Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 24 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la casa. Da lunedi’ 26 ottobre e fino al 26 novembre sara’ possibile presentare domanda per 23 alloggi Itea a canone sostenibile disponibili fra Arco, Dro, Ledro e Riva.La disponibilita’ degli appartamenti era gia’ stata annunciata. La novita’ concreta e’ l’apertura della procedura.
I 23 alloggi, pero’, non sono tutti nelle stesse condizioni.Dodici sono pronti per essere consegnati, mentre undici vengono proposti con la formula dell’autorecupero. In questi ultimi casi l’assegnatario deve organizzare gli interventi di manutenzione e anticipare le relative spese. Il rimborso arriva successivamente, dopo la rendicontazione e nei limiti previsti per ciascun appartamento. E’ quindi una differenza importante, soprattutto per le famiglie che dispongono di poca liquidita’ iniziale.
La domanda si presenta online attraverso la Stanza del cittadino con identita’ digitale. Per chi necessita di assistenza e’ possibile rivolgersi alla Comunita’ di Valle, ma su appuntamento. Va letta con attenzione anche la clausola relativa al rifiuto di un alloggio scelto nella domanda: l’avviso prevede l’esclusione dalla graduatoria, l’impossibilita’ di presentare una nuova richiesta per sei anni e la perdita dell’eventuale contributo integrativo all’affitto.
Anche il dato dei novanta appartamenti “assegnati” nell’ultimo anno, richiamato dall’Adige, richiede prudenza: il testo sembra comprendere anche alloggi del bando che deve ancora aprire. Assegnazioni gia’ concluse e appartamenti appena messi a disposizione non sono la stessa cosa.
Sul fronte del turismo, l’Apt Garda Dolomiti presenta dati positivi sulle presenze. Fra gennaio e settembre sono stati registrati 3 milioni 934 mila 860 pernottamenti, contro 3 milioni 661 mila 911 nello stesso periodo del 2025. L’aumento del 7,5 per cento e’ quindi coerente con i numeri pubblicati. Nel conteggio indicato non rientrano gli affitti brevi.
Il presidente dell’Apt Silvio Rigatti segnala che la crescita e’ stata particolarmente forte nei primi sei mesi dell’anno, con un piu’ 18 per cento, mentre Ledro registra un aumento del 3,5 per cento. Distribuire le presenze su piu’ mesi puo’ aiutare la destagionalizzazione e prolungare l’attivita’ delle imprese. La crescita complessiva, pero’, non basta da sola a dimostrare che sia diminuita la pressione turistica sui centri del lago. C’e’ inoltre una distinzione importante fra i dati sulle presenze e quelli economici. Rigatti parla di una possibile riduzione dei fatturati di ristoranti e negozi fra il 15 e il 20 per cento, ma lo presenta come una propria stima. Non vengono indicati campione, periodo di confronto o metodologia. E’ quindi un segnale da approfondire, non un dato con la stessa solidita’ statistica dei pernottamenti. Nel riepilogo grafico dell’Adige c’e’ inoltre un errore: i quasi quattro milioni di pernottamenti riguardano nove mesi, non i primi sei.
A Riva del Garda torna poi il tema del cantiere del Maffei. Circa settanta insegnanti rinnovano la richiesta gia’ avanzata a settembre: un incontro pubblico con Provincia, istituzioni locali e nuova impresa per conoscere lo stato dei lavori, i tempi previsti e il futuro dell’edificio esistente. I docenti chiedono anche un tavolo tecnico capace di fornire aggiornamenti periodici. La lettera riconosce come positivo il percorso verso il nuovo affidamento, ma nelle cronache di oggi non compare ancora una data certa per la ripresa del cantiere. La richiesta, quindi, non riguarda soltanto il passato: studenti, famiglie e personale chiedono soprattutto di sapere quali passaggi restano da compiere e quando potranno utilizzare gli spazi.
Sulla variante di Torbole, le minoranze di Nago-Torbole chiedono invece formalmente un’assemblea pubblica. Ribadiscono di essere favorevoli alla realizzazione della variante e di preferire la soluzione C, contestando la disponibilita’ del sindaco Gianni Morandi ad accettare anche la soluzione D. Il fatto nuovo e’ la richiesta di confronto pubblico. Le critiche a una consultazione considerata soltanto apparente restano invece valutazioni politiche, perche’ nell’articolo non vengono presentati elementi tecnici sufficienti per dimostrarlo. Le minoranze sottolineano anche la distanza di soli cinque giorni fra la scadenza delle osservazioni, fissata al 5 novembre, e la conferenza del 10 novembre. E’ legittimo chiedere come verranno esaminati i contributi arrivati, ma il calendario da solo non dimostra che le osservazioni saranno ignorate o che la decisione sia gia’ stata presa.
A Molina di Ledro, un camion rimasto incastrato nella strettoia della statale 240 ha provocato ieri rallentamenti importanti. Il mezzo ha urtato i ponteggi di un’abitazione e fra i veicoli rimasti bloccati ci sono stati anche un autobus di linea e un’ambulanza. L’episodio rende molto concreto il problema della viabilita’ attuale. Va pero’ ricordato che il bypass resta lontano: il secondo semestre del 2029 e’ indicato come momento previsto per l’avvio del cantiere, mentre la conclusione e’ prospettata nel 2032. I tre anni richiamati in alcune cronache non rappresentano quindi il tempo che manca alla conclusione dell’opera.
A Dro, lunedi’ 26 ottobre alle 18.30, il Consiglio comunale discutera’ diciotto punti. Fra questi ci sono il bilancio consolidato 2025, l’accordo per il sistema intercomunale di lettura targhe e il regolamento sulla collaborazione per la gestione dei beni comuni. L’ordine del giorno ufficiale contiene anche un tema politico che l’Adige non richiama: una discussione sulla conduzione della commissione capigruppo da parte del vicepresidente del Consiglio Alvaro Tavernini e sulle conseguenti valutazioni relative alla sua permanenza nel ruolo. E’ importante precisare che si tratta di una discussione programmata, non di una decisione gia’ presa.
Ad Arco, oggi alle 16 al Cantiere 26, Bandalock festeggia dieci anni di attivita’ con un concerto a ingresso libero. Il gruppo e’ nato nel centro Anffas “Percorsi per l’inclusione” e coinvolge sette persone con disabilita’. Il lavoro musicale viene costruito attraverso prove guidate dalla maestra Marina Pellegrini, dalla musicoterapista Laura Lotti, dalle educatrici e dai volontari. Fra gli strumenti utilizzati c’e’ Figurnotes, un sistema basato su forme e colori che facilita la lettura musicale portato in Italia da Gabriella Ferrari, direttrice della Scuola Musicale Giudicarie. Il valore del progetto non sta soltanto nel concerto finale, ma nel modo in cui ogni partecipante viene accompagnato secondo i propri tempi. Chi non se la sente di salire sul palco puo’ contribuire in altro modo, senza essere forzato.
Fra gli altri aggiornamenti, il Comitato Mobilita’ Sostenibile Trentino esprime preoccupazioni sugli effetti della Loppio-Busa e indica il nodo fra via Sant’Isidoro e via Santa Caterina come possibile collo di bottiglia. L’ipotesi che il tunnel non produca alcun beneficio, pero’, richiederebbe dati comparativi sui flussi che l’articolo non presenta.
A Caneve, Forza Italia si schiera contro il parcheggio sopraelevato e a favore dell’interrato: e’ un’altra posizione politica nel confronto, senza nuovi dati progettuali o economici.
Sul settore cartario, Lucia Coppola interroga la Giunta provinciale sulle interlocuzioni con le aziende e sulla tutela dell’occupazione. Non vengono annunciate nuove decisioni industriali. Resta separato l’aggiornamento positivo di ieri su Arconvert, dove la cassa integrazione e’ stata sospesa.
Ad Arco, una madre e il figlio sono stati arrestati dopo il sequestro di circa un chilo di hashish. Gli arresti sono stati convalidati e il giudice ha disposto la scarcerazione con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini proseguono: non si tratta di una condanna.
Alla scuola media di Prabi l’aula magna e’ stata intitolata all’ex preside Tullio Malfer.
A Dro, una scalatrice svizzera di 62 anni e’ stata soccorsa dopo una caduta sulla via Lety a San Paolo e trasferita al Santa Chiara per un trauma alla testa. A lei va un augurio di pronta ripresa.
In Valle di Ledro, “Io corro per Chanel” ha raccolto 6.900 euro per la ricerca sul tumore pediatrico affrontato da Chanel Bertolotti. Con le sei edizioni, il totale devoluto arriva a 54 mila euro.
Domani alle 15, infine, nella chiesa di Pieve di Ledro, verra’ accolto il nuovo parroco don Enrico Pret, dopo il trasferimento di padre Franco Pavesi.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere la disponibilita’ reale dalle formule generiche: non tutti gli alloggi Itea sono immediatamente abitabili, le presenze turistiche sono un dato mentre il calo dei fatturati e’ ancora una stima, un cantiere annunciato non ha ancora una data di ripartenza e una discussione politica prevista in Consiglio non e’ una decisione gia’ presa.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.
Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.
La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.
La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.
Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.
A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.
Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.
Non sono necessariamente due racconti incompatibili.
Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.
La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.
La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.
Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.
Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.
Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.
Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.
Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.
Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.
Restano pero’ le domande poste dai sindacati.
Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.
Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.
Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.
La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.
In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.
L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.
Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.
Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.
Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.
Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.
Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.
Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.
Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.
Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.
Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.
La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.
Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.
La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.
La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.
Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.
Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.
La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.
C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.
Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.
Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.
L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.
Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.
Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.
La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.
Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.
Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.
Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.
Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.
Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.
Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.
A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.
I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.
E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 21 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la protesta degli insegnanti, che si allarga anche alle scuole superiori.
Il movimento “Istruzione di Qualita’” chiede un maggiore riconoscimento del lavoro e delle responsabilita’ che vanno oltre le normali lezioni. La forma di protesta consiste soprattutto nel ritiro della disponibilita’ ad accompagnare gite e a svolgere attivita’ aggiuntive.
L’insegnamento ordinario resta quindi garantito.
Le adesioni, pero’, cambiano molto da istituto a istituto.
All’Istituto comprensivo di Arco il T parla di circa l’80 per cento dei docenti. Al Maffei, dopo due giorni di raccolta, risultano 55 adesioni su 130 insegnanti, cioe’ circa il 42 per cento. Al Floriani vengono indicate adesioni di tutti i consigli di classe, con possibili eccezioni per attivita’ legate al benessere psicologico e per impegni gia’ assunti con le famiglie.
Il rischio che alcune gite o iniziative saltino e’ quindi concreto, ma non e’ corretto parlare di un blocco generale gia’ definito.
Anche una partecipazione parziale puo’ rendere impossibile una singola uscita. Non permette pero’ di stabilire quante attivita’ verranno effettivamente cancellate.
Alle famiglie serviranno quindi comunicazioni precise dalle singole scuole.
Una precisazione riguarda inoltre la responsabilita’ degli accompagnatori durante i viaggi. Non e’ corretto sostenere che gli insegnanti debbano svolgere veri controlli tecnici sugli autobus, come verificare direttamente la pressione degli pneumatici. Le loro responsabilita’ educative e di vigilanza restano importanti, ma vanno distinte da quelle tecniche dei mezzi e dei conducenti.
Ad Arco torna poi il tema della sicurezza di via Aldo Moro.
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti risponde a un’interrogazione di Michela Calza’ sui tre milioni di euro destinati alla sistemazione della strada e sul collegamento con la nuova viabilita’ della Loppio-Busa.
Secondo Fugatti, la Provincia ha gia’ illustrato alcune alternative al Comune e attende le valutazioni dell’amministrazione Fiorio.
Solo dopo questa scelta sara’ possibile definire meglio i costi e decidere se progettare tutta l’unita’ funzionale 4 oppure partire dalla parte sud di via Aldo Moro utilizzando le risorse gia’ programmate.
Non siamo quindi davanti a un cantiere pronto a partire.
C’e’ inoltre un elemento temporale importante: l’interrogazione provinciale risale all’agosto 2024 e la risposta arriva oltre due anni dopo.
Questo non significa che nel frattempo non sia stato svolto lavoro tecnico, ma rende troppo semplice attribuire tutta l’attesa soltanto alla decisione ancora mancante del Comune.
Lo studio preliminare del traffico risulta concluso e dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane.
Il problema sostanziale resta mettere in sicurezza pedoni e ciclisti e coordinare l’intervento con la nuova viabilita’. Per capire gli effetti reali servirebbero un cronoprogramma condiviso, i flussi di traffico previsti e la durata delle eventuali fasi intermedie.
A Nago-Torbole prosegue invece il processo relativo alla trasformazione dell’ex Hotel Panorama alle Busatte in un complesso di quattordici appartamenti.
Sono sette gli imputati, fra cui il sindaco Gianni Morandi, nell’ambito del procedimento per l’ipotesi di lottizzazione abusiva.
Nell’udienza di ieri e’ stato ascoltato Alessandro Franceschini, consulente tecnico della Procura.
Secondo la sua ricostruzione, il titolo edilizio originario del 1973 sarebbe scaduto nel 1975 e una successiva sentenza civile avrebbe riconosciuto come autorizzata soltanto circa meta’ della volumetria.
Il consulente contesta inoltre il calcolo dei garage e l’istruttoria che ha portato al permesso del 2019.
Sono pero’ conclusioni dell’accusa, non una decisione del giudice.
Le difese contestano questa lettura e a dicembre saranno ascoltati quattro loro consulenti.
Il tecnico comunale Marco Zanoni ha inoltre dichiarato che furono ricostruiti i documenti, effettuato un sopralluogo e svolte verifiche a campione delle misure.
L’accusa osserva che queste attivita’ non sarebbero state esplicitate con chiarezza nella documentazione amministrativa.
La distinzione e’ importante: aver svolto un controllo e averlo documentato adeguatamente sono questioni collegate, ma non identiche.
La notizia di oggi e’ quindi l’emersione in aula di diversi punti tecnici controversi, non l’accertamento definitivo di un abuso o di responsabilita’ penali.
In Valle di Ledro prende forma invece un intervento da 300 mila euro sul torrente Massangla, a monte di Tiarno di Sotto.
Il progetto del Servizio Bacini montani punta a trattenere detriti e materiali trasportati dalle piene prima che raggiungano i tratti piu’ stretti del corso d’acqua.
L’intervento interessa circa 110 metri a valle della cascata Gorg d’Abiss.
Sono previsti un’area di deposito, il consolidamento delle sponde e del fondo e un accesso per la manutenzione.
Il riferimento sono soprattutto le esondazioni e le ostruzioni registrate nell’autunno del 2023.
Anche qui serve pero’ distinguere le fasi: l’articolo descrive lo studio ambientale necessario alla verifica di assoggettabilita’ alla valutazione d’impatto. Non annuncia ancora l’apertura del cantiere.
I 120 giorni indicati rappresentano una stima della durata dei lavori, non una scadenza gia’ fissata.
Ad Arco, nel confronto sul parcheggio di Caneve, compare poi una terza proposta oltre al sopraelevato e all’interrato.
Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, di Voce Comune per Arco, propongono di utilizzare aree vicine gia’ compromesse, trasferendovi camper e pullman e recuperando cosi’ altri posti per le automobili senza trasformare radicalmente Caneve.
E’ un’ipotesi da valutare, non una soluzione gia’ dimostrata.
L’articolo non identifica i terreni, non ne chiarisce la disponibilita’, non quantifica i posti ottenibili e non indica i costi.
La novita’ sta quindi nell’ingresso di un’altra alternativa nel confronto. La sua reale convenienza e il minore impatto dovranno essere verificati tecnicamente.
Al Floriani arriva invece un’iniziativa educativa nata direttamente dagli studenti.
Una loro richiesta ha portato a un’assemblea sulla violenza maschile contro le donne, con Loredana Magnoni e Massimo Baroni, genitori di Alba Chiara, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, e con l’intervento di Stefania Santoni.
Uno dei passaggi piu’ significativi riguarda la riflessione del padre su comportamenti maschili che in passato aveva considerato normali: battute, commenti sull’aspetto e atteggiamenti quotidiani.
Il confronto e’ stato preparato anche attraverso domande elaborate nelle classi e ha affrontato consenso, rifiuto e modelli di relazione.
E’ un lavoro educativo importante proprio perche’ non si limita a chiedere alle ragazze di riconoscere il pericolo, ma coinvolge anche i ragazzi nella riflessione sui comportamenti.
Infine, a Nago la biblioteca del Forte Superiore ha effettivamente riaperto al pubblico.
Dopo gli annunci dei giorni scorsi, sono tornati disponibili il prestito, la consultazione, gli spazi per lo studio e le attivita’ per bambini e famiglie.
Qui la differenza fra annuncio e risultato e’ finalmente semplice: il servizio e’ operativo.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere cio’ che e’ in discussione da cio’ che e’ gia’ accertato: una protesta degli insegnanti non equivale a un blocco totale, tre milioni stanziati non significano un cantiere pronto, le tesi di un consulente della procura non sono una sentenza e uno studio ambientale non e’ ancora l’avvio dei lavori.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 29 settembre 2026

La prima notizia riguarda il concerto di Gianni Morandi alle Foci del Sarca e, in particolare, la gestione del parcheggio destinato alle persone con disabilita’.
Sara Bombardelli racconta di avere pagato 10 euro per il parcheggio senza trovare subito uno stallo disponibile per accompagnare il figlio in carrozzina. Da questa segnalazione nasce un’interrogazione della consigliera rivana Maria Pia Molinari, che chiede chi abbia stabilito la tariffa, chi abbia gestito e incassato il parcheggio e quali indicazioni fossero state date da Garda Dolomiti.
Le domande sono legittime, ma le circostanze devono ancora essere chiarite ascoltando anche gli organizzatori. Anche lo scontrino datato 24 settembre, anziche’ 26, richiede una spiegazione senza anticipare conclusioni sulle responsabilita’.
Il punto e’ semplice: l’entusiasmo per il concerto non elimina le domande sull’accessibilita’, cosi’ come una segnalazione non basta a giudicare negativamente l’intera manifestazione.
A Riva del Garda si torna poi sul tema dell’emergenza abitativa. Il vescovo Lauro Tisi propone di valutare il recupero di immobili appartenenti agli enti religiosi per ospitare persone e famiglie escluse dall’edilizia agevolata ma in difficolta’ sul mercato privato.
L’idea e’ quella di coinvolgere diocesi e amministrazioni in un tavolo comune. Viene citata anche l’esperienza di Sirmione, dove alcuni spazi della canonica sono stati destinati ai lavoratori.
E’ una proposta interessante, ma ancora da trasformare in un programma concreto. Mancano infatti l’elenco degli immobili disponibili, il numero degli alloggi ricavabili, gli investimenti necessari e i possibili canoni.
Torna anche il liceo Maffei. Oggi parlano soprattutto i residenti vicini al cantiere, che denunciano polveri, rumori e problemi di sicurezza e intendono riproporre una richiesta di risarcimento alla Provincia.
La novita’ e’ quindi la loro presa di posizione, non un nuovo calendario dei lavori. Il titolo che parla di un cantiere lungo dieci anni va inoltre precisato: i lavori sono iniziati nel 2020, quindi gli anni trascorsi sono sei. Dieci e’ la durata complessiva temuta, non quella gia’ maturata.
Resta valido il quadro emerso il 25 settembre: procedura di risoluzione del contratto e successivo riaffidamento, con 600 giorni di lavori da calcolare dalla futura ripartenza. Oggi non viene annunciato un nuovo atto che modifichi questo scenario.
Le testimonianze sui disagi meritano attenzione, ma affermazioni su rumori oltre soglia o danni all’udito richiedono misurazioni e verifiche sanitarie per diventare dati accertati.
Sempre a Riva, da domani 30 settembre iniziano gli approfondimenti archeologici nell’area dell’ex panificio Vivaldelli, in viale Roma. Durante i lavori sono emerse strutture murarie medievali e l’Ufficio Beni archeologici prevede almeno un mese e mezzo di indagini.
E’ importante distinguere cio’ che e’ gia’ stato trovato da cio’ che si spera di trovare: eventuali livelli romani restano un’ipotesi. Anche il destino delle strutture medievali deve ancora essere deciso.
Il controllo archeologico, inoltre, era previsto in un’area gia’ nota per il suo potenziale. Non e’ quindi corretto interpretare automaticamente la sospensione come un imprevisto organizzativo, ne’ considerare il mese e mezzo come una data certa per la ripresa del cantiere edilizio.
Sulla variante di Torbole tornano soprattutto posizioni gia’ note. Ruggero Morandi di Campobase ribadisce il sostegno al collegamento Conca d’Oro-Maza e il timore che l’apertura della nuova galleria trasferisca il traffico verso l’Oltresarca.
L’Adige presenta lo studio delle categorie economiche come favorevole alla soluzione C “da tutti i punti di vista”, ma la formula e’ troppo definitiva per una scelta che richiede ancora confronti su traffico, costi, consumo di suolo e gestione dei cantieri.
Michela Calza’ pone invece una domanda piu’ precisa: il progetto del collegamento dalla Maza verso il Cretaccio lascia spazio all’innesto della futura variante di Torbole? La richiesta non e’ nuova, ma resta tecnicamente verificabile. Per rispondere servono gli elaborati progettuali e una posizione aggiornata della Provincia.
Alla Moletta, l’associazione Oltre il Sarca rischia invece di fermarsi. Il presidente Fioravante Amistadi ha annunciato le dimissioni, pur garantendo la propria presenza fino alla fine dell’anno. Senza un ricambio, l’associazione nata nel 2017 potrebbe sciogliersi.
Oltre il Sarca ha contribuito alla valorizzazione della frazione, anche con tredici murales e ricerche sulla sua storia. Il problema riguarda ora la sostenibilita’ del volontariato: distribuire responsabilita’, trovare nuove disponibilita’ e rendere meno pesante il lavoro organizzativo.
Il T torna poi sul raduno Camelot di Pietramurata, pubblicando fotogrammi che mostrano saluti fascisti tratti da un video condiviso dal Fronte Veneto Skinhead.
Le immagini sono un elemento concreto da confrontare con le precedenti dichiarazioni degli organizzatori. Non equivalgono pero’, da sole, a un accertamento giudiziario di apologia di fascismo: una valutazione giuridica richiede il contesto e i presupposti previsti dalla legge.
Anche l’ipotesi che gli organizzatori abbiano atteso intenzionalmente che si placassero le polemiche prima di diffondere le immagini resta un’interpretazione del giornale, non un fatto dimostrato.
Ad Arco, infine, il presidente della Pro loco Mario Matteotti traccia un bilancio critico della Traubenkur. Segnala problemi logistici in piazzale Segantini, il passaggio delle biciclette e una presenza ridotta di arcensi nella giornata di sabato, proponendo di ripensare luogo, gestione del traffico e persino il nome della manifestazione.
Il confronto con il titolo di pochi giorni fa, secondo cui la Traubenkur avrebbe allungato la stagione, e’ significativo: allora mancavano dati sugli effetti turistici, mentre oggi emergono difficolta’ organizzative. Il punto utile non e’ rimproverare chi non ha partecipato, ma capire come rendere l’appuntamento piu’ accessibile e attrattivo.
Fra le altre notizie, il bambino di due anni ustionato a Tiarno di Sopra e’ gia’ stato dimesso. Domani a Ceniga l’Alzheimer Cafe’ propone un incontro dedicato alle tecniche assistenziali per familiari e caregiver.
A Riva, Evan Cantone contesta la presenza ancora visibile di una locandina del 2 Giugno: chiederne la rimozione e’ comprensibile, ma non basta per concludere che l’amministrazione sia indifferente al valore della Repubblica.
A Pieve si e’ svolta la Fiera di San Michele con diciotto aziende zootecniche locali, mentre il pranzo solidale di domenica destinera’ il ricavato a Emergency e Medici Senza Frontiere. Ad Arco sono stati ricordati i legionari cecoslovacchi e Dro ha ospitato una lezione pubblica sull’intelligenza artificiale.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le segnalazioni dagli accertamenti, le proposte dai programmi gia’ finanziati e le posizioni politiche dalle risposte tecniche ancora necessarie.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 27 settembre 2026

La notizia principale riguarda la procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di Arco, che celebra vent’anni di attivita’.
Il bilancio riportato dai giornali parla di 2.665 gravidanze ottenute nel ventennio e di oltre duemila bambini nati. Il T pubblica anche l’andamento dei primi colloqui, arrivati a 676 nel 2025.
I numeri vanno pero’ letti con attenzione. Il sottotitolo del T parla genericamente di circa 170 gravidanze all’anno, mentre la stessa grafica indica per il 2025 172 gravidanze ottenute con trattamenti di secondo e terzo livello e altre 23 con quelli di primo livello. Il totale e’ quindi 195, in linea con il dato dell’Adige.
E’ importante inoltre non confondere primi colloqui, gravidanze e bambini nati: sono indicatori diversi e il rapporto fra loro non puo’ essere trasformato automaticamente in una percentuale di successo delle cure.
L’Adige da’ spazio al direttore Arne Luhwink, che richiama anche gli ostacoli economici e sociali alla genitorialita’ e valuta positivamente il sostegno ricevuto dall’azienda sanitaria in personale e attrezzature. E’ una valutazione riferita a questo servizio e non va automaticamente estesa agli altri reparti dell’ospedale.
A Bolognano continua il confronto sul futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo. L’assessore Massimiliano Floriani conferma l’intenzione di affidare un incarico esterno per costruire con la popolazione un masterplan dell’intera zona, comprendendo anche piazza Vittoria, accessi alle scuole, sagrato e oratorio.
L’obiettivo dichiarato e’ arrivare a un progetto complessivo con parco urbano e centro culturale e sociale.
Resta pero’ aperta la questione del parcheggio pertinenziale interrato. L’amministrazione ha gia’ individuato come possibile area quella dei campi da gioco, con accesso da via Soccesure. Il Comitato di partecipazione dovra’ valutare se inserire il parcheggio nel percorso complessivo oppure procedere separatamente con un avviso pubblico.
E’ proprio questo il punto sollevato dai residenti: non soltanto partecipare, ma capire in quale ordine verranno prese le decisioni. Un parcheggio progettato prima del masterplan potrebbe infatti condizionare le scelte successive. Il parcheggio non e’ ancora deciso, ma neppure la richiesta di progettare prima l’intera area puo’ considerarsi gia’ pienamente accolta.
Ad Arco la Giunta ha effettuato un sopralluogo al cantiere dei Bacini montani lungo il Sarca, nella zona di Caneve. I lavori interessano circa 575 metri di sponda sinistra e comprendono ampliamenti dell’alveo e rialzi degli argini.
Secondo il programma comunale, la parte principale degli interventi dovrebbe concludersi entro dicembre, mentre dopo l’Epifania 2027 iniziera’ la fase sulla passerella.
Alcune modifiche paesaggistiche, come la sostituzione del muro in calcestruzzo a vista previsto inizialmente, erano gia’ state annunciate nei giorni scorsi. Non sono quindi novita’ emerse dal sopralluogo.
Per valutare con precisione modifiche, responsabilita’ e costi e’ necessario distinguere il progetto tecnico dei Bacini montani dalle ricostruzioni politiche delle amministrazioni coinvolte.
Una precisazione pratica: la passerella di Caneve restera’ chiusa dal 28 al 30 settembre per lavori preparatori. Questa chiusura e’ distinta dall’intervento principale previsto dopo le festivita’ natalizie.
A Riva del Garda il centrodestra riferisce di avere raccolto 150 firme contro il divieto di svolta verso Arco all’uscita da San Tomaso.
La raccolta di firme segnala un dissenso concreto, ma non modifica ancora la viabilita’. Per valutare il provvedimento servono dati su flussi di traffico, percorsi alternativi e sicurezza, che negli articoli di oggi non vengono forniti.
Lega, Fratelli d’Italia e Patt criticano inoltre duramente l’amministrazione Zanoni su manutenzione e condizioni della citta’. Sono valutazioni politiche riportate dai giornali, senza una verifica indipendente della loro estensione e senza una replica dell’amministrazione negli stessi articoli.
Torna poi il tema della mobilita’ dell’Alto Garda. Onda propone parcheggi esterni, trasporto pubblico integrato, regole sovracomunali e una figura responsabile del coordinamento della mobilita’.
Sono indirizzi politici, non progetti gia’ localizzati e finanziati. Lo stesso vale per il giudizio sull’efficacia di Bus&Go: Onda sostiene che il servizio non abbia inciso abbastanza sul traffico, ma attende ancora i dati ufficiali di fine stagione. La valutazione resta quindi da verificare.
Campobase ribadisce invece la preoccupazione per l’apertura della nuova galleria senza il completamento del collegamento verso il Cretaccio. Il timore e’ che i problemi di traffico vengano trasferiti da Nago all’Oltresarca. Anche in questo caso, oggi non vengono presentate nuove simulazioni o decisioni provinciali: la preoccupazione va distinta da una conclusione gia’ dimostrata.
Fra le altre notizie, Garda Lift on Fire ha portato a Riva circa 300 vigili del fuoco provenienti da 19 Paesi.
L’Adige racconta inoltre la storia del ledrense Nicolo’ Segalla, oggi casaro responsabile a Pontresina, in Svizzera, che vorrebbe tornare a lavorare in valle.
Infine, sul T compare una fotonotizia sull’incontro fra il cantante Gianni Morandi e il sindaco omonimo di Nago-Torbole.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i risultati effettivi dalle sintesi troppo semplici, la partecipazione dichiarata dal reale ordine delle decisioni e le preoccupazioni politiche dalle verifiche tecniche ancora necessarie.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 18 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 17 settembre 2026

La notizia principale riguarda la carenza di medici di base nell’Alto Garda. Il problema non nasce oggi: a Pietramurata, per esempio, l’ambulatorio riaperto nell’agosto 2025 ha nuovamente cessato il servizio dopo circa un anno.
A Riva, Lega, Patt e Fratelli d’Italia propongono un ambulatorio condiviso in locali comunali, dove i medici possano ricevere a rotazione. L’obiettivo e’ facilitare soprattutto anziani e persone con difficolta’ negli spostamenti. La proposta risponde a un problema concreto di accessibilita’, ma una stanza da sola non aumenta il numero dei medici: servono professionisti disponibili, orari, organizzazione e costi definiti.
Michela Calza’ propone invece interventi piu’ strutturali per rendere attrattive le sedi periferiche: incentivi, riconoscimento degli spostamenti e sostegno organizzativo. Claudio Cia parla di circa 800 cittadini rimasti senza medico a Pietramurata, ma l’articolo non chiarisce quanti abbiano gia’ trovato un’alternativa e con quali disagi.
Torna poi l’ex Hotel Arco. Dopo la bocciatura provinciale della variante urbanistica, l’ex assessore Nicola Cattoi difende l’accordo ricordando circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, collegamenti pedonali e ciclopedonali, la riqualificazione di piazza Italia e un vincolo che avrebbe destinato almeno il 30 per cento della superficie residenziale alla prima casa.
Sono elementi concreti da considerare insieme alle criticita’ gia’ indicate dalla Provincia: equilibrio fra vantaggi pubblici e privati, opere realmente aggiuntive e garanzie sulla loro realizzazione. Cattoi ricostruisce inoltre un iter che, secondo lui, era ancora aperto nel maggio 2025. Questo passaggio merita una verifica negli atti, ma non dimostra automaticamente che una diversa scelta del Comune avrebbe portato all’approvazione della variante.
Sul Sarca, l’amministrazione di Arco rivendica alcune modifiche meno impattanti al progetto dei Bacini Montani. In particolare sarebbe stato eliminato un muro in calcestruzzo a vista alto oltre cinque metri e lungo circa cento metri vicino al centro storico.
E’ un risultato importante se confermato negli elaborati definitivi. Va pero’ distinta la progettazione provinciale dal ruolo politico del Comune: l’opera e’ dei Bacini Montani, mentre l’amministrazione rivendica di avere contribuito a modificarne alcune soluzioni.
Alla cava Piscolo serve invece una correzione importante. Il riferimento utilizzato per sostenere l’allarme Pfas riguarda rilevazioni nelle acque della zona di Mattarello, non analisi di terreni destinati alla cava di Ceole. Questo non rende inutili i controlli, ma significa che non esiste, sulla base della fonte citata, una contaminazione gia’ dimostrata dei materiali che verranno conferiti.
Sul traffico, Onda chiarisce che 40 camion al giorno significherebbero circa 80 passaggi complessivi fra andata e ritorno, per sei giorni alla settimana e quattro anni. E’ una quantificazione da confrontare con il piano dei trasporti del progetto.
Un’informazione pratica riguarda Ledro. Le gallerie Dom e Agnese saranno chiuse dalle 22 di lunedi’ 21 settembre alle 6 di martedi’ 22 per operazioni preliminari di monitoraggio. Sono previsti due passaggi assistiti, a mezzanotte e alle 4.15. La Provincia raccomanda di presentarsi circa quindici minuti prima.
Questa chiusura riguarda una sola notte. Il cantiere piu’ lungo prevedera’ invece chiusure notturne feriali e, successivamente, senso unico alternato. Il tavolo tecnico di oggi a Pieve dovra’ trovare soluzioni praticabili soprattutto per i lavoratori turnisti.
Sulla Loppio-Busa, Campobase chiede di valutare cosa accadra’ se il tunnel fra San Giovanni e la Maza verra’ aperto prima del completamento del collegamento al Cretaccio. Il rischio di spostare la congestione verso altre zone dell’Alto Garda e’ una questione concreta, ma il titolo secondo cui l’apertura “blocchera’” l’Alto Garda anticipa un risultato che negli articoli non viene dimostrato da simulazioni dei flussi.
Torna anche il liceo Maffei. Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione alla Provincia per conoscere lo stato della risoluzione del contratto, le modalita’ di riassegnazione dei lavori e soprattutto le date aggiornate di ripresa e conclusione del cantiere. La novita’ e’ l’interrogazione: la situazione della scuola, ancora distribuita su cinque sedi, non cambia.
A Malcesine prosegue infine il confronto sull’ospedale: risultano utilizzati 25 posti letto sui 50 previsti per la riabilitazione. Le ipotesi di collaborazione con il Trentino e i nuovi posti dell’Ospedale di comunita’ non equivalgono ancora a un piano operativo per completare la dotazione riabilitativa.
A Riva, l’apertura di un ristorante halal diventa invece oggetto di una polemica politica. L’europarlamentare Paolo Borchia critica l’immagine turistica proposta dall’attivita’ e collega la pubblicazione di un video promozionale alla data dell’11 settembre. Nell’articolo, pero’, non vengono riportati elementi che dimostrino un’intenzione simbolica dei gestori o irregolarita’ dell’attivita’. Si tratta quindi di una lettura politica, non di un fatto accertato.
Fra gli appuntamenti, Bardolino prepara la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 con il coinvolgimento delle tre sponde del Garda. Dal 25 settembre torna inoltre il Mese del Gusto, mentre a Riva, dal 19 al 27 settembre, e’ in programma Intermittenze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere ancora una volta i problemi reali dalle soluzioni gia’ disponibili, le ricostruzioni politiche dagli atti verificabili e i rischi da studiare dagli esiti presentati troppo presto come certi.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 16 settembre 2026

La notizia amministrativa piu’ rilevante riguarda l’ex Hotel Arco. La Giunta provinciale ha deciso di non approvare la variante urbanistica che avrebbe consentito di trasformare l’area da alberghiera a turistico-residenziale, accompagnando l’intervento con alcune opere pubbliche.
Le motivazioni riportate dai giornali riguardano soprattutto la mancata dimostrazione di un interesse pubblico sufficientemente chiaro, il rapporto tra vantaggi pubblici e privati, il fabbisogno abitativo, la compatibilita’ ambientale e le garanzie sulla realizzazione delle opere previste.
Un punto importante e’ distinguere cio’ che sarebbe stato davvero aggiuntivo da cio’ che era gia’ previsto dal piano vigente. Solo cosi’ si puo’ valutare correttamente il beneficio pubblico dell’accordo.
La conseguenza concreta e’ semplice: la variante e’ stata bocciata e l’area mantiene la destinazione alberghiera. Le valutazioni politiche sulle responsabilita’ precedenti restano invece un altro piano, distinto dalla decisione urbanistica.
Ampio spazio viene dedicato anche alla cava Piscolo. Il progetto prevede il riempimento e la messa in sicurezza della cava, un uliveto sul versante rivano e un impianto fotovoltaico su quello arcense, per un investimento superiore a 5 milioni di euro. L’iter autorizzativo e’ ancora aperto.
Le questioni piu’ concrete riguardano il traffico pesante, la provenienza dei materiali, i controlli sulle terre e l’impatto paesaggistico. Il T indica fino a 40 camion al giorno, per sei giorni alla settimana e per circa quattro anni. Resta pero’ da chiarire se il numero rappresenti i mezzi in arrivo o tutti i passaggi, compresi i ritorni.
Sulla qualita’ dei materiali, l’imprenditore assicura che saranno accettate soltanto terre conformi ai limiti previsti. Le preoccupazioni, compresi i riferimenti ai Pfas, devono pero’ essere distinte dai risultati delle analisi: al momento gli articoli non documentano contaminazioni effettivamente rilevate nei materiali destinati alla cava.
Anche il dato sulla produzione fotovoltaica, indicata come equivalente a circa un quarto dei consumi di Arco, richiede maggiori elementi per essere verificato.
Torna poi la Ciclovia del Garda. I comitati ambientalisti continuano a essere contrari all’opera, ma chiedono mitigazioni dell’impatto visivo nel caso in cui la Provincia decida comunque di procedere.
Chiedere mitigazioni, quindi, non significa aver accettato il progetto. Anche l’ipotesi che i dissesti della roccia possano bloccare l’opera resta una previsione degli ambientalisti, non una conclusione tecnica gia’ accertata.
Un aggiornamento riguarda anche la Casa della Trota: l’acquisizione da 2,3 milioni di euro e’ stata autorizzata, ma il contratto non e’ ancora stato perfezionato. Anche il recupero della cosiddetta casa dei tuffi resta per ora una proposta.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, a Riva sono in installazione due box per biciclette, in viale Madruzzo e piazza Catena, con otto posti ciascuno e accesso tramite applicazione.
Ad Arco sono invece attivi da circa una settimana nuovi pannelli informativi su traffico e parcheggi. Per i varchi di controllo delle zone a traffico limitato si parla di un orizzonte di uno o due anni.
Molto piu’ lontano e’ il sistema rivano di gestione dei flussi con intelligenza artificiale, indicato su un orizzonte di tre-sei anni. Anche una piattaforma unica per coordinare la mobilita’ dell’Alto Garda resta, per ora, un’idea e non un progetto gia’ approvato e finanziato.
Torna poi il confronto sulla variante di Torbole. L’ex sindaco Giuseppe Parolari propone una circonvallazione corta dalla Conca d’Oro al trivio, interamente nel territorio di Nago-Torbole.
Le sue valutazioni su costi e riduzione del traffico non sono pero’ accompagnate nell’articolo da studi o dati progettuali. Restano quindi una proposta politica e una stima da verificare, non una soluzione gia’ dimostrata.
Sul Pandino di Nago, il sindaco Gianni Morandi chiarisce che l’aggiudicazione dell’immobile a Trentino Rigenera non significa che il futuro sia gia’ definito. Il piano attuativo e le concessioni sono scaduti e l’area dovra’ essere ripianificata insieme alla nuova proprieta’. Anche qui, quindi, il cambio di proprietario non equivale all’apertura imminente di un cantiere.
A Riva, infine, i ricercatori dell’Universita’ di Trento hanno mostrato al pubblico le analisi sulle microplastiche nel lago. Sono stati rilevati polietilene, polipropilene e soprattutto polistirolo espanso. Il resoconto non fornisce pero’ concentrazioni o confronti quantitativi sufficienti per stabilire se l’inquinamento sia aumentato nel tempo.
Sul fronte della cronaca, a Nago i carabinieri hanno arrestato due uomini dopo il ritrovamento di circa 5,3 chili di hashish in auto. Gli arresti sono stati convalidati e per entrambi sono stati disposti i domiciliari.
Infine, la Pro San Tomaso ricorda Roberto Marchi, che ha guidato l’associazione per vent’anni, sottolineandone l’impegno sociale e l’attenzione ai bisogni della comunita’.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le decisioni effettive dalle ipotesi ancora aperte, le rassicurazioni dai dati verificabili e le proposte politiche dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 12 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora la variante di Torbole. L’incontro coordinato dal presidente della Comunita’ Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi, ha prodotto un’intesa sul metodo: continuare il confronto e approfondire il documento delle categorie economiche. Non esiste pero’ ancora una posizione territoriale unitaria sul tracciato.
Il Consiglio comunale di Arco sostiene la soluzione C1, con la C2 come alternativa qualora emergano problemi idrogeologici insuperabili. Confcommercio, invece, continua a preferire la D2 verso Linfano, mentre altre categorie si orientano sulle soluzioni verso la Maza.
Questo significa che non e’ corretto rappresentare il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi come l’unico ostacolo a un accordo gia’ raggiunto. Il dissenso e’ piu’ articolato e il confronto resta sia politico sia tecnico.
Serviranno soprattutto dati comprensibili su origine e destinazione degli spostamenti, costi, impatto ambientale e capacita’ reale delle diverse soluzioni di alleggerire il traffico. Anche l’idea di intercettare una parte delle automobili a Loppio resta per ora una proposta, ma pone una questione importante: una nuova strada puo’ alleggerire Torbole senza necessariamente risolvere da sola la congestione dell’intera Busa.
Preoccupa intanto la situazione alla Arconvert di Linfano. Dopo l’incontro fra azienda e sindacati e’ emerso che la cassa integrazione ordinaria verra’ prolungata a causa di un’ulteriore riduzione degli ordini.
Restano i numeri gia’ conosciuti: dieci giorni di fermo dal 21 settembre, 51 lavoratori interessati su circa 250 e una diminuzione degli ordinativi indicata nel 12 per cento. Nessuna delle due testate chiarisce pero’ quanto durera’ il nuovo prolungamento o se aumentera’ il numero dei dipendenti coinvolti.
Le rassicurazioni sull’occupazione sono prudenti, soprattutto per alcuni lavoratori somministrati. La difficolta’ sembra legata anche alla scarsa diversificazione produttiva dello stabilimento arcense, particolarmente esposto alla debolezza della domanda nel settore vinicolo e dei film plastici.
Per la galleria Dom arriva invece un passaggio istituzionale concreto. Il 17 settembre si incontreranno a Pieve di Ledro amministrazioni, Provincia, Confindustria e sindacati per affrontare i problemi che le chiusure notturne creeranno ai lavoratori turnisti.
Sul tavolo ci sono finestre di transito, orari coordinati con i cambi turno, navette e anche una possibile soluzione pedonale nella zona di San Giacomo, eventualmente collegata a un trasporto dedicato. Sono ancora ipotesi. Il risultato da attendere e’ un’organizzazione precisa, con orari e responsabilita’ definite prima dell’inizio delle chiusure.
Torna anche il tema del Pronto soccorso di Arco. Il consigliere provinciale Claudio Cia riconosce gli interventi organizzativi gia’ realizzati, ma chiede di consolidare l’equipe medica, ridurre la dipendenza dalle prestazioni esterne e rendere piu’ attrattiva la sede di Arco.
Anche in questo caso bisogna distinguere la richiesta dalla decisione: non vengono annunciate nuove assunzioni ne’ un piano di stabilizzazione con scadenze definite. Il problema resta quello emerso nei giorni scorsi: ampliamento degli spazi e stabilita’ degli organici devono procedere insieme.
Ad Arco, 412 firme sono state consegnate contro la sopraelevazione del parcheggio di Caneve. I promotori contestano l’impatto paesaggistico, chiedono maggiore partecipazione e propongono di valutare un parcheggio interrato con verde e servizi in superficie.
La proposta comunale, pero’, e’ ancora in una fase preliminare. Esiste uno studio di fattibilita’ consegnato alla Giunta, ma non un progetto definitivamente approvato. Le conseguenze prospettate sul valore delle abitazioni e sull’attrattivita’ turistica restano inoltre timori dei firmatari, non effetti gia’ misurati.
La richiesta piu’ utile, a questo punto, e’ rendere pubblico lo studio e permettere un confronto su dati concreti: posti aggiuntivi, altezza, costi e alternative.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo propone l’adesione alla Rete dei Comuni Sostenibili, con indicatori e un rapporto annuale per misurare le politiche ambientali. Per ora si tratta soltanto di una mozione e l’adesione non risulta ancora deliberata.
Fra le altre notizie, le scuole dell’Alto Garda presentano programmi dedicati a educazione emotiva, prevenzione del bullismo, gestione dei conflitti e didattica all’aperto.
Ripartono inoltre i corsi gratuiti di italiano per stranieri di Penny Wirton, a Riva dal 15 settembre e ad Arco dal 17.
Il giovane calciatore del Cagliari Trepy ha concluso la riabilitazione all’Eremo di Chiarano dopo il grave incidente avvenuto in Sardegna. Le sue condizioni vengono definite molto buone; eventuali tempi e modalita’ del ritorno in campo saranno decisi dai medici della squadra.
Infine, l’Adige torna sulla rassegna “Ottobre a teatro”, sottolineando soprattutto il problema del ricambio generazionale delle compagnie e la minore diffusione del dialetto.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i confronti ancora aperti dalle decisioni, le rassicurazioni dalle garanzie effettive e gli studi preliminari dai progetti gia’ approvati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro dell’11 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora l’ospedale di Arco, ma oggi entrambe le testate spostano finalmente l’attenzione dagli spazi al personale.
Nursing Up parla di una carenza infermieristica strutturale e segnala un problema organizzativo preciso: lo stesso infermiere puo’ essere chiamato a seguire i quattro posti dell’Osservazione Breve Intensiva e contemporaneamente i trasporti secondari. Secondo il sindacato, questo rischia di lasciare senza presenza continuativa pazienti che richiedono assistenza elevata.
Nursing Up chiede un infermiere dedicato all’OBI nelle 24 ore, piu’ ambulanze, un terzo equipaggio di Trentino Emergenza e una presenza di vigilanza nei momenti piu’ critici.
Il punto si collega direttamente agli ampliamenti annunciati nei giorni scorsi. Nuovi spazi, Dialisi riorganizzata e Pronto soccorso piu’ grande sono importanti, ma devono essere accompagnati da organici adeguati. Sugli edifici esistono metri quadrati, fasi e scadenze; sul rafforzamento strutturale del personale, invece, le risposte sono ancora meno definite.
Manca inoltre la posizione dell’Azienda sanitaria sulle specifiche contestazioni del sindacato. Sappiamo quindi quali problemi vengono denunciati, ma non ancora se l’organizzazione OBI-trasporti verra’ modificata o se sia gia’ previsto un terzo equipaggio.
Torna poi il liceo Maffei, dove il nuovo anno scolastico comincia ancora con gli studenti distribuiti su cinque sedi e il grande cantiere sostanzialmente fermo.
Consulta dei genitori e Consiglio dell’istituzione ricordano di avere scritto alla Provincia il 26 maggio e sostengono di non avere ancora ottenuto neppure un incontro. Segnalano inoltre carenza di laboratori, una sola palestra, continui spostamenti e difficolta’ nel reperire spazi adeguati per alcune attivita’.
Viene riproposta anche una domanda precisa: perche’ nell’estate 2025 furono demolite quindici aule e l’auditorium poco prima dell’interruzione dei lavori? Gli organismi scolastici chiedono se fossero gia’ emersi segnali delle difficolta’ dell’impresa. Al momento e’ una domanda, non una conclusione dimostrata.
Il problema, ormai, non e’ soltanto edilizio. Diventa anche istituzionale: due organismi rappresentativi della scuola affermano di attendere una risposta da piu’ di tre mesi.
Sulla Ponale, nuovi massi si sono staccati dalla parete della Rocchetta e alcuni hanno raggiunto il sedime del sentiero poco prima della prima galleria. Fortunatamente il distacco sarebbe avvenuto quando il percorso non era ancora affollato.
Il fatto riapre legittimamente il tema della sicurezza. Il T collega pero’ rapidamente l’episodio anche alla futura Ciclovia del Garda. La domanda e’ pertinente, ma manca una valutazione tecnica specifica: non viene sentito un geologo e non viene chiarito se il punto interessato corrisponda ai tratti previsti per la ciclovia. Il distacco dei massi e’ quindi un fatto; il rischio per la futura infrastruttura resta una questione tecnica ancora da verificare.
Ad Arco prende forma anche il rilancio del Giardino della Pace. Il 19 e 20 settembre si terra’ la Festa della Pace, inserita in un progetto piu’ ampio di cura condivisa tra Comune, scout, cittadini e associazioni.
E’ corretto parlare di nuova valorizzazione, ma definire il Giardino semplicemente “abbandonato” rischia di cancellare cio’ che e’ avvenuto negli anni intermedi. Nel 2023, per esempio, vi si svolse la cerimonia del Giorno del Ricordo con la piantumazione di una ginestra dedicata agli esuli del confine orientale. Il progetto attuale puo’ quindi rappresentare un salto di qualita’ senza dover descrivere il passato come una totale assenza di vita pubblica.
A Riva del Garda, Lega, Patt e Fratelli d’Italia chiedono un piano comunale per la sicurezza dopo il grave episodio di via Molini. Le proposte riguardano maggiore presenza della Polizia locale, controllo delle aree sensibili, illuminazione, manutenzione e coordinamento con le forze dell’ordine.
La richiesta politica e’ legittima. Meno dimostrato e’ invece un peggioramento generale della sicurezza cittadina: nell’articolo non compaiono dati sui reati, confronti con gli anni precedenti o statistiche territoriali. Il fatto grave esiste; trasformarlo in una diagnosi complessiva sulla citta’ richiede numeri piu’ solidi.
Infine, la Giunta di Arco presenta un piano biennale per i cimiteri. Sono previste meno superfici in ghiaia, piu’ prato, percorsi piu’ accessibili, nuovi cipressi, un gazebo al Monumentale e l’utilizzo di un robot per lo sfalcio.
Il cronoprogramma c’e’, ma manca ancora il quadro economico: l’articolo non indica il costo complessivo degli interventi ne’ le relative coperture finanziarie.
Fra le altre notizie, il quadro generale dell’avvio dell’anno scolastico nell’Alto Garda appare complessivamente positivo sul fronte degli organici. A Dro debutta “Associando”, mentre a Riva prosegue il progetto europeo sulle microplastiche nelle acque. Domani la Sat propone sull’Altissimo “Una montagna di salute” e dal 26 settembre torna “Ottobre a teatro”. A Torbole, infine, si avvicina il concerto di Gianni Morandi alle Foci del Sarca, ormai vicino al tutto esaurito.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i problemi realmente documentati dalle conclusioni ancora da dimostrare e ricordare che infrastrutture, sicurezza e servizi funzionano soltanto quando agli spazi e ai progetti corrispondono persone, risorse e dati verificabili.