Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 15 ottobre 2026

La notizia principale riguarda la chiusura della Meccanica di precisione Rivana, la Mpr, dopo 57 anni di attivita’.
L’azienda, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di stampi per l’industria, ha cessato l’attivita’ ed e’ ora in liquidazione.
Sul dato occupazionale serve una precisazione importante. I 25 lavoratori citati nell’articolo erano quelli presenti a gennaio. Durante l’anno ci sono state diverse uscite e, all’inizio di ottobre, le lettere di licenziamento sono arrivate agli ultimi sei dipendenti rimasti.
Non si tratta quindi di 25 licenziamenti avvenuti tutti ora.
L’articolo ricostruisce il tentativo sindacale di ricorrere alla solidarieta’ per affrontare il calo degli ordini. Un dipendente, Luca Maino, denuncia la mancanza di investimenti negli ultimi tre anni, mentre Stefano Picchetti della Uil critica il fatto che la liquidazione sarebbe stata comunicata ai sindacati soltanto dopo il tentativo di attivare l’ammortizzatore.
Sono testimonianze importanti, ma nell’articolo manca la versione della proprieta’ o del liquidatore.
Si parla inoltre di un possibile interesse della Fiera per l’area occupata dall’azienda, ma non vengono indicati accordi o offerte gia’ formalizzati.
La chiusura della Mpr si aggiunge alle difficolta’ del comparto cartario raccontate nei giorni scorsi, pur trattandosi di una vicenda distinta. Per gli ultimi sei lavoratori, indicati come vicini alla pensione, il tema immediato riguarda ora le tutele del reddito e l’accompagnamento alla conclusione della vita lavorativa.
Ad Arco torna poi il confronto sul parcheggio di Caneve.
Il vicesindaco Marco Piantoni conferma che la scelta della Giunta resta quella di una struttura sopraelevata in carpenteria metallica.
Il passaggio in Consiglio comunale, rinviato lunedi’ per lasciare spazio alla variante agricola, viene ora prospettato fra la fine di ottobre e novembre. Non e’ quindi ancora avvenuto.
Piantoni motiva la scelta con la volonta’ di concentrare la sosta su un’area comunale gia’ destinata a parcheggio, limitando il consumo di nuovo suolo.
Per l’ipotesi interrata richiama invece la vicinanza della Sarca, la necessita’ di ospitare pullman e camper e i maggiori costi di realizzazione, impianti e gestione.
Il punto ancora aperto riguarda pero’ il confronto fra le alternative.
Dalla risposta emerge che l’interrato non e’ stato sviluppato progettualmente perche’ non rientra nell’indirizzo politico scelto. Non esiste quindi una stima progettuale completa da confrontare con quella del sopraelevato.
Anche gli approfondimenti geologici e idraulici vengono rinviati alla progettazione successiva.
Le ragioni presentate dalla Giunta meritano attenzione, ma il confronto tecnico ed economico fra sopraelevato e interrato resta incompleto.
C’e’ poi la questione paesaggistica. Piantoni precisa che la struttura sara’ stabile e che la sua “reversibilita’” consiste nella possibilita’ di smontarla alla fine della vita utile.
Questo, pero’, non riduce automaticamente l’impatto visivo durante gli anni di utilizzo.
Per valutare davvero l’opera servono quindi immagini attendibili anche dal Castello e dall’alto, oltre a una comparazione chiara fra benefici attesi e sacrificio paesaggistico.
La petizione dei 412 cittadini non impone da sola una scelta, ma merita risposte puntuali. Gli incontri pubblici annunciati saranno utili soprattutto se consentiranno di discutere anche le alternative, e non soltanto di illustrare una decisione gia’ presa.
Sul fronte della mobilita’ dei lavoratori arriva invece una novita’ concreta.
Dal 2 novembre partira’ Bus&Work, con tre nuove linee di Trentino Trasporti fra Dro, Varone, Riva e gli stabilimenti del Linfano, fra cui Aquafil, Fedrigoni e Domo.
Le corse saranno concentrate nelle fasce dei cambi turno: fra le 5 e le 6, fra le 13 e le 14 e fra le 21 e le 22.
Il servizio funzionera’ soprattutto dal lunedi’ al venerdi’, con alcune corse anche il sabato e nei festivi infrasettimanali.
E’ importante non confonderlo con Bus&Go. Bus&Work prevede percorsi e orari prestabiliti, non richiede prenotazione tramite app ed e’ aperto a tutti i cittadini.
La sperimentazione, finanziata dalla Provincia con circa 370 mila euro, durera’ fino al 31 maggio 2027. Le risorse per un’eventuale prosecuzione devono ancora essere individuate.
Per lavoratori e pensionati e’ inoltre disponibile l’abbonamento provinciale agevolato da 25 euro fino alla fine dell’anno.
Si tratta di una risposta concreta a chi entra o esce dal lavoro in orari nei quali il trasporto pubblico ordinario offre poche possibilita’. La sperimentazione servira’ pero’ anche a verificare quante persone useranno effettivamente le nuove linee e quali corse andranno eventualmente corrette.
A Riva del Garda il Patt torna invece sul problema della casa.
Lorenzo Cargnelli propone edilizia cooperativa e sociale, recupero degli immobili esistenti e interventi convenzionati a prezzi accessibili.
Si tratta, per ora, di una posizione politica e programmatica. Lo stesso Cargnelli precisa che non c’e’ ancora una proposta formale di variante.
Nell’articolo non vengono quindi indicati immobili specifici, numero di abitazioni, risorse disponibili o criteri di accesso.
Per valutare concretamente queste proposte bisognerebbe sapere a chi sarebbero destinati gli alloggi, a quali prezzi e per quanto tempo resterebbero vincolati a condizioni agevolate.
Anche l’affermazione secondo cui un atteggiamento troppo restrittivo sull’edificazione farebbe inevitabilmente crescere prezzi e affitti non e’ accompagnata, nell’articolo, da un’analisi locale che la dimostri.
Una vicenda di cronaca riguarda invece il recupero di attrezzature per oltre 12 mila euro sottratte a un’azienda dell’Alto Garda.
Un operaio e’ stato denunciato a piede libero per ricettazione.
Qui i titoli dei due giornali vanno oltre cio’ che risulta accertato, presentando l’uomo come autore dei furti.
La ricettazione e’ invece un reato distinto dal furto e riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da reato, fuori dai casi di concorso nel reato originario.
La denuncia, inoltre, non equivale a un accertamento di colpevolezza.
Il richiamo alla presunzione d’innocenza presente negli articoli dovrebbe quindi riflettersi anche nei titoli.
A Ledro, dal 22 al 25 ottobre, sono attesi venti cori e oltre seicento coristi per il Trofeo nazionale Cori d’Italia e il festival collegato, con direzione artistica di Enrico Miaroma.
I cori in gara saranno nove, con le esibizioni principali domenica 25 ottobre a Locca. Gli altri appuntamenti coinvolgeranno diverse localita’ della valle.
Fra le notizie brevi, Arco Fucina Comune torna sull’albero di Natale vero e sulla variante agricola: si tratta di prese di posizione su temi gia’ affrontati, non di nuove decisioni amministrative.
A Dro e’ in corso il censimento permanente Istat per le famiglie selezionate. La compilazione online e’ possibile fino al 6 dicembre e l’obbligo di risposta riguarda soltanto chi e’ stato inserito nel campione.
I giornali raccontano inoltre la visita di Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, sopravvissuto all’abbattimento del bombardiere “Miss Bobby” nel 1945, con il contributo dell’associazione Benach alla ricostruzione della vicenda.
A Pieve di Ledro l’iniziativa “Un sorriso a cavallo della solidarieta’” ha raccolto 2.400 euro destinati alla neonatologia di Trento.
Infine, un pensiero ai lutti che hanno colpito il territorio.
Oggi alle 14.30, nella chiesa arcipretale di Riva, si terranno i funerali dell’architetto Emilio Munari.
I giornali ricordano inoltre Alessandro Mercadante, Franco Bresciani e Vito Atzori, ideatore e proprietario di Tv Az, la prima televisione locale della Busa.
Alle loro famiglie e alle persone che ne piangono la scomparsa vanno sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le conseguenze reali dalle semplificazioni: sei licenziamenti finali non sono venticinque licenziamenti avvenuti oggi, una struttura smontabile non e’ automaticamente poco impattante, una proposta sulla casa non e’ ancora un piano operativo e una denuncia per ricettazione non equivale all’accertamento di un furto.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 14 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante agricola di Arco, che ha ottenuto l’adozione preliminare dopo circa cinque ore di discussione in Consiglio comunale.
Il voto si e’ concluso con 15 favorevoli e 7 astensioni. Sono stati approvati quattro emendamenti, due della maggioranza e due delle minoranze, oltre a due ordini del giorno.
Non si tratta ancora dell’approvazione definitiva.
La modifica piu’ immediata riguarda la superficie minima richiesta per i nuovi centri aziendali. Il Piano regolatore vigente prevede 20 mila metri quadrati, la proposta iniziale ne chiedeva 30 mila e il testo adottato scende ora a 25 mila.
Si tratta quindi di un compromesso: la soglia viene ridotta rispetto alla bozza iniziale, ma rimane comunque superiore del 25 per cento a quella attualmente in vigore. Almeno l’80 per cento dei terreni dovra’ inoltre trovarsi nel Comune di Arco.
Un emendamento elimina il riferimento esplicito alla necessita’ di mantenere nel tempo la superficie minima per conservare la validita’ del titolo edilizio. I terreni utilizzati per ottenere l’autorizzazione resteranno comunque vincolati all’edificio e non potranno essere conteggiati una seconda volta per autorizzarne altri.
Viene inoltre ridotta dal 35 al 30 per cento la copertura massima del lotto.
Restano pero’ aperte altre questioni, fra cui gli ampliamenti delle abitazioni esistenti e le regole negli ambiti agricoli identitari. Due ordini del giorno impegnano la Giunta a riesaminarle, ma non significano che i divieti siano gia’ stati modificati.
Nei cinque ambiti identitari resta infatti previsto il divieto di nuovi agriturismi e di ampliamento di quelli esistenti.
Il compromesso raggiunto cambia quindi il testo, ma non chiude il confronto. Ora saranno importanti le osservazioni e soprattutto le risposte nel merito sugli effetti concreti per le aziende agricole.
Sempre ad Arco torna il tema della gestione del verde pubblico.
L’assessora Chiara Parisi conferma che gli sfalci meno frequenti derivano da una scelta precisa. L’altezza di taglio indicata e’ di otto centimetri e gli obiettivi dichiarati sono ridurre la sofferenza dei prati nei periodi di siccita’ e destinare maggiori risorse a scuole e parchi.
Il principio di evitare tagli troppo bassi nei periodi asciutti e’ plausibile dal punto di vista agronomico.
Resta pero’ da dimostrare il risultato concreto della scelta ad Arco: quanta acqua e’ stata effettivamente risparmiata, quali costi sono diminuiti, quante ore di lavoro sono state spostate e quali interventi aggiuntivi sono stati realizzati nelle scuole e nei parchi.
L’articolo non fornisce ancora questi dati.
Va distinta inoltre l’altezza alla quale viene tagliata l’erba da quella che la vegetazione raggiunge fra uno sfalcio e l’altro.
Parisi riconosce che al Linfano il problema e’ diverso, con piante spontanee non previste, e annuncia una riqualificazione in fase di appalto. Alla rotatoria Angelini verra’ invece rimossa la palma che ostacola la visibilita’.
La spiegazione delle intenzioni e’ utile, ma il passaggio successivo deve essere una verifica dei risultati e la garanzia della sicurezza nei punti stradali.
A Riva del Garda emerge poi una novita’ sulla piscina Meroni.
Mizio Carradore, tecnico omologatore regionale della Federazione italiana nuoto, riferisce che l’ultima omologazione della piscina risale al 2015 e aveva durata di otto anni. E’ quindi scaduta nel 2023.
Secondo il tecnico, da allora non sarebbero state presentate richieste di rinnovo.
Sulla base della documentazione dell’ultima verifica non emergerebbero ostacoli insuperabili a una nuova omologazione, anche se sarebbero necessari alcuni lavori e andrebbe stabilito per quali competizioni si vuole rendere idoneo l’impianto.
La profondita’ della vasca, per esempio, puo’ incidere sulle categorie di gara ammesse.
Questa e’ una novita’ concreta. Non basta pero’ per concludere che manchi la volonta’ di procedere: nell’articolo non compaiono una risposta di Apm, il dettaglio dei lavori necessari o i relativi costi.
Va anche distinta l’omologazione per le competizioni dalla sicurezza ordinaria della piscina e dalla questione, gia’ discussa nei giorni scorsi, della disponibilita’ di corsie per gli allenamenti.
Sul fronte dei rifiuti, si completa il tavolo tecnico della Comunita’ Alto Garda e Ledro.
Entrano l’avvocato Luca Benini e la commercialista Michela Zambotti.
Il gruppo dovra’ confrontarsi con le societa’ pubbliche che operano in Trentino, compresa Gestel, e preparare uno studio e una proposta entro la fine di gennaio 2027.
Non nasce quindi oggi una nuova gestione dei rifiuti e non e’ stato ancora deciso un affidamento.
L’obiettivo e’ valutare un possibile gestore pubblico attraverso il modello “in house”. La decisione finale spettera’ poi alle istituzioni locali.
Per valutarla serviranno dati leggibili su costi, qualita’ del servizio e capacita’ di adattarsi alle diverse zone e alla forte stagionalita’ turistica.
A Riva diventano intanto operativi i due parcheggi protetti per biciclette.
I bici-box si trovano in piazza Catena, vicino al terminal dei traghetti, e in viale Madruzzo, a sud dell’Inviolata. Offrono otto posti ciascuno, videosorveglianza e prese per le biciclette elettriche.
L’accesso avviene attraverso l’app Weelo+. Le prime due ore sono gratuite, poi il costo e’ di 50 centesimi l’ora oppure 4 euro per l’intera giornata.
L’assessore Gabriele Bertoldi presenta la sperimentazione come priva di costi per le casse pubbliche. Sara’ l’utilizzo effettivo a dire se il servizio merita di essere ampliato.
A Varone, in via Fornasetta, sono stati effettuati alcuni primi interventi: rimosso un ferro sporgente sul ponte e potata la vegetazione che ostacolava il passaggio.
Restano pero’ le altre questioni segnalate su velocita’, asfalto, illuminazione e parcheggi.
Evan Cantone rivendica il risultato della propria denuncia, mentre l’Adige ricorda le precedenti dichiarazioni di Loredana Mascaro secondo cui gli interventi erano gia’ programmati.
Per i residenti conta soprattutto sapere quali altri lavori verranno effettuati e con quali tempi.
Sul fronte della cronaca, un’escursionista austriaca e’ caduta sulla ferrata Susatti, a Cima Capi, riportando un trauma alla testa.
E’ stata recuperata dall’elisoccorso con il supporto del Soccorso alpino e trasferita al Santa Chiara di Trento. Secondo i giornali non sarebbe in pericolo di vita. A lei va un augurio di pronta guarigione.
Fra scuola e cultura, alle Terme romane di Riva un QR code permette ora di accedere al lavoro di approfondimento realizzato dagli studenti del Maffei insieme alla Soprintendenza e al Museo Alto Garda.
Il T racconta inoltre le borse di studio degli Amici di Bensheim per il soggiorno linguistico estivo.
A Romarzollo, don Francesco Scarin ha assunto anche la guida delle parrocchie di Vigne, Chiarano e Varignano.
Un saluto particolare va a don Carlo Speccher, che lascia il Romarzollo dopo un servizio ricordato per disponibilita’ e gentilezza.
Infine, l’Adige torna sui lutti che hanno colpito il territorio.
Oggi alle 14.30 si svolgeranno alle Grazie di Ceole i funerali dell’architetto Franco Bresciani. Domani, alla stessa ora, nell’Arcipretale di Riva, quelli dell’architetto Emilio Munari.
A Nago si e’ svolto ieri l’ultimo saluto ad Alessandro Mercadante, finanziere in servizio a Riva.
Arco ricorda anche Lorenzo Jorg, morto a 99 anni poche settimane dopo la moglie Carmen Gargiulo, che ne aveva 101. Le esequie sono previste oggi alle 14.30 in Collegiata.
Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ il passaggio dalle intenzioni ai risultati verificabili: la variante agricola cambia grazie al confronto ma resta aperta, la gestione del verde ha bisogno di dati sui benefici reali, la piscina Meroni richiede chiarimenti sull’omologazione e la futura gestione dei rifiuti e’ ancora nella fase di studio.