Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante di Torbole.
Il confronto fra i sindaci riuniti in Comunita’ di Valle non ha prodotto una posizione completamente unitaria sulle alternative.
La distinzione piu’ importante e’ questa: preferire la soluzione C, con collegamento verso la Maza, non significa necessariamente essere contrari alla soluzione D, con uscita al Linfano e nuovo ponte sulla Sarca.
La sindaca di Arco Arianna Fiorio ribadisce l’indirizzo gia’ espresso dal Consiglio comunale: preferenza per la soluzione C, possibilmente nella versione del 2016 e comunque nella configurazione oggi presente fra le alternative.
Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi considera invece accettabili sia C sia D e dichiara che non voterebbe contro la soluzione D.
A Riva, inoltre, una mozione simile a quella di Arco deve ancora arrivare in Consiglio comunale. Quindi l’approvazione evocata da alcuni articoli non e’ ancora avvenuta.
Anche i titoli dei due giornali riflettono prospettive diverse: l’Adige sottolinea la convergenza fra i sindaci, mentre il T mette maggiormente in evidenza le divergenze.
Non sono necessariamente due racconti incompatibili.
Sul piano politico, una posizione condivisa puo’ certamente rendere piu’ forte una richiesta alla Provincia. Ma non dimostra da sola quale sia il tracciato migliore e non equivale ne’ all’approvazione di una soluzione ne’ all’esclusione di un’altra.
La consultazione preliminare ambientale riguarda ancora cinque alternative e chiunque puo’ presentare osservazioni entro il 5 novembre.
La Provincia descrive questa fase come precedente all’autorizzazione e finalizzata a stabilire quali approfondimenti progettuali e ambientali saranno necessari.
Anche la conferenza dei servizi prevista per il 10 novembre non va quindi presentata come il momento nel quale verra’ sicuramente presa la decisione definitiva.
Il confronto fra sindaci sara’ tanto piu’ utile quanto piu’ riuscira’ a portare dati verificabili su traffico, costi e impatto territoriale.
Una notizia importante arriva poi da Arconvert di Arco.
Dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’Adige riferisce che la cassa integrazione a rotazione e’ stata sospesa e che da oggi lo stabilimento torna a lavorare a pieno regime.
Si interrompe quindi, almeno per ora, il ricorso all’ammortizzatore che era stato previsto fino al 13 dicembre.
Per i lavoratori e’ un segnale concreto di sollievo, soprattutto dopo settimane segnate da riduzione del reddito e incertezza.
Restano pero’ le domande poste dai sindacati.
Secondo Slc Cgil, Uil e rappresentanza sindacale aziendale, non ci sarebbe stato un vero calo della produzione, ma una variazione nel numero degli addetti utilizzati.
Antonio Mele e Claudio Zucchellini chiedono quindi chiarimenti sulle ragioni del ricorso alla cassa integrazione e richiamano in particolare la situazione dei lavoratori in somministrazione.
Questa e’ la ricostruzione sindacale. Negli articoli non compare ancora la risposta dell’azienda, che dovrebbe incontrare le rappresentanze nei prossimi giorni.
La ripresa di Arconvert resta comunque una buona notizia, senza significare che siano risolte le difficolta’ dell’intero comparto cartario.
In Valle di Ledro torna invece il tema dei lavori nelle gallerie Dom e Agnese.
L’avvio, inizialmente prospettato per meta’ ottobre, e’ slittato. Ora si parla di meta’ novembre, ma il sindaco Claudio Oliari precisa che non esiste ancora una data certa.
Il programma prevede complessivamente sedici mesi di lavori.
Nei primi cinque mesi le gallerie dovrebbero chiudere ogni notte dalle 22 alle 6, con passaggio garantito ai mezzi di soccorso.
Negli undici mesi successivi e’ previsto invece il senso unico alternato.
Sono inoltre annunciate sospensioni dei lavori nel periodo natalizio, a Pasqua e durante l’estate 2027.
Per i lavoratori turnisti si stanno predisponendo due finestre di passaggio notturno con accompagnamento.
Mancano pero’ ancora gli orari precisi, un dettaglio essenziale per permettere a chi lavora fuori valle di organizzare concretamente gli spostamenti.
Nel frattempo e’ stata depositata una petizione firmata da 637 cittadini per chiedere alla Provincia la continuita’ assistenziale della guardia medica in valle, soprattutto durante i primi cinque mesi di chiusure notturne.
Il passaggio dei mezzi di soccorso e la presenza della guardia medica sono due questioni diverse: garantire il primo non risponde automaticamente alla seconda richiesta.
Ad Arco parte invece il percorso per il futuro della palestra della scuola Nicolo’ d’Arco di Prabi.
La Giunta ha approvato il quadro esigenziale necessario per chiedere un contributo provinciale entro il 30 novembre.
Non siamo quindi davanti a un cantiere gia’ finanziato o pronto a partire.
La palestra, collaudata nel 1970, era rimasta esclusa dall’adeguamento del resto del complesso scolastico concluso nel 2023 e, secondo l’articolo, non sarebbe mai stata sottoposta a verifica di vulnerabilita’ sismica.
La scuola conta 21 classi e gli spazi sportivi vengono considerati insufficienti rispetto alle esigenze attuali.
Il costo stimato e’ di 3 milioni e 300 mila euro, dei quali 2 milioni e 160 mila per i lavori.
Uno studio dovra’ ancora confrontare tre possibilita’: migliorare la struttura esistente, ricostruirla sullo stesso sedime oppure realizzare una nuova palestra piu’ a nord, permettendo di continuare a utilizzare quella attuale durante i lavori.
La soluzione non e’ quindi ancora stata scelta.
C’e’ anche un’incongruenza numerica nell’articolo: una sala indicata come lunga 28 metri e larga 16 avrebbe una superficie di 448 metri quadrati, non 832.
Potrebbero essere state confuse superfici diverse o potrebbe trattarsi di un refuso. L’incongruenza appartiene all’articolo e non dimostra, da sola, un errore nel progetto.
Sempre sul fronte della mobilita’, i sindaci dell’Alto Garda e Ledro hanno concordato di affidare all’Agenzia territoriale d’area uno studio per migliorare i collegamenti quotidiani.
L’obiettivo e’ coinvolgere Comuni, Apt Garda Dolomiti e Trentino Marketing e coordinare il lavoro con i piani della mobilita’ gia’ esistenti.
Fra le ipotesi ci sono collegamenti piu’ frequenti verso Trento e Rovereto e una rete ciclabile utilizzabile per gli spostamenti di tutti i giorni, con parcheggi sicuri e punti di ricarica.
Le corse ogni 15 o 20 minuti restano pero’ un obiettivo, non un nuovo orario gia’ operativo.
La notizia di oggi e’ il mandato condiviso per lo studio. Per trasformarlo in nuovi servizi serviranno risorse, mezzi e personale.
Al Floriani, infine, la manifestazione degli studenti annunciata ieri si e’ svolta senza scontri.
Circa cento ragazze e ragazzi hanno protestato pacificamente davanti all’istituto a sostegno dei docenti e del movimento Istruzione di Qualita’.
Il rappresentante d’istituto Matteo Bettini ha ribadito la solidarieta’ agli insegnanti e il rifiuto della violenza.
Sono stati segnalati alcuni petardi, ma le cronache concordano sull’assenza di disordini.
Il T riferisce che un piccolo gruppo proveniente dall’esterno sarebbe stato individuato dalle forze dell’ordine. Il collegamento con il volantino minaccioso circolato alla vigilia resta pero’ soltanto probabile: individuare alcune persone non significa aver accertato chi abbia scritto o diffuso quel messaggio.
Anche il giudizio sugli studenti assenti richiede cautela. Attribuire una parte delle assenze alla “pigrizia” significa interpretare motivazioni che gli articoli non documentano.
A Pietramurata, infine, viene potenziato il centro socio-educativo “Pietra”, gestito da Casa Mia.
I posti disponibili passano da dieci a venti sia il martedi’ sia il giovedi’, dalle 16.30 alle 18.30.
Il servizio e’ rivolto ai bambini della scuola primaria e comprende attivita’ educative, socializzazione e aiuto nei compiti.
E’ una notizia piccola rispetto ai grandi temi della giornata, ma con un effetto concreto per le famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le preferenze politiche dalle decisioni formali, gli obiettivi dai servizi gia’ attivi e gli annunci dai passaggi ancora necessari: la variante di Torbole e’ ancora in valutazione, Arconvert torna davvero a pieno regime, per le gallerie di Ledro manca ancora una data certa e la palestra di Prabi e’ soltanto all’inizio del percorso progettuale.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 ottobre 2026

La prima notizia riguarda il settore cartario, con una presa di posizione congiunta di Assocarta e organizzazioni sindacali sui costi energetici e sulla competitivita’ delle imprese.
Per l’Alto Garda la questione e’ particolarmente importante. Il comparto occupa circa 1.200 lavoratori e l’attuale fase di incertezza coinvolge quindi molte persone e famiglie.
Sul territorio sono gia’ note le procedure di cassa integrazione: alle Cartiere del Garda dal 2 novembre per tredici settimane e ad Arconvert, al momento, fino al 13 dicembre.
Questo quadro merita attenzione, ma va raccontato con precisione.
I circa 1.200 addetti rappresentano il peso occupazionale complessivo del settore locale. Non risultano annunciati 1.200 licenziamenti o altrettanti esuberi.
Il titolo che parla di “migliaia in bilico” esprime quindi una preoccupazione concreta per il futuro dell’occupazione, ma non quantifica posti di lavoro gia’ destinati a essere soppressi.
C’e’ inoltre un errore nel sottotitolo dell’Adige: non si parla di cassa integrazione fino a sette milioni di euro, ma di una stima nazionale fino a sette milioni di ore autorizzate nel 2026, con un onere per l’Inps di circa 58 milioni di euro.
Sono grandezze diverse e non vanno confuse con la situazione delle sole aziende dell’Alto Garda.
Per capire quanto questa crisi pesera’ davvero sulle famiglie della Busa servono soprattutto i numeri dei lavoratori effettivamente coinvolti e la durata concreta delle sospensioni nei singoli stabilimenti.
Ad Arco torna il tema di via Aldo Moro e dei tre milioni gia’ programmati per la prima messa in sicurezza.
Dopo la risposta del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, la sindaca Arianna Fiorio e il vicesindaco Marco Piantoni precisano di avere inviato le proprie valutazioni preliminari al servizio provinciale gia’ il 17 agosto 2026, sulle alternative presentate dalla Provincia il 15 giugno.
E’ un elemento nuovo e importante.
Il quadro descritto ieri, con un Comune ancora interamente in attesa di rispondere, va quindi corretto.
Resta pero’ da capire se la Provincia consideri quella comunicazione sufficiente o se siano necessari altri passaggi tecnici e amministrativi.
Fra le proposte comunali c’e’ il mantenimento per via Aldo Moro di una sezione stradale di dodici metri, riducendola dove possibile, con marciapiede e attraversamenti e senza realizzare una strada parallela.
Per via Sabbioni viene invece indicata la possibilita’ di una galleria artificiale sotto l’attuale tracciato, mantenendo in superficie gli accessi locali.
Sono richiesti inoltre ulteriori approfondimenti sul nodo Sant’Isidoro, Sant’Andrea e Santa Caterina. Se i tempi per via Sabbioni dovessero allungarsi, viene proposta anche una rotatoria provvisoria fra via Aldo Moro e via Cavallo.
I tre milioni gia’ disponibili riguardano pero’ soltanto la prima messa in sicurezza e non l’intero intervento.
Restano quindi da definire la soluzione complessiva e soprattutto la sequenza dei lavori rispetto ai nuovi flussi di traffico prodotti dalla Loppio-Busa.
Al Floriani e’ invece annunciata per questa mattina una manifestazione degli studenti a sostegno delle rivendicazioni dei docenti e contro le conseguenze della sospensione delle attivita’ aggiuntive.
Entrambi i giornali riferiscono anche della circolazione sui social di una locandina con l’immagine della scuola in fiamme e minacce rivolte a chi entrera’ nell’istituto.
Si tratta di un contenuto grave, ma la provenienza deve ancora essere accertata.
Gli organizzatori della manifestazione descrivono invece un’iniziativa pacifica, riservata agli studenti del Floriani, e richiamano alla responsabilita’ personale.
La distinzione e’ fondamentale.
La presenza online di un messaggio intimidatorio non dimostra che gli autori facciano parte dell’organizzazione della protesta e neppure che sia in corso un’infiltrazione organizzata.
La manifestazione va quindi valutata sulla base delle ragioni dichiarate dagli studenti, tenendo separati i messaggi minacciosi di origine ancora incerta.
In Valle di Ledro arrivano nuovi tempi per la variante stradale di Molina.
Rispondendo alla consigliera provinciale Stefania Segnana, Fugatti indica il secondo semestre del 2029 per l’insediamento del cantiere e il 2032 per la conclusione dei lavori.
L’incarico di ingegneria e’ stato aggiudicato il 2 settembre. Sono previsti circa trentatre mesi per progettazione, pareri e appalto e poi almeno tre anni di lavori.
A luglio, pero’, la Provincia indicava ancora una conclusione nel 2031.
La nuova previsione sposta quindi il termine di circa un anno, senza che l’articolo chiarisca le ragioni del cambiamento.
L’opera, stimata in circa 52 milioni di euro, resta importante per risolvere problemi di strettoia, accessi e carenza di percorsi pedonali protetti.
Il calendario rimane comunque una previsione subordinata ai passaggi progettuali e amministrativi ancora necessari.
Sul fronte agricolo, il T racconta invece le difficolta’ della raccolta dei marroni.
A Campi l’associazione di tutela stima una riduzione del 40 per cento del prodotto commercializzabile, passando dai consueti 30-35 chili per pianta a circa 18-21.
Il presidente Angioino Bertoni sottolinea pero’ che la situazione cambia anche fra castagneti vicini, in base al terreno e alla disponibilita’ d’acqua.
A Drena, la Tenuta I Maroneri riferisce 39 quintali raccolti al 19 ottobre, contro i 47 dell’intera stagione precedente.
E’ un segnale di difficolta’, ma il confronto mette insieme un raccolto ancora in corso e il dato finale dell’anno passato.
Il calo del 40 per cento, quindi, non deve essere esteso automaticamente all’intero Alto Garda: e’ una stima relativa alla situazione di Campi.
Il tema riguarda comunque non soltanto la produzione di quest’anno, ma anche la conservazione di un patrimonio di castagni secolari sempre piu’ esposto agli effetti della siccita’.
Ad Arco vengono poi aggiornate alcune tariffe dei vigili del fuoco per i servizi soggetti a pagamento.
L’apertura delle porte passa da 26 a 100 euro, mentre la bonifica dei nidi di vespe e calabroni passa da 50 a 90 euro.
Il comandante Claudio Zanoni spiega che gli importi erano fermi dal 2002.
E’ importante precisare che gli aumenti riguardano soltanto le prestazioni previste dal tariffario come servizi a pagamento.
Non riguardano i normali interventi gratuiti del Corpo.
Fra le notizie dal territorio, oggi dalle 14 si riuniscono i sindaci della Comunita’ Alto Garda e Ledro per discutere di mobilita’, trasporto pubblico, temi sociali, lettura delle targhe e futuro affidamento della raccolta rifiuti. Seguira’ anche un confronto sul turismo.
Per la Capanna Malga Grassi e’ stata prorogata fino al 31 ottobre 2030 la gestione della societa’ della famiglia Grottolo, utilizzando una possibilita’ gia’ prevista dal contratto del 2023.
A Nago viene segnalato un nuovo tentativo di truffa telefonica con la falsa notizia di un incidente a un familiare. L’invito resta quello di non consegnare denaro o dati bancari, verificare direttamente le richieste e contattare i carabinieri in caso di dubbio.
Infine, domenica 25 ottobre a Pranzo torna la Festa dei maroni.
Nel Romarzollo si recupera invece “Da campanil a campanil”, rinviata per il maltempo, con partenza alle 9 dal parcheggio del santuario di Ceole.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la precisione nei numeri e nelle responsabilita’: il peso occupazionale di un settore non equivale a esuberi gia’ decisi, una comunicazione amministrativa cambia il quadro di un presunto ritardo, una minaccia sui social non puo’ essere attribuita automaticamente agli organizzatori di una protesta e una stima locale non va trasformata in un dato valido per tutto il territorio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 14 ottobre 2026

La prima notizia riguarda la variante agricola di Arco, che ha ottenuto l’adozione preliminare dopo circa cinque ore di discussione in Consiglio comunale.
Il voto si e’ concluso con 15 favorevoli e 7 astensioni. Sono stati approvati quattro emendamenti, due della maggioranza e due delle minoranze, oltre a due ordini del giorno.
Non si tratta ancora dell’approvazione definitiva.
La modifica piu’ immediata riguarda la superficie minima richiesta per i nuovi centri aziendali. Il Piano regolatore vigente prevede 20 mila metri quadrati, la proposta iniziale ne chiedeva 30 mila e il testo adottato scende ora a 25 mila.
Si tratta quindi di un compromesso: la soglia viene ridotta rispetto alla bozza iniziale, ma rimane comunque superiore del 25 per cento a quella attualmente in vigore. Almeno l’80 per cento dei terreni dovra’ inoltre trovarsi nel Comune di Arco.
Un emendamento elimina il riferimento esplicito alla necessita’ di mantenere nel tempo la superficie minima per conservare la validita’ del titolo edilizio. I terreni utilizzati per ottenere l’autorizzazione resteranno comunque vincolati all’edificio e non potranno essere conteggiati una seconda volta per autorizzarne altri.
Viene inoltre ridotta dal 35 al 30 per cento la copertura massima del lotto.
Restano pero’ aperte altre questioni, fra cui gli ampliamenti delle abitazioni esistenti e le regole negli ambiti agricoli identitari. Due ordini del giorno impegnano la Giunta a riesaminarle, ma non significano che i divieti siano gia’ stati modificati.
Nei cinque ambiti identitari resta infatti previsto il divieto di nuovi agriturismi e di ampliamento di quelli esistenti.
Il compromesso raggiunto cambia quindi il testo, ma non chiude il confronto. Ora saranno importanti le osservazioni e soprattutto le risposte nel merito sugli effetti concreti per le aziende agricole.
Sempre ad Arco torna il tema della gestione del verde pubblico.
L’assessora Chiara Parisi conferma che gli sfalci meno frequenti derivano da una scelta precisa. L’altezza di taglio indicata e’ di otto centimetri e gli obiettivi dichiarati sono ridurre la sofferenza dei prati nei periodi di siccita’ e destinare maggiori risorse a scuole e parchi.
Il principio di evitare tagli troppo bassi nei periodi asciutti e’ plausibile dal punto di vista agronomico.
Resta pero’ da dimostrare il risultato concreto della scelta ad Arco: quanta acqua e’ stata effettivamente risparmiata, quali costi sono diminuiti, quante ore di lavoro sono state spostate e quali interventi aggiuntivi sono stati realizzati nelle scuole e nei parchi.
L’articolo non fornisce ancora questi dati.
Va distinta inoltre l’altezza alla quale viene tagliata l’erba da quella che la vegetazione raggiunge fra uno sfalcio e l’altro.
Parisi riconosce che al Linfano il problema e’ diverso, con piante spontanee non previste, e annuncia una riqualificazione in fase di appalto. Alla rotatoria Angelini verra’ invece rimossa la palma che ostacola la visibilita’.
La spiegazione delle intenzioni e’ utile, ma il passaggio successivo deve essere una verifica dei risultati e la garanzia della sicurezza nei punti stradali.
A Riva del Garda emerge poi una novita’ sulla piscina Meroni.
Mizio Carradore, tecnico omologatore regionale della Federazione italiana nuoto, riferisce che l’ultima omologazione della piscina risale al 2015 e aveva durata di otto anni. E’ quindi scaduta nel 2023.
Secondo il tecnico, da allora non sarebbero state presentate richieste di rinnovo.
Sulla base della documentazione dell’ultima verifica non emergerebbero ostacoli insuperabili a una nuova omologazione, anche se sarebbero necessari alcuni lavori e andrebbe stabilito per quali competizioni si vuole rendere idoneo l’impianto.
La profondita’ della vasca, per esempio, puo’ incidere sulle categorie di gara ammesse.
Questa e’ una novita’ concreta. Non basta pero’ per concludere che manchi la volonta’ di procedere: nell’articolo non compaiono una risposta di Apm, il dettaglio dei lavori necessari o i relativi costi.
Va anche distinta l’omologazione per le competizioni dalla sicurezza ordinaria della piscina e dalla questione, gia’ discussa nei giorni scorsi, della disponibilita’ di corsie per gli allenamenti.
Sul fronte dei rifiuti, si completa il tavolo tecnico della Comunita’ Alto Garda e Ledro.
Entrano l’avvocato Luca Benini e la commercialista Michela Zambotti.
Il gruppo dovra’ confrontarsi con le societa’ pubbliche che operano in Trentino, compresa Gestel, e preparare uno studio e una proposta entro la fine di gennaio 2027.
Non nasce quindi oggi una nuova gestione dei rifiuti e non e’ stato ancora deciso un affidamento.
L’obiettivo e’ valutare un possibile gestore pubblico attraverso il modello “in house”. La decisione finale spettera’ poi alle istituzioni locali.
Per valutarla serviranno dati leggibili su costi, qualita’ del servizio e capacita’ di adattarsi alle diverse zone e alla forte stagionalita’ turistica.
A Riva diventano intanto operativi i due parcheggi protetti per biciclette.
I bici-box si trovano in piazza Catena, vicino al terminal dei traghetti, e in viale Madruzzo, a sud dell’Inviolata. Offrono otto posti ciascuno, videosorveglianza e prese per le biciclette elettriche.
L’accesso avviene attraverso l’app Weelo+. Le prime due ore sono gratuite, poi il costo e’ di 50 centesimi l’ora oppure 4 euro per l’intera giornata.
L’assessore Gabriele Bertoldi presenta la sperimentazione come priva di costi per le casse pubbliche. Sara’ l’utilizzo effettivo a dire se il servizio merita di essere ampliato.
A Varone, in via Fornasetta, sono stati effettuati alcuni primi interventi: rimosso un ferro sporgente sul ponte e potata la vegetazione che ostacolava il passaggio.
Restano pero’ le altre questioni segnalate su velocita’, asfalto, illuminazione e parcheggi.
Evan Cantone rivendica il risultato della propria denuncia, mentre l’Adige ricorda le precedenti dichiarazioni di Loredana Mascaro secondo cui gli interventi erano gia’ programmati.
Per i residenti conta soprattutto sapere quali altri lavori verranno effettuati e con quali tempi.
Sul fronte della cronaca, un’escursionista austriaca e’ caduta sulla ferrata Susatti, a Cima Capi, riportando un trauma alla testa.
E’ stata recuperata dall’elisoccorso con il supporto del Soccorso alpino e trasferita al Santa Chiara di Trento. Secondo i giornali non sarebbe in pericolo di vita. A lei va un augurio di pronta guarigione.
Fra scuola e cultura, alle Terme romane di Riva un QR code permette ora di accedere al lavoro di approfondimento realizzato dagli studenti del Maffei insieme alla Soprintendenza e al Museo Alto Garda.
Il T racconta inoltre le borse di studio degli Amici di Bensheim per il soggiorno linguistico estivo.
A Romarzollo, don Francesco Scarin ha assunto anche la guida delle parrocchie di Vigne, Chiarano e Varignano.
Un saluto particolare va a don Carlo Speccher, che lascia il Romarzollo dopo un servizio ricordato per disponibilita’ e gentilezza.
Infine, l’Adige torna sui lutti che hanno colpito il territorio.
Oggi alle 14.30 si svolgeranno alle Grazie di Ceole i funerali dell’architetto Franco Bresciani. Domani, alla stessa ora, nell’Arcipretale di Riva, quelli dell’architetto Emilio Munari.
A Nago si e’ svolto ieri l’ultimo saluto ad Alessandro Mercadante, finanziere in servizio a Riva.
Arco ricorda anche Lorenzo Jorg, morto a 99 anni poche settimane dopo la moglie Carmen Gargiulo, che ne aveva 101. Le esequie sono previste oggi alle 14.30 in Collegiata.
Alle famiglie e alle persone colpite da questi lutti vanno sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ il passaggio dalle intenzioni ai risultati verificabili: la variante agricola cambia grazie al confronto ma resta aperta, la gestione del verde ha bisogno di dati sui benefici reali, la piscina Meroni richiede chiarimenti sull’omologazione e la futura gestione dei rifiuti e’ ancora nella fase di studio.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 10 ottobre 2026

La prima notizia riguarda le scuole di Riva del Garda.
La Giunta provinciale ha aggiornato il piano dell’edilizia scolastica destinando 7 milioni e 200 mila euro all’ampliamento e alla riqualificazione del Floriani e 7 milioni e 350 mila euro al corpo storico del Maffei. In totale sono 14 milioni e 550 mila euro.
Per il Maffei va pero’ fatta una distinzione importante: questi fondi riguardano lavori sull’edificio storico previsti dopo la conclusione del cantiere attuale. Non rappresentano quindi, da soli, la soluzione al blocco dell’ampliamento.
Sul cantiere fermo si profila il possibile subentro di Mak Costruzioni attraverso lo scorrimento della graduatoria originaria, evitando una nuova gara. Ma devono ancora essere completati due passaggi: il consenso dell’impresa e la definitiva risoluzione del contratto con Manelli.
Parlare gia’ di caso “sbloccato” e’ quindi prematuro. La notizia certa e’ il nuovo finanziamento; sul cantiere si registra un avanzamento amministrativo, non ancora il ritorno degli operai.
Il 2028 resta l’obiettivo annunciato per completare l’opera, ma nell’articolo non compare ancora un nuovo calendario contrattuale.
Ad Arco continua invece il confronto sulla variante agricola, che lunedi’ 12 ottobre arrivera’ in Consiglio comunale per l’adozione preliminare.
Oggi interviene Coldiretti Alto Garda e Ledro.
Il presidente Romano Calza’ condivide l’obiettivo di contrastare le speculazioni e tutelare il paesaggio, ma ritiene che alcune norme penalizzerebbero anche le aziende agricole professionali.
Le richieste sono precise: mantenere la soglia di due ettari per le strutture aziendali, conteggiando anche terreni nei Comuni confinanti; conservare il lotto minimo di 3.000 metri quadrati per strutture di servizio e interrati fino a 500 metri quadrati; salvaguardare per le aziende gia’ esistenti la possibilita’ di destinare il 30 per cento della superficie utile ad attivita’ connesse.
Coldiretti contesta anche la delimitazione degli ambiti agricoli identitari.
Sono osservazioni concrete, sulle quali servono risposte altrettanto concrete. Anche l’associazione, pero’, dovrebbe quantificare meglio l’impatto delle nuove soglie sulle imprese.
Sul metodo restano posizioni contrapposte. Le minoranze lamentano un confronto insufficiente, mentre la sindaca Arianna Fiorio ricorda la fase pubblica gia’ svolta.
Gli atti confermano che dal 20 aprile al 20 maggio era stata aperta una raccolta di contributi e che la variante era comparsa anche nell’ordine del giorno della commissione del 28 settembre.
Questo significa che una fase di partecipazione c’e’ stata. Non dimostra pero’ che il testo attuale sia stato condiviso in modo sufficiente o che le osservazioni ricevute siano state accolte.
Il punto decisivo sara’ quindi capire come l’amministrazione rispondera’ alle proposte presentate e con quali motivazioni manterra’ o modifichera’ le proprie scelte.
Sul fronte sanitario arriva invece una decisione concreta dall’ospedale di Arco.
Il Tribunale di Rovereto ha annullato due sanzioni disciplinari inflitte a una tecnica sanitaria di radiologia e delegata sindacale della Cisl: un richiamo scritto e cinque giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione.
Asuit e’ stata inoltre condannata a pagare 4.259 euro di spese legali, oltre agli oneri previsti.
Il richiamo scritto riguardava un’intervista anonima alla Rai dell’aprile 2025 su personale, turni e apparecchiature. Secondo la ricostruzione del giornale, il giudice ha ricondotto quelle dichiarazioni al legittimo esercizio della critica sindacale.
La sospensione riguardava invece due episodi di servizio per i quali l’istruttoria non avrebbe confermato una condotta disciplinarmente rilevante.
Asuit si riserva di esaminare le motivazioni e valutare un’eventuale impugnazione. La possibilita’ di ricorso non cancella pero’ la decisione gia’ intervenuta.
Le successive accuse politiche secondo cui l’azienda cercherebbe di silenziare i dipendenti vanno tenute distinte dalla sentenza: sono interpretazioni piu’ ampie, non conclusioni automaticamente attribuibili al giudice.
Torna poi il tema della crisi di Arconvert.
Dopo l’annuncio della cassa integrazione, vengono precisati i fermi programmati: dal 14 al 21 ottobre si fermera’ la spalmatrice 4, mentre dal 26 ottobre al 2 novembre si fermera’ l’intero reparto. Sono previste riduzioni anche nell’allestimento e nei servizi.
La Slc Cgil riferisce che l’azienda ha confermato gli investimenti programmati e sta effettuando prove su nuovi prodotti nella speranza di una ripresa degli ordini.
E’ una prospettiva positiva, ma non significa che nuove commesse siano gia’ state acquisite.
Le previsioni per novembre restano negative e i lavoratori piu’ esposti sono ancora quelli con contratti in somministrazione.
Investimenti confermati e difficolta’ occupazionali possono quindi coesistere: il mantenimento dei programmi industriali non elimina la perdita di reddito dovuta ai fermi.
Torna anche il tema delle mense scolastiche.
La Comunita’ Alto Garda e Ledro descrive l’organizzazione del servizio: venti strutture, undici centri di cottura, circa 3.000 pasti al giorno e 400 diete personalizzate. A fine ottobre e’ previsto l’incontro plenario delle commissioni mensa.
Sono dati utili per capire la complessita’ del servizio, ma non rispondono ancora direttamente alle segnalazioni dei genitori della scuola Zadra su cibi freddi e qualita’ percepita.
Dire che alla Comunita’ non risultano segnalazioni ufficiali non equivale a dimostrare che nessun problema sia stato riscontrato.
Allo stesso modo, il rispetto dei criteri nutrizionali del menu’ non certifica la temperatura del pasto al momento del consumo.
Servono quindi controlli mirati su preparazione, trasporto e somministrazione. Resta aperta anche la domanda sull’utilizzo della cucina della nuova scuola Zadra.
A Nago-Torbole, Rinascita e Sviluppo presenta un’interrogazione e una mozione urgente sugli avvistamenti di ratti, segnalati fra lungolago e Strada Granda a Torbole e via Stazione a Nago.
La minoranza chiede derattizzazione, maggiore pulizia delle isole ecologiche e un sistema tracciabile per gestire le segnalazioni.
Le zone indicate rendono le richieste verificabili, ma mancano ancora un bilancio degli interventi gia’ effettuati e la risposta del Comune.
Espressioni come “invasione di ratti” o “emergenza igienico-sanitaria” appartengono alla denuncia politica e non sono accompagnate, negli articoli, da una valutazione sanitaria che ne misuri l’estensione.
Sul Monte Creino, Europa Verde contesta invece la terrazza panoramica e il modello turistico che considera rappresentato dall’opera.
Il T da’ ampio spazio alla critica, ma non affianca costi, caratteristiche tecniche del progetto o spiegazioni dei promotori. Il confronto resta quindi soprattutto sul terreno delle opinioni, con pochi elementi per valutarne concretamente utilita’ e impatto.
Un’altra vicenda riguarda un ventitreenne residente in Germania al quale il Tribunale di Rovereto ha negato la messa alla prova richiesta con lavoro di pubblica utilita’ da svolgere all’estero.
Nel racconto emergono due questioni diverse: la possibilita’ di svolgere il programma fuori dall’Italia e l’esclusione del reato contestato, quello di fuga pericolosa dal controllo, dall’accesso alla messa alla prova.
Quest’ultimo punto e’ anche oggetto di una questione sollevata davanti alla Corte costituzionale da un altro tribunale. Non e’ quindi corretto ridurre l’intera vicenda al fatto che il giovane viva in Germania.
Infine, sul Brento e’ stato recuperato un base jumper di 38 anni rimasto bloccato con il paracadute sulla parete a circa 300 metri da terra. E’ stato trasferito al Santa Chiara e, secondo il giornale, non e’ in condizioni preoccupanti.
E’ morto inoltre a 76 anni Federico “l’Olandese volante”, storico protagonista della radio italiana, cresciuto anche a Torbole. Alla sua famiglia va un pensiero di vicinanza e sincere condoglianze.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere i finanziamenti dai cantieri realmente ripartiti, le consultazioni formali dalla qualita’ effettiva dell’ascolto, le decisioni giudiziarie dalle successive interpretazioni politiche e le descrizioni organizzative dalle verifiche sui problemi concretamente segnalati.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 7 ottobre 2026

La prima notizia riguarda ancora il problema della casa nell’Alto Garda e Ledro.
Il presidente della Comunita’ di Valle Giuliano Marocchi e l’assessora Letizia Vicari annunciano 25 alloggi Itea disponibili per il prossimo bando autunnale. Potrebbero diventare 29 se terminassero in tempo i lavori su altri quattro appartamenti.
Marocchi prospetta inoltre una trentina di ulteriori disponibilita’ per la primavera. Queste ultime, pero’, restano una previsione e non alloggi gia’ effettivamente disponibili.
E’ comunque un avanzamento concreto, anche se gli stessi amministratori riconoscono che non sara’ sufficiente rispetto alle centinaia di domande attese. Per valutarne l’effetto reale bisognera’ conoscere la distribuzione degli appartamenti fra i diversi Comuni, le loro caratteristiche e soprattutto i tempi delle assegnazioni.
Il T torna anche sui dati relativi alle compravendite immobiliari.
Fra il 2022 e il 2025, nella categoria catastale A/2, risultano 1.615 compravendite, delle quali 636 classificate come “prima casa” e 979 nelle altre categorie, circa il 60,6 per cento.
Questi numeri non riguardano pero’ l’intero mercato abitativo e soprattutto non permettono di stabilire automaticamente come vengano utilizzate le case.
Il grafico distingue infatti gli acquisti di persone fisiche con o senza agevolazione fiscale “prima casa”. Non dimostra che chi compra senza agevolazione possieda gia’ necessariamente un’altra abitazione, ne’ che l’immobile venga destinato agli affitti turistici.
Allo stesso modo, l’agevolazione prima casa non certifica che il proprietario abitera’ personalmente nell’immobile.
Per parlare di seconde case, affitti turistici o residenze fittizie servono quindi dati sull’uso effettivo degli appartamenti. Le categorie fiscali, da sole, non bastano.
Ad Arco, lunedi’ 12 ottobre, arrivera’ in Consiglio comunale la prima adozione della variante al Piano regolatore dedicata alla tutela delle aree agricole.
La proposta individua cinque ambiti considerati identitari: Oltresarca, Romarzollo, Cretaccio, Pratosaiano e Linfano.
In queste zone sarebbero vietati nuovi agriturismi e ampliamenti, anche attraverso il recupero di edifici esistenti.
Per i nuovi centri aziendali la superficie fondiaria richiesta passerebbe da due a tre ettari, con almeno l’80 per cento dei terreni situati ad Arco. Nelle altre aree agricole dove l’agriturismo resterebbe possibile, la superficie destinata a questa attivita’ non potrebbe superare il 30 per cento della superficie utile netta del centro aziendale.
Non siamo ancora davanti a regole definitivamente approvate.
La sindaca Arianna Fiorio difende la necessita’ di avviare rapidamente la salvaguardia del territorio, mentre Nicola Cattoi critica il livello di condivisione avuto in commissione.
Va ricordato che il Comune aveva comunque aperto nei mesi scorsi una fase pubblica per raccogliere contributi. Questo non dimostra che il testo oggi proposto sia stato condiviso in modo sufficiente, ma neppure permette di descrivere il percorso come completamente privo di partecipazione.
La verifica piu’ importante riguardera’ gli effetti concreti: quante aziende saranno interessate dai nuovi requisiti, quali contributi sono arrivati durante la fase pubblica e come sono stati valutati.
Tutelare il paesaggio e’ un obiettivo importante. Bisognera’ capire se le nuove regole riescano davvero a distinguere l’attivita’ agricola dalle operazioni prevalentemente immobiliari senza creare conseguenze sproporzionate per le aziende.
Torna poi il dibattito sulla variante di Torbole.
L’Adige raccoglie la posizione di residenti e operatori di Strada Granda, che dichiarano di rappresentare una cinquantina di famiglie e attivita’. Contestano la soluzione D con sbocco al Linfano per la vicinanza alle abitazioni e chiedono invece il collegamento in galleria fino alla Maza.
Le preoccupazioni meritano ascolto, ma nell’articolo non vengono fornite distanze precise dalle abitazioni o stime quantitative sugli effetti relativi a traffico, rumore e qualita’ dell’aria.
Il T riferisce invece della mozione presentata da Renza Bollettin e condivisa dalla maggioranza rivana.
Il documento esprime preferenza per la soluzione C1, considera C2 un’alternativa nel caso di ostacoli idrogeologici insuperabili, chiede priorita’ al collegamento Maza-Cretaccio e propone maggiore sostegno al Bus&Go e un monitoraggio pubblico continuo di traffico e inquinamento.
Una mozione, pero’, non “impone” una decisione al Consiglio e neppure rappresenta di per se’ uno scontro con la Provincia. E’ un atto politico che propone una posizione.
Particolarmente utile e’ la richiesta di monitoraggio continuativo dei flussi e dell’inquinamento: permetterebbe di discutere sulla base di dati verificabili. Non sostituisce comunque le analisi comparative necessarie per scegliere il tracciato.
Sul fronte della mobilita’ quotidiana, da oggi iniziano a Riva i lavori gia’ annunciati in viale Prati.
Saranno redistribuiti i parcheggi per motocicli: circa 45 stalli verranno eliminati sul viale e circa 60 saranno ricavati in altre zone della citta’. Verra’ inoltre realizzato un percorso riservato alle biciclette dirette verso sud.
Domani, giovedi’ 8 ottobre, si svolgera’ invece la Business Run, con 2.200 partecipanti annunciati.
Le principali limitazioni riguarderanno via Baltera fra le 17.20 e le 20 e il percorso della gara fra le 17.45 e le 19.30, con interruzioni anche agli attraversamenti di viale Rovereto e in altri punti.
In Val di Ledro, dal 12 ottobre all’11 dicembre, chi scende da Pre’ verso Riva verra’ deviato attraverso il paese, mentre chi sale verso la valle restera’ sulla statale 240. La modifica e’ legata ai lavori sulle barriere di sicurezza e non rappresenta una chiusura completa del collegamento.
Da Torbole arriva poi una segnalazione utile sulle truffe telefoniche.
Una residente ha perso 3 mila euro dopo una telefonata che appariva provenire dal numero della propria banca. Con il pretesto di bloccare un bonifico, i truffatori hanno ottenuto informazioni riservate.
Il numero visualizzato sul telefono puo’ essere falsificato e non garantisce quindi l’identita’ di chi chiama. La regola piu’ importante resta non comunicare credenziali o codici ricevuti via telefono o messaggio e contattare personalmente la banca attraverso i canali ufficiali.
Ad Arco, i vigili del fuoco volontari cercano nuove leve fra i 18 e i 44 anni. Il Corpo riferisce circa mille chiamate all’anno. Non sono richieste competenze iniziali specifiche: servono disponibilita’, idoneita’ e la partecipazione al percorso di formazione.
Fra scuola e ricerca, gli studenti delle classi quarte del linguistico Maffei hanno lavorato alla traduzione e all’adattamento di due documentari del RAM Filmfestival, che saranno proiettati anche al pubblico a Rovereto.
Il Museo delle Palafitte di Ledro ha invece avviato una collaborazione con il centro archeologico di Olomouc, in Moravia, per sviluppare attivita’ di ricerca e divulgazione, anche sulla metallurgia. Gli eventuali contatti fra i due territori nell’eta’ del Bronzo restano per ora un’ipotesi da approfondire.
Infine, il 10 ottobre sulla Ponale e il 17 ottobre a Ledro sono previste due camminate dedicate alla sensibilizzazione sul tumore al seno.
Dro, Ceniga e Drena si preparano inoltre ad accogliere il nuovo parroco, don Roberto Lucchi, domenica 11 ottobre alle 15.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere cio’ che e’ gia’ disponibile da cio’ che e’ soltanto previsto, i dati fiscali dall’uso reale delle abitazioni e le posizioni politiche dalle verifiche tecniche necessarie per trasformarle in decisioni.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 28 settembre 2026

Rassegna piu’ breve del consueto: oggi il T non esce e l’Adige dedica all’Alto Garda e Ledro una sola pagina.
La prima notizia utile riguarda Riva del Garda e la sicurezza di Palazzo Lutti-Salvadori. Dopo il distacco di una parte del rivestimento dalla facciata sud, fortunatamente senza feriti, e’ previsto un nuovo intervento urgente.
Giovedi’ primo ottobre, dalle 10 alle 18, sara’ chiuso sia ai pedoni sia ai veicoli il tratto compreso fra il civico 6 di via Maffei e il civico 6 di piazza Garibaldi. Per i mezzi in uscita dalla Ztl il percorso alternativo passera’ da via Florida sud, via Gazzoletti e piazza Battisti. E’ quindi soprattutto un’informazione pratica per chi dovra’ muoversi nel centro storico.
A Dro torna invece la controversia sul parcheggio di via Capitelli, che dispone di circa 80 posti e oggi utilizza un unico accesso per entrata e uscita. L’Adige riferisce anche di oltre 150 firme contrarie alla modifica.
La sindaca Ginetta Santoni e la Giunta difendono la scelta soprattutto per aumentare la sicurezza degli alunni diretti verso l’area ricreativa dell’oratorio. Unione Democratica sostiene invece che il nuovo assetto crei difficolta’ nelle manovre e possa ostacolare l’accesso dei mezzi di soccorso alle abitazioni.
Serve pero’ precisione su un episodio richiamato nel dibattito. L’Adige parla oggi di un “intervento dei pompieri” del 4 agosto, mentre il T aveva descritto delle manovre simulate, citate dall’opposizione sulla base delle testimonianze di alcuni residenti. Non risulta quindi documentato un vero soccorso d’emergenza che sia stato impedito.
Il Comune aveva inoltre richiamato verifiche della Polizia locale e dei Vigili del fuoco, ma nessuno dei due giornali ne pubblica gli esiti tecnici. Il problema non puo’ essere risolto scegliendo quale dichiarazione credere: servono dati e verifiche che dimostrino come garantire insieme la sicurezza dei bambini e l’accessibilita’ dei soccorsi.
Dall’Alto Garda arriva poi una vicenda giudiziaria conclusa con l’assoluzione definitiva di un’imprenditrice residente sul territorio, coinvolta dal 2022 in un procedimento tedesco per presunta evasione fiscale nel settore delle gelaterie.
Dopo l’assoluzione e’ stato disposto il dissequestro di circa 157 mila euro, con provvedimento del 14 settembre.
Secondo la ricostruzione dell’Adige, gli elementi raccolti non erano sufficienti per attribuire all’imprenditrice le manipolazioni degli incassi contestate. Per il periodo precedente al 2018 non si potevano estendere automaticamente le conclusioni tratte dai dati degli anni successivi; per la fase seguente non risultava invece dimostrato un suo contributo concreto alle condotte contestate.
Questo e’ il nucleo della notizia. Il confronto generale fra giustizia italiana e tedesca proposto nell’articolo va invece preso con cautela: una singola vicenda non permette di misurare due sistemi giudiziari. Anche definire l’evasione fiscale un malcostume “tipicamente italico” aggiunge uno stereotipo, non una spiegazione della sentenza.
Ad Arco prosegue infine il confronto politico nato attorno alla vicenda dell’Hotel Arco. Fucina Comune rivendica la propria natura di lista civica plurale e contesta la rappresentazione del gruppo come emanazione dell’ex sindaco Alessandro Betta.
La parola “accozzaglia”, ripresa nel titolo dell’articolo, appartiene alla risposta di Fucina Comune e non viene riportata come citazione testuale della sindaca Arianna Fiorio. Anche su questo punto e’ utile mantenere precise le attribuzioni.
Al di la’ dello scontro sull’identita’ politica delle liste, la questione piu’ concreta resta il futuro dell’area dopo la mancata approvazione della variante. Rimangono infatti senza quel percorso di realizzazione alcune opere previste nell’accordo: la riqualificazione di piazza Italia, un parco pubblico sulla riva sinistra del Sarca, collegamenti ciclopedonali e una quota di appartamenti vincolata alla prima casa.
Il confronto politico sarebbe quindi piu’ utile se tornasse su queste domande: quali opere verranno comunque realizzate, con quali alternative, quali risorse e quali tempi?
Fra gli appuntamenti, questa mattina alla Rocca di Riva si parla del riuso sostenibile del patrimonio degli enti religiosi. Domani sera, nella sala teatro della Comunita’ di Valle, e’ invece in programma il monologo “Attraverso la mia ombra”, nell’ambito della Settimana dell’accoglienza.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ la necessita’ di tornare ai fatti verificabili: dagli esiti tecnici sulla sicurezza di via Capitelli alle motivazioni di una sentenza, fino alle opere concrete che dovranno sostituire i progetti rimasti senza attuazione.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 settembre 2026

La notizia principale riguarda ancora l’ex Hotel Arco, ma oggi il confronto resta soprattutto politico. La sindaca Arianna Fiorio attribuisce alla precedente amministrazione la responsabilita’ della mancata approvazione della variante urbanistica. Le pagine disponibili, pero’, non introducono elementi sufficienti per considerare definitivamente accertata questa attribuzione.
Un punto richiede una precisazione: dire che la precedente amministrazione “non ha mai risposto” alla Provincia e’ troppo netto. Lo stesso articolo riferisce infatti di una risposta del Comune del 20 novembre 2024, che secondo Fiorio non avrebbe chiarito adeguatamente tutte le questioni richieste. Non rispondere e rispondere in modo insufficiente sono due cose diverse.
Nella cronologia manca inoltre il passaggio del 20 marzo 2026, richiamato dall’ex assessore Nicola Cattoi, quando il Comune avrebbe comunicato alla Provincia l’impossibilita’ di procedere alle modifiche richieste. Anche questo atto andrebbe esaminato per ricostruire correttamente come si sia arrivati alla bocciatura.
Sul piano politico, Fiorio collega Fucina Comune all’ex sindaco Alessandro Betta, che contesta questa rappresentazione e annuncia di avere incaricato un legale di valutare eventuali iniziative. Il confronto puo’ essere anche duro, ma per capire la vicenda urbanistica servono soprattutto atti e documenti, non soltanto post e repliche personali.
Voce Comune sposta invece l’attenzione sul futuro: senza l’accordo bocciato, come verranno realizzati il parco di circa 4.000 metri quadrati, la riqualificazione di piazza Italia e i collegamenti ciclopedonali verso il Sarca? La bocciatura della variante non elimina infatti le esigenze che quelle opere cercavano di affrontare.
Un altro tema importante riguarda San Giorgio. Il Coordinamento Tutela Ambiente Alto Garda e Ledro propone un’alternativa al collegamento previsto fra via Sabbioni e via Aldo Moro: meno allargamenti e un bypass attraverso via Isce e via Monte Brione, per allontanare il traffico di attraversamento dall’abitato.
E’ una proposta da approfondire, non una soluzione gia’ dimostrata migliore. I 18 mila veicoli al giorno richiamati nel dibattito rappresentano una previsione di picco futuro, non il traffico attualmente misurato.
Anche sul consumo di suolo i conti restano incompleti. Il bypass richiederebbe fra 6.000 e 6.500 metri quadrati; circa 5.000 potrebbero essere risparmiati rinunciando ad alcuni tratti ciclabili. I proponenti aggiungono il risparmio delle complanari non realizzate, ma senza quantificarlo. Prima di concludere che l’alternativa consumi meno territorio servono quindi dati completi e confrontabili.
A Riva del Garda prosegue il confronto sulla mobilita’ digitale. Alcuni strumenti esistono gia’, come i due bike box da otto posti ciascuno in viale Madruzzo e piazza Catena. Altre soluzioni, come itinerari personalizzati, servizi a chiamata e sistemi piu’ avanzati di gestione dei flussi, restano invece proposte.
Il sindaco Alessio Zanoni parla della possibilita’ di finanziare parte degli investimenti attraverso il settore turistico, ma non viene ancora indicato con quale meccanismo. Anche i dati sugli incidenti richiedono cautela: si passa da 167 nel 2024 a 189 nel 2025, mentre i 160 del 2026 si riferiscono a un anno non ancora concluso.
A Pietramurata il problema del medico di base resta irrisolto. Michela Calza’ chiede incentivi per le sedi difficili da coprire, maggiore sostegno organizzativo e piu’ formazione. Sono proposte rivolte alle cause strutturali della carenza, ma oggi non viene annunciato l’arrivo di un nuovo medico.
Per il Camping Brione, invece, sono tre i soggetti interessati alla gestione temporanea fino al gennaio 2029: 2C, Komplett e Moss. Solo 2C e’ stata subito ammessa alla fase successiva; le altre due societa’ devono integrare la documentazione. Una nuova verifica e’ prevista il 30 settembre. Non c’e’ quindi ancora un vincitore.
Torna anche il problema del Rugby Alto Garda. Cristina Santi e Silvia Betta chiedono quale sede sara’ garantita ai circa 300 tesserati quando, dal settembre 2027, il campo del rione Degasperi verra’ trasformato per l’hockey. Non viene contestato il progetto per l’hockey: la richiesta riguarda area alternativa, finanziamenti, tempi ed eventuali sistemazioni provvisorie per il rugby.
Sul Natale rivano, il Consorzio RivainCentro, unico partecipante al bando, organizzera’ le edizioni 2026 e 2027. Il contributo comunale sara’ di 180 mila euro complessivi, 90 mila per anno. La novita’ e’ soprattutto l’affidamento biennale.
Fra le altre notizie, oltre 500 persone appartenenti a 115 associazioni hanno partecipato alla Festa dei volontari alla Spiaggia degli Olivi. Circa 200 persone hanno invece preso parte alla pedalata “Ciclami tutta”.
Il 24 settembre, infine, prende il via ad Arco il ciclo “Capire i bambini per crescere insieme”, con tre incontri dedicati al rapporto fra famiglie ed esperti.
Il filo conduttore della rassegna di oggi e’ distinguere le ricostruzioni politiche dagli atti, le alternative progettuali dai vantaggi ancora da dimostrare e i servizi gia’ disponibili dalle proposte che devono ancora trovare risorse e modalita’ operative.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 24 agosto 2026

Nella Rassegna stampa ragionata dell’Alto Garda e Ledro di lunedi’ 24 agosto 2026 ci basiamo oggi sulla sola pagina locale dell’Adige, dal momento che il T non esce il lunedi’.
La notizia principale riguarda il Casino’ di Arco. La pratica predisposta dall’Amsa per accedere al Conto Termico e ottenere un contributo stimato in circa 2,25 milioni di euro e’ stata compilata e caricata il 20 aprile, ma non e’ mai stata formalmente trasmessa al Gestore dei servizi energetici. Non risulta quindi perso un finanziamento gia’ assegnato: il nodo riguarda piuttosto il controllo del Comune sulla propria partecipata e le informazioni fornite al Consiglio nei mesi successivi.
A Riva del Garda viene riproposta la notizia dei controlli antidroga svolti dalla Polizia locale con le unita’ cinofile di Trento. Nelle spiagge, all’ex colonia Miralago e al Parco della Pace sono stati rinvenuti complessivamente circa trenta grammi di sostanze stupefacenti. L’articolo descrive bene l’operazione, ma non chiarisce quali sostanze siano state trovate, quante persone siano state coinvolte e quali provvedimenti siano seguiti.
Ad Arco torna anche il tema del Carnevale 2027. Un intervento d’opinione propone la creazione di un nuovo soggetto organizzatore dopo la rinuncia della Pro Loco. Al momento, pero’, non esiste ancora una decisione amministrativa in questa direzione ne’ un nuovo ente incaricato di salvare la manifestazione.
Infine, sabato 29 agosto a Pieve di Ledro e’ in programma un incontro dedicato al caso Garlasco. L’articolo parla della nuova indagine su Andrea Sempio come ancora semplicemente “aperta”, ma il procedimento e’ gia’ arrivato alla conclusione delle indagini preliminari. Sempio non e’ stato condannato, mentre la condanna definitiva di Alberto Stasi resta pienamente efficace.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 23 agosto 2026

Nella Rassegna stampa ragionata dell’Alto Garda e Ledro di domenica 23 agosto 2026 partiamo da Nago-Torbole, dove il costo complessivo del servizio rifiuti sale a circa 1,2 milioni di euro, con un aumento dell’8,6%. La Tari cresce mediamente del 6,5%: per una famiglia-tipo la spesa passa indicativamente da 160 a 169 euro. Mancano pero’ i dettagli necessari per capire come l’aumento si distribuisca tra famiglie e attivita’ economiche.
Il T pubblica poi i dati sulla speranza di vita nell’Alto Garda e Ledro: nel 2023 e’ pari a 81,2 anni, quattro decimi sotto la media provinciale. Il dato piu’ significativo riguarda gli uomini, scesi a 78,3 anni, mentre le donne raggiungono gli 84,8. La tendenza merita attenzione, ma non e’ possibile attribuire automaticamente al Covid tutta la diminuzione registrata negli ultimi anni.
A Dro torna il tema del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Più Democrazia in Trentino si e’ nuovamente rivolta al Difensore civico dopo la bocciatura di una mozione in Consiglio comunale. Restano ancora da definire stanziamento, responsabile del procedimento e tempi concreti per l’avvio del piano.
A Torbole l’opposizione torna ad attaccare l’amministrazione sulle code e sul mancato Piano urbano del traffico. Il problema e’ reale, ma l’articolo di oggi riporta soprattutto la posizione politica della minoranza e non contiene nuovi dati sui flussi ne’ la replica del sindaco.
Una notizia positiva arriva da Move it for a reason, la manifestazione benefica organizzata a Riva: tra magliette e sponsorizzazioni sono stati raccolti complessivamente 19.311 euro per sostenere i progetti di Noiperloro in Ghana.
Spazio anche a Ruggine e Ragu’, il progetto di Chiara de Franco e Bouchaib Jaddi, che viaggiano attraverso l’Italia raccogliendo storie, ricette e memorie delle persone anziane. Il nuovo viaggio diventera’ anche un documentario.
Torna inoltre il caso del sedicenne che, per rientrare dal lavoro da Nago a Ceniga, incontra frequentemente problemi con le coincidenze degli autobus. Il T amplia oggi il discorso a Bus&Go, ma perde alcuni dei dettagli piu’ precisi pubblicati ieri e indica una distanza che non corrisponde al percorso effettivamente compiuto attraverso Riva.
Infine, sulla bandiera palestinese al rifugio Marchetti continuano ad arrivare prese di posizione politiche, ma nessun fatto nuovo. Rimane ancora senza risposta la domanda centrale: quali conseguenze concrete puo’ avere il rifiuto del gestore di rimuoverla?
Come sempre, la rassegna prova a distinguere fatti accertati, dichiarazioni e interpretazioni, mettendo in evidenza anche i dati mancanti e le domande ancora aperte.
Rassegna stampa Altogarda e Ledro del 22 agosto 2026

Nella Rassegna stampa ragionata dell’Alto Garda e Ledro di sabato 22 agosto 2026 partiamo dal Casino’ di Arco. La domanda predisposta dall’Amsa per ottenere circa 2,25 milioni di euro attraverso il Conto Termico non e’ mai stata formalmente trasmessa. Non si tratta quindi di un finanziamento gia’ assegnato e poi perso: il punto riguarda soprattutto il controllo sulla societa’ e le informazioni fornite al Consiglio comunale nei mesi successivi.
All’ospedale di Arco, il sindacato Nursing Up denuncia spazi insufficienti e condizioni problematiche per il personale e i mezzi di Trentino Emergenza. L’Asuit conferma di essere alla ricerca di una sistemazione alternativa, ma senza indicare per ora tempi e sede.
Da lunedi’ Pietramurata restera’ senza un medico di medicina generale presente nella frazione. Gli assistiti potranno scegliere professionisti disponibili ad Arco, Riva o Ledro, ma resta da capire quando potra’ essere ripristinato un presidio locale.
Sul trasporto pubblico, un sedicenne racconta di essere riuscito a prendere soltanto due volte su circa quindici viaggi la coincidenza necessaria per tornare da Nago a Ceniga. E’ una testimonianza significativa, che rende pero’ necessari dati ufficiali su ritardi, coincidenze perse e autobus sovraffollati.
A Tenno saranno investiti 700 mila euro per realizzare un nuovo serbatoio da 500 metri cubi, destinato a rafforzare la riserva idrica comunale. Ad Arco, intanto, le analisi hanno confermato il ritorno alla potabilita’ dell’acqua a Braila, Carobbi e Troiana, mentre restano le limitazioni per San Giovanni al Monte e le zone montane.
A Riva del Garda, l’opposizione propone di affiancare ai lavori sull’acquedotto di via Ardaro il prolungamento della fognatura verso le Foci. Il Comune e Apm mettono inoltre a disposizione 30 abbonamenti agevolati al parcheggio del Parco della Liberta’ per il personale di tre scuole cittadine.
Torna anche il confronto sul campo di Pomerio: l’Us Arco difende la necessita’ del sintetico per sostenere l’intenso utilizzo dell’impianto, mentre la decisione del Comune di rinviarne la sostituzione non cambia.
Tra le altre notizie, l’allarme dei produttori per i castagneti di Campi e Pranzo, le nuove regole di accesso nella zona del ponte romano di Ceniga, il corso gratuito di italiano per cittadini stranieri concluso a Dro e le iniziative per i cento anni della Sat di Riva.
Infine, sulla bandiera palestinese al rifugio Marchetti arriva un’altra presa di posizione, ma nessuno sviluppo concreto: la bandiera rimane esposta e resta ancora da chiarire quali conseguenze possa avere il rifiuto del gestore di rimuoverla.
Come sempre, la rassegna cerca di distinguere i fatti accertati dalle dichiarazioni e dalle interpretazioni, mettendo in evidenza anche i dati mancanti e le domande ancora senza risposta.