Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 6 ottobre 2026

La prima notizia riguarda il mercato della casa nell’Alto Garda e Ledro.
Il T pubblica dati sulle compravendite della categoria catastale A/2, quindi case di livello medio, non sull’intero mercato residenziale.
Nel 2025 gli acquisti registrati con agevolazione “prima casa” sono stati 161 su 380, cioe’ il 42,4 per cento. Nel primo trimestre del 2026 sono invece 29 su 81, pari al 35,8 per cento.
Il sottotitolo del giornale, parlando di “solo un terzo delle compravendite annuali”, estende quindi all’intero anno una proporzione che riguarda soltanto i primi tre mesi del 2026.
Anche l’idea di un divario “sempre piu’ accentuato” richiede cautela: negli anni completi rappresentati, la quota degli acquisti classificati come non prima casa era diminuita progressivamente fino al 2025. Il dato del primo trimestre 2026 segnala una possibile inversione, ma per valutarla servirebbe confrontare lo stesso periodo con i primi trimestri degli anni precedenti.
C’e’ poi una distinzione importante: acquistare senza agevolazione prima casa non significa automaticamente possedere gia’ un’abitazione o destinare l’immobile agli affitti turistici. Le categorie fiscali non descrivono da sole l’uso effettivo della casa.
Per capire davvero quanto questi acquisti incidano sulla disponibilita’ di abitazioni per i residenti servono quindi dati sulla destinazione successiva degli immobili.
A Riva del Garda sono intanto quattordici le candidature per la direzione dell’Apsp Citta’ di Riva, dopo la partenza dell’attuale direttore Davide Preti verso la struttura di Strigno.
Il presidente Franco Benuzzi punta alla scelta nel consiglio di amministrazione del 29 ottobre.
L’ente conta oltre 150 dipendenti, cento posti letto convenzionati e diversi servizi sul territorio: la continuita’ della direzione ha quindi un peso concreto per ospiti, famiglie e personale.
L’articolo chiarisce anche la destinazione dei 3 milioni e mezzo stanziati dalla Provincia per la struttura storica: riguardano cucina, primo e secondo piano.
Rimane invece escluso il terzo piano, ipotizzato per le cure intermedie. Per questo servizio non vengono annunciati ne’ un finanziamento ne’ una data di apertura.
Ad Arco il Partito Democratico ha depositato una mozione per valutare l’accoglienza temporanea di giovani atleti palestinesi, utilizzando strutture e competenze sportive del territorio.
La proposta prevede un tavolo con federazioni, associazioni e organizzazioni dell’accoglienza, un cronoprogramma e la ricerca di finanziamenti.
Il passaggio nuovo e’ quindi la formalizzazione della proposta in Consiglio comunale. Non siamo ancora davanti a un progetto operativo: non sono indicati numero degli ospiti, costi complessivi, risorse gia’ disponibili o accordi gia’ conclusi.
La mozione stessa chiede di verificarne la fattibilita’. Il punto da chiarire sara’ quindi quali impegni economici e organizzativi vengano richiesti al Comune e come questa iniziativa si collochi rispetto alle altre priorita’ locali.
Torna poi la situazione di Pietramurata.
La dottoressa Sofia Santoni puo’ accogliere altri 500 assistiti nel suo ambulatorio di Dro, ma il presidio di Pietramurata rimane senza medico.
Il T aggiunge un dato significativo: sui 59 posti messi a disposizione dal bando provinciale, soltanto dieci medici hanno scelto una sede. Questo aiuta a comprendere la difficolta’ di coprire gli incarichi.
Va anche corretta una cifra riportata nella rassegna di domenica: i residenti di Pietramurata che non hanno ancora scelto il medico sono indicati nel 5 per cento, non nel 15 per cento.
A Varone, invece, non e’ ancora stato autorizzato il rientro negli appartamenti evacuati dopo l’allarme di domenica.
I proprietari devono incaricare un tecnico qualificato e presentare al Comune una relazione sulle condizioni di sicurezza dell’edificio.
I due giornali non concordano sul numero degli evacuati: l’Adige parla di sei persone e due appartamenti, il T di otto residenti e tre appartamenti.
Il dato comune e’ che non ci sono stati ne’ esplosioni ne’ crolli. Le condizioni del solaio restano invece da verificare e il rientro dipendera’ dall’esito della perizia.
Sul fronte della viabilita’, sono state rinviate le chiusure notturne della Maza previste dal 5 al 10 ottobre per i lavori della nuova rotatoria.
Le nuove date non sono ancora state comunicate. Il riferimento a “fine mese” contenuto nel titolo del T va quindi preso con cautela: la Provincia parla soltanto di una riprogrammazione nel corso di ottobre.
A Riva viene inoltre segnalata la chiusura al traffico di attraversamento di viale Don Bosco, presso via Piave, nel rione Degasperi. Rimane consentito l’accesso alle abitazioni da viale Trieste e le biciclette sono escluse dal divieto.
Fra le notizie di comunita’, all’Istituto comprensivo di Arco nasce il progetto “A scuola di Fairplay”, con Marco Aggravi e giovani con disabilita’ coinvolti attivamente in simulazioni e attivita’ adattate legate al windsurf.
A Ledro si e’ svolta la sesta edizione di “Io corro per Chanel”. La mamma Charlotte Manara riferisce che negli anni sono stati raccolti complessivamente circa 47 mila euro per sostenere la ricerca sul glioma del ponte encefalico.
Varone, Tenno e Campi hanno inoltre accolto padre Salustino Hernandez Sanchez, affiancato da padre John Hyun Cho.
Infine, l’Adige racconta l’inaugurazione del Sentiero del Centenario della Sat di Riva, mentre venerdi’ alla libreria Cazzaniga verra’ presentato un libro dedicato a don Marcello Farina.
Un augurio di pronta guarigione, infine, al motociclista di 59 anni soccorso alla rotatoria della Baltera e trasferito al Santa Chiara.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ ancora una volta la precisione dei dati: distinguere un trimestre da un anno intero, una categoria fiscale dall’uso reale di una casa, una mozione da un progetto operativo e un’ipotesi di servizio da un finanziamento gia’ disponibile.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 9 settembre 2026

La notizia principale riguarda il ponte di Arco. Ieri e’ stata depositata in Comune una petizione con 113 firme, promossa da cittadini e sostenuta da Arco Fucina Comune e Casa Autonomia. Le richieste riguardano la gestione del traffico durante il cantiere, la pubblicazione delle analisi tecniche, il monitoraggio della qualita’ dell’aria e la possibilita’ di accelerare i lavori.
Esiste un precedente importante: il Pums comunale prevedeva una sperimentazione di dieci mesi del senso unico in via della Cinta, in direzione sud-nord. Questo non dimostra che quella soluzione sia automaticamente adatta anche durante il cantiere, ma rende legittima una domanda: quali dati e valutazioni hanno portato successivamente a scegliere un’organizzazione diversa?
I residenti segnalano polvere, smog, code e difficolta’ negli spostamenti. Mancano pero’ ancora misurazioni dell’inquinamento e confronti tecnici sulla sicurezza. Anche l’ipotesi che il semaforo possa restare dopo la conclusione dei lavori non risulta, al momento, una decisione definitiva. Il fatto concreto di oggi e’ quindi il deposito della petizione; la risposta dell’amministrazione deve ancora arrivare.
Torna poi il liceo Maffei. Giovanni Perugini, per Onda, chiede tempi certi e documenti sul futuro del cantiere, fermo da quasi un anno mentre la scuola continua a funzionare in cinque sedi.
Il punto fondamentale non cambia: settembre e’ il termine indicato dalla Provincia per completare la procedura di risoluzione del precedente contratto, non la data garantita per la riapertura del cantiere. Soltanto dopo potra’ essere verificato l’eventuale affidamento alla seconda impresa classificata. Anche il dato del 50 per cento dei lavori completati non permette, da solo, di stimare quanto tempo servira’ ancora.
A Riva del Garda si prepara invece il cambio alla direzione dell’Apsp Citta’ di Riva. Davide Preti lascera’ l’incarico alla fine dell’anno per trasferirsi a Strigno. Il Consiglio di amministrazione sta predisponendo il bando per scegliere il successore e consentire un periodo di affiancamento.
La novita’ piu’ concreta riguarda il nucleo demenze, dove viene realizzata una nuova sala di circa 40 metri quadrati per attivita’ e presenza dei familiari. Sul futuro della vecchia Rsa, invece, si parla ancora di progetti da sviluppare, senza finanziamenti o scadenze gia’ definiti.
Torna anche il raduno “Ritorno a Camelot” di Pietramurata. Gli organizzatori sostengono che l’evento abbia prodotto un forte indotto economico per alberghi, campeggi e locali, ma non forniscono dati verificabili. L’assenza di incidenti e’ certamente un elemento positivo sul piano dell’ordine pubblico, mentre resta legittimo discutere nelle istituzioni i contenuti politici della manifestazione.
A Dro, l’ex vicesindaco Marco Santoni chiede infatti che il tema venga affrontato in Consiglio comunale e nella commissione culturale. Per ora si tratta di una richiesta politica: non risultano ancora sedute fissate o decisioni assunte.
Sulla Comunita’ del Garda, Cristina Santi propone di rafforzare l’organismo esistente anziche’ scioglierlo. La posizione e’ chiara, ma manca ancora una proposta dettagliata su poteri, risorse e riorganizzazione. Il punto concreto resta capire quali funzioni debbano essere gestite insieme e con quali risultati misurabili.
Sul fronte della cronaca, restano gravissime le condizioni del motociclista arcense di 63 anni ricoverato al Santa Chiara dopo l’incidente sulla circonvallazione di Riva. La prognosi e’ riservata.
Il T raccoglie inoltre la testimonianza di una donna di Riva che racconta minacce e un tentativo di sfondare la porta della propria abitazione. Al momento, pero’, nell’articolo non compare ancora un riscontro delle autorita’.
Fra le altre notizie, a Drena nove bambini e ragazzi hanno partecipato allo spazio compiti gratuito organizzato dal Comune, che potrebbe essere riproposto.
Ad Arco viene raccontato il rilancio del Giardino della Pace e delle attivita’ associative a Villa Tappainer. La Casa della Pace, pero’, e’ l’edificio gia’ esistente e utilizzato dalle associazioni, non una nuova struttura.
Infine, circa 2.500 presenze complessive vengono indicate per le due serate di Dolceriva Night alla Spiaggia degli Olivi. Il dato segnala una buona partecipazione; l’ipotesi di rendere l’intrattenimento piu’ continuativo resta invece, per ora, nelle intenzioni degli organizzatori.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le richieste dalle decisioni, le valutazioni politiche dai dati verificabili e i progetti annunciati dagli interventi che hanno gia’ tempi, risorse e responsabilita’ definite.