Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 20 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la Ciclovia del Garda fra Riva e Limone.
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rispondendo a un’interrogazione di Lucia Coppola, conferma la prosecuzione del progetto e indica il 2030 come obiettivo per il completamento funzionale degli ultimi tratti sulla sponda occidentale.
Fugatti respinge anche l’ipotesi di sospendere le progettazioni e sostituire con i battelli il collegamento fra Riva e Limone.
Il 2030, pero’, resta una previsione basata sul cronoprogramma gia’ trasmesso nel settembre 2025. Nel calendario sono considerate anche le sospensioni dei lavori durante la stagione turistica.
Sul fronte economico, il T indica circa 84 milioni di euro per i 5,5 chilometri occidentali, dei quali 12 milioni e 400 mila destinati alla mitigazione del rischio di caduta massi, con benefici anche per la Gardesana.
Fugatti richiama inoltre l’aumento dei prezzi dei materiali, l’aggiornamento dei listini e alcune modifiche progettuali.
Serve pero’ cautela quando si attribuiscono i rincari soprattutto alla sicurezza. I 12 milioni e 400 mila euro rappresentano una componente del costo attuale, ma non dicono da soli quanto quella voce sia cresciuta rispetto alle stime iniziali.
Per capire davvero l’origine degli aumenti servirebbe quindi un confronto omogeneo fra i diversi preventivi nel tempo.
Vanno inoltre tenuti distinti gli 11 milioni e 100 mila euro trasferiti a Lombardia e Veneto: sono comunque risorse pubbliche, ma non fanno parte del costo delle opere sulla sponda occidentale trentina.
Sul ricorso ai battelli, l’Adige sottolinea soprattutto le ragioni del no di Fugatti: discontinuita’ del percorso e necessita’ di collegare i tratti ciclabili gia’ esistenti.
Il T intravede invece una possibile apertura alla navigazione sulla sponda orientale. Nei passaggi riportati, pero’, non compare ancora una decisione in questo senso.
Al Linfano si avvicina intanto l’avvio di Bus&Work.
Dal 2 novembre tre linee collegheranno Dro, Varone e Riva con gli stabilimenti Aquafil, Fedrigoni e Domo, nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.
Per la prima fase sono indicati circa 370 mila euro.
La novita’ di oggi e’ la richiesta avanzata da Leonardo Comperatore di Domo alla Giunta di Arco: completare i collegamenti ciclabili fino agli ingressi degli stabilimenti.
Le aziende si dichiarano disponibili a predisporre parcheggi per le biciclette e incentivi per i dipendenti che utilizzeranno alternative all’auto.
La questione e’ concreta: anche una rete ciclabile abbastanza estesa puo’ perdere efficacia se manca proprio l’ultimo tratto necessario per raggiungere il posto di lavoro in sicurezza.
Nell’articolo, pero’, non vengono ancora indicati tempi certi per completare questi collegamenti ne’ bonus aziendali gia’ definiti.
Sara’ inoltre il monitoraggio di Bus&Work a mostrare quante persone sceglieranno effettivamente il trasporto pubblico.
A Riva del Garda Patt e Lega propongono invece di utilizzare l’area comunale di via Ardaro per realizzare alloggi a canone moderato.
Silvia Betta e Cristina Santi chiedono di pensare soprattutto alle famiglie che non rientrano nell’edilizia sociale ma incontrano difficolta’ nel sostenere i prezzi del mercato libero.
La proposta individua quindi un luogo concreto e chiede una ricognizione del fabbisogno. Siamo pero’ ancora a un’interpellanza: non esistono un progetto finanziato, un numero definito di appartamenti o un piano economico.
Come riferimento viene citata l’esperienza di Rovereto, dove sono stati realizzati dodici appartamenti con canoni inferiori del 30 per cento rispetto al mercato.
Il precedente e’ interessante, ma parte da una condizione importante: l’edificio era gia’ pubblico ed era stato riqualificato con finanziamenti del Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto comprende inoltre un percorso di convivenza seguito da cooperative sociali.
Per capire se il modello sia replicabile a Riva bisognera’ quindi conoscere costi, fonti di finanziamento, numero di alloggi e livello dei canoni realmente sostenibile per le famiglie.
A Pietramurata viene invece potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito dall’Apsp Casa Mia.
Il centro potra’ accogliere fino a venti bambini anche il martedi’, dopo l’ampliamento gia’ introdotto per il giovedi’.
Il Comune di Dro afferma che in questo modo vengono soddisfatte tutte le richieste ricevute.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, e si svolge nella casa sociale di piazza Mercato il martedi’ e il giovedi’ dalle 16.20 alle 18.30.
Sono previste attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti. Le iscrizioni avvengono attraverso il portale di Casa Mia.
A Riva, al Rione Due Giugno, torna invece il tema della sicurezza dopo l’incendio che nella notte fra domenica e lunedi’ ha distrutto alcuni cassonetti in via Virgilio.
L’episodio segue il furto con spaccata al tabacchino della Galleria Mimosa.
Le opposizioni chiedono piu’ telecamere, illuminazione e controlli serali. Voce Comune propone anche un presidio di vigilanza privata, mentre Cristina Santi chiede un incontro pubblico con il sindaco.
Il danno ai cassonetti e’ un fatto concreto e le preoccupazioni dei residenti meritano risposte.
Non risultano pero’ identificati gli autori dell’incendio. Il collegamento con un presunto “disagio giovanile profondo” resta quindi un’interpretazione politica: non abbiamo elementi sull’eta’ dei responsabili.
Allo stesso modo, due episodi ravvicinati non bastano a dimostrare da soli un aumento generale della criminalita’ nel quartiere. Per farlo servirebbero dati confrontabili su un periodo piu’ lungo.
Ad Arco, anche il Partito Democratico interviene sulla gestione del verde pubblico.
Il Pd contesta all’assessora Chiara Parisi ritardi nella sistemazione delle rotatorie, soprattutto al Linfano, e chiede chiarimenti sul possibile ruolo di Amsa nella manutenzione.
Nell’articolo mancano pero’ la risposta diretta dell’assessora e date precise per gli interventi.
Per i cittadini il punto piu’ importante resta la presenza, in alcuni luoghi, di vegetazione che invade marciapiedi e piste ciclabili oppure riduce la visibilita’ agli incroci.
Sono situazioni che richiedono verifiche e tempi operativi chiari.
Sulla variante di Torbole, Forza Italia ribadisce invece il sostegno alla soluzione D fra Conca d’Oro e Linfano, definendola l’unica concretamente ed economicamente praticabile.
E’ una nuova presa di posizione politica, non una nuova conclusione tecnica.
L’articolo non presenta infatti nuovi studi o decisioni capaci di dimostrare che le altre alternative siano state definitivamente escluse.
Sul fronte della cronaca, una donna di 43 anni residente a Riva e’ ricoverata in gravi condizioni al Santa Chiara dopo essere uscita di strada con l’auto nell’uliveto sopra Varone.
Il veicolo si e’ fermato su un fianco lungo la scarpata.
La dinamica e’ ancora in corso di accertamento. L’Adige parla dell’ipotesi di un errore di manovra, il T di una possibile disattenzione: nessuna delle due spiegazioni e’ ancora una causa accertata.
Infine, oggi alle 10, al santuario della Madonna delle Grazie di Ceole, si tengono i funerali di Donato “Tello” Ferrari, morto a 81 anni.
L’Adige ne ricorda l’impegno nell’alpinismo altogardesano, dal Gruppo Rocciatori della Sat alla Scuola Prealpi Trentine, fino al contributo dato alla ferrata dell’Amicizia.
Alla famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene va un pensiero di vicinanza.
Fra gli appuntamenti, oggi riapre anche la biblioteca comunale di Nago nella nuova sede del Forte, mentre questa sera alle 20.45, a Dro, Marcello Riccioni parlera’ di regolazione emotiva e sviluppo dei bambini fra i 7 e i 14 anni.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere gli obiettivi dalle certezze, le proposte dai progetti gia’ finanziati e gli episodi concreti dalle conclusioni generali. Costi, utilizzo dei servizi, sicurezza e mobilita’ si valutano meglio quando alle dichiarazioni si affiancano dati comparabili e risultati misurabili.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 19 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.
Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.
La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.
I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.
Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.
Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.
Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.
Torna poi la variante di Torbole.
Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.
Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.
Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.
Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.
La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.
E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.
Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.
Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.
Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.
A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.
Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.
Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.
La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.
Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.
Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.
La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.
Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.
Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.
La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.
Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.
A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.
La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.
La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.
Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.
Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.
Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.
L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.
In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.
La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.
Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.
La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.
Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.
Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.
Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.
Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.
Una precisazione storica riguarda Arco.
L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.
Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.
La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.
A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.
Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.
Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.
Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.
Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.
Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la scuola media Nicolo’ d’Arco di Prabi.
Quarantasette insegnanti su 57 hanno aderito al movimento “Istruzione di qualita’ Trentino” e firmato una lettera rivolta alle famiglie.
La mobilitazione prevede la sospensione di alcune uscite didattiche e di alcune attivita’ facoltative aggiuntive. Non significa pero’ la cancellazione indiscriminata delle iniziative scolastiche.
I docenti garantiscono infatti la continuita’ delle lezioni, dell’inclusione e dei percorsi ritenuti fondamentali, fra cui educazione affettiva, prevenzione delle dipendenze e sicurezza stradale. Alcuni contenuti normalmente affidati a esperti esterni verranno affrontati direttamente in classe.
Le ragioni indicate dagli insegnanti riguardano burocrazia, preparazione delle lezioni, responsabilita’ e attivita’ aggiuntive considerate scarsamente riconosciute.
Sono le motivazioni espresse dai docenti, non una valutazione indipendente delle loro condizioni di lavoro.
Per le famiglie sara’ importante capire, nelle prossime assemblee, quali attivita’ resteranno confermate e quali saranno effettivamente sospese. La protesta e’ significativa, ma va raccontata nella sua reale estensione senza trasformarla in uno stop generale della scuola.
Torna poi la variante di Torbole.
Ieri il T aveva messo in evidenza la valutazione complessivamente favorevole alla soluzione D1 verso il Linfano. Oggi lo stesso giornale concentra invece l’attenzione sull’impatto ambientale delle alternative D1 e D2 lungo il Sarca.
Il cambio di prospettiva puo’ dare l’impressione di un ribaltamento, ma dai due articoli non emerge una nuova conclusione tecnica.
Una soluzione puo’ risultare complessivamente preferibile pur presentando criticita’ ambientali specifiche.
Le interferenze con il corridoio fluviale del Sarca, gli approfondimenti sulla fauna ittica e le verifiche relative alle piene erano gia’ noti.
La soluzione C verso la Maza evita l’attraversamento del Sarca, e questo rappresenta un vantaggio specifico. Va pero’ confrontato con tutti gli altri elementi tecnici, ambientali ed economici.
E’ inoltre riduttivo descrivere le ragioni della preferenza per D1 come esclusivamente economiche. Il giorno precedente lo stesso giornale aveva richiamato anche minori consumi energetici e minori emissioni degli impianti di ventilazione e illuminazione, grazie alle gallerie piu’ corte.
Questi dati restano parziali e non rappresentano l’intero bilancio ambientale dell’opera, ma fanno comunque parte del confronto.
Anche contare semplicemente quanti vincoli interessano ciascuna alternativa non permette di stabilire da solo quale abbia l’impatto maggiore.
Siamo ancora nella fase di consultazione preliminare su cinque alternative. Le osservazioni possono essere presentate all’Appa fino al 5 novembre.
A Riva del Garda continua invece il confronto sull’aumento di capitale di Fierecongressi.
Patt, Lega e Fratelli d’Italia contestano la proposta della Giunta Zanoni di investire ulteriori risorse attraverso Lido di Riva.
Ai due milioni gia’ approvati a maggio potrebbero aggiungersi fino a 568 mila euro, per un totale potenziale di 2 milioni e 568 mila euro.
La nuova quota deve pero’ ancora essere votata dal Consiglio comunale e la cifra definitiva dipendera’ anche dalle adesioni degli altri soci.
Le opposizioni osservano che il piano non prevede dividendi fino al 2030 e mettono in dubbio la reale capacita’ del Comune di incidere sulle decisioni della societa’.
Sono questioni pertinenti per valutare la convenienza di un investimento pubblico.
La definizione di “regalo ai privati”, pero’, resta un giudizio politico e non dimostra da sola che l’operazione sia economicamente svantaggiosa.
Anche il sovrapprezzo pagato sulle azioni entra nel patrimonio della societa’. Il fatto che rappresenti una quota molto elevata del prezzo di sottoscrizione non significa automaticamente che quel denaro sia perso.
Questo non dimostra neppure il contrario, cioe’ che l’investimento sia conveniente.
La questione decisiva resta capire quale valore economico e strategico ottenga il Comune, quali poteri effettivi derivino dalla partecipazione pubblica del 33,34 per cento e quali risultati siano attesi.
Nel frattempo Garda Trentino Sviluppo, socio privato, ha deliberato un’ulteriore sottoscrizione di 100 mila euro.
A Dro si pensa invece al potenziamento del trasporto serale nel 2027.
La navetta gratuita fra Pietramurata, Dro, Ceniga e Arco ha effettuato durante l’estate 102 corse distribuite su 17 serate.
La sindaca Ginetta Santoni segnala un interesse particolare per i rientri di mezzanotte e dell’una e propone di potenziare il servizio, coordinandolo con Bus&Go.
Manca pero’ un dato essenziale: il numero dei passeggeri.
Le 102 corse descrivono quanta offerta sia stata garantita, non quante persone abbiano effettivamente utilizzato il servizio.
Per valutarne il successo servirebbero almeno passeggeri per fascia oraria e costi.
L’eventuale contributo dell’Apt e’ ancora una possibilita’, non un finanziamento gia’ acquisito.
In Valle di Ledro, Metallurgica Ledrense celebra quarant’anni dalla ripartenza produttiva del 1986.
La cooperativa nacque dopo due precedenti fallimenti e oggi impiega oltre venti persone fra soci e dipendenti, con un fatturato vicino agli otto milioni di euro.
Il presidente Fabio Tiboni ricorda anche la collaborazione con l’Universita’ di Trento e lo sviluppo di un sistema di fondazione a secco per edifici in legno, arrivato alla certificazione europea nel 2025.
La ricorrenza racconta una componente importante dell’economia locale: produzione, competenze e occupazione industriale in un territorio spesso raccontato soprattutto attraverso il turismo.
Proprio il turismo e’ al centro anche del centenario dell’Apt, celebrato al PalaVela.
Sono stati premiati alberghi storici e persone che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio.
Il presidente Silvio Rigatti ha ricordato una rete di oltre mille realta’ distribuite in sedici Comuni, con un bilancio dell’Apt passato in quattro anni da meno di tre a oltre quattordici milioni di euro e una crescita del 7 per cento di arrivi e presenze fino a settembre.
Per capire quanto questa crescita rappresenti una vera destagionalizzazione servirebbero pero’ dati distinti per periodo e territorio.
Una precisazione storica riguarda Arco.
L’assenza di alberghi arcensi fra quelli premiati per cento anni di attivita’ non dimostra che il turismo sia arrivato piu’ tardi rispetto alle localita’ lacustri.
Arco aveva gia’ sviluppato una forte identita’ turistica nell’Ottocento e nel 1872 formalizzo’ il proprio Kurort, cioe’ una localita’ di soggiorno climatico con alberghi, servizi e promozione turistica.
La storia turistica di una citta’ e la continuita’ di esercizio delle singole strutture alberghiere sono due questioni diverse.
A Caneve, infine, continua il botta e risposta fra i promotori della petizione e il vicesindaco Marco Piantoni sul parcheggio sopraelevato.
Non emerge una nuova decisione o una nuova perizia.
Resta soprattutto la richiesta di un confronto economico documentato fra la soluzione sopraelevata e quella interrata.
Piantoni non ha definito impossibile l’interrato, ma lo ha indicato come piu’ costoso. Spostare la discussione su una presunta impossibilita’ rischia quindi di confondere il confronto.
Fra gli appuntamenti, martedi’ 20 ottobre alle 20.30 a San Giorgio e’ previsto l’incontro gratuito sull’uso del defibrillatore.
Mercoledi’ 21, sempre alle 20.30, a Dro si terra’ il confronto sulle scelte di fine vita, mentre a Pranzo la Giunta di Tenno incontrera’ la popolazione nella casa sociale.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la portata reale dei fenomeni dalle formule che rischiano di semplificarli: una mobilitazione scolastica non blocca tutta l’attivita’, una criticita’ ambientale non annulla automaticamente una valutazione complessiva, un investimento pubblico non e’ per definizione ne’ strategico ne’ un regalo, e il numero delle corse non misura da solo il successo di un servizio.