1. La salute innanzitutto, recuperando sia la capacità di prevenzione che quella di cura.
Con Fugatti abbiamo peggiorato il sistema sanitario, lasciando i cittadini soli e obbligati a ricorrere , chi ne aveva la possibilità, al privato, per superare le liste di attesa e la carenza dei presidi sul territorio.
Serve una sanità pubblica di qualità accessibile a tutti,con la dotazione prioritaria delle risorse e del personale necessario (con formazione e migliore retribuzione), la medicina di base e territoriale è fondamentale per la prevenzione e per le cure appropriate lavorando insieme alla specialistica e alla rete ospedaliera(che va riorganizzata e realizzato il Polo ospedaliero universitario e l’ospedale di Cavalese) anche per ridurre le liste di attesa.
Servono politiche per migliorare l’offerta di servizi socio-sanitari per gli anziani che permetta la residenzialità e riqualifichi le RSA.
2. Ambiente, territorio e cambiamento climatico: dobbiamo proteggere i più deboli.
Sono necessari interventi per mitigare le ondate di calore e proteggere i più poveri dai rincari energetici. Dobbiamo difendere il territorio da frane e alluvioni e l’agricoltura da grandine e siccità, con la gestione delle acque, della loro sicurezza e qualità; dobbiamo contribuire al contenimento delle emissioni e alla transizione ecologica, mettendo assieme ricerca, innovazione, cura del territorio: con la produzione di energia da fonti rinnovabili a partire da una miglior gestione dell’idroelettrico;con il risparmio e l’efficienza energetica degli edifici, con le comunità energetiche.
Abbiamo bisogno di un piano della Mobilità sostenibile alternativo alle opere inutili e puntando alla mobilità pubblica e a partire dal trasporto merci, sulla ferrovia, assicurando la sicurezza e la tutela ambientale nel raddoppio della linea del Brennero e potenziando la rete, recuperando anche le le tratte dismesse.
3. Il lavoro e l’economia, perché senza un lavoro stabile e dignitoso non c’è futuro.
Le risorse e le competenze dell’Autonomia devono servire per dare un lavoro a tutti, con politiche attive,con il rispetto delle pari opportunità nell’accesso al lavoro e nella retribuzione, con la formazione permanente, migliorando la sicurezza, la stabilità del lavoro e le retribuzioni: con un patto tra imprese e sindacati , vincolando i contributi e l’assegnazione di appalti e servizi alla qualità e ai diritti dei lavoratori. Assicurando, con il progettone, un lavoro a chi non lo trova.
Ma è importante assicurare la crescita e la sostenibilità delle imprese, sostenendo la formazione e l’innovazione nell’industria, nell’artigianato, nei servizi, nel commercio e nella cooperazione e governando il turismo. E’ necessaria una promozione territoriale che valorizza ambiente, agricoltura, cultura; con lo sviluppo delle stagioni intermedie e nelle aree a bassa presenza turistica; con una strategia per il turismo invernale che offra ulteriori possibilità rispetto al cambiamento climatico; con la formazione, stabilità, retribuzione adeguata e possibilità di alloggi per i lavoratori del turismo.
L’agricoltura è cura del territorio, promozione della qualità e attenzione alla biodiversità: presidio della montagna e zootecnia con gestione dei grandi predatori;innovazione tecnologica e digitale, uso equilibrato delle risorse idriche e maggiore sostenibilità;cura del patrimonio forestale e artigianato del legno;
4. La scuola, l’università e il sistema della ricerca sono decisivi per affrontare le sfide globali e per il futuro e la qualità (del lavoro, delle imprese e dei prodotti) del Trentino.
Il sistema 0-6 salvaguardi la funzione educativa e offra risposte alle famiglie; nella scuola con la dotazione delle risorse economiche e umane(con formazione e riconoscimento economico), l’autonomia delle istituzioni scolastiche , l’elevazione della formazione professionale, la valorizzazione del ruolo educativo degli insegnanti e del personale scolastico; vogliamo evitare l’abbandono scolastico e migliorare la formazione di tutti e dare risposte ai bisogni educativi speciali.
L’investimento per il diritto allo studio, per la crescita culturale, per l’Università e per un sistema della ricerca di qualità, attrattivo e di valenza internazionale, è un investimento decisivo per la nostra comunità.
5. La sicurezza sociale è sentirsi parte di una Comunità, avere un lavoro, una casa, il rispetto dei propri diritti.
Crescono i bisogni di cura, cresce l’invecchiamento, cresce il disagio, ma il Trentino ha un patrimonio di solidarietà di volontariato, di cooperazione, che accanto alle politiche sociali di prevenzione e di assistenza e al ruolo delle Comunità e degli enti locali e agli strumenti quali l’assegno unico, o l’accoglienza diffusa, può dare risposte per assicurare a tutti la piena cittadinanza e contrastare la violenza di genere e ogni discriminazione.
E una priorità è la politica per la casa:sostenendo l’accesso per i giovani; calmierando i canoni di locazione; rilanciando l’edilizia pubblica con un piano straordinario e, controllando l’uso turistico, offrendo alloggi ai lavoratori per rendere stabile la loro presenza.
6. L’autonomia: un patrimonio che con il governo delle destre è sprecato.
Ci sono risorse e competenze per dare risposte al cambiamento climatico, al cambiamento demografico, alla crescita delle disuguaglianze.
C’è bisogno di condividere un’idea di Autonomia, tornare a sperimentare, innovare, mobilitare tutte le risorse, favorire la partecipazione, smettendola di aspettare sempre da Roma la soluzione dei problemi di questo territorio.
Vogliamo difendere la dimensione regionale con un nuovo “patto costituente” e rafforzare l’Euregio e investire sull’Europa.
Non è con le politiche di divisione e di accentramento provinciale che si cambia il Trentino, vogliamo valorizzare i territori e renderli protagonisti del loro sviluppo,riequilibrando valli e città con il potenziamento delle Comunità di valle, e riformando la Pubblica Amministrazione per renderla più trasparente ed efficiente.