e’ ripreso l’incendio che sembrava spento da tre giorni. E’ intervenuto nuovamente l’elicottero e in serata non erano piu’ visibili lingue di fumo, anche se questo non consente ancora di considerare definitivamente chiuso l’episodio.

Tra le altre notizie, a Bensheim un nuovo ultraleggero e’ stato battezzato “Riva del Garda” in omaggio al gemellaggio fra le due citta’. Ad Arco e’ stato inoltre bandito un concorso da 15 mila euro per un’opera d’arte destinata al nuovo auditorium-teatro.

Sul fronte culturale, L’Ora dei burattini conclude la sua ventinovesima edizione con dieci spettacoli gratuiti fra Arco e Riva, mentre dal 5 settembre la Casa degli artisti di Canale di Tenno ospitera’ la mostra dedicata a Gino Pancheri.

Come sempre, la rassegna distingue le segnalazioni dai fatti accertati, le dichiarazioni politiche dalle decisioni concrete e le cifre pubblicate dai dati che devono ancora essere verificati.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 28 agosto 2026

La notizia principale riguarda la Ciclovia del Garda. La Provincia ha aggiudicato per 9,52 milioni di euro i lavori del tratto di 930 metri tra la Galleria dei Titani e la Galleria Aurora. Il cantiere avra’ una durata prevista di circa 800 giorni, quindi oltre due anni. Restano pero’ da conoscere la data effettiva di consegna dei lavori, le conseguenze sulla Gardesana e il costo complessivo dell’intera unita’ funzionale.

Ad Arco torna il caso del Casino’ municipale. La sindaca Arianna Fiorio respinge le accuse sulla mancata richiesta del contributo da 2,25 milioni di euro. La documentazione ufficiale conferma che la procedura di prenotazione scelta da Amsa non era disponibile quando il portale del Conto Termico riapri’. Questo chiarisce l’ostacolo tecnico, ma non risolve tutte le domande sulla programmazione: resta da capire se la disponibilita’ della procedura fosse stata verificata prima della convocazione urgente del Consiglio comunale e quando amministrazione e consiglieri siano stati informati del problema. Amsa sta inoltre valutando due diversi scenari di intervento sul Casino’, ma mancano ancora progetto definitivo, costi e nuovo calendario.

Spazio poi alla biodiversita’. Sul monte Brione saranno protette alcune colonie di pipistrelli presenti nelle fortificazioni della Grande Guerra attraverso grate che impediranno l’accesso delle persone senza ostacolare gli animali. Nel Parco Arciducale di Arco, invece, alcuni vecchi lecci vengono conservati perche’ rappresentano un habitat importante per il Cerambyx cerdo, il cerambice della quercia.

A Laghel le due famiglie evacuate dopo il distacco di circa 15 metri cubi di roccia non possono ancora rientrare. La parete e’ stata controllata dai geologi, ma non e’ ancora stato deciso quale intervento di messa in sicurezza effettuare.

Per la galleria Dom, i lavori sono stati aggiudicati alla Geobau per circa 2,66 milioni di euro. Restano pero’ da definire gli orari delle chiusure e le soluzioni per limitare i disagi ai lavoratori turnisti della Val di Ledro.

A Pieve di Ledro, domani sera e’ in programma un incontro dedicato al caso Garlasco con Gianluca Zanella e Cristina Sartori. Il punto da osservare sara’ la capacita’ di distinguere fatti accertati, ipotesi e opinioni.

Tra gli appuntamenti del fine settimana, domenica gli Alpini di Arco celebrano i 70 anni dell’Altare dell’Alpino sul Monte Velo, mentre domani a Pre’ di Ledro si terra’ la Festa della Luna. Prosegue inoltre la Notte di Fiaba a Riva, anche se al momento non sono disponibili dati precisi sulle presenze.

Come sempre, la rassegna cerca di distinguere i fatti dalle interpretazioni, gli annunci dai passaggi realmente compiuti e le informazioni verificate dalle affermazioni ancora da dimostrare.

Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 27 agosto 2026

Nella Rassegna stampa ragionata dell’Alto Garda e Ledro di giovedi’ 27 agosto 2026 partiamo dalla mobilita’ a Riva. Rivetta trasporta ormai piu’ di 400 persone al giorno tra centro e spiagge, con un picco di 493. Attenzione pero’ al dato dei 25.000 “utenti”: non sono persone gia’ trasportate, ma una proiezione degli utilizzi complessivi prevista entro la fine del servizio. Per un bilancio completo mancano ancora costo totale, ricavi, quota dei viaggi gratuiti e soprattutto l’effetto sulla riduzione delle automobili.

Passo avanti concreto per la galleria Dom: l’appalto per i lavori di stabilizzazione e’ stato aggiudicato alla Geobau per circa 2,66 milioni di euro. Restano pero’ da definire periodo e orari effettivi delle chiusure. Rimane quindi aperto il problema sollevato dai sindacati: coordinare il cantiere con i cambi turno dei lavoratori della Val di Ledro ed eventualmente prevedere trasporti collettivi o altre misure.

Il primo settembre i sindaci incontreranno l’assessore provinciale Mario Tonina per parlare dell’ospedale di Arco. Si annuncia la richiesta di ulteriori investimenti, ma prima sarebbe utile verificare quelli gia’ finanziati per quasi 12 milioni di euro. Alcune scadenze dei cantieri sono ormai vicine e l’articolo non chiarisce se il cronoprogramma sia rispettato, quali nuovi servizi siano previsti e con quale personale.

A Laghel le due famiglie evacuate non possono ancora rientrare. Il sopralluogo con i droni non e’ bastato per stabilire come intervenire sul materiale instabile rimasto sul monte Baone. Servira’ un’ispezione ravvicinata prima di decidere tra pulizia, disgaggio o una protezione piu’ consistente. Il Comune ha attivato la somma urgenza, ma tempi e modalita’ della messa in sicurezza restano da definire.

Una notizia meno appariscente ma importante riguarda la Rete delle Riserve delle Alpi Ledrensi. La gestione operativa passera’ dal Comune di Ledro al Bim Chiese attraverso Esco Bim e nella rete entrera’ anche la riserva locale del lago di Tenno. Restano pero’ alcune partite di bilancio arretrate da sistemare, delle quali non vengono precisati ne’ importi ne’ anzianita’.

Sul fronte sociale prende forma In My Place. Dal 16 settembre offrira’ uno spazio per giovani tra 16 e 30 anni che vivono isolamento o fragilita’ relazionali; da ottobre arriveranno anche uno sportello per caregiver e gruppi di auto mutuo aiuto sul territorio. Il vero banco di prova sara’ riuscire a raggiungere proprio le persone piu’ isolate.

Spazio anche alla politica. Nel Consiglio comunale di Riva, Mirko Carotta ha esposto sul proprio banco una piccola bandiera palestinese, contestata da Elisabetta Aldrighetti e poi rimossa su invito del presidente Adalberto Mosaner. I giornali raccontano ampiamente la polemica, ma resta poco chiaro se le norme richiamate disciplinassero davvero quel gesto specifico o se la rimozione rientrasse piuttosto nei poteri del presidente di regolare la seduta.

A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo boccia il primo anno della giunta Morandi, accusandola di concentrarsi sulle opere pubbliche e trascurare politiche sociali, giovani e abitazione. E’ pero’ soprattutto il punto di vista della minoranza: mancano dati di bilancio, motivazioni delle proposte respinte e replica della maggioranza.

Infine, a Dro una ventina di famiglie hanno chiesto un lotto di legna da ardere sul monte Anglone. Fa riflettere soprattutto un altro dato: il nuovo Piano di gestione forestale ha iniziato il proprio iter nel 2018 e dovrebbe concludersi nel 2026. Otto anni che l’articolo attribuisce alla complessita’ della procedura, senza spiegare quali passaggi abbiano richiesto tanto tempo.

Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ semplice: distinguere i risultati dalle proiezioni, gli annunci dai passaggi realmente compiuti e le polemiche dalle questioni che producono conseguenze concrete sul territorio.