Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.
Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.
La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.
La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.
Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.
A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.
Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.
Non sono necessariamente due racconti incompatibili.
Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.
La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.
La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.
Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.
Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.
Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.
Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.
Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.
Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.
Restano pero’ le domande poste dai sindacati.
Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.
Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.
Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.
La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.
In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.
L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.
Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.
Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.
Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.
Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.
Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.
Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.
Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.
Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.
Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.
La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.
Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.
La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.
La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.
Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.
Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.
La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.
C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.
Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.
Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.
L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.
Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.
Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.
La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.
Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.
Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.
Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.
Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.
Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.
Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.
A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.
I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.
E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 ottobre 2026

La prima notizia riguarda il settore cartario, con una presa di posizione congiunta di Assocarta e organizzazioni sindacali sui costi energetici e sulla competitivita’ delle imprese.
Per l’Alto Garda la questione e’ particolarmente importante. Il comparto occupa circa 1.200 lavoratori e l’attuale fase di incertezza coinvolge quindi molte persone e famiglie.
Sul territorio sono gia’ note le procedure di cassa integrazione: alle Cartiere del Garda dal 2 novembre per tredici settimane e ad Arconvert, al momento, fino al 13 dicembre.
Questo quadro merita attenzione, ma va raccontato con precisione.
I circa 1.200 addetti rappresentano il peso occupazionale complessivo del settore locale. Non risultano annunciati 1.200 licenziamenti o altrettanti esuberi.
Il titolo che parla di “migliaia in bilico” esprime quindi una preoccupazione concreta per il futuro dell’occupazione, ma non quantifica posti di lavoro gia’ destinati a essere soppressi.
C’e’ inoltre un errore nel sottotitolo dell’Adige: non si parla di cassa integrazione fino a sette milioni di euro, ma di una stima nazionale fino a sette milioni di ore autorizzate nel 2026, con un onere per l’Inps di circa 58 milioni di euro.
Sono grandezze diverse e non vanno confuse con la situazione delle sole aziende dell’Alto Garda.
Per capire quanto questa crisi pesera’ davvero sulle famiglie della Busa servono soprattutto i numeri dei lavoratori effettivamente coinvolti e la durata concreta delle sospensioni nei singoli stabilimenti.
Ad Arco torna il tema di via Aldo Moro e dei tre milioni gia’ programmati per la prima messa in sicurezza.
Dopo la risposta del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, la sindaca Arianna Fiorio e il vicesindaco Marco Piantoni precisano di avere inviato le proprie valutazioni preliminari al servizio provinciale gia’ il 17 agosto 2026, sulle alternative presentate dalla Provincia il 15 giugno.
E’ un elemento nuovo e importante.
Il quadro descritto ieri, con un Comune ancora interamente in attesa di rispondere, va quindi corretto.
Resta pero’ da capire se la Provincia consideri quella comunicazione sufficiente o se siano necessari altri passaggi tecnici e amministrativi.
Fra le proposte comunali c’e’ il mantenimento per via Aldo Moro di una sezione stradale di dodici metri, riducendola dove possibile, con marciapiede e attraversamenti e senza realizzare una strada parallela.
Per via Sabbioni viene invece indicata la possibilita’ di una galleria artificiale sotto l’attuale tracciato, mantenendo in superficie gli accessi locali.
Sono richiesti inoltre ulteriori approfondimenti sul nodo Sant’Isidoro, Sant’Andrea e Santa Caterina. Se i tempi per via Sabbioni dovessero allungarsi, viene proposta anche una rotatoria provvisoria fra via Aldo Moro e via Cavallo.
I tre milioni gia’ disponibili riguardano pero’ soltanto la prima messa in sicurezza e non l’intero intervento.
Restano quindi da definire la soluzione complessiva e soprattutto la sequenza dei lavori rispetto ai nuovi flussi di traffico prodotti dalla Loppio-Busa.
Al Floriani e’ invece annunciata per questa mattina una manifestazione degli studenti a sostegno delle rivendicazioni dei docenti e contro le conseguenze della sospensione delle attivita’ aggiuntive.
Entrambi i giornali riferiscono anche della circolazione sui social di una locandina con l’immagine della scuola in fiamme e minacce rivolte a chi entrera’ nell’istituto.
Si tratta di un contenuto grave, ma la provenienza deve ancora essere accertata.
Gli organizzatori della manifestazione descrivono invece un’iniziativa pacifica, riservata agli studenti del Floriani, e richiamano alla responsabilita’ personale.
La distinzione e’ fondamentale.
La presenza online di un messaggio intimidatorio non dimostra che gli autori facciano parte dell’organizzazione della protesta e neppure che sia in corso un’infiltrazione organizzata.
La manifestazione va quindi valutata sulla base delle ragioni dichiarate dagli studenti, tenendo separati i messaggi minacciosi di origine ancora incerta.
In Valle di Ledro arrivano nuovi tempi per la variante stradale di Molina.
Rispondendo alla consigliera provinciale Stefania Segnana, Fugatti indica il secondo semestre del 2029 per l’insediamento del cantiere e il 2032 per la conclusione dei lavori.
L’incarico di ingegneria e’ stato aggiudicato il 2 settembre. Sono previsti circa trentatre mesi per progettazione, pareri e appalto e poi almeno tre anni di lavori.
A luglio, pero’, la Provincia indicava ancora una conclusione nel 2031.
La nuova previsione sposta quindi il termine di circa un anno, senza che l’articolo chiarisca le ragioni del cambiamento.
L’opera, stimata in circa 52 milioni di euro, resta importante per risolvere problemi di strettoia, accessi e carenza di percorsi pedonali protetti.
Il calendario rimane comunque una previsione subordinata ai passaggi progettuali e amministrativi ancora necessari.
Sul fronte agricolo, il T racconta invece le difficolta’ della raccolta dei marroni.
A Campi l’associazione di tutela stima una riduzione del 40 per cento del prodotto commercializzabile, passando dai consueti 30-35 chili per pianta a circa 18-21.
Il presidente Angioino Bertoni sottolinea pero’ che la situazione cambia anche fra castagneti vicini, in base al terreno e alla disponibilita’ d’acqua.
A Drena, la Tenuta I Maroneri riferisce 39 quintali raccolti al 19 ottobre, contro i 47 dell’intera stagione precedente.
E’ un segnale di difficolta’, ma il confronto mette insieme un raccolto ancora in corso e il dato finale dell’anno passato.
Il calo del 40 per cento, quindi, non deve essere esteso automaticamente all’intero Alto Garda: e’ una stima relativa alla situazione di Campi.
Il tema riguarda comunque non soltanto la produzione di quest’anno, ma anche la conservazione di un patrimonio di castagni secolari sempre piu’ esposto agli effetti della siccita’.
Ad Arco vengono poi aggiornate alcune tariffe dei vigili del fuoco per i servizi soggetti a pagamento.
L’apertura delle porte passa da 26 a 100 euro, mentre la bonifica dei nidi di vespe e calabroni passa da 50 a 90 euro.
Il comandante Claudio Zanoni spiega che gli importi erano fermi dal 2002.
E’ importante precisare che gli aumenti riguardano soltanto le prestazioni previste dal tariffario come servizi a pagamento.
Non riguardano i normali interventi gratuiti del Corpo.
Fra le notizie dal territorio, oggi dalle 14 si riuniscono i sindaci della Comunita’ Alto Garda e Ledro per discutere di mobilita’, trasporto pubblico, temi sociali, lettura delle targhe e futuro affidamento della raccolta rifiuti. Seguira’ anche un confronto sul turismo.
Per la Capanna Malga Grassi e’ stata prorogata fino al 31 ottobre 2030 la gestione della societa’ della famiglia Grottolo, utilizzando una possibilita’ gia’ prevista dal contratto del 2023.
A Nago viene segnalato un nuovo tentativo di truffa telefonica con la falsa notizia di un incidente a un familiare. L’invito resta quello di non consegnare denaro o dati bancari, verificare direttamente le richieste e contattare i carabinieri in caso di dubbio.
Infine, domenica 25 ottobre a Pranzo torna la Festa dei maroni.
Nel Romarzollo si recupera invece “Da campanil a campanil”, rinviata per il maltempo, con partenza alle 9 dal parcheggio del santuario di Ceole.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la precisione nei numeri e nelle responsabilita’: il peso occupazionale di un settore non equivale a esuberi gia’ decisi, una comunicazione amministrativa cambia il quadro di un presunto ritardo, una minaccia sui social non puo’ essere attribuita automaticamente agli organizzatori di una protesta e una stima locale non va trasformata in un dato valido per tutto il territorio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 21 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la protesta degli insegnanti, che si allarga anche alle scuole superiori.
Il movimento “Istruzione di Qualita’” chiede un maggiore riconoscimento del lavoro e delle responsabilita’ che vanno oltre le normali lezioni. La forma di protesta consiste soprattutto nel ritiro della disponibilita’ ad accompagnare gite e a svolgere attivita’ aggiuntive.
L’insegnamento ordinario resta quindi garantito.
Le adesioni, pero’, cambiano molto da istituto a istituto.
All’Istituto comprensivo di Arco il T parla di circa l’80 per cento dei docenti. Al Maffei, dopo due giorni di raccolta, risultano 55 adesioni su 130 insegnanti, cioe’ circa il 42 per cento. Al Floriani vengono indicate adesioni di tutti i consigli di classe, con possibili eccezioni per attivita’ legate al benessere psicologico e per impegni gia’ assunti con le famiglie.
Il rischio che alcune gite o iniziative saltino e’ quindi concreto, ma non e’ corretto parlare di un blocco generale gia’ definito.
Anche una partecipazione parziale puo’ rendere impossibile una singola uscita. Non permette pero’ di stabilire quante attivita’ verranno effettivamente cancellate.
Alle famiglie serviranno quindi comunicazioni precise dalle singole scuole.
Una precisazione riguarda inoltre la responsabilita’ degli accompagnatori durante i viaggi. Non e’ corretto sostenere che gli insegnanti debbano svolgere veri controlli tecnici sugli autobus, come verificare direttamente la pressione degli pneumatici. Le loro responsabilita’ educative e di vigilanza restano importanti, ma vanno distinte da quelle tecniche dei mezzi e dei conducenti.
Ad Arco torna poi il tema della sicurezza di via Aldo Moro.
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti risponde a un’interrogazione di Michela Calza’ sui tre milioni di euro destinati alla sistemazione della strada e sul collegamento con la nuova viabilita’ della Loppio-Busa.
Secondo Fugatti, la Provincia ha gia’ illustrato alcune alternative al Comune e attende le valutazioni dell’amministrazione Fiorio.
Solo dopo questa scelta sara’ possibile definire meglio i costi e decidere se progettare tutta l’unita’ funzionale 4 oppure partire dalla parte sud di via Aldo Moro utilizzando le risorse gia’ programmate.
Non siamo quindi davanti a un cantiere pronto a partire.
C’e’ inoltre un elemento temporale importante: l’interrogazione provinciale risale all’agosto 2024 e la risposta arriva oltre due anni dopo.
Questo non significa che nel frattempo non sia stato svolto lavoro tecnico, ma rende troppo semplice attribuire tutta l’attesa soltanto alla decisione ancora mancante del Comune.
Lo studio preliminare del traffico risulta concluso e dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane.
Il problema sostanziale resta mettere in sicurezza pedoni e ciclisti e coordinare l’intervento con la nuova viabilita’. Per capire gli effetti reali servirebbero un cronoprogramma condiviso, i flussi di traffico previsti e la durata delle eventuali fasi intermedie.
A Nago-Torbole prosegue invece il processo relativo alla trasformazione dell’ex Hotel Panorama alle Busatte in un complesso di quattordici appartamenti.
Sono sette gli imputati, fra cui il sindaco Gianni Morandi, nell’ambito del procedimento per l’ipotesi di lottizzazione abusiva.
Nell’udienza di ieri e’ stato ascoltato Alessandro Franceschini, consulente tecnico della Procura.
Secondo la sua ricostruzione, il titolo edilizio originario del 1973 sarebbe scaduto nel 1975 e una successiva sentenza civile avrebbe riconosciuto come autorizzata soltanto circa meta’ della volumetria.
Il consulente contesta inoltre il calcolo dei garage e l’istruttoria che ha portato al permesso del 2019.
Sono pero’ conclusioni dell’accusa, non una decisione del giudice.
Le difese contestano questa lettura e a dicembre saranno ascoltati quattro loro consulenti.
Il tecnico comunale Marco Zanoni ha inoltre dichiarato che furono ricostruiti i documenti, effettuato un sopralluogo e svolte verifiche a campione delle misure.
L’accusa osserva che queste attivita’ non sarebbero state esplicitate con chiarezza nella documentazione amministrativa.
La distinzione e’ importante: aver svolto un controllo e averlo documentato adeguatamente sono questioni collegate, ma non identiche.
La notizia di oggi e’ quindi l’emersione in aula di diversi punti tecnici controversi, non l’accertamento definitivo di un abuso o di responsabilita’ penali.
In Valle di Ledro prende forma invece un intervento da 300 mila euro sul torrente Massangla, a monte di Tiarno di Sotto.
Il progetto del Servizio Bacini montani punta a trattenere detriti e materiali trasportati dalle piene prima che raggiungano i tratti piu’ stretti del corso d’acqua.
L’intervento interessa circa 110 metri a valle della cascata Gorg d’Abiss.
Sono previsti un’area di deposito, il consolidamento delle sponde e del fondo e un accesso per la manutenzione.
Il riferimento sono soprattutto le esondazioni e le ostruzioni registrate nell’autunno del 2023.
Anche qui serve pero’ distinguere le fasi: l’articolo descrive lo studio ambientale necessario alla verifica di assoggettabilita’ alla valutazione d’impatto. Non annuncia ancora l’apertura del cantiere.
I 120 giorni indicati rappresentano una stima della durata dei lavori, non una scadenza gia’ fissata.
Ad Arco, nel confronto sul parcheggio di Caneve, compare poi una terza proposta oltre al sopraelevato e all’interrato.
Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, di Voce Comune per Arco, propongono di utilizzare aree vicine gia’ compromesse, trasferendovi camper e pullman e recuperando cosi’ altri posti per le automobili senza trasformare radicalmente Caneve.
E’ un’ipotesi da valutare, non una soluzione gia’ dimostrata.
L’articolo non identifica i terreni, non ne chiarisce la disponibilita’, non quantifica i posti ottenibili e non indica i costi.
La novita’ sta quindi nell’ingresso di un’altra alternativa nel confronto. La sua reale convenienza e il minore impatto dovranno essere verificati tecnicamente.
Al Floriani arriva invece un’iniziativa educativa nata direttamente dagli studenti.
Una loro richiesta ha portato a un’assemblea sulla violenza maschile contro le donne, con Loredana Magnoni e Massimo Baroni, genitori di Alba Chiara, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, e con l’intervento di Stefania Santoni.
Uno dei passaggi piu’ significativi riguarda la riflessione del padre su comportamenti maschili che in passato aveva considerato normali: battute, commenti sull’aspetto e atteggiamenti quotidiani.
Il confronto e’ stato preparato anche attraverso domande elaborate nelle classi e ha affrontato consenso, rifiuto e modelli di relazione.
E’ un lavoro educativo importante proprio perche’ non si limita a chiedere alle ragazze di riconoscere il pericolo, ma coinvolge anche i ragazzi nella riflessione sui comportamenti.
Infine, a Nago la biblioteca del Forte Superiore ha effettivamente riaperto al pubblico.
Dopo gli annunci dei giorni scorsi, sono tornati disponibili il prestito, la consultazione, gli spazi per lo studio e le attivita’ per bambini e famiglie.
Qui la differenza fra annuncio e risultato e’ finalmente semplice: il servizio e’ operativo.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere cio’ che e’ in discussione da cio’ che e’ gia’ accertato: una protesta degli insegnanti non equivale a un blocco totale, tre milioni stanziati non significano un cantiere pronto, le tesi di un consulente della procura non sono una sentenza e uno studio ambientale non e’ ancora l’avvio dei lavori.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 10 ottobre 2026

La prima notizia riguarda le scuole di Riva del Garda.
La Giunta provinciale ha aggiornato il piano dell’edilizia scolastica destinando 7 milioni e 200 mila euro all’ampliamento e alla riqualificazione del Floriani e 7 milioni e 350 mila euro al corpo storico del Maffei. In totale sono 14 milioni e 550 mila euro.
Per il Maffei va pero’ fatta una distinzione importante: questi fondi riguardano lavori sull’edificio storico previsti dopo la conclusione del cantiere attuale. Non rappresentano quindi, da soli, la soluzione al blocco dell’ampliamento.
Sul cantiere fermo si profila il possibile subentro di Mak Costruzioni attraverso lo scorrimento della graduatoria originaria, evitando una nuova gara. Ma devono ancora essere completati due passaggi: il consenso dell’impresa e la definitiva risoluzione del contratto con Manelli.
Parlare gia’ di caso “sbloccato” e’ quindi prematuro. La notizia certa e’ il nuovo finanziamento; sul cantiere si registra un avanzamento amministrativo, non ancora il ritorno degli operai.
Il 2028 resta l’obiettivo annunciato per completare l’opera, ma nell’articolo non compare ancora un nuovo calendario contrattuale.
Ad Arco continua invece il confronto sulla variante agricola, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.
Oggi interviene Coldiretti Alto Garda e Ledro.
Il presidente Romano Calza’ condivide l’obiettivo di contrastare le speculazioni e tutelare il paesaggio, ma ritiene che alcune norme penalizzerebbero anche le aziende agricole professionali.
Le richieste sono precise: mantenere la soglia di due ettari per le strutture aziendali, conteggiando anche terreni nei Comuni confinanti; conservare il lotto minimo di 3.000 metri quadrati per strutture di servizio e interrati fino a 500 metri quadrati; salvaguardare per le aziende gia’ esistenti la possibilita’ di destinare il 30 per cento della superficie utile ad attivita’ connesse.
Coldiretti contesta anche la delimitazione degli ambiti agricoli identitari.
Sono osservazioni concrete, sulle quali servono risposte altrettanto concrete. Anche l’associazione, pero’, dovrebbe quantificare meglio l’impatto delle nuove soglie sulle imprese.
Sul metodo restano posizioni contrapposte. Le minoranze lamentano un confronto insufficiente, mentre la sindaca Arianna Fiorio ricorda la fase pubblica gia’ svolta.
Gli atti confermano che dal 20 aprile al 20 maggio era stata aperta una raccolta di contributi e che la variante era comparsa anche nell’ordine del giorno della commissione del 28 settembre.
Questo significa che una fase di partecipazione c’e’ stata. Non dimostra pero’ che il testo attuale sia stato condiviso in modo sufficiente o che le osservazioni ricevute siano state accolte.
Il punto decisivo sara’ quindi capire come l’amministrazione rispondera’ alle proposte presentate e con quali motivazioni manterra’ o modifichera’ le proprie scelte.
Sul fronte sanitario arriva invece una decisione concreta dall’ospedale di Arco.
Il Tribunale di Rovereto ha annullato due sanzioni disciplinari inflitte a una tecnica sanitaria di radiologia e delegata sindacale della Cisl: un richiamo scritto e cinque giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione.
Asuit e’ stata inoltre condannata a pagare 4.259 euro di spese legali, oltre agli oneri previsti.
Il richiamo scritto riguardava un’intervista anonima alla Rai dell’aprile 2025 su personale, turni e apparecchiature. Secondo la ricostruzione del giornale, il giudice ha ricondotto quelle dichiarazioni al legittimo esercizio della critica sindacale.
La sospensione riguardava invece due episodi di servizio per i quali l’istruttoria non avrebbe confermato una condotta disciplinarmente rilevante.
Asuit si riserva di esaminare le motivazioni e valutare un’eventuale impugnazione. La possibilita’ di ricorso non cancella pero’ la decisione gia’ intervenuta.
Le successive accuse politiche secondo cui l’azienda cercherebbe di silenziare i dipendenti vanno tenute distinte dalla sentenza: sono interpretazioni piu’ ampie, non conclusioni automaticamente attribuibili al giudice.
Torna poi il tema della crisi di Arconvert.
Dopo l’annuncio della cassa integrazione, vengono precisati i fermi programmati: dal 14 al 21 ottobre si fermera’ la spalmatrice 4, mentre dal 26 ottobre al 2 novembre si fermera’ l’intero reparto. Sono previste riduzioni anche nell’allestimento e nei servizi.
La Slc Cgil riferisce che l’azienda ha confermato gli investimenti programmati e sta effettuando prove su nuovi prodotti nella speranza di una ripresa degli ordini.
E’ una prospettiva positiva, ma non significa che nuove commesse siano gia’ state acquisite.
Le previsioni per novembre restano negative e i lavoratori piu’ esposti sono ancora quelli con contratti in somministrazione.
Investimenti confermati e difficolta’ occupazionali possono quindi coesistere: il mantenimento dei programmi industriali non elimina la perdita di reddito dovuta ai fermi.
Torna anche il tema delle mense scolastiche.
La Comunita’ Alto Garda e Ledro descrive l’organizzazione del servizio: venti strutture, undici centri di cottura, circa 3.000 pasti al giorno e 400 diete personalizzate. A fine ottobre e’ previsto l’incontro plenario delle commissioni mensa.
Sono dati utili per capire la complessita’ del servizio, ma non rispondono ancora direttamente alle segnalazioni dei genitori della scuola Zadra su cibi freddi e qualita’ percepita.
Dire che alla Comunita’ non risultano segnalazioni ufficiali non equivale a dimostrare che nessun problema sia stato riscontrato.
Allo stesso modo, il rispetto dei criteri nutrizionali del menu’ non certifica la temperatura del pasto al momento del consumo.
Servono quindi controlli mirati su preparazione, trasporto e somministrazione. Resta aperta anche la domanda sull’utilizzo della cucina della nuova scuola Zadra.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo presenta un’interrogazione e una mozione urgente sugli avvistamenti di ratti, segnalati fra lungolago e Strada Granda a Torbole e via Stazione a Nago.
La minoranza chiede derattizzazione, maggiore pulizia delle isole ecologiche e un sistema tracciabile per gestire le segnalazioni.
Le zone indicate rendono le richieste verificabili, ma mancano ancora un bilancio degli interventi gia’ effettuati e la risposta del Comune.
Espressioni come “invasione di ratti” o “emergenza igienico-sanitaria” appartengono alla denuncia politica e non sono accompagnate, negli articoli, da una valutazione sanitaria che ne misuri l’estensione.
Sul Monte Creino, Europa Verde contesta invece la terrazza panoramica e il modello turistico che considera rappresentato dall’opera.
Il T da’ ampio spazio alla critica, ma non affianca costi, caratteristiche tecniche del progetto o spiegazioni dei promotori. Il confronto resta quindi soprattutto sul terreno delle opinioni, con pochi elementi per valutarne concretamente utilita’ e impatto.
Un’altra vicenda riguarda un ventitreenne residente in Germania al quale il Tribunale di Rovereto ha negato la messa alla prova richiesta con lavoro di pubblica utilita’ da svolgere all’estero.
Nel racconto emergono due questioni diverse: la possibilita’ di svolgere il programma fuori dall’Italia e l’esclusione del reato contestato, quello di fuga pericolosa dal controllo, dall’accesso alla messa alla prova.
Quest’ultimo punto e’ anche oggetto di una questione sollevata davanti alla Corte costituzionale da un altro tribunale. Non e’ quindi corretto ridurre l’intera vicenda al fatto che il giovane viva in Germania.
Infine, sul Brento e’ stato recuperato un base jumper di 38 anni rimasto bloccato con il paracadute sulla parete a circa 300 metri da terra. E’ stato trasferito al Santa Chiara e, secondo il giornale, non e’ in condizioni preoccupanti.
E’ morto inoltre a 76 anni Federico “l’Olandese volante”, storico protagonista della radio italiana, cresciuto anche a Torbole. Alla sua famiglia va un pensiero di vicinanza e sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i finanziamenti dai cantieri realmente ripartiti, le consultazioni formali dalla qualita’ effettiva dell’ascolto, le decisioni giudiziarie dalle successive interpretazioni politiche e le descrizioni organizzative dalle verifiche sui problemi concretamente segnalati.